801 La tirata

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La tirata

Ricordate l’episodio dedicato alle tappe? Bene, oggi non ne facciamo neanche una e dunque facciamo tutta una tirata.

Foto di Shlomaster da Pixabay

Se ricordate l’episodio dedicato alle tappe, fare una o più tappe, durante un viaggio, significa fermarsi da qualche parte per un caffè o anche per una notte, evitando così di fare un unico e lungo viaggio. Può essere utile anche dare un’occhiata all’episodio dedicato al suffisso “ata”.

Se dunque, anziché fare tappe, facciamo tutta una tirata, questo vuol dire che non ci fermiamo mai nel nostro viaggio. Non facciamo soste, o tappe, appunto. Potremmo anche chiamarle pause o interruzioni volendo.

Ma per usare l’espressione “fare tutta una tirata” non c’è bisogno di fare viaggi. E’ vero che le tappe riguardano solamente i viaggi, ma stavolta parliamo più in generale di assenza di pause, soste o interruzioni, e allora possiamo anche, ad esempio, parlare di lavoro.

Anche al lavoro si fanno pause e interruzioni, ad esempio per prendere un caffè, per fare la pausa pranzo o due semplici chiacchiere con i colleghi per non stancarsi troppo. Se però dobbiamo fare un lavoro urgente può capitare di fare tutta una tirata finché non finisce. Magari dalle 8 di mattina alle 8 di sera e anche più tardi.

Si tratta di fare qualcosa senza interruzione, continuativamente, cioè in modo continuato.

Ieri sera ho dovuto fare tutta una tirata fino a tarda notte per terminare il lavoro

Abbiamo viaggiato da Roma a Parigi facendo tutta una tirata. ‘ stata una faticaccia!

Il senso della fatica e della stanchezza c’è quasi sempre, che si parli di viaggi o di lavoro. poi vediamo che esistono anche altre attività in cui si può fare tutta una tirata, come leggere e dormire.

Il termine “tirata” si usa in poche altre occasioni nella lingua italiana. Ad esempio si utilizza nell’espressione “dare una tirata d’orecchie“. Qui si usa il verbo dare.

tirata d'orecchie
Foto di Pezibear da Pixabay

E’ un modo questo per indicare un rimprovero, spesso affettuoso. Ricordate gli episodi dedicati alle ammonizioni e agli ammonimenti?  Il contesto è più familiare in questo caso, direi analogo a quando si usa il verbo “cercarsela” a cui abbiamo dedicato un bell’episodio. Rispetto invece alle filippiche e alle prediche, direi che quando si parla di tirate di orecchie il contesto generalmente è meno serio.

Ovviamente non è necessario tirarle veramente le orecchie, anche se con i propri figli a volte si fa veramente, sempre per rimproverarli (senza fargli male) per qualche marachella che hanno fatto.

Ti devo dare una tirata d’orecchie perché hai dimenticato di inviarmi quella email importante.

Ragazzi, devo darvi una bella tirata d’orecchie perché non avete fatto gli esercizi.

La “tirata” si usa anche parlando di sigarette. tra adolescenti si usa spesso:

Mi fai fare/dare una tirata?

Mi fai fare/dare due tirate alla sigaretta?

Mi fai fare/dare un tiro? (versione altrettanto diffusa)

Dell’espressione di oggi invece esiste una versione alternativa: “tutto/tutta di filata

Il libro era bellissimo. L’ho letto tutto di filata!

Andremo a Venezia e poi tutto di filata fino a Palermo.

Ho visto la serie TV tutta di filata: 8 ore senza interruzione

Finalmente sono riuscito a dormire stanotte: 9 ore tutte di filata e adesso sono riposatissimo

Stavolta tutto può diventare tutta, tutti, tutte, a seconda del soggetto, mentre “dare/fare tutta una tirata” è invariabile.

Notate che “filata” viene da “fila” e indica una serie di oggetti, cose o fatti in successione regolare o non interrotta. Si deve però usare “fila” e non “filata” quando non vogliamo sottolineare la fatica, la mancanza di pause o interruzioni nella nostra attività: viaggiare, leggere, lavorare o dormire (in questo caso sottolineiamo il sollievo) e anche altre attività.

Bene, allora è il momento del ripasso, che avviene come al solito grazie al supporto dei membri dell’associazione.

Ripasso in costruzione

n. 70 – TAPPE- 2 minuti con Italiano semplicemente

Audio

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Trascrizione

Le tappe. Le tappe sono la parola del giorno.

Quando fate un viaggio, se non vi fermate mai ed arrivate direttamente a destinazione possiamo dire che avete fatto un viaggio senza fare tappe.

Non avete fatto neanche una tappa, cioè neanche una sosta.

Non vi siete mai fermati in poche parole.

Andremo in Italia e faremo due tappe, una a Venezia, l’altra a Roma.

Giungeremo a Roma in due tappe.

Attenzione però non sempre potete usare tappa al posto di sosta o fermata.

La sosta si fa per riposarsi, mentre la tappa si fa per raggiungere un obiettivo finale, oppure le tappe sono i punti di un percorso.

Nel viaggi turistici si fanno solitamente più tappe per visitare diversi luoghi, oppure anche solo per riposarsi ma al fine di raggiungere un obiettivo, una meta finale, una destinazione finale, che rappresenta l’ultima tappa del percorso. La tappa finale.

Un percorso è quindi composto da tappe. Qualsiasi percorso è fatto di tappe, anche non solo in senso fisico, materiale.

Ad esempio se mi sto laureando, le varie tappe del percorso che ha la laurea come obiettivo finale, sono rappresentate dai singoli esami da sostenere: ogni esame è una tappa del percorso.

Anche la nostra vita è un percorso a tappe, momenti importanti, decisivi, e se decidiamo un obiettivo da raggiungere allora queste tappe possono anche essere bruciate (ma senza l’uso del fuoco).

Questa espressione si usa quando si sta percorrendo un percorso molto velocemente.

Ovviamente è un’espressione idiomatica questa, molto usata nello sport o nel lavoro quando una persona molto giovane ha già raggiunto risultati importanti, ha quindi “bruciato le tappe”, nel senso che le ha raggiunte prima del solito, prima degli altri, prima del previsto.

Bruciare le tappe: è anche quello che state facendo voi, pensateci bene, se avete seguito tutti gli episodi della rubrica “2 minuti con Italiano semplicemente”.

Ripasso espressioni precedenti:

Rauno (Finlandia 🇫🇮 ) e Carmen (Germania 🇩🇪): mi sembra anche questo un episodio come si deve senza dubbio, e stavolta la spiegazione non è avvenuta per interposta persona come nell’episodio scorso. Andiamo avanti allora, giorno per giorno, senza mancare neanche una tappa, perché finalmente sento che sto ingranando con l’italiano! Eccome!

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L’inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con italiano semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro. Ti aspettiamo!