778 Seduta stante

Seduta stante (scarica audio)

Trascrizione

Eccomi qua a spiegarvi seduta stante una nuova espressione italiana.

Nel corso dell’ultimo episodio vi avevo detto che mi sarei occupato di “stante“, il participio presente del verbo stare, e naturalmente cercherò di farlo in modo meno noioso possibile.

Oggi vediamo uno degli utilizzi di “stante“, che troviamo nell’espressione “seduta stante“, che ho usato proprio all’inizio.

Seduta stante” significa adesso, subito, immediatamente.

Un’espressione che ha un che di perentorio, si usa infatti soprattutto quando si danno degli ordini, o quando si esprime la necessità di una urgenza, come ho fatto io all’inizio, per trasmettere un senso di immediatezza. Non si può aspettare ulteriormente.

L’espressione contiene le due parole seduta e stante.

Una seduta è simile a una riunione. Si usa in casi particolari, come quando si fa una seduta spiritica, per richiamare le anime dei morti. Poi ci sono le sedute dal fisioterapista, dallo psicologo, ci sono le sedute terapeutiche, ci sono le sedute della Camera e del senato. Durante una seduta, si sta seduti, e l’obiettivo è discutere, esaminare una situazione, o una persona, oppure per prendere decisioni. Si fanno sedute anche in tribunale per decidere delle cause. Può anche essere un incontro tra un professionista e un cliente per consigli, consultazioni o cure.

Quando dico che qualcosa avviene seduta stante si vuole trasmettere l’idea che questa cosa viene fatta prima che la seduta sia terminata, quindi prima di alzarsi in piedi, quindi senza neanche alzarmi dal posto, durante la seduta stessa, durante la stessa riunione o incontro.

Non è detto che ci sia alcuna seduta però. L’espressione si può utilizzare in qualunque contesto, quindi fare qualcosa seduta stante equivalente a fare qualcosa sul momento, immediatamente.

Questo è uno dei modi di usare “stante“, che significa “che sta”.

In questo caso indica, in senso anche figurato, una seduta, un incontro, una riunione che “si sta” svolgendo in questo momento.

Prossimamente vedremo anche gli altri modi di usare “stante”. Per oggi ripassiamo, e complimenti a Doris, membro austriaco dell’associazione che ha composto questo bel ripasso che la stessa Doris e altri membri hanno registrato. Un ripassone coi fiocchi direi.

Rafaela: Ahimè! Devo dirvi una cosa ragazzi. Ce ne vuole per leggere i vostri ripassi. Di volta in volta penso che vi mancano buone idee per buttare giù qualcosa di più meritevole da leggere.

Anthony: Uffa, proprio tu ci fai una cazziata, tu, che brilli sempre per la tua assenza. Ma sappiamo che pagherai lo scotto per la tua defezione nel giro di qualche mese!

Hartmut: Lasciala in pace. I suoi interventi, anche se sono risicati, hanno comunque il loro perché. Per intenderci, non la difendo, assolutamente no, perché il suo comportamento spesso è fuori luogo, ma non è che forse possiamo imparare qualcosa da tutti i membri?

Doris: Vuoi darci a intendere che fosse lecito criticare i nostri ripassi? Lei non lascia nulla di intentato per metterci in ridicolo! Hai visto mai perché!

Marcelo: A me sinceramente questo tiro e molla con i ripassi mi rompe veramente le scatole. Non vi dico quanto sono stufa di sentire sempre la stessa solfa. Perché, per l’amor del cielo, non trovate finalmente un tema interessante da discutere?

Peggy: hei, Se non ti piacciono i nostri tentativi, così come magari non piacciono ai tuoi sostenitori, vattene a quel paese e prendi con te tutto il cucuzzaro. Attaccatevi al tram!

Marcelo: Quindi io farei parte del cucuzzaro se ho ben capito! Smettila di scagliare queste frecciatine contro di me. Non permetto a chicchessia di parlarmi così. Ti ho preso in contropiede o sei per caso un po’ risentito? Da che mondo è mondo tutti abbiano il diritto di esprimere le nostre opinioni, sicché anch’io!

Peggy: Lungi da me criticarti ma è palese che non hai le carte in regola per offrire soluzioni sostenibili, altrimenti l’avresti fatto. È facile lagnarsi senza suggerire qualcosa di proficuo con cui si possa andare avanti in modo più efficace.

Marcelo: Chissà per quali motivi ti immischi costantemente!

Ulrike: Vedete, di nuovo solo diverbi, diatribe o vattelappesca! Ste cose non possono condurre mai a una collaborazione fruttuosa che sarebbe invece appagante per tutti. Sin dall’inizio ho provato a scervellarmi per capire dove stanno le sfide che lanciate, ma ogni volta vado a tentoni!

Peggy: Un po’ dura di comprendonio?

Ulrike: Boh, adesso fai il sostenuto non solo con gli altri ma persino con me?

Marcelo: Non ti preoccupare Peggy, bontà sua, offende sempre tutti indiscriminatamente. Si mette sempre di traverso, è un continuo!

Danielle: Una magra consolazione però. Lancia i suoi commenti avvelenati senza requie verso di me. Comunque sia, volevo suggerire qualcosa.

Peggy: E l’apporto di oggi? Scommetto che verrà a mancare il tuo!

Irina: Santa pazienza, ma non potresti stare zitto/a solo una volta nella tua vita? Della serie: apri bocca e gli dai fiato!

Marcelo: Devi considerare che Peggy non è una tipa seria; è – passatemi il termine – una brontolona senza pari. Brontolona pare un parolone ma indubbiamente è una furbona. Ci mette un battibaleno a provocare un subbuglio madornale. I suoi tiri mancini, però, sono ormai scontati e tutti possono intuire le sue intenzioni. È un azzeccagarbugli e non indietreggia di fronte a niente.

Danielle: non gli stai risparmiando nulla!

Marcelo: Devi prendere Peggy davvero con le molle. Non solo ha il diavolo in corpo ma nemmeno sa come controllarsi in situazioni delicate. Parlare con lui/lei è sempre un’impresa titanica.
Interventi illogici che, quantomeno a me, fanno dare di volta il cervello.

Danielle: A me invece fa sempre più specie ascoltare e leggere ripassi composti da persone che dicono di parlare e scrivere correttamente!

Marcelo: Non esageriamo dai, piuttosto credo che gli stranieri non padroneggino abbastanza la lingua e quando si accingono a scrivere qualcosa, spesso restano troppo sul vago e si perdono nei meandri delle parole. A scanso di equivoci sarebbe vantaggioso sviluppare uno stile di scrittura più conciso ma questo richiede allenamento.

Danielle: Chissà, forse. Vai a capire!

Marcelo: Certo, poi, pensare che tutte le espressioni vengano assorbite automaticamente è un’idea errata. Richiede una disciplina e un’abnegazione se non per qualche anno, sicuramente per molti mesi, ma non è un dispendio inutile e neanche un’impresa impossibile. È giocoforza esercitarsi in modo regolare però. Io ad un certo punto ho pensato che sarebbe stato d’uopo ricorrere all’associazione Italiano Semplicemente.

Irina: Aggiudicato! Hai il mio pieno beneplacito e gradisco le tue conclusioni in merito. Voglio soltanto aggiungere un cosa. Mi preme dire da illo tempore che chi vuole, può unirsi alle nostre conversazioni, generate nei meandri della fantasia, per allenarsi con tutte le espressioni già imparate:)))

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