599 La giustezza e l’espressione “non raccontarla giusta”

La giustezza e l’espressione “non raccontarla giusta”

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Trascrizione

Giovanni: allora avevamo detto che oggi avremmo parlato della giustezza e di una espressione italiana.

Iniziamo dalla giustezza che è la caratteristica delle cose giuste. Semplicemente. Ma l’importante è non confonderla con la giustizia.

La giustezza è la qualità di ciò che è giusto, conveniente o appropriato:

Es:

La giustezza di un provvedimento legislativo si valuta dagli effetti che produce. Altrimenti possiamo dire che è una legge sbagliata. Poi magari è anche giusta o ingiusta. Ma è un altro discorso.

Quindi parliamo della sua adeguatezza, appropriatezza, se vogliamo, la sua bontà.

Allora anziché dire che secondo me Giovanni ha detto una cosa giusta, posso dire:

Devo riconoscere la giustezza delle parole di Giovanni

Attenzione quindi, non possiamo usare la parola giustizia in questo caso.

Un altro esempio:

Devo ammettere che la sua osservazione è giusta.

Esattamente come dire:

Devo ammettere la giustezza della tua osservazione, o del tuo ragionamento.

Probabilmente hai fatto un ragionamento corretto, logico, esatto, quindi giusto. Potrebbe anche darsi che ciò che hai detto risponde al vero.

Se io rivendico la giustezza delle mie azioni, sto dicendo che ciò che ho fatto era giusto che io lo facessi. Non ho sbagliato a comportarmi così.

Se un sindaco di una città decide di mettere le telecamere in una via pericolosa, può dire che questa decisione la ritiene giusta perché ci sono stati dei furti e altri delitti in quella via. Il sindaco pertanto è convinto della giustezza della sua decisione. Era una decisione da prendere.

La giustizia è altra cosa perché c’è di mezzo il diritto di ognuno mediante l’attribuzione di quanto gli è dovuto secondo la ragione o la legge.

Posso dire:

Questa è una legge giusta oppure ingiusta perché alcuni cittadini hanno più diritti di altri. La giustizia è uguale per tutti.

La giustizia infatti è anche un potere pubblico. Quel potere di realizzare il diritto con delle leggi. Per questo esiste il ministero della giustizia.

L’espressione di cui vi parlavo j invece è “non raccontarla giusta“, che è un modo per dubitare delle parole di una persona.

È come dire, usando un linguaggio colloquiale, che una persona o le sue parole non ci convincono,

Quando abbiamo dei sospetti che una persona nasconda qualcosa, tipo un segreto, questa espressione rende benissimo l’idea, soprattutto se questa persona, nei suoi comportamenti o nelle sue parole, non è molto convincente. Potrebbe anche darsi che la sua voce non ci convince oppure c’è qualcosa che non ci torna, forse c’è qualche contraddizione più o meno evidente; evidente quanto basta per farci esclamare:

Giovanni non (me) la racconta giusta! Ha una faccia che non mi piace.

Maria non (me) la racconta giusta. Non si è mai comportata così.

Mi sa che stamani non (ce) l’hai raccontata giusta a me e mamma: dove hai dormito stanotte? Di’ la verità!

Nostro figlio potrebbe non raccontarla/raccontarcela giusta. Dobbiamo verificare!

Perché usiamo “giusta“? Perché le sue parole, o, se vogliamo, la storia che racconta una persona, non sembra giusta, nel senso di logica o sincera, veritiera o poco verosimile.

Non è obbligatorio riferirsi a qualcuno dicendo “non me/ce/ve/te la racconta giusta”. Si può anche dire “non la racconta giusta”.

Si usa al femminile: “giusta“, come si fa in molte altre espressioni tipo:

Farla franca

Dirla tutta

Saperla lunga

Farla finita

Darla a bere

Eccetera. Adesso è il momento giusto direi per un bel ripasso.

Ripasso a cura dei membri dell’associazione Italiano Semplicemente

Irina: Ah Giovanni chiedi un ripasso? Volevo ben dire. Stavo giustappunto per sfoderarne uno.

Ulrike: Quindi non ti ha preso mIca in contropiede con questa richiesta? Però, a dire la verità, con il broncio che tenevi oggi sembrava che non ne dovessi avere per nessuno.

Anthony: Questo tuo commento è fuori luogo. Non aveva nessun broncio. Vai a capire perché ti metti ogni tanto a raccontare cose così prive di fondamento.

Mary: Sarà perché Irina si annoia in agosto. Non è mica portata per stare in vacanza. Deve lavorare per ovviare alla sua tendenza di dire stupidaggini. Non me ne volere Irina! Si scherza.

Mary: Allora, ragazzi? Mica sono in vena di stare ad ascoltare il vostro battibecco. Non me la sento proprio.

Marcelo: Ueeè capo, vacci piano! non sarei di certo tu a metterci dei paletti oggi. Qui facciamo come ci pare. Ma veramente non ti reggiamo più!

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