Le meraviglie dell’Italia: la torre di Pisa

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Trascrizione

Buongiorno amici, e benvenuti su Italiano Semplicemente. Oggi ci occupiamo di bellezze d’Italia, ed in particolare della “Torre di Pisa“.

Ripeti: ed in particolare della “Torre di Pisa“.

Sono sicuro che si tratta di un argomento che sta a cuore di molti stranieri, che me hanno sicuramente sentito parlare, se già non hanno avuto l’occasione di visitare il bel paese, nome con cui si indica l’Italia.

Ripeti: il bel paese

Chiunque venga in Italia viene infatti a visitare Pisa, la città toscana celebre in tutti il mondo per la Torre Pendente.

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In questo episodio voglio parlarvi un po’ della storia della Torre Pendente, vale a dire del campanile risalente al XII secolo, che oggi è appunto uno dei monumenti italiani più conosciuti e visitato al mondo per via della sua caratteristica inclinazione. Di tanto in tanto mi fermerò e vi invierò a ripetere alcune frasi per non perdere l’abitudine ad esercitare anche la lingua.

Ripeti: il campanile risale al XII secolo

Ripeti: esercitare la lingua

La torre in questione si chiama infatti “Torre Pendente“, o semplicemente “La Torre”. Questo è il nome della Torre di Pisa per i pisani (gli abitanti di Pisa): E’ pendente in quanto la Torre “pende”, e ciò che pende si chiama “pendente”, cioè non è una torre verticale, come dovrebbe essere, ma è inclinata.

Ripeti: la torre di Pisa pende.

Ripeti: la torre di Pisa è pentente

La sua inclinazione è dovuta ad un cedimento del terreno sottostante. Il terreno sottostante è ceduto. Il terreno che si trova sotto la Torre è quindi ceduto, cioè si è spostato, e questo è accaduto nelle prime fasi della costruzione della Torre.

Questo significa che la pendenza della torre non è stata voluta, ricercata, da chi l’ha costruita, come si potrebbe anche pensare e come è stato sostenuto, tra l’altro, da alcuni studiosi dell’ottocento.

Il campanile quindi non è stato pensato pendente sin dalla sua origine ma lo è diventato grazie ad un cedimento del terreno sottostante.

Ripeti: la pendenza della torre ha cause naturali.

Ripeti: la Torre di Pisa è pendente per cause naturali

Non si tratta questo di un fenomeno che ha riguardato solamente la Torre di Pisa a dire il vero.

Infatti esistono altre costruzioni in Italia che “soffrono”, si fa per dire, dello stesso “difetto” strutturale.

Ripeti: Difetto strutturale

Ad esempio c’è una Chiesa, una Cattedrale, sempre in Toscana e precisamente a Pienza (La Cattedrale dell’Assunta di Pienza) che è fortemente pendente anch’essa e rischia di collassare, cioè di cadere. Rischia il collasso, nonostante gli interventi che sono stati realizzati per stabilizzare la Cattedrale. La sua pendenza comunque non è così evidente come quella della Torre Pendente di Pisa.

Ripeti: la Cattedrale di Pienza rischia di collassare

La torre di cui parliamo invece, quella di Pisa, è un campanile, il campanile della cattedrale di Santa Maria Assunta. Anche in questo caso si tratta di una cattedrale dunque. Questa cattedrale si trova nella piazza del Duomo. Si chiama così la piazza in cui si trova la Torre di Pisa: Piazza del Duomo. Casualmente in entrambi i casi si tratta di cattedrali dedicate all’assunzione di Maria.

Ripeti: in entrambi i casi si tratta di cattedrali dedicate all’assunzione di Maria.

Ripeti: l’Assunzione di Maria

Nella stessa città di Pisa ci sono però altri monumenti pendenti come la Torre, anche se meno famosi, come il campanile della chiesa di San Nicola, che ha un’inclinazione di 2 gradi e mezzo (2,5 gradi) ed anche un altro campanile, quello della chiesa di San Michele degli Scalzi, inclinato di ben 5 gradi.

Il campanile più famoso invece è alto circa 56 metri ( quello della torre di Pisa) ed è stato costruito tra il dodicesimo e il quattordicesimo secolo.

Ripeti:  tra il dodicesimo e il quattordicesimo secolo.

Ripeti: la Torre di Pisa ed è stata costruito tra il dodicesimo e il quattordicesimo secolo.

Il campanile è divenuto, grazie alla sua speciale caratteristica, uno dei simboli dell’Italia, ed è stata anche proposto come una delle sette meraviglie del mondo moderno. Pensate che tra le prime 77 opere che sono state sottoposte al vaglio dei giudici internazionali la Torre di Pisa si classificò settima in classifica, mentre il Colosseo di Roma (l’anfiteatro Flavio) arrivò quarto, quindi tre posizioni prima della Torre di Pisa.

Ripeti: la Torre di Pisa si è classificata settima.

Vi dicevo che la pendenza della torre si verificò all’inizio della fase di costruzione. La prima fase dei lavori fu infatti interrotta quando era stata costruita solamente la metà del terzo piano della torre, proprio perché il terreno iniziava a cedere sotto di essa, quindi la costruzione si è fermata a metà del terzo piano.

Ripeti: il cedimento del terreno fece inclinare la torre.

Successivamente sono stati aggiunti altri tre piani, e alla fine è stata aggiunta anche la cella campanaria, cioè la cella (la piccola stanza) dove si trova la “campana” del campanile.

Così in tutto i piani sono diventati sei. Questi tre piani aggiuntivi però, hanno una curvatura opposta alla pendenza. Questi tre piani che hanno aggiunto hanno una curvatura opposta alla pendenza, e questo è stato voluto poiché si è pensato che in questo modo la torre potesse raddrizzarsi con maggiore facilità.

Ripeti: si è pensato che in questo modo la torre potesse raddrizzarsi con maggiore facilità.

Poi cosa è accaduto col passare del tempo?

Ripeti: Poi cosa è accaduto col passare del tempo?

La pendenza col tempo è aumentata, ma nel corso dei secoli ci sono stati anche dei periodi in cui la pendenza si è ridotta ed altri in cui non è fondamentalmente cambiata. Il campanile nel corso dell’Ottocento  fu interessato da importanti restauri.

E proprio durante queste fasi di restauro che si è scoperto che sotto il terreno c’erano notevoli quantità di acqua che lo rendeva morbido e quindi cedevole.

Ripeti: il restauro della Torre di Pisa.

Cosa fare?

Si iniziò ad aspirare (A succhiare) acqua dal sottosuolo con delle pompe, ma questo peggiorò la situazione e fece aumentare ancora di più la pendenza della torre, tanto che il pericolo del crollo della torre è aumentato fino a farsi concreto. C’era il concreto rischio che la torre cadesse.

In termini di gradi, in termini di inclinazione, di angolatura della pendenza, l’angolatura della pendenza della torre è arrivata a circa 4,5 gradi. In pratica la punta della torre era spostata verso sud di quasi 4 metri e mezzo rispetto alla base. Una bella inclinazione.

Ripeti: l’angolatura della pendenza della torre è arrivata a circa 4,5 gradi

Fino alla fine del 2001 si è lavorato per cercare di ridurre questa pendenza, e questo tentativo è stato raggiunto tramite diversi tipologie di interventi, tra cui l’applicazione temporanea di alcuni tiranti di acciaio (delle corde di acciaio in pratica che tenevano in equilibrio la torre per non farla cadere) e dei contrappesi di piombo che pesavano fino a 900 tonnellate. Pensate un po’.

Si è operato anche sotto il terreno della torre ed alla fine si è riportata la pendenza a quella che la torre aveva circa 200 anni prima. Quindi si sono fatti dei passi in avanti e si è messa in sicurezza la Torre di Pisa.

Ripeti: alla fine si è riportata la pendenza a quella che aveva circa 200 anni prima.

State tranquilli comunque perché perché la Torre di Pisa è sicura; i tecnici l’hanno infatti consolidata in modo che resti in piedi per almeno altri trecento anni. Quindi i turisti possono stare sereni: l’inclinazione attuale non raggiunge i 4 gradi.

All’interno del campanile ci sono due stanze. Una di queste si trova in basso e l’altra sta più i alto. La prima si trova alla base della torre, ed è nota come la “sala del Pesce“. Perché si chiama così? Perché si può notare la raffigurazione di un pesce attraverso un bassorilievo.

Ripeti: la sala del pesce si trova nella Torre Pendente.

Ripeti: la Torre Pendente ospita la sala del pesce

Questa stanza è però una stanza senza il soffitto. L’altra stanza invece è più in alto, si trova al settimo anello della torre e il suo soffitto è il cielo stesso. Al centro di questa stanza, se si guarda in basso, si vede il pian terreno attraverso un foro: si può anche vedere il pian terreno della torre grazie ad un’apertura sul pavimento. Sono inoltre presenti tre rampe di scale (tre scalinate) utilizzabili dai turisti: la prima si trova alla base fino e arriva fino al sesto anello, dove si finisce all’esterno; ed una a chiocciola e più piccola che porta dal sesto anello fino al settimo. Infine ce n’è anche un’altra, una terza scala, sempre a chiocciola, che porta dal settimo anello finoalla sommità della torre, cioè la punta della torre, la parte più alta.

Ripeti: la sommità della torre di Pisa.

Bene ragazzi cercate di ripetere più volte se avete difficoltà, anche per esercitare la pronuncia.

Vi invito tutti ad aderire alla neonata Associazione culturale Italiano Semplicemente, nata proprio con l’obiettivo di diffondere la lingua e la cultura italiana. Tra l’altro ci avviciniamo alla fine dell’anno e tra qualche giorno i membri riceveranno il programma delle lezioni del 2018 riservate ovviamente agli iscritti. Sono previste lezioni sia per un livello intermedio sia per un livello più basso (principianti).

Grazie a tutti naturalmente per la fiducia di chi si iscrive ed anche grazie a chi aiuta il sito con una semplice ma importantissima donazione personale.

Un saluto a tutti di cuore.

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Le meraviglie d’italia: Castel Sant’Angelo

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Trascrizione

Giovanni: Buongiorno amici di Italiano Semplicemente, grazie di essere all’ascolto di questo nuovo episodio dedicato alla cultura italiana. La sezione si chiama “le meraviglie d’Italia”. Dopo il primo episodio che abbiamo dedicato al Pantheon, stavolta parliamo di Castel Sant’Angelo, un altro monumento romano.

Ascolterete anche le voci di Giovanna e Ludovica, italiane anche loro, come me, che mi hanno aiutato a realizzare questo bell’episodio. Quindi oggi saremo in tre, ascolterete pertanto tre voci, la mia, quella di Giovanna:

Giovanna: ciao io sono Giovanna e sono di Roma

Giovanni: E quella di Ludovica:

Ludovica: ciao a tutti, anche io abito a Roma.

Giovanni: In questo episodio abbiamo inserito di proposito alcune espressioni che si trovano spiegate all’interno nel corso di Italiano Professionale, in modo da aiutare tutti e specie chi ha prenotato il corso a ricordarle più facilmente. Questo di oggi è pertanto un modo interessante che stiamo provando per meglio ricordare quanto già imparato ed applicare meglio le sette regole d’oro per imparare l’italiano.

Castel Sant’Angelo: Molti di voi sapranno di cosa sto parlando perché probabilmente se siete venuti a Roma l’avrete visitato sicuramente. Castel Sant’Angelo è uno dei simboli della città di Roma, uno dei simboli della capitale d’Italia, e gli italiani, bambini a parte, conoscono Castel Sant’Angelo. Vero Ludovica?

Ludovica: Infatti proprio oggi mia figlia Bianca, di 10 anni, mi ha detto “mamma, noi andiamo sempre in giro per l’Italia e per l’Europa ma non conosciamo bene la nostra città!”.

È vero, è un po’ che ci penso anch’io”, le ho risposto, così ho preso la palla al balzo e ho organizzato una visita a Castel Sant’Angelo che penso sia uno dei monumenti più adatti ai bambini per cominciare: Bianca mi ha chiesto: ma è proprio un castello?

Castel_Sant'Angelo_(_Mausoleo_di_Andriano)
By Livioandronico2013 (Own work) [CC BY-SA 4.0
(http://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)%5D, via Wikimedia Commons)
Giovanni: Bella domanda! Castel Sant’Angelo è oggi un museo, uno dei musei più visitati d’Italia.

Un museo è un luogo dove vengono raccolte e quindi dove si possono vedere opere d’arte o oggetti antichi di valore o oggetti aventi – cioè che hanno – un interesse storico-scientifico.

Giovanna: A Roma ed in Italia in generale ci sono tantissimi musei: tra musei pubblici e musei privati a Roma si contano ben 171 musei, e dovete sapere che se venite a Roma potete visitarli anche gratuitamente, l’importante è che decidiate di farlo la prima domenica di ogni mese, quando i luoghi della cultura dello Stato, quindi musei, gallerie, scavi archeologici, parchi e giardini monumentali sono ad ingresso gratuito per tutti. Negli altri giorni dovete invece pagare il biglietto d’ingresso.

Il museo nazionale di Castel Sant’Angelo si trova vicino alla basilica di San Pietro, poco ad est rispetto alla città del Vaticano, anche detta “La Santa Sede”, che è poi anche uno Stato e non solo una città, come sapete.

Giovanni: Ebbene, sul ponte che porta al Castello, ponte che si chiama “Ponte Sant’Angelo” ci sono delle bellissime statue, quelle di San Pietro e San Paolo e altre 10 statue, gli “Angeli della Passione” scolpite su disegno di Lorenzo Bernini. Queste dieci statue sono state pensate da Bernini, sono state concepite da lui per essere viste dai visitatori mentre vanno alla Basilica di San Pietro, in modo da farli riflettere sulle sofferenze di Cristo. Bernini, Gian Lorenzo Bernini è stato un grande scultore ed architetto del passato, che studiava tutto nel dettaglio e che non lavorava certamente con sufficienza (Lezione n. 3: Approssimazione e Pressapochismo).

Per usare le parole di Urbano VIII, Bernini è stato un «Huomo raro, ingegno sublime, e nato per disposizione divina, e per gloria di Roma a portar luce al secolo».

Roma_-_Ponte_s__Angelo
Di Sergio D’Afflitto, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=41274907

Castel Sant’Angelo è dunque un museo,

Ludovica: è conosciuto anche come Mole di Adriano.

In origine era un mausoleo, cioè una tomba, un sepolcro e nello stesso tempo un monumento. Questo mausoleo è stato fatto costruire nel secondo secolo d.c. dall’imperatore Adriano (lo stesso Imperatore che ha voluto costruire anche la famosa villa di Tivoli). Adriano quindi aveva pensato a Castel Sant’Angelo come tomba per se stesso e per i suoi successori.

Giovanna: Il museo quindi nasce come sepolcro imperiale.

Ludovica: Nel 403 però il monumento perse la sua funzione originaria di sepolcro e fu incluso nelle mura aureliane diventando così un forte a difesa di Roma contro vandali Visigoti e fu indicato per la prima volta con il nome di “castellum”.

Giovanna: “Castellum”. Infatti, con la caduta di Roma e l’avvento del cristianesimo viene trasformato in una fortezza al fine di difendere la città dagli attacchi dei nemici. Quindi è diventato una vera e propria fortezza, un vero e proprio Castello.

Ludovica: nel sesto secolo divenne prigione di Stato, poi diverse famiglie nobili del tempo provano a contenderselo ma alla fine il castello diventa proprietà della Chiesa.

Giovanni: Contendersi qualcosa significa cercare di togliere a qualcun altro, quindi questo “qualcosa”, in questo caso è l’edificio di Castel Sant’Angelo, che è oggetto di una contesa, è ciò che viene conteso. Quindi i nobili del tempo, gli appartenenti alla nobiltà del tempo, si sono contesi Castel Sant’Angelo, hanno provato a contendersi tra loro Castel Sant’Angelo nella speranza di vincere la contesa, ma alla fine la Chiesa ha assunto la proprietà del mausoleo.

Vi chiederete il perché di questo nome. Perché Sant’Angelo? Perché si chiama proprio così?

Ebbene, a Roma nell’anno 590 (quindi si parla di quasi 1500 anni fa) ci fu una  terribile peste a Roma.

La peste è un’epidemia, cioè la rapida diffusione di una malattia contagiosa, questa è un’epidemia.

Durante questa epidemia, durante questa pestilenza romana il papa di allora, il capo della Chiesa del tempo che si chiamava Gregorio Magno organizzò una processione per chiedere aiuto al Signore, a Dio.

Una processione è una cerimonia religiosa a scopo di preghiera, di supplica, di ringraziamento a Dio.

A questa processione, durata tre giorni, prese parte l’intera cittadinanza romana: tutti i cittadini di Roma parteciparono a questa processione, e mentre la processione passava vicino al Castello apparve in cielo un angelo, l’Arcangelo Michele, e questo angelo aveva una spada in mano e questa spada fiammeggiante veniva rimessa nel fodero dall’angelo.

Questa spada evidentemente rappresentava la peste, l’epidemia, e questo gesto di porre la spada all’interno del suo fodero, nella sua custodia, nel suo contenitore, dove non può far più male a nessuno è segno della fine della peste.

Ed infatti la peste cessa; la peste termina la sera stessa. Il mausoleo di Adriano è diventato così il Castello dell’Angelo.

Ed infatti tutti possono vedere la statua di bronzo dell’Angelo che si trova in cima al Castello. Quella statua rappresenta appunto l’Angelo apparso ai romani il 29 agosto dell’anno 590. La bellissima statua quindi si trova lì in segno di devozione cioè di ringraziamento.

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L’Angelo di Castello (1753), opera di Peter Anton von Verschaffelt
F l a n k e r – Own picture (2008)

Un’altra curiosità di Castel Sant’Angelo è che il castello è collegato al Vaticano. Infatti nel 1277, cioè circa 600 anni dopo l’apparizione dell’angelo, fu costruito un passaggio, un viadotto, una strada chiamata “Passetto di Borgo”. Si tratta di un corridoio, di una strada sopraelevata, cioè un po’ sollevata da terra, che, partendo dai Palazzi Vaticani, raggiunge Castel Sant’Angelo. A cosa serviva questa strada sopraelevata? Semplice: in questo modo i Papi, in caso di pericolo, potevano scappare e rifugiarsi nella fortezza, nel castello. Il Passetto era dunque una “via di fuga”, una “via di salvezza” per i papi, una via lunga ben 800 metri, quasi un chilometro quindi..

Ludovica: Ci volevano dei papi abbastanza allenati fisicamente per poter scappare velocemente quando Il tempo stringe (Lezione 2: Sintesi e Chiarezza) considerando anche l’età dei pontefici che solitamente è molto avanzata.

Ma potreste chiedervi: è stata mai utilizzata? Ci sono dei papi che sono scappati per rifugiarsi all’interno di Castel Sant’Angelo percorrendo il Passetto a ragion veduta? (Lezione n. 6: Sincerità ed Equilibrio).

Giovanni: Ebbene, pare che la via sia stata usata molte volte dai papi. In effetti nella Roma del medioevo erano abbastanza frequenti le situazioni di pericolo e i tumulti, le ribellioni, gli assalti i generale.

Uno dei primi papi ad usare il Passetto è stato Alessandro VI Borgia, il papa spagnolo scappato nel 1494 davanti alle truppe di Carlo VIII, che era il re di Francia.

Ma la fuga più famosa è però quella di Papa Clemente VII, che nel 1527 utilizza il “Corridore” (così era chiamato quello che oggi si chiama Passetto) per sfuggire, per scappare ai Lanzichenecchi che saccheggiano e devastano la città di Roma: il famoso “sacco di Roma“ (il sacco è il saccheggio.

Un saccheggio avviene quando c’è un’invasione di un territorio e durante questa invasione ci si impossessa, ci si appropria con violenza delle cose trovate in territorio nemico. Durante il “sacco di Roma” quindi del 1527 Papa Clemente VII, scappò dal Vaticano percorrendo il Passetto di Borgo e quindi si rifugiò a Castel Sant’Angelo.

Alla fine del Passetto sono visibili anche dei cannoni, per poter sparare alle eventuali minacce, diciamo senza stare troppo a sottilizzare (lezione n. 4: Precisione e Puntualità) come si vede dalla foto che ho inserito sul sito.

Giovanna: Il castello era considerato molto sicuro quindi dalla Chiesa, così sicuro che la Chiesa trasferì lì il suo tesoro: una serie di bauli, di contenitori che contenevano i tesori della Chiesa e che oggi si possono anche visitare perché si trovano proprio in una stanza di Castel Sant’Angelo, la “sala del tesoro”, che si trova nella parte più alta.

Giovanni: Nei sotterranei invece, quindi sotto il livello stradale, c’erano le terribili prigioni, le cosiddette “segrete” di Castel Sant’Angelo. Stanze che servivano a imprigionare personaggi che hanno commesso reati contro la Chiesa. Naturalmente prima venivano imprigionate e poi, se giudicate colpevoli, venivano anche uccise.

Ludovica: Ad esempio il cardinale Orsini, che fu accusato di aver cercato di avvelenare il Papa e quindi fu condannato a morte per questo. Avvelenare significa cercare di far morire, cercare di uccidere con un veleno, cioè con una sostanza velenosa, una sostanza che uccide velocemente.

Giovanni: Un altro personaggio importante che è stato detenuto (cioè imprigionato) in una di queste celle è stato Giordano Bruno, un famoso filosofo e scrittore che ha avuto molti contrasti con la Chiesa a causa delle sue idee. Alla fine, dopo sette anni di processo è stato giudicato eretico, cioè è stato giudicato una persona diciamo irriverente, irrispettosa nei confronti della religione cattolica, una persona che non rispetta la Chiesa, un miscredente; uno che insomma ha meritato di morire bruciato vivo, di morire sul rogo (R-O-G-O. Morire sul rogo significa morire bruciato. E’ così infatti che muore Giordano Bruno a Campo de’ Fiori nel 1600: condannato al “rogo”, cioè condannato appunto a bruciare vivo. Era questa la morte che spettava agli eretici nei secoli passati un po’ in tutto il mondo, non solo a Roma.

Bene amici anche questo episodio termina, sperando vi sia piaciuto.

Ludovica: Vi raccomando, se venite a Roma di visitare sicuramente questo monumento ricco di fascino e storia e noi ci risentiamo….alla prossima meraviglia.

Giovanni: Infatti continueremo a trattare le meraviglie d’Italia sul sito di Italiano Semplicemente, perché è un modo secondo noi efficace per continuare a migliorare l’italiano senza annoiarsi: vedrete che “chi la dura la vince” (Lezione n. 5: Tenacia e Resistenza).

Giovanna: Se volete potete darci dei consigli su quale argomento o meraviglia d’Italia trattare. Vi aspettiamo sulla nostra pagina Facebook. Ciao a tutti.

PS: Grazie a tutti per le donazioni

Il Pantheon (VOCABOLARIO)

Questo Podcast rappresenta la spiegazione delle parole più difficili presenti nell’episodio: Le meraviglie di Roma: Il Pantheon

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Trascrizione

Benvenuti nel podcast denominato VOCABOLARIO. Spieghiamo le parole più difficili o particolari che si trovano all’interno dell’episodio dedicato al Pantheon.

  1. L’altezza, dove si trova l’oculo, è pari al diametro della rotonda. I diametro è la distanza tra i muri del Pantheon passando per il centro. In geometria ogni cerchio ha un diametro, che è pari al doppio del raggio: il raggio misura la metà della lunghezza del diametro.
  2. L’apertura sopra la cupola si chiama oculo, che permette all’interno di essere illuminato. La parola oculo è simile alla parola “occhio”, che è l’organo umano che serve per vedere, ma il termine “oculo” si usa solamente in architettura e indica proprio un’apertura a forma circolare (a forma di cerchio) oppure ovale (cioè a forma di uovo). L’oculo non è detto sia una fessura vera, un vero buco, una vera apertura, ma può anche essere dipinta, un disegno quindi: anche quello è un oculo.
  3. La cupola del Pantheon è stata costruita di un materiale chiamato calcestruzzo. Il Calcestruzzo è un materiale fatto di materiali vari tra cui sabbia, ghiaia, eccetera. Essendo un insieme di materiali diversi si dice che è un conglomerato (cioè un insieme) artificiale (cioè fatto dall’uomo ed è il contrario di naturale) di materiali diversi. Si può parlare anche di miscela di materiali diversi: i materiali diversi quindi sono messi insieme cioè sono miscelati o agglomerati tra loro. Questo è il calcestruzzo.
  4. Nel Pantheon ci sono le tombe dei due primi re d’Italia, cioè di Vittorio Emanuele II e di suo figlio Umberto I. La parola “re” significa sovrano, e si scrive senza accento. Re significa sovrano di sesso maschile, perché il femminile è regina. Il re d’Italia si scrive d – apostrofo Italia: “re d’Italia” ed analogamente si scrive “re d’Inghilterra” o “regina d’Inghilterra”, perché Italia ed Inghilterra iniziano per vocale e la parola “di” finisce anch’essa per vocale.
  5. Ho parlato di architettura romana. L’architettura è una disciplina, cioè una scienza, una materia di studio; l’architettura è una disciplina che ha come scopo l’organizzazione dello spazio e principalmente lo spazio in cui vive l’essere umano. Esistono molte discipline diverse oltre l’architettura: la matematica, la statistica, l’ingegneria, la medicina eccetera.
  6. Il Pantheon è un tempio il cui nome, significa tempio di tutti gli dei. Attenzione perché la parola “dei”, d-e-i, è il plurale di dio (d-i-o). “Dio” al singolare diventa “dei” al plurale. E’ come quando dico “mio”, il pronome personale, che al plurale maschile diventa “miei”.  Es: “il mio libro”, diventa “i miei libri”. Analogamente “il mio dio” diventa “i miei dei” al plurale.
  7. L’Annunciazione è collocato nella prima cappella a destra quando si entra nel Pantheon. è collocato significa “si trova”. Posso anche dire “è posizionato”. La collocazione pertanto è simile alla posizione, solo che la posizione indica di più il luogo fisico in cui si trova un oggetto, mentre la collocazione è un verbo più tecnico che pone maggiormente l’attenzione su dove l’oggetto è stato messo, cioè collocato. Collocare quindi significa mettere, ma è più tecnico come verbo. Collocare significa “mettere in un luogo”; “sistemare”, “disporre“. Quindi l’Annunciazione è collocato vuol dire  l’Annunciazione è stato messo, è stato disposto, sistemato  nella prima cappella a destra quando si entra nel Pantheon.
  8. L’annunciazione raffigura il momento in cui è stato annunciato a Maria ed a Giuseppe  il concepimento e la nascita di Gesù. “Raffigura” significa rappresenta per mezzo di immagini, tramite immagini, quindi usiamo una immagine per rappresentare qualcosa, e l’Annunciazione raffigura, quindi rappresenta tramite l’uso di una immagine, il concepimento. Il concepimento rappresenta la nascita, e più precisamente il processo biologico che avviene con la fecondazione. Il mio bambino è stato concepito a Roma: vuol dire che la fecondazione della madre è avvenuta a Roma.
  9. Artisti illustri: un artista illustre è un artista famoso, che ha fama cioè che gode di fama: è famoso. Illustre viene da luce. Esiste anche il verbo “lustrare” che vuol dire “rendere splendente”, “far diventare una cosa splendente” o anche “lustre”. Lustrare le scarpe ad esempio significa pulire le scarpe, dare lustro alle scarpe, dare cioè una maggiore visibilità alle scarpe. Esiste poi la Lingua illustre, che secondo Dante Alighieri è una delle grandi qualità dell’alta poesia. Insomma le cose illustri sono famose, sono più visibili e più belle.
  10. Per far defluire l’acqua dal pavimento del pantheon ci sono 22 fori, cioè 22 buchi, 22 forature. La parola buco equivale a foro, ma quest’ultima è più tecnica. Si fanno i buchi a terra ad esempio, ma nelle orecchie ad esempio si fanno i fori. Il termine foratura invece solitamente si usa con la gomma di una macchina, il pneumatico, che si può bucare, si può forare, e quindi la foratura di una gomma è il fatto di aver forato la gomma. Quindi si dice ad esempio che in caso di foratura si deve immediatamente arrestare l’automobile, occorre subito fermare la macchina, per non rovinare la ruota.
  11. “Quell’oculo: Quando dico “quell’oculo” metto l’apostrofo. Quell’oculo è la forma abbreviata di “quello oculo”, che suona male perché ci sono due “o” vicine, cioè due vocali vicine. Quindi “quello oculo” diventa “quell’oculo”. Analogamente  diciamo quell’occhio, quell’animale, quell’orso, quell’imbecille eccetera.
  12. Poi si è parlato poi del tufo e anche dei “lapilli vulcanici” che sono entrambi materiali molto leggeri. I lapilli sono dei sassolini rotondi, si tratta di piccoli sassolini molto leggeri, leggeri come il tufo. Sia i lapilli che il tufo sono rocce magmatiche, cioè che vengono dalla lava, dal magma. Il magma o lava è ciò che esce dal vulcano quando c’è un’eruzione. Quando quindi un vulcano erutta, quando esplode, dalla bocca del vulcano esce del magma, della lava, ed anche dei lapilli, ed il tufo quindi deriva dai lapilli vulcanici. Quando c’è una eruzione vulcanica dal vulcano escono quindi i lapilli, dei piccoli pezzi di magma che cadono uno sopra l’altro e spesso ci sono anche delle conchiglie marine insieme. Il tufo quindi si forma dai lapilli che si uniscono tra loro, ed è molto diffuso in Italia nelle costruzioni e moltissimi paesini hanno le case, le abitazioni costruite ancora interamente in tufo.

Le meraviglie di Roma: il Pantheon

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Trascrizione

(in colore rosso le parole spiegate nel podcast chiamato VOCABOLARIO)

Ciao ragazzi oggi facciamo un tuffo nella cultura italiana, ed in particolare un tuffo nell’architettura romana.

Oggi infatti vorrei parlarvi di uno dei luoghi più visitati da tutti i turisti che visitano l’italia e Roma. Sto parlando del Pantheon.

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Con questo episodio inauguro una nuova tipologia di Podcast, dedicati alle meraviglie italiane. Spero vi faccia piacere perché è sempre credo una buona cosa cambiare argomento, l’importante è ascoltare cose interessanti e possibilmente anche utili. Se vi fa piacere posso quindi anche in futuro realizzare altri episodi come questo.

Dunque, il Pantheon  è un edificio della Roma Antica, in particolare è un tempio il cui nome, in greco antico,  significa tempio di tutti gli dei. E’ un edificio situato in una piazza chiamata piazza della rotonda che si trova all’interno nel rione Pigna nel centro storico.

In generale il territorio del centro storico di Roma è suddiviso in rioni (si chiamano così) che sono delle aree di territorio e qui siamo appunto nel Rione n. 9 (in tutto sono 23 rioni).

Il Pantheon quindi è un tempio dedicato a tutte le divinità passate, presenti e future.  Sul nome comunque c’è una certa incertezza e potrebbe anche essere che il nome Pantheon fosse soltanto un soprannome, non il nome ufficiale dell’edificio.

Già nel XV secolo, il Pantheon venne decorato e arricchito da alcuni affreschi, che sono delle pitture eseguite sull’intonaco fresco di una parete (per questo si chiama affresco, che è una parola sola ma che vuol dire che è il colore è stato messo quando l’intonaco era fresco); il colore è quindi incorporato nell’intonaco chimicamente e quindi si conserva molto a lungo.

Forse la pittura, l’affresco, più noto, il più famoso, è quello che si chiama l’Annunciazione, di un pittore di nome Melozzo da Forlì, che è collocato nella prima cappella a destra quando si entra nel Pantheon. Nella trascrizione dell’episodio riporto l’immagine dell’annunciazione, che rappresenta, anzi possiamo dire che raffigura il momento in cui è stato annunciato a Maria, la madre di Gesù ed a Giuseppe (il padre) il concepimento e la nascita di Gesù. E l’annuncio viene fatto dall’arcangelo Gabriele, che vedete raffigurato con le ali, essendo un angelo appunto.

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Tornando al Pantheon, un’altra caratteristica di questo tempio è che al suo interno sono state realizzate delle sepolture di artisti famosi, di artisti illustri (un artista illustre è un artista famoso, cioè che gode di un’ampia e meritata fama, per il fatto di avere delle qualità fuori dal comune o per aver fatto opere eccezionali, egregie: quindi si parla di illustri scienziati, di illustri pittori eccetera).

Ci sono in tutto 12 tombe all’interno del Pantheon, pittori, architetti, musicisti illustri.

Inoltre ci sono anche le tombe dei due primi re d’Italia, cioè di Vittorio Emanuele II e di suo figlio Umberto I.

Guardando l’edificio dall’esterno si legge una scritta in alto, molto grande: si tratta dell’iscrizione originale di chi ha fatto costruire il Pantheon, cioè di Marco Agrippa, che era un architetto amico e anche genero del futuro Imperatore Augusto (genero significa marito della figlia di Augusto). Quindi sul Pantheon c’è una scritta che significa: “Lo costruì Marco Agrippa, figlio di Lucio, console per la terza volta“. Naturalmente la scritta non è in lingua italiana ma in lingua latina.

Il Pantheon fu fondato nel 27 avanti Cristo, cioè prima della nascita di Cristo, ma successivamente a Roma ci sono stati due grossi incendi, il primo nell’anno 80 dopo Cristo che distrusse il Pantheon, ed il secondo incendio è stato causato da un fulmine nell’anno 110, quindi trent’anni dopo.

Quindi il Pantheon è stato distrutto per due volte e fu fatto prima restaurare da Domiziano e poi ricostruire dall’imperatore Adriano.

L’edificio del Pantheon è molto bello da vedere e se capitate a Roma non potete mancare l’appuntamento. C’è non solo una parte interna, che è una struttura circolare, cioè a forma di cerchio ma anche un portico esterno unito alla parte interna.

Il portico è composto da 16 colonne che sorreggono una parte superiore a forma triangolare che si chiama frontone.

La parte interna invece a forma circolare come ho detto, è chiamata rotonda, si trova sotto la cupola che ha una forma semisferica, come cioè la metà di una sfera ed è fatta di un materiale chiamato calcestruzzo.

La cupola ha una caratteristica particolare però, perché al centro, nella parte più alta ha un’apertura, un vero e proprio buco a cerchio, e questa apertura si chiama oculo, che permette all’interno di essere illuminato. Questa apertura misura, pensate, quasi 9 metri di diametro

Un’altra caratteristica dell’edificio è che la sua altezza, dove si trova l’oculo, è pari al diametro della rotonda, e questa è una caratteristica che dona al Pantheon un certo equilibrio e armoniosità nelle forme. Il diametro è la distanza tra i muri del Pantheon passando per il centro. l’Altezza è la distanza da terra fino all’oculo.

Ci sono delle curiosità che riguardano l’oculo del Pantheon, curiosità che  sono nate lungo i secoli. Si dice ad esempio che nell’antichità la pioggia non riusciva ad entrare nell’edificio a causa del calore e dei fumi delle candele che illuminavano l’interno del Pantheon.

La cosa non si sa se sia vera, non può essere comprovata e dunque rimane una leggenda. Sicuramente  oggi quando piove entra molta acqua e questo è il motivo per cui il pavimento è nato con dei fori, dei buchi, si tratta di 22 forature per permettere alla pioggia di defluire, cioè di andare via e non ristagnare all’interno.

Quell’oculo comunque ha la sua importanza perché si possono osservare dei fenomeni astronomici, cioè si osservano le stelle dall’interno dell’edificio e infatti il Pantheon è stato anche chiamato “tempio solare”.

Ad esempio, il giorno 21 del mese di aprile di ogni anno, 21 aprile che è il giorno in cui è stata fondata la città di Roma (il 21 aprile si chiama per questo motivo il “Natale di Roma”), a mezzogiorno esatto, un raggio di sole penetra dall’oculo all’interno nel Pantheon e colpisce il portale d’accesso, colpisce esattamente la porta di ingresso.

Poi c’è anche una leggenda che dice che l’oculo del Pantheon sarebbe stato creato dal diavolo mentre scappava dal tempio di Dio. Molto più fantasiosa questa come legenda.

Il Pantheon è fatto di pietre di marmo che vengono dall’Egitto, e queste pietre hanno un peso che può arrivare fino a 90 tonnellate l’una.

Molti turisti visitano il Pantheon è ogni anno, circa otto milioni ogni anno, e infatti è il sito museale statale italiano più visitato di tutti.

Anche le colonne esterne provengono dall’Egitto e potete notare, questa è una curiosità molto interessante, che si notano ancora sulle colonne dei segni, delle righe lungo la circonferenza delle colonne che probabilmente sono state fatte dalle corde utilizzate per trasportare le colonne, oppure nel tentativo di demolire queste colonne e farle cadere.

colonne

In generale possiamo dire sicuramente che la costruzione del Pantheon fu un vero capolavoro di ingegneria per diversi ragioni.

Una delle cose che mi ha colpito maggiormente è che quando è stata costruita la Cupola furono utilizzate delle tecniche particolari che hanno consentito alla cupola di essere abbastanza leggera. Infatti sono stati utilizzati diversi materiali, di peso diverso. Man mano che ci si sposta verso l’alto i materiali sono sempre più leggeri: all’inizio  si trovano strati di calcestruzzo con pezzi di mattoni, e salendo si trova calcestruzzo con scaglie di tufo, che è un materiale più leggero, mentre ancora più in alto, nella parte superiore, nei pressi dell’oculo, si trova calcestruzzo miscelato a lapilli vulcanicied il lapillo vulcanico è un materiale ancora più leggero, ma anche resistentissimo e isolante dal punto di vista termico.

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Chi è stato a Roma saprà che per andare al Pantheon, una delle possibili strade per raggiungerlo è scendere alla fermata della metropolitana di Piazza di Spagna, e da lì la distanza è circa 1 km: si passa attraverso Piazza di Spagna, poi si raggiunge via del corso passando per via dei condotti, una bella via piena di negozi e poi da lì si raggiunge il Pantheon facilmente.

Durante il percorso tra l’altro ci sono molte cose da vedere tra cui la Basilica di San Lorenzo in Lucina e potete anche fermarvi a mangiare un ottimo gelato in une gelateria famosa vicina al Pantheon.

Se venite a Roma quindi non mancate di visitare il Pantheon, e nella speranza che questo episodio vi sia piaciuto vi mando un saluto da Roma.