Sovvenire e “non mi sovviene”

Sovvenire

episodio 1285

Trascrizione

Oggi parliamo di un verbo un po’ particolare: sovvenire.

È un verbo che probabimente non usate tutti i giorni. Anzi, se lo usate troppo spesso, rischiate di sembrare un po’ ricercati!

Sovvenire ha avuto diversi significati nel corso della storia della lingua italiana, ma oggi ci interessa soprattutto un significato: ricordare, venire in mente.

Dunque è un verbo utilissimo come avrete capito.

Per esempio:
Come si chiama quel tizio che abbiamo incontrato poco fa?
In questo momento non mi sovviene il suo nome.

Cioè: non mi ricordo il suo nome, non mi viene in mente il suo nome.

Attenzione però alla costruzione.

Non diciamo normalmente:

«Io non sovvengo il suo nome.»

Il soggetto è infatti la cosa che viene in mente, non la persona che cerca di ricordarla.

Quindi:

«Mi sovviene il nome di quel ristorante.»

significa:

«Mi viene in mente il nome di quel ristorante.»

E se non ce lo ricordiamo:

«Non mi sovviene il nome di quel ristorante.»

C’è da dire che la forma negativa si usa molto più di frequente.

È un modo elegante, formale e anche un po’ antiquato di parlare. Ma forse, più che antiquato, meglio dire letterario.

Nella conversazione quotidiana è molto più naturale dire «non mi ricordo» oppure «non mi viene in mente».

Ma proprio per questo sovvenire può essere usato anche con una certa ironia.

Immaginate, per esempio, due amici che stanno cercando di ricordare il nome di una persona:

«Come si chiama quell’attore italiano che abbiamo visto ieri?»

«Non mi sovviene.»

«Dai, è famosissimo!»

«Ti ho detto che non mi sovviene!»

Qui l’espressione fa sorridere proprio perché è molto più ricercata rispetto alla situazione.

C’è poi un’altra cosa importante.

Sovvenire può avere anche il significato di aiutare o soccorrere, ma questo uso è ancora più letterario e oggi non appartiene normalmente alla lingua comune.

Quindi, se vedete una frase come:

«I passanti hanno sovvenuto l’uomo ferito»,

non è il modo normale di parlare. È molto più naturale dire:

«I passanti hanno soccorso l’uomo ferito.»

Insomma, se volete usare sovvenire senza rischiare di suonare troppo solenni, il caso più interessante è proprio quello legato al ricordo:

«Mi sovviene…» = «Mi viene in mente…»

e

«Non mi sovviene…» = «Non mi ricordo / non mi viene in mente…»

E mi raccomando: non dite «mi sovviene in mente».

Perché? Perché sovvenire, in questo significato, contiene già l’idea di qualcosa che viene alla mente. Aggiungere «in mente» è quindi superfluo.

E adesso, se vi chiedessi il nome di quel film italiano che abbiamo citato qualche settimana fa?

Beh… non mi sovviene! E adesso possiamo al ripasso:: vi sovviene qualche ricordo del passato che vale la pena di utilizzare per ripassare qualche episodio passato?

Ripasso in preparazione a cura dei membri dell’associazione Italiano Semplicemente