All’inverosimile
episodio 1286
Trascrizione

Oggi parliamo di un modo particolare e molto comune, di usare la parola inverosimile.
Abbiamo già incontrato questo termine in altri episodi sebbene ma solo di sfuggita.
Allora vi parlo prima di tutto della parola inverosimile, che deriva da verosimile, un aggettivo che significa credibile, qualcosa che si può credere che sia vero.
Inverosimile allora indica, all’opposto, qualcosa di molto strano, che sembra finto o impossibile da credere.
Inverosimile indica tutto ciò che non sembra vero, reale o probabile, qualcosa che non ha l’apparenza della realtà, qualcosa di incredibile.
Se parlo di “una storia inverosimile”, beh sto parlando di una storia poco credibile, che ha qualcosa che non la rende credibile. È una storia strana, che sembra magari poco logica o esagerata.
Potrei dire che è una storia assurda, ma così starei esagerando. Inverisimile va oltre la credibilità, ma non esageratamente oltre come l’assurdità.
Veniamo all’uso particolare di cui ci occupiamo oggi.
Sto parlando di “fino all’inverosimile“.
Questa espressione si usa per dire che qualcosa arriva a un livello talmente elevato, talmente eccessivo, da diventare quasi incredibile.
Per esempio:
Elettra per questo esame ha studiato fino all’inverosimile.
Che significa? Che ha studiato tantissimo, in modo davvero esagerato.
Oppure:
Questa persona è precisa fino all’inverosimile.
Cioè è talmente precisa da superare quasi ogni limite normale. È precisissima, in maniera quasi incredibile. Precisa da non credere.
“Fino all’inverosimile” si usa spesso per intensificare un comportamento, una qualità o una caratteristica.
È simile anche a dire “in modo estremo”, “in maniera esagerata”, “quasi oltre ogni limite”, ma con l’idea che il livello raggiunto sia quasi difficile da credere.
Possiamo anche dire:
Era geloso fino all’inverosimile.
Quel regolamento è complicato fino all’inverosimile.
Per questa vacanza ho riempito il portabagagli dell’auto fino all’inverosimile.
Parliamo sempre di un livello estremo.
Avrete notato che c’è una cosa interessante: inverosimile, preso da solo, descrive qualcosa che non sembra vero o credibile.
Nell’espressione “fino all’inverosimile”, invece, diventa quasi una misura dell’intensità.
Vi dirò che a volte si può anche omettere “fino” e ciò che resta è “all’inverosimile“. Il senso non cambia.
Ho riempito l’auto all’inverosimile
Mario era geloso all’inverosimile
La forma abbreviata comunque è meno usata.
Come consiglio vi dico che è sempre meglio conservare la forma completa: fino all’inverosimile.
Se volessi collegare questo episodio con altri episodi di italiano semplicemente, direi che ce ne sono molti che hanno un legame.
Quelli più attinenti all’argomento sono probabilmente:
Date un’occhiata se volete a questi episodi così farete un bel ripasso.
Ripasso a cura dei membri dell’associazione Italiano Semplicemente.
M1: a proposito di inverosimile, ho letto del Miracolo del sague di San Gennaro. Veramente poco plausibile come storia.
M2: beh, altrimenti che miracolo sarebbe?
M3: il colmo è che la scienza, benché abbia una spiegazione probabile, pone il veto all’apertura dell’ampolla dove si trova il sangue.
M4: beh, vorrà dire che il fascino di questa tradizione secolare è destinata a perdurare.
M5: e allora chi vorrà assicurarsi che si tratta veramente di sangue e nient’altro, dovrà aspettare.
M6: non che io non creda ai miracoli, per carità. È che mi chiedo a cosa serve.
M7: con ogni probabilità, immagino che san Gennaro stesso se lo chiederebbe.
M8: Ma che ne sappiamo noi dei miracoli? Va bene così in fondo. Come si suol dire, il mondo è bello perché è vario. Lo stesso dicasi dell’Italia!