438 Cosicché e sicché

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cosicché e sicché

Cosicché e sicché

Oggi vediamo la differenza tra “cosicché” e “sicché“, due congiunzioni probabilmente poco usate dai non madrelingua.

Sono abbastanza simili in realtà, ma non esattamente, sicché adesso vi spiego la differenza.

Iniziamo da cosicché. Si usa in due modi diversi.

Cosicché: i cambiamenti

Nel primo caso si parla di cambiamenti.

Se ad esempio dico:

Piove, perciò prendo l’ombrello

Posso dire tranquillamente:

Piove, cosicché prendo l’ombrello

Ma in questo caso perciò e quindi sono più adatti.

Nel caso di una variazione invece meglio usare cosicché:

Pensavo ci fosse il sole. Invece pioveva, cosicché ho dovuto prendere l’ombrello

Ogni volta che c’è un cambiamento pertanto è una buona idea usare cosicché. 

Quindi “cosicché” è molto simile a perciò, quindi, ma più simile a “pertanto”,  “in conseguenza di ciò”.

C’era tantissima gente in strada, cosicché siamo dovuti tornare a casa

Stavamo per sposarci, ma il Covid ci ha impedito di farlo alla data programmata, cosicché siamo ancora in attesa di fissare una data per il matrimonio.

Anche qui è chiaro il cambiamento, causato da un inconveniente, un problema inaspettato.

Cosicché: possibilità e potenzialità

Nel secondo caso si parla di possibilità e potenzialità: Una cosa è possibile grazie ad un’altra. Non parlo necessariamente di causa ed effetto, di una semplice conseguenza, piuttosto di un fattore che può determinare delle conseguenze, o che può rendere possibile una conseguenza.

In questo caso cosicché è più simile a: in modo tale da, di modo che, affinché

Es:

La settimana prossima saranno vaccinati gli insegnanti, cosicché si possano riaprire le scuole

Ecco: la riapertura delle scuole è possibile grazie alla vaccinazione degli insegnanti. 

Bisogna rafforzare i controlli della Casa Bianca, cosicché nessuno possa entrare quando vuole

Occorre più trasparenza, cosicché sia possibile controllare i conti pubblici senza alcun problema

Notate che nel caso di cambiamenti, spesso si parla al passato, pertanto nella maggioranza dei casi non si usa il congiuntivo. Quando invece parliamo di possibilità o potenzialità,  di cose che sono state o saranno possibili solo grazie a qualcosa, è consigliato usare il congiuntivo:

Con tutta quella neve abbiamo dovuto mettere le catene alla macchina cosicché potessimo continuare il viaggio

Comunque spesso il congiuntivo non è obbligatorio neanche in questo caso:

Ho deciso di spostare la lezione di italiano  dal lunedì al martedì cosicché il lunedì potrò giocare a basket. (Se volete maggiori informazioni in merito, c’è un episodio dedicato proprio al congiuntivo)

C’è quindi questa possibilità di giocare a basket il lunedì, che diventa reale quando decido di spostare al martedì la lezione di italiano.

Questi dunque sono i due principali casi in cui cosicché è molto adatto: cambiamenti e possibilità

Passiamo a sicché.

Sicché: i cambiamenti

Si usa esattamente come cosicché nel primo caso (anche staccato: così che) quindi per esprimere una conseguenza  in modo analogo a quindi e perciò, specie quando ci sono dei cambiamenti, proprio come cosicché.

Non sopportavo che mia moglie mi tradisse, sicché adesso sono di nuovo single.

Da questo punto di vista quindi sicché è identico a cosicché, forse anche un po’ più secco, più deciso, netto: una conseguenza inevitabile diciamo:

Ho mangiato troppo in questi ultimi anni, sicché adesso ho 20 kg in sovrappeso.

Nessuno mi aiutava, sicché ho fatto tutto da solo

Come a dire: non poteva che accadere questo, è stata una conseguenza inevitabile.

 Nel secondo caso visto prima però, quindi nel caso di possibilità e potenzialità, sicché non è molto adatto.

Normalmente quindi la frase:

Adesso mangerò meno sicché dimagrirò sicuramente

Non è scorretto di per sé, ma si preferisce usare cosicché, in modo tale da. perché non è una conseguenza inevitabile ma una possibilità.

Invece sicché ha un uso specifico. 

Sicché: frasi interrogative conclusive

Si può usare infatti con un tono interrogativo per invitare altre persone a trarre delle conclusioni. 

Sicché, cosa hai deciso, verrai con noi al corso di italiano? 

Anche in questo caso potrei usare quindi o perciò, ma anche in questo caso sicché esprime in modo più netto e deciso un concetto finale, conclusivo. A volte può esserci irritazione, impazienza:

Cara, io devo dirti la verità… amo un altra. 

Ah, sicché, hai deciso di lasciarmi? E cosa avrebbe lei più di me?

In questi casi la frase è sotto forma di domanda, ma spesso si tratta di domande retoriche o di deduzioni logiche (come in quest’ultimo caso). Spessissimo si tratta di domande ironiche. Solo a volte è una vera domanda, diciamo più una richiesta di conferma, come a dire: io so questa cosa, è vera?

Sicché hai una nuova fidanzata, complimenti!

Sicché stasera vieni anche tu alla festa vero?   

L’episodio è durato più del previsto, cosicché meglio fare un ripasso molto breve:

Irina: bene, anche brevissimo, purché non si salti il ripasso però. Per me è fondamentale.

Ulrike: Quanto a me, sono completamente d’accordo.

Sofie: Io no invece. Certi episodi sono di un breve che finiscono subito! 

M4: sicché hai intenzione di continuare a contraddire sempre tutti? Non hai il mio plauso in questo caso.

Sofie: Assolutamente no. Dico solo la mia idea cosicché tutti possano conoscerla. Questo è quanto.