Prego, si accomodi!

Una cristiana ed una musulmana sono alla cassa di un supermercato dopo aver fatto la spesa:

Audio:

Interpreti: Ramona dal Libano (Cristiana), Adriana dalla Colombia (Cassiera e audio supermarket), Shrouk dall’Egitto (Musulmana), Elettra (suono voce supermarket), Amany dall’Egitto (amica della musulmana)

Video

Trascrizione

prego

Cristiana: Prego, dopo di lei, signora!

Musulmana: grazie mille signora!
Cristiana: Prego, di nulla, si figuri!
Musulmana: le dispiace se mentre aspetto prego?
Cristiana: prego, faccia pure, ma stia attenta, la cassa si sta liberando!
Cassiera: Prego, avanti il prossimo!
Amica della Musulmana: la prego di scusarla, era distratta da un’āya di una sura del Corano.
Cassiera: prego?

Buonasera a tutti, dunque, oggi spieghiamo il significato della parola “prego”.
Prego è una parola diffusissima, una parola famosissima in tutto il mondo, una parola che ha più significati. Ho fatto una piccola ricerca su internet.
Ci sono vari luoghi, vari siti internet che cercano di spiegare, per iscritto, i vari significati della parola “prego”.
Devo dire che, come sapete io utilizzo il metodo TPRS, di conseguenza mi piace utilizzare delle storie. Fa parte del metodo, fa parte delle sette regole d’oro di Italiano Semplicemente, perché bisogna suscitare delle emozioni, affinché si possano ricordare le parole italiane, i concetti, le frasi e i significati.
Dunque abbiamo costruito questa piccola storia, dico abbiamo perché in realtà l’hanno costruita interamente gli utenti di whatsapp di Italiano Semplicemente; le persone che frequentano maggiormente la chat di Italiano Semplicemente e che si sono divertiti a fare questa piccola storia.
Io l’ho scritta, loro l’hanno interpretata. La storia quindi tratta di una cristiana e di una musulmana, che vanno a fare la spesa. Dunque discutono tra loro, anzi, parlano tra loro, e ne esce fuori una bella storiella in cui la parola prego viene utilizzata moltissimo, e in ognuno dei vari utilizzi che se ne fanno all’interno della storia, il significato è leggermente diverso.
Allora, avete ascoltato la storia; anche la voce dell’audio del supermercato è una voce interpretata dalla nostra amica Adriana, quindi non è una vera voce di supermercato ma abbiamo preso la voce di Adriana, che ce l’ha prestata per l’occasione, gli abbiamo fatto qualche piccolo ritocco con un software, abbiamo ritoccato un po’ l’audio ed è venuta fuori una bella storiella. Allora, “prego”. In questo file audio voglio spiegarvi i vari significati della parola prego. In generale la parola prego, l’uso più diffuso che se ne fa in Italia è come risposta della parola “grazie”.
Quindi se una persona ti fa un favore, tu puoi dire “grazie!” e lui può rispondere “prego!”, quindi può rispondere “prego, non c’è di che!”, “si figuri”, “non fa niente”, “non c’è problema” eccetera.
Sono tutti modi di rispondere in italiano alla parola “grazie!”.
In senso ancora più generale, per poter utilizzare la parola “prego” occorre essere in due, quindi non puoi parlare con te stesso, ma occorre un’altra persona. In generale, la parola “prego!” significa “tocca a te”, “tocca a lei”, “la prossima mossa non è la mia ma è la tua”, della persona con cui si sta parlando, quindi è la tua, o è la sua, dipende se stai dando del tu o del lei a questa persona. Quindi si chiede se si vuole fare o si vuole dire qualcosa.
“Prego” non solo è la risposta di “grazie”, ma “prego” lascia la parola all’altra persona, come dire “tocca a lei”, oppure lascia che l’altra persona faccia qualcosa, ad esempio se sono davanti ad un ascensore e stiamo entrando più persone all’interno dell’ascensore, posso dire, se c’è una ragazza o una persona accanto a me, quando si aprono le porte posso dire: “prego”. Posso dire semplicemente “prego”, che vuol dire Tocca a lei, prego, entri pure, “entra pure tu, poi io entrerò dopo di lei, entrerò dopo di te”.
Questo è uno dei modi di utilizzare la parola “prego”.
Ovviamente questo vale anche per la cassa del supermercato, quindi “prego, si accomodi”, “prego tocca a lei”, “prego, vada avanti”, vuol dire che si sta sollecitando all’azione, cioè “sei tu che devi fare qualcosa, prego”.
A volte è accompagnato anche con un gesto con la mano, volendo, è una abitudine abbastanza diffusa per dire “prego, si accomodi”, “prego, tocca a lei”, e questo quindi significa che si cede il passo ad un’altra persona, invece nel caso della risposta al “grazie”, è semplicemente un “non c’è problema”, “si figuri”.
In realtà la parola “prego” deriva dal verbo pregare, pregare, come è stato utilizzato anche all’interno del file audio, dalla ragazza musulmana interpretata da Shrouk, pregare significa dire a parole, o dire con la mente, pensare, al nostro Dio, o recitare delle parole per il nostro Dio.
Questo quindi è la parola “pregare”, e quindi “prego” significa “io prego”, accorciato: “prego”, quindi anche nel caso in cui si dice: “accomodati, tocca a te”, è come dire “ti prego, vai avanti tu”, “ti prego”, cioè “ti sto pregando,prego”. Prego è la forma abbreviata della frase “ti prego, vai avanti”, “ti prego, accomodati”, “prego, vada avanti lei”, “prego, faccia lei”, “prego, si figuri”.
Quindi vuol dire sempre “la prego”, “ti prego”, cioè è un modo gentile, educato, di dire, di cedere il passo, o di lasciare l’iniziativa all’altra persona con cui si sta parlando.
Ovviamente anche nel caso in cui si risponda al “grazie”, il “prego” deriva sempre dal verbo pregare, quindi “prego”, vuol dire “prego, non c’è problema”, “ti prego, non ti scusare”, “ti prego, non mi devi ringraziare”, è sempre il verbo pregare, all’origine dell’espressione “prego” c’è una parola che riassume una frase più lunga che quindi può essere utilizzata in più circostanze, può essere utilizzata in più contesti diversi quindi.
Nell’ultima espressione del file audio sentiamo la cassiera che dice: “prego?”. In questo caso la cassiera sta dicendo “scusa puoi ripetere?”, cioè “la prego puoi ripetere?”, “ti prego puoi ripetere?”, quindi in questo caso è sotto forma di domanda. La domanda è “prego?”.
C’è anche un altro modo di utilizzare questa espressione, un modo che non è stato utilizzato all’interno del file audio, e questo modo è un modo non educato, e per quello che non l’ho inserito, ma volendo avrei potuto farlo. Avrebbe potuto essere l’ultima battuta del file audio, della piccola storia. Se un’altra persona avesse sentito la ragazza musulmana che parlava di Corano, avrebbe potuto infastidirsi, ad esempio, perché magari era di un’altra religione, e avrebbe potuto dire: “ma ti prego!”, “ti prego”, cioè vuol dire “non sono d’accordo con te”, “ti prego, smettila!” vuol dire in questo caso, “ti prego, non andare avanti”, “ti prego, non mi dire queste cose”, quindi si sta sempre pregando una persona, quindi la forma è sempre quella dell’educazione, ma il tono è tutt’altro.
Il tono è quello di dire” ti prego smettila!”, quindi questo è ancora un altro significato della parola “prego”, anzi, un altro utilizzo della parola “prego”. Come avrete capito, il “prego”, la parola “prego” va utilizzata con un certo tono; a seconda del tono che si utilizza, a seconda della voce che si utilizza, il significato è diverso, quindi fate attenzione quando pronunciate questa parola, quando parlate con degli italiani, perché è importante anche il tono.
auto → it
Musulmana

Vedere i sorci verdi

Audio

Video con sottotitoli (livello intermedio)

Video (livello avanzato)

Trascrizione

Buongiorno e benvenuti sulla frase idiomatica di oggi: vedere i sorci verdi o anche far vedere i sorci verdi.

E’ un’altra delle frasi idiomatiche pubblicate sul sito italianosemplicemente.com, sito che utilizza il metodo TPRS e i sette consigli, le sette regole d’oro per imparare semplicemente a comunicare.

Difficilmente troverete questa frase idiomatica su dei libri di testo o di grammatica, ve lo anticipo subito, e per questo ho deciso di spiegarvela a voce, cosicché possiate esercitare il vostro italiano.

Il fine, come al solito è imparare una frase idiomatica; imparare quando si usa, in quali contesti o situazioni possiamo ascoltarla, ed all’occorrenza utilizzarla. Il fine è però anche di esercitarvi ad ascoltare, in modo da assimilare il linguaggio e la grammatica, senza studiarla in modo noioso su dei libri di grammatica. Il modo in cui si parla in italiano si impara solamente ascoltando uno o più italiani che parlano, e nel linguaggio di tutti i giorni ci sono molte espressioni idiomatiche di questo tipo.

Questa in particolare è una frase abbastanza familiare, che quindi non è il caso di usare in occasioni particolari, come in un incontro di affari o molto formali in generale.

A differenza di altre frasi idiomatiche italiane, contiene una parola di uso dialettale, che però oramai è entrata nel vocabolario italiano. Sto parlando della parola SORCI. I sorci sono i topi, semplicemente, nel dialetto romano. Sorci… non so se qualcuno possa avere delle difficoltà a pronunciare questa parola. Forse però la “r” e la “c” attaccate può creare dei problemi per coloro che non hanno mai pronunciato una parola di questo tipo.

Fonte:
La Squadriglia “I sorci verdi” – Fonte: Rassegna stampa militare

Comunque, c’è da dire che non sapevo dell’origine di questa frase “vedere i sorci verdi”, finché non l’ho cercata su internet. Sapevo quindi come e quando usarla ma non sapevo come e quando è nata.

A quanto pare la frase ha origini romane, quindi Roma è la città dove la frase si è sentita e pronunciata per la prima volta. E’ una frase scherzosa, cioè che si dice per SCHERZARE quando cioè non si parla seriamente, ed a quanto pare c’era un reparto, una squadra, detta anche SQUADRIGLIA speciale dell’aviazione italiana, – AVIAZIONE ITALIANA – . L’aviazione è l’insieme delle attività che coinvolgono qualsiasi tipo di apparecchio adatto al volo, di aereo quindi, ma anche elicotteri, eccetera. Tale squadriglia, famosa negli ANNI TRENTA, cioè negli anni che vanno dal 1930 al 1940, famoso per le sue imprese sportive e belliche, cioè nello sport e nella guerra, in ambito di guerra. Sulla carlinga dell’aereo, sulla CARLINGA, cioè sulla parte anteriore dell’dell’aeroplano, cioè dell’aereo, dove sono contenuti l’equipaggio e parte delle installazioni del motore, sulla carlinga appunto, erano dipinti tre topolini, tre topi, cioè tre sorci di colore verde.

Su questo aereo dunque c’erano disegnati, c’erano DIPINTI tre topi verdi. Tre piccoli sorci verdi. E tutti potevano vederli, come anche voi potete vedere dalla foto che ho inserito nell’articolo.

Evidentemente quell’aereo, quello con i tre topi, o sorci dipinti sulla carlinga, era un aereo di cui tutti avevano paura… magari perché batteva tutti in velocità, e non necessariamente perché era un aereo di guerra. Comunque vedremo meglio questa cosa dopo che avrò spiegato il senso della frase.

“Verdi” invece è il plurale di verde, del colore verde, ed è quel colore che si ottiene MISCELANDO, cioè mischiando dal blu e dal giallo. Facile quindi.

“Vedere” invece, non c’è bisogno che lo dica, è ciò che si fa con gli occhi.

“Vedere i sorci verdi” dunque, nel suo senso letterale, vuol dire appunto vedere i topi verdi. Quindi non significa nulla, il suo significato letterale non ci dice niente, come D’ALTRO CANTO quasi tutte le frasi idiomatiche italiane. Occorre quindi cercare il senso figurato della frase.

Il senso dunque è “trovarsi in difficoltà”, affrontare una situazione difficile, complicata, ed uscirne, cioè riuscire a risolvere la situazione ma dopo mille difficoltà.

L’utilizzo quindi della frase non è appropriata, secondo me, non è giusta, non è adatta in situazioni “drammatiche”, come in ambito di guerra, poiché in Italia si usa in ambiti scherzosi appunto, non troppo serie dunque.

1

Ad esempio, un primo esempio che posso farvi è in ambito sentimentale. Se c’è quindi una coppia, un marito ed una moglie, e ammettiamo che questa coppia abbia problemi economici. Ha difficltà ad arrivare a fine mese. Ammettiamo che il marito un giorno perde tutti pochi soldi che hanno durante una partita di poker con degli amici. E questo di nascosto dalla moglie, senza chiedere prima il permesso alla moglie. Possiamo sicuramente dire che la moglie, appena arriva a casa la sera, farà sicuramente vedere i sorci verdi al marito. Non è una bella situazione per il marito e credo che nessuno vorrebbe essere al suo posto.

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Un secondo esempio in ambito sportivo. C’è un calciatore, diciamo Francesco Totti ad esempio. Durante una partita dei mondiali di calcio, una partita dunque molto importante, Totti tira un calcio di rigore in modo molto rischioso, col famoso “pallonetto”, o “cucchiaio“, che è un modo di calciare il rigore tipico di Totti; Totti che a dire il vero ha utilizzato veramente anche durante una partita dei mondiali di calcio, qualche anno fa, il “cucchiaio”, fortunatamente riuscendo a segnare. Ma se non fosse riuscito a segnare quel calcio di rigore, se l’avesse sbagliato, sicuramente l’allenatore “gli avrebbe fatto vedere i sorci verdi”. Lo avrebbe cioè sgridato ASPRAMENTE, pubblicamente magari. Lo avrebbe rimproverato molto, dicendogli che non è un giocatore serio, che non si batte un rigore importante in quel modo eccetera. Una difficile situazione da affrontare quindi per Totti, che fortunatamente è riuscito ad evitare. Fortunatamente per lui e per l’Italia tutta.

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L’espressione comunque possiamo anche usarla a scuola ad esempio. Un professore o una professoressa può far vedere i sorci verdi ai propri alunni se ad esempio li interroga tutti e gli fa domande difficilissime, e li rimprovera di non impegnarsi a sufficienza a scuola e di non fare abbastanza compiti a casa. Ma anche gli alunni possono far vedere i sorci verdi al loro professore, se ad esempio si comportano male, non la rispettano, o il professore non è abbastanza severo da farsi rispettare dagli alunni.

Insomma è una frase che si usa in molte circostanze, in molte occasioni, non eccessivamente serie, non drammatiche o quando si parla di qualcosa di molto grave. Non sentirete l’espressione al telegiornale ad esempio, se si parla di una tragedia ad esempio, o di cose simili. Anche una baby-sitter può vedere i sorci verdi ad esempio, se il bambino che sta guardando, il bambino o la bambina a cui la baby-sitter deve badare, la fa arrabbiare eccessivamente; se fa i DISPETTI ad esempio. Se la bambina, di 4 anni ad esempio, inizia a rovesciare le cose, a rompere oggetti, e magari si mette in pericolo, magari salta dalle sedie e cose pericolose di questo tipo, allora sicuramente possiamo dire che la bambina ha fatto vedere i sorci verdi alla baby-sitter, e questa baby-sitter, probabilmente, potrebbe anche decidere di cambiare lavoro per questo 🙂

Dunque quell’aereo sul quale erano disegnati i tre topi, i tre sorci, evidentemente faceva vedere i sorci verdi a chi lo vedeva, e ogni volta che c’era una situazione di pericolo, da quel giorno, si usa dire “far vedere i sorci verdi”.

Notate bene che il verbo “fare” precede la frase, quindi c’è sempre qualcosa o qualcuno che “fa” vedere i sorci verdi a qualcun altro. Non si usano altri verbi se non il verbo “fare”. oppure non si usa nulla, nessun verbo: “ieri nel mio ufficio abbiamo visto i sorci verdi, per via del lavoro che c’era da fare“, ad esempio. Solitamente però c’è sempre il verbo “fare” davanti.

Se volete ora possiamo fare un esercizio di pronuncia e di ripetizione. Ascoltare va bene però occorre esercitare anche la pronuncia, altrimenti la comunicazione non potrà mai migliorare, essendo la comunicazione fatta di ascolto, di comprensione ma anche di espressione. Imparare ad esprimersi è tanto importante quanto capire ciò che si ascolta, dunque ora se volete ripetete senza pensare ad altro che a ripetere, senza pensare cioè alla grammatica, ma solamente a ripetere.

Proviamo stavolta con delle frasi al passato. Vi lascerò 3 secondi per ripetere. Tre, due, uno, via!:

  • Ieri mio figlio mi ha fatto vedere i sorci verdi;
  • l’altra settimana il capoufficio ci ha fatto vedere i sorci verdi;
  • mia moglie stamattina mi ha fatto vedere i sorci verdi;
  • mio marito la scorsa notte mi ha fatto vedere i sorci verdi;

Bene con questo è tutto, spero sia tutto chiaro e che se avete domande da fare o esempi da scrivere andate sulla pagina facebook di italiano semplicemente.

Vi ringrazio dell’ascolto. Ripetete l’ascolto più volte per assimilare tutte le parole e le espressioni usate in questo audio file, e infine spero di essere stato utile ed anche di avervi divertito insegnandovi qualcosa della lingua italiana. Soprattutto, posso dire, spero di non avervi fatto vedere i sorci verdi con questo podcast!!

Un saluto da Roma e dall’Italia.


Torna alle frasi idiomatiche

Essere un Don Giovanni, essere un donnaiolo, un casanova, saltare la cavallina

Audio livello INTERMEDIO

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Video (LIVELLO AVANZATO)

Trascrizione

Buongiorno e benvenuti su italianosemplicemente.com.

Mi rivolgo ai visitatori abituali del sito ma anche a coloro che ascoltano oggi il loro primo podcast e che hanno scoperto Italiano Semplicemente per caso, magari su Facebook o su Twitter. Benvenuti anche a questi ultimi e vi dico subito che oggi siete molto fortunati, perché vi parlerò, per la sezione frasi idiomatiche e modi di dire, dedicata a coloro che già comprendono l’italiano e che vogliono migliorare ancora il loro livello, arricchendo il loro vocabolario e soprattutto vogliono riuscire a comunicare efficacemente in italiano, pensando direttamente in italiano e che vogliono riuscire ad esprimersi senza esitare, senza balbettare, senza riflettere sulla grammatica. Senza studiare la difficile grammatica italiana.

Vi parlerò quindi di una cosa molto divertente. Come al solito questo lo facciamo tutto in automatico,L’apprendimento in italianosemplicemente.com è in automatico grazie alle sette regole d’oro di Italiano Semplicemente, cioè i sette consigli che vengono anche dalla mia esperienza passata studiando inglese, francese e tedesco.

Oggi quindi avrete ben chiaro l’obiettivo del… di questo file audio che state ascoltando, che è quello di comprendere una espressione italiana, una o più espressioni, e quindi questo semplice obiettivo vi permetterà di assimilare la lingua italiana, di arricchire il vostro vocabolario, di assorbire la grammatica senza… senza pensarci, grazie proprio a queste sette regole d’oro.

Spiegherò oggi una cosa quindi molto simpatica. Si tratta di alcune frasi e di alcuni aggettivi, ed in particolare degli aggettivi che si addicono agli italiani, cioè che stanno bene se ci si riferisce a degli italiani. Sono delle caratteristiche, almeno questo si dice, degli italiani in generale.

Quindi oggi ho una domanda per voi. Non so se avete mai sentito dire che gli italiani sono tutti SEDUTTORI?

Avete mai sentito parlare di Rodolfo Valentino, di Gabriele D’Annunzio, di Marcello Mastroianni magari? Ho citato soltanto alcuni di quelli che sono considerati I più grandi seduttori italiani. Ho detto SEDUTTORI, Ma che significa essere seduttori?

Dunque, la parola seduttore deriva dal verbo “sedurre”. Sedurre significa, in qualche modo, piacere, affascinare, attirare l’attenzione di qualcun altro, ma attirarla in senso positivo. Letteralmente sedurre significa “portare a sé”.

Il seduttore quindi affascina, seduce: la seduzione è qualcosa che non esiste in modo consapevole diciamo, ma è in qualche modo inconscia, quindi viene dall’inconscio, viene da dentro, non è consapevole.

Questo significa che purtroppo non esistono tecniche di seduzione, e che quindi se sapete sedurre è molto meglio per voi, altrimenti pazienza, bisogna “farsene una ragione”. Non possiamo farci insegnare come si fa a sedurre. Ovviamente parlo anche per me!

La seduzione quindi è la prima parola di oggi. Parlando di seduzione, possiamo dire che chi riesce a sedurre, cioè chi seduce, è un seduttore. Di solito si seduce per amore, quindi un uomo può sedurre una donna, o anche un uomo, inconsapevolmente – I-N-C-O-N-S-A-P-E-V-O-L-M-E-N-T-E (parola difficile!) cioè senza consapevolezza, senza accorgersene, cioè senza che se ne accorge; non lo fa apposta quindi! Oppure lo fa di proposito, cioè seduce consapevolmente, con consapevolezza, cioè lo fa apposta.

Il seduttore ha però anche altri nomi, di significato più o meno simile.

DON GIOVANNI ad esempio, lo avete mai sentito? Dunque, il nome di “Don Giovanni” nasce molto tempo fa, nel diciassettesimo (XVII) secolo in una commedia teatrale. E’ il protagonista, cioè è il principale interprete di una commedia, cioè di una opera teatrale. Questa persona quindi, il protagonista della commedia, conquista molte donne, fa molte conquiste quindi, cioè riesce a sedurre molte donne; è quindi un seduttore, e nello stesso tempo, non è mai contento, è cioè sempre inappagato. Inappagato significa che non è mai “pago”, non riceve mai una “ricompensa”, cioè una “paga” che lo soddisfa, che lo renda soddisfatto, cioè che lo renda appagato. Chi è appagato quindi, non cerca altre cose per essere appagato, in quanto già lo è. Chi invece non è mai appagato, come il Don Giovanni, cerca continuamente di esserlo, di appagarsi, e come fa? Come fa per sentirsi appagato? In questo caso, il seduttore seduce altre donne, ed altre ancora, ed altre ancora, finché non si sente appagato. Finché non è appagato.

Quindi seduttore e Don Giovanni non sono esattamente sinonimi, cioè non hanno esattamente lo stesso significato, perché chi seduce, il seduttore, non è detto che ne approfitti. Non è detto che sia sempre inappagato, come il Don Giovanni.

Un sinonimo di Don Giovanni è invece la parola “DONNAIOLO“. Il Donnaiolo è colui che è sempre pronto a corteggiare le donne. Nella parola donnaiolo c’è la parola “donna” infatti. Donnaiolo è quindi chi corteggia, e spesso anche seduce, molte donne ed è sempre in cerca di avventure amorose, di nuove avventure amorose, esattamente come il Don Giovanni quindi.

Gli Italiani quindi, potreste dire, potreste pensare sono tutti donnaioli, anche se questo non è vero. Io ad esempio non lo sono affatto. Non si sa mai che a mia moglie venisse in mente di ascoltare questo podcast!

Se quindi non siete dei donnaioli, come me, vuol dire che non siete neanche dei CASANOVA.

Infatti Casanova, con la “C” maiuscola, è il cognome di Giacomo Casanova, un italiano quindi, un veneziano per la precisione (cioè una persona che abitava a Venezia, che era un cittadino della città di Venezia) vissuto se non sbaglio nel diciottesimo (XVIII) secolo. Casanova era dunque un seduttore, anche lui, un Don Giovanni, un donnaiolo. Era un uomo che amava le “avventure”, cioè le avventure amorose, amava conquistare le donne, era un “amatore” quindi… un altro termine nuovo. AMATORE, cioè colui che ama, in generale. Si può essere amatore di donne, come il donnaiolo, ma anche di moto, di macchine, un amatore di Vini eccetera.

Era quindi un AVVENTURIERO, ma anche uno scrittore. Giacomo Casanova era anche uno scrittore, un poeta; scriveva le poesie, era un filosofo (si occupava cioè di filosofia, come Cesare Beccaria, come Giambattista Vico eccetera). Insomma Casanova faceva un sacco di cose, amava un sacco di cose diverse, tra le quali le donne. Amava anche le donne. Ma amava anche i libri, la filosofia e la poesia.

Possiamo anche dire che Casanova era un RUBACUORI, cioè letteralmente “rubava” i cuori, cioè conquistava i cuori delle donne. Anche rubacuori è molto utilizzato, soprattutto nelle riviste di gossip italiane, molto usato anche quando si parla di qualcuno in modo scherzoso, tra amici eccetera.

Sicuramente, se vogliamo trovare un termine conosciuto da tutti i non italiani, possiamo usare PLAYBOY, termine ormai entrato nel vocabolario anche italiano, anche se ovviamente non ha origine italiane.

Colui che conquista molto, il seduttore, il conquistatore, è anche chiamato, a volte… ADESCATORE,

L’Adescatore viene dal verbo adescare. Chi adesca, colui che adesca, è colui che usa l’esca, cioè che, come il pescatore, “pesca” le donne. Il pescatore si prende i pesci, pesca i pesci, e l’adescatore si prende i cuori delle donne; pesca i cuori delle donne. Chi adesca quindi “Attira” con l’esca le donne. Ovviamente esiste anche l’adescatrice, che è il femminile di adescatore. Il termine però, il termine di adescatore, ha in qualche modo un accezione negativa, è usato in senso più negativo, chi lo fa, cioè chi adesca, è vero che è un seduttore, ma quando seduce… attira tramite lusinghe, fa molti complimenti, molte lusinghe, dice parole dolci, e anche con delle promesse:

“Se sarai mia stanotte ti sposerò domani stesso!”

“Se mi dirai di sì, sarai l’unica donna della mia vita” eccetera…

Promesse che, naturalmente non sono vere. L’adescatore non dice la verità, è un bugiardo. Quindi adescatore non è un vero complimento. Infatti ad esempio colui che adesca è anche colui che invita altre persone a prestazioni sessuali a pagamento. Ecco perché ho detto che il senso qui è più negativo rispetto a seduttori.

“Le prostiture adescano i clienti”, invece “il seduttore conquista i cuori”. Meglio essere seduttori che adescatori quindi. Almeno secondo me.

Anche ADULATORE è molto usato in Italia. Ma Adulatore non ha esattamente lo stesso significato.

L’adulatore infatti è chi “Adula”, Colui che ama adulare è una persona che ama corteggiare, cioè “fare la corte”. Corteggiare significa fare la corte, cioè cercare di conquistare una donna, di conquistare il suo cuore. Ma adulatore significa anche, in qualche modo leccapiedi, o anche, ma questa è una parola un po’ volgare, leccaculo. L’adulatore è colui che fa i complimenti, qualsiasi sia il motivo per cui lo faccia. Chi “lecca i piedi” o il “leccapiedi” è una persona che adula, per ottenere dei vantaggi personali. La stessa cosa, ma è la versione volgare, è la parola “leccaculo”.

Non è quindi un termine solo usato, l’adulatore, nell’ambito dell’amore e dei sentimenti..

Infine voglio citarvi, vi voglio parlare di una frase: “SALTARE LA CAVALLINA“.

Non è molto usata in Italia, almeno non troppo, ma potrebbe capitarvi di ascoltarla, magari mentre vedete un film, o mentre ascoltate una conversazione tra amici. Saltare la cavallina, ha lo stesso significato di “essere un Don Giovanni”, o “Essere un Casanova”, o un donnaiolo.

C’è però un più esplicito, un più diretto riferimento all’atto sessuale, al sesso in generale. C’è un riferimento chiaro al sesso, all’atto di “cavalcare” cioè di fare sesso. Chi salta alla cavallina, è come se facesse sesso per sport, senza sentimento, così come un atleta, quando si allena, salta la cavallina, che è uno strumento utilizzato dagli atleti della ginnastica artistica.

Si può dire anche “CORRERE LA CAVALLINA“, che ha lo stesso identico significato. Vuol dire gustare la vita, assaporare la vita, i piaceri della vita, senza freno, senza nessun freno, senza pensare ad altro. Chi corre la cavallina quindi si lascia andare ad una vita spensierata, senza pensieri cioè, libera dalle costrizioni sociali, libera dagli obblighi, libera dalle cose che vanno fatte. Quindi ci si riferisce soprattutto alle relazioni sentimentali e sessuali.

Possiamo dire ad esempio che “quell’uomo ama correre la cavallina”: vuol dire proprio questo, che è un amatore, un seduttore, e che molto spesso ha relazioni con donne diverse. Con più di una donna. Che ama molte donne.

Bene, non ci sono altri modi per chiamare gli italiani….credo!

A parte gli scherzi, spero che questo podcast vi sia piaciuto, spero che gli esempi che ho fatto siano stati abbastanza chiari. Oggi quindi un podcast molto divertente, ricco di parole diciamo “simpatiche” e soprattutto che riguardano l’immagine degli italiani.

Gli italiani comunque non sono tutti così, non sono tutti Don Giovanni, tutti Casanova e donnaioli. Ci sono anche brave persone, che amano la famiglia e le donne si limitano a guardarle…

Scherzi a parte, se il podcast vi è piaciuto fate un piccolo commento sulla pagina facebook di Italiano Semplicemente o anche sul gruppo “Italiano Semplicemente”, sempre su facebook, sempre che ne facciate fate parte (altrimenti potete iscrivervi). Se vi è piaciuto quindi cliccate su “Mi piace”, oppure lasciate un messaggio scritto sul mio account Twitter.

Terminiamo il podcast con un piccolo esercizio di coniugazione: vi chiedo di ascoltare e di ripetere dopo di me. Concentratevi solamente sulla mia voce, non pensate alla grammatica, ma ascoltate solamente, concentrandovi solo sul suono della mia voce e poi ripetete dopo di me. In questo modo imparerete automaticamente, senza sforzi e senza studiare la grammatica: Cominciamo col verbo sedurre:

Io sono un seduttore….

tu sei un seduttore…

Rodolfo Valentino è stato un seduttore…

Quella attrice è una seduttrice…

Noi italiani non siamo tutti seduttori…

Voi italiani siete tutti seduttori

Gli italiani sono più seduttori dei finlandesi (senza offesa per i finlandesi ovviamente)

Adesso un po’ più difficile, per i più bravi e volenterosi tra di voi: Vediamo un esercizio con il condizionale.

Ascoltate e ripetete. Se necessario fate una pausa, provate a ripetere, senza pensare alla grammatica, e poi continuare ad ascoltare:

Se io fossi un seduttore, conquisterei molte donne… (magari…)

Se tu fossi un Don Giovanni conquisteresti molte donne…

Se Rodolfo Valentino non fosse stato un seduttore, non avrebbe mai conquistato molte donne…

Se quell’attrice avesse anche saputo sedurre, avrebbe avuto ancora più successo…

Se, durante la vacanza in Italia, voi aveste sedotto almeno una ragazza, oggi sareste meno nervosi…

Se tutti sapessero sedurre, tutti sarebbero seduttori

Questo ultimo esercizio è veramente per più bravi, provatelo più volte se necessario, ma non cadete nella tentazione, mi raccomando, di cercare su internet il condizionale del verbo sedurre. E’ sbagliato, o meglio, è noioso e non resta in definitiva molto a lungo nella vostra testa. Ascoltate invece molte volte questo podcast, fate una pausa tra una frase e l’altra se ne avete bisogno, quando ne avete bisogno, e provate a ripetere di tanto in tanto. Rispettate cioè i consigli, cioè le sette regole d’oro per imparare a comunicare in Italiano.

Se ovviamente siete in un autobus e non potete ripetere ad alta voce, come può accadere, cercate di farlo nella vostra testa, dentro di voi.

Questo è tutto, ci rivediamo, anzi ci risentiamo su queste pagine, sulle pagine di Italiano Semplicemente.

Spero che io sia riuscito a “sedurvi” quest’oggi, nonostante non sia un seduttore, e spero quindi che continuiate a seguire Italiano Semplicemente.

Ciao ragazzi e “alla prossima”.

Chi di spada ferisce di spada perisce

Qui gladio ferit gladio perit, dice il proverbio latino. Se vuoi saperne di più, scarica ed ascolta il file audio mp3

Audio livello INTERMEDIO

Audio livello AVANZATO (scarica audio)

Trascrizione

Buonasera amici, chi vi parla è Gianni, il creatore di Italiano Semplicemente.

Questa sera sono in viaggio verso Roma; io abito a Roma, a sud di Roma.

Sono appena terminate le vacanze estive. purtroppo. Di conseguenza questa sera rientro a Roma, perché domani si comincia a lavorare di nuovo.

Mia moglie è restata a casa dei suoi genitori, e mi raggiungerà soltanto domani.

I bambini invece resteranno per una intera settimana a casa dei miei suoceri, cioè i genitori di mia moglie.

Dunque: ho veramente un sacco di cose in mente, tante cose che vorrei dire e che vorrei condividere con tutti i visitatori di Italiano Semplicemente.

Mi scuso innanzitutto per i rumori di fondo che sentite, che ascoltate, ma naturalmente voglio approfittare di questo momento, approfittare dei miei tempi morti per registrare per voi un podcast, che sarà memorizzato, sarà salvato, sarà inserito nella sezione “Frasi idiomatiche“.

La sezione frasi idiomatiche è la sezione che è appena nata all’interno del sito Italiano Semplicemente, che è destinata ad ospitare tutti i file audio, tutti i podcast, che riguarderanno le frasi idiomatiche italiane, i modi di dire italiani, i proverbi, tutte le frasi “strane” che però sono di uso corrente da parte degli italiani e quindi fanno parte della lingua italiana a tutti gli effetti.

Si tratta, evidentemente, di frasi che difficilmente troverete all’interno di libri di grammatica, all’interno di libri di testo, ammesso che voi abbiate studiato la grammatica all’interno di qualche libro di grammatica italiana. Perché è molto probabile che molti di voi abbiano imparato un po’ di italiano, semplicemente vivendo in Italia o lavorando con qualche italiano.

In ogni caso questo è il secondo podcast della sezione frasi idiomatiche; il primo podcast è stato la spiegazione della frase “che pizza. Ovviamente la pizza è il prodotto – uno dei prodotti, almeno – più famosi; che rende l’Italia più conosciuta al mondo. Non soltanto ovviamente!

Quindi ho voluto cominciare con un simbolo dell’Italia.

Oggi invece vorrei spiegarvi una frase molto utilizzata nel linguaggio italiano, che è la seguente: “chi di spada ferisce, di spada perisce”. Ripeto: “chi di spada ferisce, di spada perisce”.

E’ una frase utilizzata veramente moltissimo in Italia e da tutti gli italiani, utilizzata in molti contesti diversi, e, veramente, sia in un contesto famigliare che… si può usare anche in ufficio, tranquillamente con i vostri colleghi: in qualsiasi tipo di situazione vi possa venire in mente.

Allora, cosa vuol dire “chi di spada ferisce, di spada perisce”. Allora è innanzitutto una esclamazione, una frase che si dice in determinate circostanze.

Intanto che cos’è la spada? La spada è un’arma, come il fucile, la pistola, bazuca eccetera eccetera.

La spada è un’arma tagliente, come un coltello, che però non si usa come coltello… cioè si usa… la usano i samurai la spada (ad esempio).

La spada è un’arma diciamo che si usa nelle arti marziali. Il verbo “ferire” – chi di spada ferisce di spada perisce – , quindi il verbo è “ferire”. Ferire significa colpire qualcuno con la spada, fare uscire… provocare una ferita significa far uscire il sangue dal corpo di qualcuno, quindi ferire una persona con la spada significa colpirla con la spada ed incidere la pelle di questa persona e quindi… quando si colpisce una persona con la spada, esce del sangue dal corpo di questa persona, dalla pelle di questa persona, quindi ferire… una ferita non è… ferire non significa uccidere quindi… non necessariamente (in quel caso si parla di ferita a morte) ma non necessariamente. “Chi di spada ferisce” vuol dire “chi ferisce con la spada”.

Ora, c’è un altro verbo alla fine della frase, che è “perisce“: “chi di spada ferisce, di spada perisce”.

Perire è… “perisce” viene dal verbo “perire”, e perire vuol dire morire. E’ un modo per dire “morire”, non molto utilizzato ma… si usa molto di più, diciamo… proprio all’interno di questa frase.

E’ un verbo utilizzato al posto del verbo morire, ma più in un contesto… o quando si dice, si pronuncia,questa espressione oppure in un contesto magari “poetico”, all’interno di alcuni libri potreste trovare questo verbo “perire” al posto di morire. Di conseguenza “chi di spada ferisce, di spada perisce”; ovviamente “fa rima”, quindi… la rima è quando due parole finiscono con le stesse lettere, quindi “fanno la rima”: ferisce-perisce“, ecco la rima. Quindi “chi di spada ferisce, di spada perisce”: che cosa significa?

Dunque, come qualcuno di voi potrebbe già aver intuito, “chi di spada ferisce, di spada perisce”, vuol dire che chi provoca un male a qualcun altro, chi fa del male a qualcun altro, utilizzando qualsiasi metodo, non è importante quale, è molto probabile che prima o poi riceva anche lui del male da un’altra persona, ed il significato dell’espressione è proprio questo, cioè:

chi fa del male, spesso, prima o poi, riceve anche del male, e lo riceve dalla stessa fonte

cioè “chi di spada ferisce, di spada perisce” vuol dire chi fa del male utilizzando un certo strumento per fare del male, è con lo stesso strumento che quella persona riceverà del male. Cioè, quello strumento verrà utilizzato anche per fare del male a questa persona.

Per capire meglio il significato di questa espressione è bene che io faccia qualche esempio; qualche esempio che mi viene, ovviamente, spontaneo, senza che io lo legga in qualche libro di testo.

Dunque, ammettiamo ad esempio che ci sia una coppia: un marito ed una moglie; un uomo ed una donna, e che il marito tradisca… tradisca la moglie, che il marito cominci a tradire la moglie.

Ammettiamo che il marito la tradisca di nascosto, senza che la moglie se ne accorga. La moglie, magari, invece è molto innamorata del marito e non si sognerebbe mai di tradirlo. Ammettiamo quindi che un giorno la moglie viene a scoprire che il marito la tradisce. Cosa succede? Ovviamente la moglie rimane molto delusa, e magari col passare del tempo, la moglie potrebbe essere talmente delusa da non essere più innamorata di lui e un giorno potrebbe anche decidere di tradirlo ance lei. Potrebbe usare la stessa arma che ha usato il marito. Ebbene, ammettiamo che lo faccia, ammettiamo che anche la moglie, un bel giorno, decida di andare con un altro uomo, decida di tradire il marito, perché magari dice: basta, mi son stufata di essere tradita! Anch’io adesso voglio la mia libertà, anch’io non lo amo più, mio marito, anch’io voglio fare delle nuove esperienze. E magari un amico, guardando questa coppia, e magari sapendo benissimo che il marito ha sempre tradito la moglie, nel momento in cui vede che anche la moglie tradisce il marito, potrebbe dire: “Ah, vedi! Chi di spada ferisce di spada perisce“.

Ovviamente sta parlando del marito, che fino a quel momento aveva tradito la moglie, e la moglie era sempre stata innamorata di lui, e adesso invece rimane “ferito” anche lui dalla stessa arma del tradimento; la stessa arma che aveva utilizzato lui stesso contro la moglie.

Questo è un primo esempio che mi è venuto in mente. Ovviamente adesso cercherò di trovarne almeno un altro, in modo che il concetto sia molto più chiaro, ed in modo che possa essere memorizzato da voi in maniera più solida.

Dunque, vediamo un po’. Ammettiamo che… vediamo se riesco a trovare un altro esempio rapidamente. Ammettiamo che ci sia una persona che sia… che ama rubare, diciamo. Una persona che normalmente vive rubando e quindi sottraendo soldi, sottraendo soldi a altre persone, magari svaligiando appartamenti, andando di nascosto negli appartamenti dei suoi vicini e svaligiando le loro case, i loro appartamenti, portando via gli oggetti più preziosi.

Ammettiamo che questa persona sia abituata a rubare molto di frequente e che nessuno abbia mai rubato a casa sua, che nessuno lo abbia mai “ferito” con la stessa arma.

Ammettiamo che un giorno, invece, mentre lui sta al “lavoro”, (si fa per dire) mentre lui sta svaligiando qualche appartamento, ammettiamo che nello stesso momento ci sia un’altra persona che, saputo che lui aveva svaligiato il suo appartamento, quindi si tratta di un proprietario, uno dei proprietari delle case che in precedenza il ladro aveva svaligiato, ammettiamo che questa persona, arrabbiata con il ladro, decida di vendicarsi, decida di… ammettiamo che questa persona decida, a sua volta, di svaligiare l’appartamento del ladro. E lo fa!

Un giorno, mentre il ladro sta al lavoro, mentre sta svaligiando qualche appartamento, il ladro viene derubato nella sua abitazione.

E ammettiamo che questa notizia si diffonda molto rapidamente e che quindi le persone sapendo… nel momento in cui si viene a sapere questo fatto: che il ladro è stato a sua volta derubato, potrebbe dire: “Ecco, vedi? Chi di spada ferisce, di spada perisce“, cioè chi usa un’arma contro gli altri, qualche volta può essere punito con la stessa arma, ed è quello che è successo al nostro ladro!

Bene, credo che adesso il significato dell’espressione “Chi di spada ferisce, di spada perisce” sia un po’ più chiaro per voi.

Non ci resta che cercare di praticare un po’ la pronuncia, affinché questa frase venga memorizzata dal vostro cervello. Ed anche in maniera che la vostra lingua, in qualche modo, si abitui alla lingua italiana. In effetti è molto bene ripetere gli esercizi più volte. Quindi è bene che voi ascoltiate questo episodio, questo podcast, numerose volte. Nelle sette regole di Italiano Semplicemente consiglio di farlo almeno mezzora al giorno per almeno sette giorni, e alla fine di ogni podcast mi piace fare anche un piccolo esercizio di coniugazione oppure un piccolo esercizio di pronuncia, in modo che la vostra lingua si abitui a parlare una lingua come l’italiano che per qualcuno potrebbe non essere così facile.

I vostri muscoli, i muscoli della vostra lingua potrebbero non essere abituati, di conseguenza occorre praticare.

Allora, l’importante è che voi ripetiate esattamente dopo di me, senza pensare… senza pensare alla coniugazione, o senza pensare a… ai verbi…. al passato, al presente, al futuro. Non dovete pensare alla grammatica, questo è il segreto.

La grammatica verrà memorizzata nel vostro cervello in maniera naturale, in maniera automatica. Questo è il sistema di Italiano Semplicemente, questo è il metodo TPRS. Non sono stato io ad inventarlo, Io mi sono limitato a mettere per iscritto questi sette consigli, le sette regole d’oro di Italiano Semplicemente, tra le quali c’è quella di ripetere. Ripetere quindi molte volte lo stesso podcast, questo compreso.

Ripetete quindi dopo di me, non pensate alla grammatica. Pronti, partenza, via!

Chi di spada ferisce, di spada perisce

(pausa)

Chi di spada ferisce, di spada perisce

ancora una volta…

Chi di spada ferisce, di spada perisce

Bene, mi raccomando quindi, ascoltate questo podcast più volte, ascoltatelo tutto: ascoltate la prima parte, quella in cui spiego il significato delle parole; la seconda: quella in cui spiego il significato dell’espressione, e a seguire quella in cui faccio alcuni esempi.

E infine la parte finale, dove faccio.. vi faccio praticare un po’ la pronuncia.

Spero che questo episodio vi sia piaciuto.

Ciao a tutti e diffidate delle imitazioni. Altri siti infatti riportano questo stesso articolo facendo pagare per ascoltare l’audio. State attenti.

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