695 Marameo

Marameo (scarica audio)

Trascrizione

Fonte immagine: http://www.accademiadelloscivolo.it/banda-del-marameo/

Giovanni: oggi vediamo un termine molto divertente: marameo.

Si tratta di una parola scherzosa in cui si imita il verso del gatto (miao).

È una parola che si usa in senso di sfida e che si pronuncia imitando il verso del gatto ed eventualmente poggiando il pollice della mano sulla punta del naso (o volendo anche sulle orecchie) e agitando velocemente le dita tese.

Si fa anche con due mani, in fila sul naso o sulle orecchie, una a destra e una a sinistra.

È una vera presa in giro, scherzosa però.

Fare marameo è simile a dire:

Così impari!

Un’espressione che abbiamo incontrato recentemente.

Non ha però esattamente lo stesso utilizzo, perché non ha né valore di rimprovero né si pronuncia per dare una lezione.

Si tratta in realtà di una parola che esprime soddisfazione per qualcosa che è accaduto, e che invece non soddisfa affatto l’altra persona alla quale si fa marameo.

Si usa spesso con i bambini, quando ci si rincorre, cioè quando un bambino cerca di prendere l’altro.

Se un altro bambino cerca di prendermi, io scappo, fuggo, e mentre scappo gli dico:

Marameo!

È un messaggio di sfida dunque come a dire:

Sono qui, vieni a prendermi! Tanto non ci riesci!

Oppure:

Io ho vinto e tu hai perso!

Un altro esempio:

I giorni scorsi mia figlia aveva un compito in classe molto impegnativo, ma proprio quel giorno gli studenti hanno scioperato. Così la professoressa ha dovuto, suo malgrado, rimandare il compito.

Nel gruppo whatsapp della classe, appena appresa la notizia dello sciopero, uno studente ha avuto la sfacciataggine e il coraggio di fare marameo alla professoressa. Per farlo ha usato una “faccina” di WhatsApp.

Marameo

Ripasso a cura dei membri dell’associazione Italiano Semplicemente

Edita: certo che ci vuole una bella faccia di bronzo per fare marameo alla professoressa!

Danita: eh sì! Una faccia di bronzo bell’e buona!

Marcelo: sicuramente non avrà un occhio di riguardo con lui quando verrà interrogato. Ben gli sta. Così impara.

Jon: gli insegnanti vanno rispettati. Certi comportamenti non vanno né assecondati, tantomeno tollerati.

André: ai miei tempi te la dovevi vedere col preside. E dire che sono passati solo trent’anni!

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