Accadde il
Accadde il 16 agosto 1924: la buonanima
Accadde il 15 agosto: a che
A che (scarica audio)
Trascrizione
Il 15 agosto in Italia è Ferragosto, ricorrenza che unisce l’antica pausa romana delle Feriae Augusti (volute da Augusto dopo i lavori nei campi) e la solennità cristiana dell’Assunzione di Maria.
È, insomma, una festa “pensata a che la gente riposi e celebri”.
Ho appena usato una locuzione: “a che”.
Che cos’è “a che”? Cosa vuol dire?
Forse è abbastanza intuitivo, ad ogni modo “a che” introduce uno scopo, una finalità, proprio come “affinché“.
E allora “a che” regge il congiuntivo (presente o passato), esattamente come affinché, perché, in modo che, in modo da.
Quindi, ad esempio “a che sia”, “a che fosse”, “a che abbia”, “a che avesse”,eccetera.
Devo dirvi che, benché si usi anche informalmente, suona abbastanza letterario o persino sostenuto. Nell’uso comune si usa ma si preferisce “affinché”, “perché“, “in modo che”.
Ne abbiamo già parlato in un episodio, ma in quella occasione vi ho parlato di acché, in una sola parola e con l’accento acuto sulla e.
Questo uso però è più raro rispetto alle due parole singole: a che. Viene più spontaneo usarlo in questo modo.
Esempi legati a Ferragosto:
Le Feriae Augusti nacquero a che i lavoratori potessero riprendersi dalle fatiche dei campi.
(= affinché potessero…)
Nel calendario cristiano la festa fu fissata il 15 agosto a che coincidesse con l’Assunzione di Maria.
(= affinché coincidesse…)
Organizziamo il pranzo di Ferragosto a che tutti si ritrovino in famiglia.
(= affinché si ritrovino…)
Mia madre, quando cucina, è molto attenta alle materie prime e a che il piatto risulti salutare.
(va benissimo anche “…e affinché sia salutare”: stesso significato, congiuntivo obbligatorio.)
Dobbiamo pulire tutto a che la casa sia pronta ad accogliere gli ospiti.
Non esitate a usare questa locuzione, a che chi vi ascolti possa pensare che la lingua italiana non ha più segreti per voi.
Termino l’episodio con un alert, che avevo già detto nell’episodio dedicato a “acché: in frasi come “Avere a che fare” e “avere a che dire/lamentarsi”, “avere a che vedere”, il significato è diverso. Lo vedremo in un altro episodio.
Donazione personale per italiano semplicemente
Se vuoi e se puoi, aiuta Italiano Semplicemente con una donazione personale. Per il sito significa vita, per te significa istruzione.
€10,00
Accadde il 14 agosto 1962: il buffetto e lo scappellotto

Episodio per soli membri dell’associazione culturale ITALIANO SEMPLICEMENTE
Accadde il 13 agosto 1942: passarci
Passarci (scarica audio)
Trascrizione

Il 13 agosto 1942, nelle sale cinematografiche italiane, arrivava Bambi, il nuovo film d’animazione della Disney. Bambi, il cerbiatto. Ce l’avete presente?
Nel cartone, tratto dal romanzo “Bambi, una vita nel bosco” di Felix Salten, seguiamo la crescita di questo piccolo cervo dalla nascita all’età adulta, con momenti felici, momenti difficili (come la famosa scena della perdita della madre) e tante avventure nel bosco insieme ad altri animali, come il coniglio Tamburino e la puzzola Fiore.
All’epoca, andare al cinema era un piccolo lusso, e molti bambini ci andavano con i genitori la domenica pomeriggio. Qualcuno, ricordando quegli anni, potrebbe dire:
“Eh, sì… da bambino ci sono passato anch’io, davanti a quel cinema, con la locandina di Bambi esposta in vetrina”.
In questo episodio voglio parlarvi del verbo “passarci” di cui vi ho appena fatto un esempio:
Davanti a quel cinema ci sono passato anch’io.
Qui passarci significa andare o transitare fisicamente in un luogo.
Ma il verbo ha anche un uso figurato:
Quando Bambi impara a camminare e cade goffamente, ho riso tantissimo… d’altronde, da piccoli ci siamo passati tutti.
Qui “ci” non indica un luogo, ma l’esperienza comune di imparare a camminare e di fare inevitabilmente qualche caduta. Quindi parliamo di un’esperienza, anche emotiva, condivisa.
Lo stesso se dico:
Eh, per capire cosa vuol dire veramente patire la fame, bisogna passarci!
Qui si intende che bisogna vivere quella esperienza personalmente.
Che ne sai tu, che non ci sei passato, cosa vuol dire divorziare dopo 30 anni di matrimonio?
C’è anche l’uso idiomatico passarci sopra.
Es:
Una volta, durante la proiezione di Bambi, il proiettore si bloccò… ma ci passammo sopra, continuando a canticchiare le canzoni.
Passarci sopra sta a significare lasciare perdere, non dare importanza a qualcosa che ci ha infastidito, ferito o fatto arrabbiare.
In pratica, quando “ci passi sopra”, quando passi sopra a qualcosa (sempre in senso figurato) non ti soffermi sul problema, non lo porti avanti, lo superi senza rancore (o almeno cercando di farlo).
Non parliamo di investire qualcuno o qualcosa!
Ora, se avessi fatto qualche errore nella trascrizione dell’episodio spero siate disposti a passarci sopra.
Donazione personale per italiano semplicemente
Se vuoi e se puoi, aiuta Italiano Semplicemente con una donazione personale. Per il sito significa vita, per te significa istruzione.
€10,00