286 – Se non fosse che…

Audio

Trascrizione

Giovanni: voi stranieri sapete bene che il congiuntivo è difficile da utilizzare non è vero?

Sappiate che il congiuntivo molto spesso si utilizza anche in modi particolari, in alcune espressioni tipiche del linguaggio soprattutto parlato.

Qualche puntata fa abbiamo visto ad esempio “non fosse altro che” in cui si usa il congiuntivo del verbo essere: “fosse” (la terza persona singolare del congiuntivo imperfetto).

Fosse” si usa anche in altre espressioni come ad esempio “se non fosse che“.

Oggi voglio spiegarvi proprio questo modo particolare di usare “fosse”. Si tratta di congiuntivo imperfetto.

Ebbene il congiuntivo imperfetto del, verbo essere “fosse”, si può usare per  fare ironia.

Esempio:

La ragazza mi darebbe un bacio volentieri se non fosse che sono bruttissimo.

Avrei potuto dire: se non fossi bruttissimo la ragazza mi darebbe un bacio. Questa frase è correttissima ma non è ironica.

Si tratta di una modalità molto usata all’orale, un po’ meno allo scritto in quanto abbastanza colloquiale.

Tuttavia essendo un modo per fare ironia, per strappare un sorriso, questo fa sì che si usi anche allo scritto quando si espone un fatto o una opinione.

Ad esempio:

Il ministro ha detto che sul ponte di Messina bisogna andare piano con la macchina, altrimenti si fanno incidenti. Allora si potrebbe commentare questa notizia dicendo:

L’opinione del ministro è condivisibile, cioè il ministro ha ragione, se non fosse che il ponte di Messina non è stato costruito.

In questo modo si fa ironia sulla frase del ministro.

La frase è equivalente a:

Il ministro avrebbe ragione se il ponte di Messina fosse stato costruito.

Può capitare che la frase a volte sia non ironica, ma è più difficile.

Ad esempio potrei dire che:

Ho perso molti soldi per colpa della crisi e la cosa sarebbe molto preoccupante se non fosse che a molte altre persone è accaduto la stessa cosa.

In questo caso uso “se non fosse che” per cambiare il mio punto di vista.

Un altro esempio:

C’è un calciatore che ha guadagnato talmente tanto denaro che ha acquistato 3 ferrari, una maserati e una lamborghini. Bellissime auto, se non fosse che questo calciatore non ha la patente.

Vedete che c’è sempre un po’ l’effetto sorpresa ogni volta. È questo che rende spesso la frase ironica.

Si rappresentano ogni volta situazioni strane, bizzarre, paradossali. In questi casi è opportuno usare questa particolare espressione.

Un ultimo esempio:

Questo è un episodio che ha una durata di circa 5 minuti complessivamente. Niente di strano, se non fosse che fa parte di una rubrica che si chiama “2 minuti con Italiano semplicemente”.

Allora è il momento di ripassare le espressioni passate. Le ripasserei volentieri tutte, se non fosse che si tratta di ben 285 episodi.

Sofie:

Oggi ho sentito una cosa strana. All’inizio pensavo fosse una fesseria o quantomeno una notizia priva di fondamento, ma… no! A quanto pare si parlava sul serio.

Adesso siamo nel pieno della fase tre ma tu, hai contezza della situazione? Alcune cose non sono come prima! Se vai in biblioteca e vedi una persona, un tuo amico che ha appena riconsegnato il libro che volevi leggere da tanto tempo potresti cogliere l’occasione al volo e chiedergli il libro per portartelo via a casa… Allora il bibliotecario potrebbe dire “Giù le mani!” Eh sì, all’insegna delle misure anti Covid-19 anche un libro pur essendo un oggetto inanimato va in quarantena per 10 giorni dopo essere stato toccato dalla persona che l’ha preso in prestito precedentemente….

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285 – venir meno

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Venir meno

Trascrizione

Giuseppina: Qualche puntata fa abbiamo visto il termine defezione. Ebbene molto spesso nelle stesse circostanze si può usare “venir meno“, che esprime sempre una mancanza.

Si può usare venir meno ogni volta che ci aspettiamo qualcosa che poi però non accade. Questa è la regola generale.

È una modalità che si usa generalmente in ambienti di lavoro, ma la usano spesso anche i giornalisti. I ragazzi in genere non la usano.

Si usa in quattro modi diversi.

La prima modalità è quando muore qualcuno:

Franco è venuto meno

può significare che Franco è deceduto, ma generalmente in questi casi si usa dire che Franco è venuto a mancare.

Una frase tipica è “è venuto a mancare all’affetto dei suoi cari” che può diventare “è venuto meno all’affetto dei suoi cari”.

Seconda modalità: Anche quando una persona perde i sensi, cioè quando sviene si può utilizzare venir meno:

Maria è venuta meno all’improvviso ed è caduta.

Anche in questo caso si può usare l’espressione “venire a mancare“.

Quindi Maria ha perso i sensi, magari ha avuto un calo di pressione.

Terza modalità: Generalmente venir meno si usa quando una persona non rispetta un impegno preso in precedenza, ad esempio quando non mantiene una promessa.

Ad esempio se il tuo amico Giovanni ti promette:

Domani ti vengo a trovare, promesso!

Poi invece Giovanni non viene, quindi Giovanni viene meno alla sua promessa, viene meno alla sua parola, viene meno alla parola data.

In tali casi si usa anche questa espressione: venir meno alla parola data.

Giovanni, perché sei venuto meno alla tua promessa? Perché sei venuto meno al tuo impegno? Perché sei venuto meno alla tua parola?

Il che equivale a dire:

Perché non hai mantenuto la promessa? Perché non sei venuto? Perché non hai fatto ciò che avevi detto?

Analogamente riguardo ad un arbitro di calcio posso dire che:

L’arbitro non deve venir meno al suo ruolo di super partes, cioè non deve venir meno al suo ruolo di arbitro imparziale. L’arbitro non deve cioè favorire una delle due squadre.

La quarta modalità, anch’essa molto utilizzata, non si riferisce a impegni e responsabilità, ma semplicemente a qualcosa che doveva accadere e poi non accade più.

Se oggi sono interessato ad andare al ristorante e poi invece cambio idea, posso dire che il mio interesse è venuto meno.

Analogamente può venir meno la mia presenza ad un appuntamento per un inconveniente.

Oppure:

Con la diminuzione del contagio è venuta meno la necessità di costruire reparti speciali per i malati Covid.

Ora ripassiamo, non vorrei venir meno alle vostre aspettative:

Ulrike: Oggi tocca a me sfoderare alcune frasi di ripasso. Non è che voglia darmi importanza, per questo, tanto meno intendo fare la saputella. Ragion per cui se non ci sono problemi ho preparato qualcosina. Allo stesso tempo questo è utile per me, perché così tento di ovviare al solito problema della dimenticanza. Ormai siamo all’episodio 285: Buttate pure un occhio sull’elenco della rubrica due minuti con italiano semplicemente. Pavento seriamente di andare in tilt per tutte le espressioni che mi ronzano per la testa e quasi ogni giorno Giovanni ne aggiunge un’altra. Non resta che rispolverare le puntate precedenti nel migliore dei modi, cioè usandole attivamente con qualche frase di ripasso. Appunto.


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284 – Non fosse altro che…

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Non fosse altro che

Trascrizione

Giovanni: Quando si vuole dire che una cosa è sufficiente per giustificare qualcosa (un’azione, un’opinione) si usa spesso un’espressione particolare:

Non fosse altro che…

A volte si mette anche l’apostrofo:

Non foss’altro che…

Vediamo qualche esempio:

Domani mi piacerebbe andare al cinema insieme a Giovanni e Carla, non fosse altro che per vedere se si amano veramente.

Probabilmente ci sono più motivi per andare al cinema, non solo quello, ma è sufficiente soddisfare questa curiosità, cioè vedere se c’è amore tra Giovanni e Carla.

Spesso poi si usa quando non si è proprio convinti di fare qualcosa, ma allo stesso tempo varrebbe la pena farlo solo per togliersi uno sfizio, una curiosità, non fosse altro che per quel motivo, anche se questo potrebbe portare conseguenze negative saremmo disposti a farlo lo stesso. Ad esempio:

Guarda, licenziarmi è l’ultima cosa che farei, il lavoro è molto importante per me, ma a volte penso: chissà che faccia farebbe il mio sgarbato direttore. Lo farei non fosse altro che per questo.

Quindi si usa in due modi principalmente: quando un motivo è sufficiente per fare o non fare qualcosa o quando si prova o si proverebbe molta soddisfazione a fare questa cosa.

Attenzione perché “non fosse altro che” è diverso da “non è altro che”.

Ad esempio:

Vorrei sapere il segreto che mi nascondi, non fosse altro che per soddisfare la mia curiosità

Vorrei sapere il segreto che mi nascondi. Non è altro che per soddisfare la mia curiosità.

Nel primo caso la soddisfazione della curiosità è sufficiente, ma potrebbero anche esserci altri motivi per cui si vuole conoscere il segreto.

Nel secondo caso (non è altro che) significa che è solo per quello, è solamente per soddisfare la curiosità. Non ci sono altre ragioni.

Ora ripassiamo:

Emma: abbiamo un grosso problema al lavoro. Per colpa tua la situazione ci è sfuggita di mano. Siamo alle solite. Laddove volessi chiedere manforte a qualcuno non avrei la più pallida idea di chi chiamare in causa. Tra l’altro, non vedo come sia fattibile rimanere sul vago, e far finta di niente nel momento in cui il nostro collega renderà conto di quella vendita al direttore. Poi dice perché ti avverto prima. Fai sempre cose che finiscono a nostro discapito, ma adesso ora ne paghi lo scotto. Eccome!


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283 – Defezione

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defezione

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Giovanni: ogni volta che vado a giocare a calcetto con i miei amici ci sono delle defezioni all’ultimo minuto e alla fine non si gioca mai.

Ci sono delle defezioni: cosa sono le defezioni? Avete già capito che è qualcosa di non positivo.

Ogni volta che c’è una defezione si parla di persone che dovevano esserci, dovevano essere presenti (ad una riunione, ad un appuntamento o altre occasioni) e alla fine non ci sono. In genere si parla di impegni presi da qualcuno, qualcosa su cui contavano altre persone, qualcosa di importante che prevedeva la presenza fisica in un luogo, come un campo di calcio: quando un giocatore diceva di venire a giocare e alla fine non viene più, ecco che c’è una defezione, c’è una persona che si è tirata indietro, c’è qualcuno che è venuto meno.

Agli allenamento della squadra di oggi ci sono state due defezioni: due calciatori che hanno avuto problemi di salute.

Molti stranieri avevano prenotato le vacanze in Italia ma poi ci sono state molte defezioni.

Vale a dire che molti stranieri hanno disdetto la vacanza prenotata: hanno telefonato e hanno detto: mi spiace ma non veniamo più.

Quando viene a mancare qualcuno, in qualunque occasione (tranne in caso di morte), è opportuno usare il termine defezione. Non si tratta di un termine usato da tutti, ma tutti gli italiani lo capiscono senza problemi.

I ragazzi non lo usano ad esempio, preferiscono parlare di “assenze“, un termine usato nella scuola.

Giovanni non viene più, Giovanni sarà assente. Giovanni mancherà.

Ma potete tranquillamente dire: abbiamo una defezione, c’è una defezione per la partita di oggi. Si tratta di Giovanni.

Si usa spesso anche in politica o in economia, e in tutti i campi dove spesso si parla di impegni e responsabilità:

Potremmo avere alcune defezioni per colpa del coronavirus.

Tra i professori ci potranno essere defezioni all’inizio dell’anno.

Quando si parla di defezioni spesso si utilizza un’espressione particolare che approfondiamo al prossimo episodio: “venir meno“.

Per ora ascoltiamo un bel ripasso da parte di Emma:

Emma: c’è chi pensa che di fronte agli accadimenti derivanti dal coronavirus, il governo giallo – rosso purtroppo è venuto meno alle aspettative, il che ci ha preso alla sprovvista parecchio. Con situazioni inedite, ci vogliono delle capacità specifiche per fare ripartire l’economia, sia per il bene delle imprese sia per quello dei cittadini.


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282 – Neanche per sogno!

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Neanche per sogno, manco per sogno

Trascrizione

Giovanni: quanti modi ci sono per dire no?

Molti. Oggi ne vediamo uno che esprime un forte no, un forte dissenso, direi anche fortissimo.

L’espressione è “neanche per sogno“.

La parola neanche credo la conosciate tutti: è formato da né e da anche, che insieme diventano “neanche“, che si usa come neppure e nemmeno.

In effetti l’espressione di oggi “neanche per sogno” può diventare “neppure per sogno” o “nemmeno per sogno” con lo stesso identico significato.

Quando si usa questa espressione?

Si usa quando voglio dire no, e aggiungiamo che è un forte no, è un no che ci sarebbe anche se le cose sarebbero più gravi, ben peggiori di come sono. Oppure quando sono semplicemente molto convinto.

Il “sogno” rappresenta i nostri pensieri notturni. A volte i sogni rappresentano i nostri desideri, le nostre maggiori speranze, ciò che desideriamo, ma in questo caso si parla di un modo creativo di esprimere un assoluto dissenso.

Neanche per sogno significa:

assolutamente no!

Potremmo anche dire dire:

Non ci penso neanche!

Ma che scherzi?

O semplicemente: assolutamente no!

Ad esempio: ti piacerebbe morire?

Risposta: neanche per sogno!

Potrei anche dire:

Non me lo sogno neanche! Non ci penso nemmeno!

Vogliamo andare al mare?

Nemmeno per sogno! Non me lo sogno neanche di uscire con questo caldo!

Ovviamente è una espressione informale che si usa solo all’orale. Se volete essere eleganti o state scrivendo una comunicazione di lavoro un forte dissenso può essere espresso con:

Questa cosa non ci interessa minimamente!

Non è assolutamente il caso.

La prego, non insista!

Non ho il minimo dubbio in merito!

e l’ultimo modo è:

Neanche per idea

Nemmeno per idea, neanche per idea, neppure per idea: l’idea al posto del sogno. Il senso non cambia.

Ora ripassiamo un’espressione precedente con Emma:

Emma: Gianni non ha lasciato nulla di intentato per rendere la conversazione più motivata via Zoom con i membri di Italiano semplicemente. Oltretutto, in fatto di episodi nuovi suggeriti dai membri, ne abbiamo discusso veramente durante la Video chat, e così non è venuto meno alla sua promessa.


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