295 – Una caterva

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Iberé: su cosa verte l’episodio numero 295 della rubrica 2 minuti con Italiano Semplicemente?

Giovanni: Verte sulla caterva. Possiamo sicuramente dire che su Italianosemplicemente.com ci sono ormai una caterva di episodi. Infatti siamo arrivati a 889 episodi pubblicati dal luglio 2015, quando è nato il sito.

Una caterva di episodi significa moltissimi episodi. Ma quando possiamo usare il termine caterva? Che ne dite, ve lo spiego?

Sofie: Aggiudicato! Vai Giovanni!

Giovanni: Intanto sappiate che è un termine informale. Niente di volgare  comunque, semplicemente un modo familiare per indicare un numero molto elevato.

Tra gli 889 episodi pubblicati ce n’è uno in particolare in cui abbiamo trattato tutti i modi in cui si può indicare una grande quantità. Vi metto il link se volete dare un’occhiata, ma la caterva l’avevo dimenticata, e chissà quanti altri ancora ce ne sono.

Perché si usa caterva e non altre modalità come moltissimi? Spesso perché c’è un senso negativo, a volte legate ad un giudizio negativo

Rauno: Professore, com’è andato il compito?

Giovanni: Male, anzi malissimo… hai fatto una caterva di errori!

Quell’uomo ha una caterva di figli. Anche lo scrittore Pirandello lo utilizzava proprio per indicare una quantità non precisata, ma molto numerosa di figli.

Ma si può usare in realtà ogni volta che voglio sottolineare una quantità esagerata di qualcosa:

Ho letto una caterva di libri nella mia vita!

A volte si usa anche al plurale: caterve.

Col il lock down ho visto caterve di persone assaltare i supermercati.

Quindi la caterva, le caterve.

Chiunque osi criticarmi verrà travolto da una caterva di insulti.

Insomma, si usa spesso in contesti negativi come anche altri sinonimi come “orda” o “schiera”, “massa“, torma” o “fottio” (quest’ultimo è volgare però).

Carmen: Giovanni, non è che vuoi spiegarci anche l’origine del termine caterva?

Giovanni: Volentieri. Pensate che l’origine di caterva viene dall’antica Roma. La caterva era un corpo di milizie barbariche, quindi una specie di esercito, evidentemente molto numeroso ma disordinato. Si usava questo termine per contrapporlo alla cosiddetta “legione romana”, e le legioni formavano l’esercito romano, notoriamente molto ordinato e disciplinato. Tutto il contrario della caterva, composta da barbari!

Emma: Giovanni, hai sforato anche oggi, a dispetto del nome di questa rubrica. Poi dice perché mi arrabbio!

Lejla: non vedo perché tu debba arrabbiarti, visto che stai imparando una cosa nuova anche oggi. Non rischi certamente di andare in tilt!

Fernando: calmi, calmi, smorziamo i toni!
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L’inizio e/o la fine, o le frasi intermedie di ogni episodio dei “due minuti con Italiano Semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro. Ti aspettiamo!

294 – cogliere sul vivo

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Trascrizione

Giovanni: ci sono alcuni verbi della lingua italiana particolarmente utilizzati per formare espressioni tipiche, come ad esempio il verbo cogliere. Abbiamo già visto insieme cogliere alla sprovvista, nell’episodio 36. Oggi vediamo “cogliere sul vivo“, che non ha niente in comune con “dal vivo” spiegato nell’episodio 191.

Se quanto venite colti alla sprovvista siete, se ricordate, impreparati, quando venite colti sul vivo (colti di pronuncia con la o aperta), o anche colti nel vivo (potete scegliere la preposizione da usare) venite colpiti nel vostro punto debole. Il “vivo” rappresenta quindi la vostra parte sensibile, il vostro punto debole. Si usa l’immagine della vita per rappresentare la sensibilità.

Ma in che senso il nostro punto debole?

Nel senso che ognuno di noi ha dei punti deboli, non punti deboli del corpo, non si parla di questo, ma di alcuni lati del nostro carattere che fanno emergere la nostra suscettibilità, che ci fanno avere una reazione immediata perché sono aspetti importanti per noi e quindi sensibili.

Di solito quando si è colti sul vivo si ha una reazione immediata.

Potete usare anche il verbo “pungere“, al posto di cogliere. Forse pungere rende ancora meglio il senso di debolezza (la zanzara quando punge fa male, come anche quando veniamo punti da un ago).

Allora se Giovanni è molto timido, non dovreste criticarlo per questo, e se lo fate lo cogliere sul vivo e lui probabilmente si offenderà.

Se Ulrike invece cambia idea continuamente e glielo fate notare, evidentemente è vostra intenzione pungerla sul vivo.

Ulrike:
Non vi dico quanto mi piace raccogliere tutte le occasioni per esercitarmi nel parlare. Nonostante ciò non riesco a smarcarmi dalla paura di sbagliare. Ora però la misura è colma, allora prendo e lascio che siano altri a sorbirsi questa fatica!

Bogusia:
Beh.. sembri un’anima in pena, ma Ulrike, caschi male con questa lagna. Non è la prima volta che ti sento parlare così, sempre con la minaccia vana di voler mollare e uscire dalla nostra associazione. Siamo alle solite direi.

Sofie:
Infatti, anch’io sono insofferente a questo tuo comportamento. Passi che ti lamenti in continuazione, che poi però, solo poche ore dopo, fai la sostenuta con la proposta di una videochat, proprio come se nulla fosse, questo non mi torna.

Andrè:
Amiche, lasciate correre, e soprattutto smorzate i toni. Ognuno ha le sue debolezze.

Può darsi che Ulrike voglia solo un po’ di conforto ogni tanto. Non dovreste mostrarvi indisposte.
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