Quel dico non dico

Quel dico non dico

audio in preparazione

episodio 1258

Trascrizione

Buongiorno a tutti e benvenuti su Italiano semplicemente.

In questo episodio della rubrica “2 minuti con Italiano semplicemente” parliamo dell’espressione “Quel dico non dico“.

L’espressione è molto interessante e anche molto usata nella lingua italiana, soprattutto quando si parla di comunicazione poco chiara, di allusioni e di messaggi lasciati a metà.

“quel dico non dico”.

Può sembrare curiosa, perché è composta semplicemente dai verbi dire e non dire.

Ma che significa esattamente?

Immaginate una persona che voglia comunicarvi qualcosa senza però dirla apertamente.

Magari vi dice:

Sai, ho sentito certe cose su quel collega…

Ah sì? Cosa hai sentito?

No, niente, lasciamo perdere…

Oppure:

Diciamo che qualcuno potrebbe avere dei problemi…

Chi?

Non importa.

Ecco, in questi casi si crea un’atmosfera fatta di mezze parole, di allusioni, di frasi lasciate in sospeso.

Questo è proprio il dico non dico.

Si tratta infatti di un modo di parlare in cui si lascia intendere qualcosa senza esprimerla chiaramente.

Spesso si usa l’espressione con l’articolo:

“un dico non dico” e soprattutto “quel dico non dico”.

Ad esempio:

Tra i due c’era un continuo dico non dico che rendeva impossibile capire la verità.

Oppure:

Quel suo dico non dico mi ha fatto pensare che sapesse molto più di quanto volesse ammettere.

Lei era un po’ ambigua, hai presente quel dico non dico che ti mette in imbarazzo?

A ben vedere, il dico non dico può avere diverse finalità.

Talvolta serve per prudenza, altre volte per diplomazia. In certi casi, invece, serve semplicemente a suscitare curiosità.

Pensate ai giornalisti quando scrivono:

Una nota personalità sarebbe coinvolta nella vicenda…

senza però fare nomi.

Oppure a certi politici che amano parlare per allusioni.

Da che mondo è mondo, infatti, non tutti hanno il coraggio di dire apertamente ciò che pensano.

C’è chi preferisce muoversi tra le righe. C’è chi lascia intendere. C’è chi fa capire senza esporsi troppo.

E così nasce il dico non dico.

L’espressione può anche avere una sfumatura negativa. Se qualcuno esagera con le allusioni, infatti, può risultare irritante.

Dopo un po’ viene voglia di dirgli:

“Parla chiaramente oppure taci!”

In altre parole, il dico non dico può sembrare una strategia per non assumersi responsabilità.

Si lascia trapelare un’informazione, ma senza affermarla davvero.

Se poi qualcuno protesta, si può sempre rispondere:

“Io non ho detto niente.”

Una situazione piuttosto comoda, non c’è che dire.

Nel linguaggio sentimentale il dico non dico è frequentissimo.

Pensate a due persone che si piacciono ma che non vogliono scoprirsi troppo.

Frasi ambigue, guardi, messaggi indiretti, complimenti velati.

Tutto questo crea quel caratteristico dico non dico che spesso precede una dichiarazione più esplicita.

Insomma, il dico non dico è un modo di comunicare che si colloca a metà strada tra il silenzio e la dichiarazione aperta.

Non si parla chiaramente, ma nemmeno si tace del tutto. Si lascia intendere, si suggerisce, si allude.

E chi ascolta deve cercare di leggere tra le righe.

Si tratta di un’espressione molto efficace perché descrive un comportamento universale.

Chi di noi non si è mai imbattuto, almeno una volta, in un fastidioso o intrigante dico non dico?

Qualche altro esempio:

Quel suo dico non dico mi ha insospettito.

Tra i giornalisti c’era un continuo dico non dico sulla vicenda.

Basta con questo dico non dico, parla chiaramente!

Nel loro rapporto c’era un affascinante dico non dico.

Le sue allusioni e il suo dico non dico non aiutavano a capire la situazione.

Ha lasciato intendere molte cose con un sapiente dico non dico.

Quel dico non dico ha alimentato ulteriormente le voci.

La riunione si è conclusa in un clima di dico non dico e di incertezza.

Ci vediamo al prossimo episodio.

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