Accadde l’8 dicembre: la forma mentis

La forma mentis (scarica audio)

Trascrizione

La parola, anzi, la coppia dì parole del giorno sono forma mentis. Sì tratta dì una locuzione latina.

Significa “il modo di pensare”,l’assetto mentale” o “la struttura del pensiero”, o se preferite, “la forma della mente” che si ricorda meglio.

Prendiamo spunto da un evento del giorno 8 dicembre: la nascita di Marcello Piacentini, celebre architetto e urbanista italiano, nato a Roma l’8 dicembre 1881.

Marcello Piacentini fu una delle figure più influenti dell’architettura italiana del primo Novecento: fu protagonista della scena architettonica nazionale tra gli anni 1910 e 1940 e divenne ideologo e artefice di quel “monumentalismo di regime” che caratterizzò gran parte dell’architettura durante il periodo fascista.

La sua visione progettuale esprime una forma mentis ben definita: un modo di pensare l’architettura come strumento simbolico di potere, ordine e identità collettiva.

La sua forma mentis consiste nella convinzione che l’architettura debba comunicare valori civici e politici.

Nelle sue opere e nei progetti urbanistici, come quelli per il quartiere EUR di Roma o l’ampliamento della città universitaria (“La Sapienza”), si riflette l’idea che gli edifici pubblici e gli spazi collettivi debbano incarnare la grandiosità, la disciplina e l’unità nazionale.

La sua forma mentis era dì operare al servizio di una visione statale precisa.

Ora vediamo altri contesti per chiarire meglio che cosa significa forma mentis. Nel contesto professionale, ad esempio, un ingegnere assume spesso una forma mentis orientata alla logica, all’analisi quantitativa e alla soluzione sistematica dei problemi.

Questo è il suo modo dì pensare, perché lo ha imparato all’università. La sua mente si è formata in questo modo. Quando affronta una nuova sfida, la sua mente tenderà a scomporre il problema in parti misurabili e a cercare soluzioni basate su dati.

Nel contesto artistico, invece, un pittore può avere una forma mentis che valorizza l’immaginazione, le sensazioni visive e la creatività, portandolo a interpretare uno stesso soggetto con colori e forme molto diverse da quelle di un ingegnere. Tutt’altra forma mentis rispetto agli ingegneri.

Nel mondo accademico, gli studiosi di discipline umanistiche e quelli di discipline scientifiche spesso possiedono forma mentis differenti: mentre lo studioso di letteratura può cercare nessi simbolici e interpretazioni soggettive di un testo, il ricercatore in fisica cercherà leggi universali e modelli predittivi perché è abituato a pensare che la logica e la realtà sia soltanto una: della serie “la matematica non è un’opinione.

Queste differenze non sono negative di per sé, ma mostrano come la forma mentis influisca sulle domande che si fanno, sulle strade che si scelgono per rispondere e sui valori che si privilegiano.

In tutti questi esempi, forma mentis non è solo un sinonimo stilistico di “mentalità”, ma indica il modo profondo in cui la cultura, l’educazione e l’esperienza plasmano, formano, modellano il pensare di una persona o di un gruppo.

Sì usa spesso citare la forma mentis anche quando non sì riesce a capire qualcosa, perché questo qualcosa richiede una forma mentis diversa dalla propria.

Es:

Per gestire questo progetto serve una forma mentis organizzativa e analitica, diversa dalla mia abitudine più creativa e istintiva.

Qui si sottolinea che capire e portare avanti il progetto richiede un modo di pensare strutturato, che non tutti possiedono naturalmente.

Io ad esempio, che ho una forma mentis scientifica, non riesco a capire i film più complessi, mentre mia moglie non ha alcun problema, sebbene non riesca a fare semplici operazioni matematiche a mente.

Abbiamo due forma mentis diverse. In sostanza, forma mentis spiega la differenza tra il modo in cui le persone elaborano informazioni, risolvono problemi o interpretano situazioni, e non tanto il livello di intelligenza o di conoscenza.

Altri modi per dire forma mentis sono modo di pensare, approccio mentale, attitudine o predisposizione mentale, mentalità, modo dì ragionare, struttura mentale, schema mentale, modo di vedere.

377 Essere portati

File audio disponibile per i membri dell’associazione Italiano Semplicemente  (ENTRA)

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https://youtu.be/UfkWDOWA4hU

Trascrizione

Giovanni: Chi ascolta Italiano Semplicemente vuole imparare o migliorare l’italiano, giusto? Ebbene, quanto tempo si impiega a fare dei progressi significativi?

Spesso si sente dire:

Per te è facile imparare le lingue perché ci sei portato.

In questo caso si fa riferimento a una predisposizione all’apprendimento di una materia, come a dire: il tuo cervello è fatto in modo tale da permetterti di imparare più velocemente.

Può darsi che questa teoria sia vera. Sicuramente ciascuno di noi è portato di più alcune materie e meno in altre.
Io ad esempio credo di essere portato in matematica. Si usa la preposizione “IN” ma anche “PER“.

Giovanni è portato in italiano

Francesca è portata per le lingue

Mario è portato nelle materie scientifiche che in quelle letterarie
La stessa cosa vale anche per i mestieri:

Giovanni è molto portato per i lavori di precisione.

Le persone portate in una materia specifica o a un lavoro imparano anche più facilmente quella materia e migliorano più velocemente.

Attenzione alla preposizione, perché se usate “A” il significato cambia:

Aver nascosto l’esistenza del virus ha portato ad una maggiore contagio

Italiano Semplicemente mi ha portato ad un alto livello di italiano

Questo mi porta a pensare che il verbo “portare” ha più significati

In questo caso si usa per esprimere una conseguenza, un risultato.

Quindi la preposizione usata ci aiuta a capire il senso, ma ci aiuta soprattutto l’uso del verbo essere. Quando usiamo il verbo essere quasi sempre stiamo parlando di una predisposizione.

Io sono portato nella matematica
Tu sei portata in italiano

Attenzione però, perché a volte è il contesto che ci aiuta a capire:

Sono portato in auto da casa fino in ospedale

In questo caso parliamo di trasporto: qualcuno mi sta portando in ospedale.

Ti sei portato in ufficio un libro

In quest caso è il libro ad essere portato, da te, in ufficio.

I militari si sono portati nel campo

In questo caso portare sta per andare, recarsi. Si usa il verbo “portarsi” Però c’è ancora essere, il verbo portare e “nel”, il che potrebbe portare a pensare che si sta parlando di predisposizione, ma è il contesto che ci aiuta a capire che la frase ha un altro significato.

Se non vi dispiace, adesso ripassiamo un po’ le puntate precedenti:

Lia: se vi dicessi che non sono portata nelle lingue?

Carmen: Davvero? Non si direbbe! Allora mi pare che a tuo modo hai saputo ovviare bene a questa tua mancanza!

Max Karl: Neanche io sono portato comunque. Lo studio da 10 anni ma a suo tempo Italiano Semplicemente non c’era.

Emma: un’importante defezione! Meglio tardi che mai!