281 – Sorbire

Audio

Sorbire

Trascrizione

Giovanni:

Ecco, state per sorbirvi altri due minuti con Italiano Semplicemente. No, per carità, speriamo non sia così, lo spero… poi se fosse così non stareste ascoltando questo nuovo episodio. Sorbire è il verbo che non avete capito.

Io sorbisco, tu sorbisci, lui sorbisce, noi sorbiamo, voi sorbite, loro sorbiscono.

Si parla ancora una volta di sopportazione e di pazienza, argomento di cui abbiamo parlato anche negli ultimi episodi. Infatti sorbire significa proprio sopportare, ma veramente questo è il suo senso figurato.

Infatti sorbire in realtà significa bere lentamente, bere a piccoli sorsi una bevanda, assaporandola, gustandola, sorseggiandola, cioè un sorso alla volta, un po’ alla volta.

Ma questo sorseggiare, questo bere lentamente, poco di frequente si esprime attraverso l’uso di sorbire. A volte si fa ma non così spesso. Comunque nulla vi vieta di venire in Italia per sorbirvi un buon caffè.

Scherzi a parte, il verbo sorbire si usa quasi sempre quando c’è qualcosa di molto noioso che noi sopportiamo, quando facciamo contro voglia qualcosa. Tutte le cose noiose che siamo più o meno costretti a sopportare si sorbiscono.

una spugna assorbente

Notate come somiglia anche al verbo assorbire. Una spugna assorbe acqua ad esempio. L’acqua entra lentamente nella spugna che si riempe di acqua. Tutti i tessuti in fondo hanno un potere assorbente. Ma, pensate, un po’, l’origine di assorbire è la stessa di sorbire, derivano dalla stessa parola latina.

Ma cosa si può sorbire? Quando si usa sorbire?

Sarà costretto a sorbirmi una riunione in ufficio domani

Evidentemente la riunione sarà molto noiosa. Ho detto “sorbirmi” una riunione, infatti spesso si usa la modalità riflessiva, per sottolineare che sarò io quello che sorbirà la riunione, sono io che dovrò sopportarla. Me la devo sorbire io! Che noia!

un alytro esempio:

Ho dovuto sorbire tante umiliazioni nella mia vita per via del mio cognome

Anche le umiliazioni si sorbiscono infatti. Non possiamo sempre reagire in fondo. E in effetti quando sorbiamo qualcosa la sopportiamo senza reagire. E’ il concetto stesso di pazienza e sopportazione.

Adesso che mi hai invitato a cena dovrai sorbirti le mie chiacchiere

Ci siamo dovuti sorbire 3 ore di lezioni di matematica oggi!!!

Sapete che quando si parla si sorbire qualcosa di noioso spesso si usa anche sciroppare.

Sciroppare viene da sciroppo, nome spesso usato per le medicine che si bevono col cucchiaio… lo sciroppo bisogna berlo per forza, ed allora occorre rassegnazione, pazienza. La mamma ha detto di bere questo sciroppo? Allora bisogna sciropparselo senza fiatare! Un po’ più informale rispetto a sorbirsi ma ha lo stesso significato e si usa sempre in modo figurato.

Sarà capitato anche a voi che vi siete dovuti sciroppare tutta la serata le chiacchiere di una persona molto noiosa…

Ora ripassiamo qualche espressione passata e nel frattempo potete sorbirvi un bel “sorbetto” al limone:

Carmen: Se il prossimo episodio durerà ancora così tanto prendo e mando una bella mail di protesta Giovanni!
Rauno: dai, non mi dire che non sei disposta a lasciar correre!
Hartmut: Non è che sei nervosa per altri motivi?
Mariana: Non hai che da dirlo in questo caso, siamo tutti tuoi amici


L’inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con Italiano Semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro. Ti aspettiamo!

280 – Prendere e…

Audio

Prendere e

Trascrizione

Giovanni: non so perché ma è da un po’ di tempo che parliamo di pazienza e di impazienza. Anche quello di oggi è un episodio che si inserisce in questa scia, infatti parliamo dell’espressione “prendere e…” fare qualcosa.

Difficile dare un nome a questa espressione. In realtà si tratta solo di un modo particolare di usare il verbo prendere.

Prendere in genere si usa con gli oggetti: prendere una mela, prendere un coltello, ovviamente si prende con le mani.

Ma si usa anche con le strade: prendere la strada a destra (cioè girare a destra) prendere l’autostrada, prendere la macchina.

In realtà però anche le decisioni si prendono. Ecco allora a questo proposito, quando prendiamo una decisione, se questa decisione si esplicita immediatamente in un’azione, se appena la prendiamo, appena ci pensiamo, subito agiamo di conseguenza, senza pensarci, di solito si tratta di decisioni impulsive, prese di getto, prese all’improvviso, magari perché eravamo stanchi e non ce la facevamo più. In genere però quando si prende una decisione non si agisce subito, semplicemente abbiamo deciso. Non siamo più indecisi.

Alcune volte la decisione si prende perché  la pazienza è finita. Abbiamo visto che se siamo pazienti possiamo lasciar correre, possiamo usare questa espressione particolare.

Invece quando non riusciamo più a lasciar correre, quando non possiamo più sopportare, possiamo usare l’espressione “passi che“, e quando usiamo questa espressione stiamo spiegando quanto siamo stati pazienti a sopportare tante cose prima di decidere che poteva bastare.

Allora, nella stessa situazione, se impulsivamente decidiamo di agire per interrompere qualcosa di fastidioso possiamo dire che prendiamo e agiamo, prendiamo e facciamo qualcosa.

Questo vuol dire che subito agiamo.

Vediamo con qualche esempio:

Non ce la facevo più a sopportare quella noiosa riunione, allora ho preso e me ne sono andato.

Un modo curioso di usare il verbo prendere vero?

All’inizio ho pensato a due motivi per cui usiamo il verbo prendere. Innanzitutto abbiamo appena preso una decisione. Il secondo motivo è che è come se noi prendessimo materialmente le cose che abbiamo con noi e le portassimo via con noi; con questo gesto esprimiamo chiaramente la volontà di andar via e non tornare più.

È come dire:

Ho perso le mie cose e me ne sono andato.

Ma questa seconda spiegazione in realtà è qualcosa a cui ho pensato inizialmente. Poi ho riflettuto meglio e ho pensato che posso anche trovarmi in situazioni diverse: non sempre me ne sto andando da un luogo.

Posso dire ad esempio che se sono con una ragazza:

Eravamo al primo appuntamento, io sono un ragazzo timido ma poi ho preso e l’ho baciata

Voglio così dire che ho preso una decisione all’improvviso. Non c’era niente da “prendere” materialmente, solo la decisione. Poi anche la pazienza in questo caso c’entra poco in realtà.

Insomma l’unica cosa che conta in realtà è che si tratta di una decisione improvvisa. Si, a volte si perde la pazienza, ma altre volte si vuole esprimere la fine di una indecisione. E un’azione immediata.

A volte non sai che fare, non sai qual è la cosa giusta da fare ma poi ti stanchi di questo stato di incertezza e allora prendi e decidi di fare qualcosa.

Ieri sai cosa ho fatto? Ho preso e ho smesso di fumare. Era un anno che ci pensavo.

Mi piacciono troppo quelle scarpe italiane. È vero, sono molto costose, ma se domani avrò il coraggio prendo e me le compro.

Ok, credo di essermi spiegato bene. Ora prima che prendiate e interrompiate l’ascolto, vi faccio ascoltare una frase di ripasso, in modo da non dimenticare le espressioni che abbiamo già spiegato. Se avete dei dubbi sul senso di qualche frase che ascolterete potete tornare sull’episodio in questione e tutto sarà più chiaro.

Ulrike: Ciao amici, spero che non mi dica male oggi e troverò alcuni membri dell’associazione italiano semplicemente in vena per un ripasso di gruppo.

Sofie: un ripasso a voce dici? Beh…non me la sento proprio. Non è che non abbia voglia di partecipare, penso però di dover destreggiarsi meglio con la lingue italiana prima di cominciare a parlare.

Carmen: Io ho lo stesso problema. Se provo a parlare, ogni due per tre mi sento sguarnita delle parole adatte. Poi anche la mia conoscenza della grammatica è scarsa.

Lejla: Maddai ragazzi/e, ho sentore che si tratti di pretesti. Paventate una figuraccia? È solo un problema psicologico.

Mariana: Giusto, e a maggior ragione dovremmo parlare. Anch’io quando c’era occasione di parlare, spesso mi davo alla fuga. Ora però a ragion veduta raccolgo sempre provocazioni di questo tipo e mi butto.

Emma: Pure io. Una volta  rotti gli indugi mi sono accorto/a che man mano la paura sparisce. Superare questa inutile timidezza è stata una vera svolta nel mio apprendimento della lingua italiana.


L’inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con Italiano Semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro. Ti aspettiamo!

279 – Passi che…

Audio

Passi che

Trascrizione

Giovanni: ecco un altro episodio che ha a che fare con la pazienza. Abbiamo visto “lasciar correre” nell’ultimo episodio, e oggi vediamo un’espressione particolare che si usa quando la pazienza sta finendo, o che si è già avuta abbastanza pazienza, quando si è sopportato molto, troppo, e adesso basta. Adesso non vogliamo sopportare più, adesso la pazienza è finita.

Vi faccio un esempio. Ammettiamo che un ragazzo di nome Marco stia seguendo una lezione di italiano a scuola, ma è arrivato tardi alla lezione, poi non è attento durante la lezione e ad un certo punto il ragazzo si addormenta sul banco.

A questo punto il professore, che non può sopportare tutte queste cose accadute, dice:

Adesso basta Marco. Passi che arrivi tardi alla lezione, passi pure che non stai molto attento quando io spiego. Ma se ti addormenti addirittura durante la lezione, questo è troppo!

In questo esempio il professore pronuncia due volte “passi che”.

Utilizza il verbo passare al congiuntivo.

“Passi che” significa “sono disposto a lasciar correre su questo”.

Perché si usa il verbo passare? Passare indica movimento, proprio come correre. Pensate a quando qualcuno vi chiede il permesso di passare prima di voi, ad esempio in strada, o al supermercato. Voi se siete gentili dite: prego, passi pure, avanti. State dando del lei. Lei passi, passi pure. Passi pure prima di me. State concedendo un permesso perché siete gentili.

Allo stesso modo, quando sopportate qualcosa che non vi piace, voi, se siete pazienti e gentili, sopportate e lasciate correre, cioè lasciate passare questa cosa senza protestare.

Dire “passi che” seguito da qualcosa che mi ha dato fastidio, equivale a dire pertanto: “sono disposto a sopportare questa cosa fastidiosa: “che questa cosa passi”.

Però questa espressione si usa quando si sono sopportate troppe cose, si sono lasciate passare troppe cose, si è lasciato correre su troppe cose. Prima si dicono tutte le cose che si sono sopportare, e alla fine però si dice che ora basta, perché è accaduto qualcosa sulla quale non si può più transigere, non si più sopportare, non si può più lasciar correre.

Quindi rivediamo la frase:

Adesso basta Marco. Passi che arrivi tardi alla lezione, passi pure che non stai molto attento quando io spiego. Ma se ti addormenti addirittura durante la lezione, questo è troppo!

Il professore vuol dire che è disposto a sopportare il ritardo, ed anche che non sta attento durante la lezione, ma non può sopportare che si addormenti durante la lezione.

Si solito si è sempre arrabbiati quando si usa questa espressione o quantomeno irritati.

Vediamo un altro esempio.

Una donna è arrabbiata col marito:

Passi che non ti ricordi del mio compleanno. Passi pure che neanche mi saluti più quando esci di casa. Però non riesco a sopportare che pretendi anche di trovare il pranzo e la cena pronti tutti i giorni.

E voi potreste dirmi: Giovanni, la tua rubrica si chiama due minuti con italiano semplicemente. Ora, noi studenti siamo molto pazienti, e passi che un episodio duri tre minuti, non ci sono problemi. Passi pure che ce ne sia qualcuno della durata di 5 o 6 minuti, ma che tu Giovanni, ogni volta, fai episodi molto lunghi più di due minuti, questo non è giusto.

Avete ragione ragazzi. Allora vi lascio alla frase di ripasso.

Sarò conciso: non è che mi dispiaccia se quest’estate non potrò andare al mare; a me infatti piace molto di più la montagna. Il problema è che a ragion veduta avrei prenotato prima. Ora c’è il rischio che non troverò più posto neanche nelle località più in.

L’inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con Italiano Semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro. Ti aspettiamo!

278 – Lasciar correre

Audio

lasciar correre

Trascrizione

Giovanni: siete dei tipi tolleranti, pazienti, oppure siete assolutamente intransigenti?

Se siete tolleranti, se cioè vi capita spesso di tollerare dei comportamenti di altre persone, se cioè sopportate pazientemente, se siete persone predisposte alla pazienza e al perdono, ebbene, vi capiterà altrettanto spesso di lasciar correre.

Se invece non avete molta pazienza probabilmente non lasciate mai correre di fronte a qualcosa che non vi piace.

Questo accade quando c’è qualcosa che non va, qualcosa di negativo, spesso per colpa di una persona, del suo comportamento, e voi anziché arrabbiarvi o rimproverare questa persona, fate finta di non vedere questa cosa negativa che è accaduta. Preferite lasciar correre, cioè far finta di niente.

Si può usare anche quando si invita a stare tranquilli, per non innervosirsi o per non farsi coinvolgere troppo.

Vediamo qualche esempio

I miei studenti hanno fatto molti errori di pronuncia durante il colloquio ma in quell’occasione ho preferito lasciar correre per non farli emozionare.

Mio figlio ha alzato la voce con me, e non potevo lasciar correre. L’ho messo subito in punizione.

Dopo che l’intervento del presidente è stato contestato, lui non ha lasciato correre ed ha insultato tutti i suoi contestatori.

Vivi e lascia vivere” è un noto proverbio italiano. Il suo significato è che non bisogna interferire, ma invece occorre lasciar correre e girare la testa dall’altra parte se il proprio desiderio è vivere tranquilli.

Un’espressione informale, usata da tutti, sia come invito:

lascia correre, non ti arrabbiare, non dar retta a queste persone

Sia se parliamo di noi stessi:

Se avessi lasciato correre non mi troverei in questa situazione

Siamo stati insultati ma noi abbiamo lasciato correre.

Potete usarla quando volete in occasioni informali.

Più formalmente anziché dire “lascia correre” potreste dire “non si preoccupi” (dando del lei) “sia paziente” oppure usare il verbo transigere e essere transigenti:

Non posso transigere di fronte a questi comportamenti!

Che equivale a dire:

Non posso lasciar correre di fronte a questi comportamenti.

Perché si sua correre?

Sta a indicare semplicemente che non ci si deve fermare a commentare, a riflettere, a discutere.

Ora ripassiamo qualche espressione precedentemente imparata su questa rubrica.

Ascoltiamo Sofie e sua figlia dal Belgio. Sofie è membro del’associazione Italiano Semplicemente.

– Ciao mamma , come mai sei già sveglia a quest’ora? Non ti pensavo cosi mattiniera! Ci sta qualcosa che non ti torna?

– Ciao Emma, hai proprio ragione. Oggi non mi gira bene. Ho passato una notte in bianco.

– Come mai? C’è qualcosa che ti ronza per la testa?

– Ieri, dopo 2 mesi di lavoro a distanza sono tornata in ufficio e li mi sono beccata insulti a destra e a manca.

– Non capisco proprio. Hai sempre dato anima e corpo al tuo lavoro.

– È vero. Ma devo ammettere che lo smart-working non è stato alla mia portata e negli ultimi tempi ho sgarrato un po’. Cosi sono finita nel mirino dei miei giovani colleghi.

– Ma lascia correre e abbi un po’ di pazienza. Gliela farai pagare a tempo debito.

– Eh si, la vendetta è un piatto che va servito freddo!

L’inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con Italiano Semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro. Ti aspettiamo!

277 – non è che…

Audio

Non è che

Trascrizione

Giovanni: Non è che avete due minuti liberi? Oggi vediamo una locuzione che vi piacerà.

Si tratta di qualcosa che non troverete da nessuna altra parte su internet perché è anche difficile da ricercare.

Non è che“: questa è la locuzione in questione che ha tanti utilizzi non molto simili tra loro.

C’è una negazione: non.

Questa negazione a volte è una vera negazione, altre volte invece non è proprio così.

Vediamo bene. Una mamma dice al proprio figlio:

Non è che io ti devo dire ogni volta che ti devi alzare presto. Pensaci da solo.

In questo caso la mamma sta enfatizzando il suo pensiero, sta sottolineando la sua volontà. Certo, avrebbe potuto dire più semplicemente:

Io non devo dirti ogni volta che devi alzarti presto. Devi pensarci da solo.

Però nel primo modo, con la frase al negativo sta sottolineando ciò che non vuole che accada. È una modalità colloquiale comunque.

Vediamo un secondo modo.

Se io dico:

Non è che io voglia vantarmi, ma sono il presidente dell’associazione italiano semplicemente.

Questo è sempre un modo informale per negare qualcosa, ma in questo caso è come se volessimo aggiungere qualcosa. In questo caso è come se mi stessi giustificando: nego una affermazione e poi aggiungo qualcosa.

Ci sono mille altri esempi di questo tipo:

Non è che mi stai antipatico, ma a volte sei un po’ maleducato e questo mi dà fastidio.

Non è che a me piaccia sgridarti, ma sei sempre disordinato con le tue cose.

Non è che voglia sembrare ripetitivo, ma se non ascolti e non parli, non imparerai mai la lingua italiana.

Sono tutti esempi analoghi. Si può usare anche il congiuntivo come avete visto.

Vediamo un terzo caso. Abbiamo un sospetto, pensiamo qualcosa, abbiamo un’idea, ma non siamo sicuri.

Maria sembra ingrassata. Non è che è incinta?

Chissà perché Giovanni non ha avvisato che non veniva al lavoro! Non è che ha finito il credito telefonico e non ha potuto avvisare?

In questi casi quindi si tratta di ipotesi non verificate, di supposizioni, e sono poste sotto forma di domanda, come a voler cercare un riscontro, come a dire: che ne dici? Sarebbe possibile?

Vediamo un quarto caso:

Non è che avresti da accendere per favore?

Questa domanda, molto usata dai ragazzi, è un tentativo di usare una forma di cortesia quando si vuole fumare una sigaretta ma non si è provvisti di accendino. Allora si chiede ad altre persone.

Si può anche chiedere:

Hai da accendere?

Avresti da accendere?

Stesso significato.

Posso fare altri esempi simili.

Non è che passi in ufficio dopo? Ho dimenticato la giacca. Se passi puoi prendermela per favore?

Non è che potresti farmi un favore?

Non è che potresti darmi un passaggio?

Anche in questo caso un modo colloquiale per chiedere un favore, o anche fare una semplice domanda, ma capite che la forma negativa non serve a negare qualcosa, ma è solo un modo di essere gentili, come a non voler dare per scontato, per certo, che il favore venga fatto. Una forma di cortesia. Spesso si usa aggiungere “per caso”:

Non è che per caso hai/avresti da accendere?

Non è che per caso hai visto Giovanni?

Posso togliere “per caso” e non succede niente.

Ultimo caso: si usa per chiedere che qualcosa di negativo non sia vero:

Non è che hai lasciato la luce accesa prima di uscire vero? Spero proprio di no!

Non è che non hai finito i compiti?

Non è che mi stai dicendo una bugia?

In questi casi “non è che” equivale a “non vorrei che“, ma mentre la seconda forma richiede in genere l’uso del congiuntivo, la prima richiede sempre l’indicativo.

Non è che avreste un altro minuto da dedicare al ripasso? Non è che siete stanchi?

Sofie: Stanotte ho sognato che prendevo botte a destra e a manca da 10 ragazzi. Ma anche io sono riuscito a dare un calcio.
Carmen: Una magra consolazione però.
Ulrike: ma perché ti hanno picchiato?
Sofie: Volevano picchiare mio figlio e io ho detto: giù le mani!
Carmen: Certo, 10 contro 1 non c’era la più remota possibilità di farcela.
Ulrike: Infatti, meno male che era un sogno.
Sofie: Comunque, laddove mi accadesse veramente, mi vendicherei a tempo debito.
Carmen: È risaputo che sei un tipo vendicativo
Ulrike: Infatti. Io mi sarei dato alla fuga. Tu invece non sei un tipo che lascia correre.

L’inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con Italiano Semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro. Ti aspettiamo!