Le meraviglie di Roma: la bocca della verità

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Giovanni: Buongiorno amici di italiano semplicemente, chi vi parla e Giovanni il creatore del sito italianosemplicemente.Com.

Oggi però voglio lasciare la parola a Bogusia, un membro dell’associazione italiano semplicemente che ha deciso di farmi e di farvi (anche a voi) un regalo.

Bogusia vi racconterà una storia la storia della bocca della verità e la ringrazio per questo ma Bogusia farà anche un omaggio a me e alla associazione anche mettendo alla prova le sue ottime capacità di utilizzare molte espressioni che abbiamo spiegato all’interno del sito.

Molte espressioni idiomatiche, ma Bogusia, essendo membro dell’associazione ha utilizzato anche molti verbi professionali, i verbi che nascono per essere utilizzati prevalentemente in ambienti lavorativi ma che possono essere usati anche in altri contesti; questa ne è una dimostrazione.

Vedrete come Bogusia oltre quindi ad un certo numero di espressioni idiomatiche italiane utilizza verbi come addossare, spacciare spacciarsi, promuovere, valutare suffragare, avvalersi e fruire (e non solo) ad esempio, molti verbi professionali che abbiamo spiegato all’interno del corso di italiano professionale ma lascio la parola a Bogusia.

Ciao Bogusia, grazie per tutto questo. lLascio a te la parola dunque.

Bogusia: Buongiorno, cari ascoltatori di radio italiano semplicemente.

Per coloro che non mi conoscono mi chiamo Bogusia e sono polacca.

Un Caloroso benvenuto a tutti voi che mi ascoltate.

Io sono un membro dell’associazione italiano semplicemente e – spero che mi crediate – ne sono assai fiera.

Le feste natalizie sono arrivate, sono le feste più belle dell’anno, almeno secondo me, e con queste festività anche tutti gli auguri.

Prendo l’occasione al volo per fare i miei auguri a tutti coloro che mi stanno ascoltando.
Pensavo anche che con questo intervento potessi fare gli auguri e il ringraziamento al nostro professore e fondatore dell’associazione Giovanni, l’uomo di Roma che ci si mette con tanto impegno per aiutare agli stranieri nell’apprendimento dell’italiano: non solo è sempre disponibile con tutti coloro che abbiano delle domande o dei dubbi, ma registra per noi a iosa interessantissimi episodi con cui l’apprendimento va a gonfie vele.

Checché se ne dica riguardo all’apprendimento delle lingue, imparare l’italiano con Italiano Semplicemente è come andare a nozze.

Si impara mentre si fanno altre cose.

Non so come faccia Gianni ma vi giuro che le sue idee sono inesauribili.

Forse alza troppo il tiro di tanto in tanto (nel senso che a volte pretende troppo da noi) ma riesce sempre farlo in modo divertente e riesce rende sempre a rendere bene l’idea con le sue spiegazioni.

Macché, mi potreste dire voi, ci sono tantissimi siti nella rete, ci sono tantissimi libri per imparare la grammatica, non ci serve il metodo l’italiano semplicemente.

Che sarà mai.

La mia risposta, qualora fosse richiesta, sarebbe la seguente: è vero, anche io seguo altri siti e ascolto altre persone, ma purtroppo la maggior parte del materiale che offre la rete è realizzato in modo approssimativo.

Il problema è che spesso questi materiali lasciano a desiderare in quanto lo scopo è quasi esclusivamente quello di promuovere i loro prodotti a pagamento oppure parlano sempre degli stessi argomenti.
È già grasso che cola se spiegano qualche espressione in modo breve.
Nell’associazione Italiano Semplicemente si parla di tutto, ce n’è per ognuno di noi, per tutti i gusti ed interessi.

Per noi tutto fa brodo appunto, ma ci deve essere amore altrimenti il brodo viene senza sapore.

Non vorrei dilungarmi troppo, spero che prendiate la palla al balzo e raccogliate il mio invito, incuriositi da queste mie parole.

Abbiamo anche un gruppo whatsapp che è sempre molto attivo, e tutti ci aiutiamo a vicenda.

Se, come spero, decidete di aderire all’associazione, vi assicuro che ne vale la pena.

Qualora foste interessati ad apprendere l’italiano prendete questa occasione al volo, e sareste al posto giusto.

Del resto, penso che questo sia il modo più opportuno di ringraziarmi Gianni.

Vorrei adesso continuare dando uno spunto per un nuovo episodio: forse potrebbe trattarsi di una nuova serie, cioè “Le meraviglie di Roma” , che è la sua città.

Vagliando le diverse possibilità, per una serie di questo tipo sveglierei la “bocca della verità”.

Mi piacerebbe poter provare se la leggenda dice la verità in merito.

Magari si tratta solo di fandonie, oppure no.

Mi piacerebbe scoprirlo.

Guai a me? No, ne sono sicura!

Adesso prendo il toro per le corna e racconto la leggenda che ha a che fare con questo posto conosciutissimo.

Si dice che se un bugiardo mette la mano all’interno della bocca, la bocca gliela taglierà.

Molto tempo fa a tutti coloro che raccontavano troppe menzogne, un boia mascherato e posizionato apposta dietro la scultura tagliava la mano con una arma tagliente.

Poveri loro!

La tradizione vuole che la capacità della Bocca della verità di smascherare i bugiardi una volta non abbia funzionato e questo fu grazie all’astuzia di una donna.

Ecco la storia: Si racconta che c’era una ragazza sposata che aveva anche un amante, col quale tradiva il proprio marito; tutti lo sapevano ma non riuscivano a suffragarlo con delle prove.

Alla fine il marito decise di valutare la sincerità della moglie attraverso la famosa scultura.

La donna sembra spacciata, ma mentre la ragazza si recava verso il mascherone, l’amante, già d’accordo con lei, travestito per non farsi riconoscere , si era spacciato per un pazzo, la baciò all’improvviso!

Essendo all’apparenza il gesto di un matto, fu subito perdonato e poté andarsene.

Ma perché fecero questo?

Perché hanno fatto questa messa in scena ?

É proprio qui l’astuzia della donna!

Quel bacio in strada permise alla donna di dire, senza mentire, che nessun uomo l’aveva mai baciata, tranne il marito e quel pazzo di poco prima… ovvero il suo amante.

La donna aveva detto la verità!

Certo che con la verità aveva mascherato la sua bugia, il suo tradimento, ma era stata sincera, per cui la mano non le venne tagliata e la bocca della verità rimase così, per la prima volta nella storia, beffata.

Ecco la fine della leggenda.

Adesso tocca a voi: potete anche voi usufruire potere della Bocca della Verità se pensiate che io racconti delle bugie riguardo ai vantaggi di far parte dell’Associazione Italiano Semplicemente: portate me a Roma di fronte alla Bocca della Verità e verifichiamo insieme.

A proposito di Italiano Semplicemente: vorrei dare la benvenuta a Leily dal Brasile, che è appena diventata un membro dell’associazione.

Non che vi dobbiate sentire addossata qualche colpa per non aver fatto come Leily!

Vi consiglio però di avvalervi anche voi della possibilità di imparare con Italiano Semplicemente.

Non declinate il mio invito se state cercando di migliorare il vostro italiano.

Ancora una volta grazie mille a tutti per avermi concesso del vostro tempo.

Vorrei augurarvi un felicissimo anno nuovo 2019.

Fruite nel miglior modo possibile del tempo che verrà e mettete nella lista dei buoni propositi l’approfondimento dell’italiano.

Un abbraccio e a presto.

Giovanni: Grazie mille, davvero una bella storia quella che ha raccontato Bogusia alla fine, che ringrazio tanto anche per i complimenti a me e alla associazione.

La storia quindi della bocca della verità che, sapete, non conoscevo neanch’io fino in fondo.

Non conoscevo questa questa leggenda e mi ha molto incuriosito e credo che darò un’occhiata adesso su internet per saperne un po’ di più.

Sì, grazie Bogusia poi anche perché ha salutato e ha dato il benvenuto anche a Leily, brasiliana, nuovo membro dell’associazione: è l’undicesima brasiliana ma mentre Bogusia stava registrando questo episodio nel frattempo si è scritto anche Jean Marie, dalla Francia.

Benvenuto Dunque anche a Jean Marie all’interno dell’associazione: Il primo francese, quindi un motivo in più per festeggiare.

E grazie ancora per l’ascolto e a Bogusia ancora una volta per questo bel ringraziamento e questo che sto bell’episodio che ci ha regalato.

Un’ultima cosa: Ovviamente sì, accetto l’idea delle meraviglie di Roma che hai appena inaugurato tu con questo episodio.

La rubrica denominata “Le meraviglie di Roma”: seguiranno quindi altri episodi; in futuro parleremo di tutte queste cose belle che ci sono a Roma: tutte le opere d’arte, attrazioni turistiche varie, anche poco conosciute, e… ne vedremo delle belle!

Un workshop per il lancio sul mercato di un nuovo prodotto

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Ciao ragazzi benvenuti all’appuntamento settimanale con Daria, membro dell’associazione Italiano Semplicemente, che si cimenta oggi con una nuova lezione del corso di ITALIANO PROFESSIONALE, un corso dedicato al linguaggio del mondo del lavoro che i membri possono leggere ed ascoltare.

In particolare oggi Daria si cimenta con la lezione n. 17. La lezione parla di reputazione ed esperienza.

Con questo episodio di italiano semplicemente oggi Daria vuole farci quindi partecipi del suo nuovo tentativo. Interpreterà i panni di una manager di una grossa azienda italiana che produce scarpe e vuole lanciare sul mercato un nuovo modello di calzature. Ascoltate come se la cava Daria.

Buongiorno a tutti. Permettete che mi presenti ancora una volta. Mi chiamo Daria e sono responsabile per la strategia promozionale della nostra nuova linea di scarpe.

Ci siamo incontrati qui per discutere il programma dell’entrata nel mercato del nostro nuovo modello “Con-forte” e anche per ricevere il vostro prezioso contributo che aspetto da ognuno di voi per supportare il lancio.
A dire il vero in questo periodo di crisi non è esattamente un invito a nozze accettare la sfida di lanciare sul mercato un nuovo prodotto ma avendo nella nostra linea un modello così promettente non dobbiamo e non possiamo tirarci indietro o rinviare il lancio.

Ed ecco perché vi prego di approfittare al massimo dell’opportunità di discutere con tutti i colleghi e condividere le nostre sensazioni. Le vostre domande sono preziose e possono aiutare risolvere oggi tutte le eventuali incertezze che riguardano il piano promozionale. Credo che sarebbe bello avere una discussione aperta ma allo stesso tempo concisa e stringata, più simile ad un workshop, quando tutti condividono le loro opinioni e trovano soluzioni comuni.

Al termine del mio intervento mi piacerebbe anche trovare un accordo di massima (magari arrivare anche a stringere un accordo) riguardo l’attività promozionale e logistica dell’anno venturo. Sono sicura che con una buona programmazione nessuno brancolerà nei buio e che andremo a gonfie vele con il nostro nuovo modello.

Per iniziare il nostro workshop vorrei proporvi tre semplici regole che possono secondo me aiutarci a non andare oltre col tempo e rendere la discussione efficace. Forse vi sembreranno regole rigide ma come si dice: il fine giustifica i mezzi.

La prima regola è: “Ascoltate chi presenta, non il vostro collega a fianco”. Cioè, a prescindere dalla persona che presenta in quel momento vi prego di rivolgere direttamente a lei tutte le vostre attenzioni ed eventuali domande.
Non disturbate il vostro vicino inutilmente, io come gli altri sino qui per rispondervi direttamente.
Mi raccomando poi: andate dritti al punto, senza troppi preamboli, e non abbiate paura di fare domande stupide, inaspettate o pericolose perché nessuna domanda è stupida e nessuno è né infallibile né al di sopra di ogni sospetto. Siamo qui per confrontarci.

La seconda regola che vi propongo è: ”niente cellulare e computer”. Nonostante io capisca bene quanto sia difficile dimenticarli completamente, per qualche minuto possiamo tutti evitare i dispositivi elettronici per non buttare a mare questa occasione e trarre il massimo dall’ascolto dei colleghi.

Tra l’altro potrebbe essere importante la vostra opinione e se doveste essere chiamati in causa sarebbe bene stare sempre sul pezzo.

La terza ed ultima regola è: “Non prolungare la pausa caffè”, anche perché il quarto d’ora accademico intermedio non esiste e non possiamo permettercelo.

Scherzi a parte, meglio usare il tempo per ascoltare le opinioni dei colleghi senza perdere il filo del discorso.

Bene, dunque: attenti a chi parla, caffè ristretto e telefoni in modalità aereo, meglio ancora se spenti del tutto.
Adesso allacciamo le cinture e partiamo.
Ironia a parte, se le regole sono chiare, possiamo iniziare il nostro workshop…

Grazie mille Daria di questa “simulazione di volo”. Sei stata molto autoritaria nel tuo intervento direi. Si vede che hai interpretato un ruolo che dall’alto della sua esperienza se lo poteva permettere. D’altronde la reputazione e l’esperienza sono l’oggetto della lezione 17 del corso di ITALIANO PROFESSIONALE. Per tutti gli stranieri interessati (mi auguro ce ne saranno molti) vi invito ad aderire all’Associazione Italiano Semplicemente. In questo modo potrete anche voi utilizzare, tra le altre cose, il corso di italiano professionale e partecipare se volete all’appuntamento settimanale sul gruppo WhatsApp dell’associazione per confrontarci e discutere sulle singole lezioni del corso. Chiunque lavori con italiani o in Italia e vuole ampliare il proprio vocabolario e imparare i verbi professionali troverà il corso molto utile. Metterò il collegamento su questo episodio per effettuare la richiesta di adesione all’associazione.

Vi aspetto e grazie a Daria. A mercoledì prossimo.

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Parliamo di unione e condivisione

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Introduzione di Giovanni: questo episodio è un esempio di utilizzo delle espressioni professionali contenute nella lezione n. 12 del corso di ITALIANO PROFESSIONALE.

Daria: Si può dire che l’argomento della lezione numero 12 si riferisca sia alla vita professionale che a quella privata.
Anche la qualità della vita dipende dalle persone con cui ci uniamo e condividiamo gli intenti: vorremmo ad esempio che le persone al nostro fianco fossero sempre in grado di spezzare *una* lancia a *nostro* favore e proteggere i nostri interessi. Nella vita privata siamo liberi *di* sceglere gli amici ad esempio, o semplicemente dire che nel peggiore dei casi è meglio soli che mal accompagnati se non proviamo simpatia proprio per nessuno. Ma in ambito lavorativo occorre accettare i colleghi che ci capitano esattamente come sono ed investire con forza e desiderio sul nostro futuro insieme cercando di stabilire con loro un rapporto efficace.

Infatti, al lavoro dobbiamo stringere accordu con persone diverse. In collaborazione reciprocamente vantaggiose ognuno cerca di *perseguire* i propri obbiettivi e non sempre si è orientati verso un qualcosa di comune. Anche se succede di dover chiedere l’aiuto di un collega, non è la stessa cosa di un lavoro di squadra quando molto spesso ci si trova nella necessità di dover credere cecamente in un compagno. Nonostante si capisca che l’unione faccia la forza, a volte manca la necessaria confidenza per formare un gruppo affiatato.

Formare un’unione lavorativa in uno spirito di squadra è un argomento attuale per ogni società. Ogni leader di un gruppo vorrebbe mettere assieme persone in gamba, *nei* cui confronti *possa nutrire* una fiducia incondizionata e operare con loro. Nella realtà dei fatti però quello che va fatto è svolgere regolarmente attività che aiutino a far nascere lo spirito di squadra. Si tratta di attività anche fuori dell’ambito lavorativo, in un ambiente rilassato, che servono a conoscersi meglio l’un l’altro. Trovando interessi o hobby comuni le persone si vedono anche da una prospettiva diversa, più personale, più variegata, il che aiuta molto a nutrire più fiducia nella vita lavorativa.

Curiosamente, nel settore in cui sono occupata si svolge ogni anno un campionato di calcio. Tutti i lavoratori sono invitati a partecipare ai giochi: gli uomini per giocare nel campo e le donne per fare il tifo per la loro azienda. La partecipazione non è ovviamente obbligatoria: chi c’e’ c’e’, chi non c’e’ non c’e’, verrebbe da dire, ma è caldamente consigliata per i motivi precedentemente esposti.
Nessuna azienda, c’è da aggiungere, vorrebbe presentarsi al campionato come un’armata Brancaleone. Quindi i giocatori si allenano regolarmente durante l’anno, e giocando si devono fidare ad occhi chiusi dei compagni. La squadra vincitrice riceve una coppa che viene orgogliosamente esposta nell’ufficio durante l’anno fino al prossimo campionato.

Ci sono anche persone scettiche e poco comunicatuve che non credono invece che ci sia una ragione valida nello stabilire una comunità di intenti coi colleghi. Senz’altro ognuno fa come gli pare e piace ma sarebbe meglio non fare tutta *di* l’erba *un* fascio e provare a stabilire un rapporto informale anche con qualche collega.

Un saluto a tutti e buona giornata, e ricordate che l’unione fa sempre la forza.

Italiano professionale: Rischi ed opportunità nel settore della farmaceutica

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Giovanni: ciao ragazzi buongiorno!

In questa lezione n. 11, “rischi ed opportunità”, lezione del corso di ITALIANO PROFESSIONALE Daria, ragazza di nazionalità russa e membro dell’associazione Italiano Semplicemente, prova ad utilizzare alcune delle frasi imparate nel corso di questa lezione.

A te la Parola Daria.

Daria: La lezione undici del corso di ITALIANO PROFESSIONALE ha a che fare con un l’argomento sicuramente scottante, non solo in ambito lavorativo, ma anche nella vita quotidiana. Infatti, l’atteggiamento di fronte al futuro contingente rivela molto del carattere delle persone.

Quelle positive e curiose, di fronte ad un’opportunità cercano sempre di battere il ferro finché è caldo e un’altra loro fondamentale caratteristica è che fanno sempre un tentativo di considerare una situazione da tutti i possibili punti di vista spesso molto diversi tra loro, sfruttando così le opportunità che si presentano al massimo.

La prontezza nell’azione è altresì fondamentale, perché come si dice, chi non risica non rosica.

Rischiando, però, lo dice la parola stessa, possono sfuggire fattori importanti: si deve sempre tenere a mente, ad esempio, dell’esistenza di leggi nel settore di competenza, e prendere i dovuti provvedimenti senza difettare in superficialità.

È un equilibrio difficile. Sul mercato farmaceutico ad esempio, che è quello di cui mi occupo personalmente, ogni opportunità va sempre considerata tenendo conto dell’applicazione rigorosa della legge.

Se, ad esempio, i ricercatori scoprono una nuova molecola che consente di trattare efficacemente una malattia, un’azienda farmaceutica non può, nel tentativo di cogliere l’occasione al volo, lanciarla subito sul mercato.

È necessario invece svolgere le prove cliniche, registrare il nuovo farmaco ed avere tutte le pezze d’appoggio prima di mettere sul mercato una medicina. Insomma c’è un rigoroso iter burocratico da seguire.

Possiamo sicuramente dire che in questo mercato, quello della farmaceutica, non si può vendere la pelle dell’orso prima di averlo ucciso. Curiosamente a volte accade anche che due o tre aziende farmaceutiche sono impegnate in ricerche sulla stessa molecola. In questi casi ha sempre la meglio l’azienda che non si sbilancia e che invece supera le prove cliniche e di registrazione rispettando la legge e completando l’intero iter da seguire. Vince sempre l’azienda che riesce a preparare i documenti giustificativi per prima.

Un altro fatto curioso e che fornisce una grossa opportunità è che talvolta lo Stato permette di usare il nuovo farmaco in un paese prima della registrazione, a condizione però che quel prodotto sia già stato registrato in altri paesi.

In questo caso un’azienda farmaceutica prende due piccioni con una fava: far conoscere ai medici il nuovo prodotto e condurre delle prove cliniche. In questo modo fanno quindi di necessità virtù, perché le prove sugli esseri umani è sempre l’ultima e indispensabile fase delle prove cliniche.

Buono a sapersi vero? Questa in effetti è una opportunità rara e pregiata. I pazienti, dei veri esseri umani, vengono a cascare a fagiolo, e allo stesso tempo sono davvero fortunati perché hanno il nuovo medicinale, certamente più efficace (nella maggior parte dei casi) prima degli altri.

Ognuno è libero di operare a propria coscienza ovviamente, ma il mio consiglio è di non buttare a mare tali occasioni e, assicurandosi di essere venuti a conoscenza di tutto ciò che c’è da sapere, dare il proprio ok per partecipare alle prove cliniche.

Bene, ho terminato il mio contributo personale. Spero di essere stata utile a tutti.

Un saluto da Daria a tutti e buona giornata!

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Problemi al lavoro

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Descrizione

Ascoltiamo un breve discorso di Daria, membro dell’associazione Italiano Semplicemente, che prova ad utilizzare le espressioni contenute in una lezione del corso di ITALIANO PROFESSIONALE (la lezione n. 9) dedicata ai problemi ed ai fallimenti.

    Tascrizione

    Si dice che un dirigente esperto sappia gestire i suoi dipendenti cosi che le cose vadano liscio senza prendere ecesaariamente parte al loro lavoro.
    Quando gli obiettivi sono chiari, non si brancola nei buio ma si rimuovono gli ostacoli e si continuano a svolgere le funzioni.
    A tale fine è sicuramente anche necessario la capacità di fissare termini stabiliti perche’ la tentazione di battere la fiacca è forte talvolta. Piu’ dettagliato è il programma del lavoro, meno alta è la possibilita’ di un suo fallimento a causa di colleghi che, anziché quagliare, fanno continuamente buchi nell’acqua. Esistono poi persone che mettono i bastoni tra le ruote e cosi facendo creano dei problemi per sé stessi e per gli altri.
    Io personalmente sono un’allarmista, cioè preferisco preoccuparmi in anticipo dei possibili e potenziali problemi. Errare è umano, ma io non vorrei ripetere gli errori: sarebbe diabolico perseverare nell’errore
    So di non essere stress-resistente e quando un problema mi arriva tra capo e collo, mi innervosisco e brancolo nel buio invece di concentrarmi e risolverlo mantenendo il sangue freddo.
    Come tutti non mi piace fungere da capro espiatorio e neanche contare esclusivamente su qualcuno come se fosse sempre l’ancora di salvezza.
    Essere allarmista non significa comunque che io me le vada a cercare col lanternino. Nel caso in cui si possa portare a termine un compito un po’ prima del previsto, credo sarebbe meglio, per risparmiare tempo, la risorsa più preziosa nel mondo del lavoro.

    Come come errare è umano, anche avere tempo in aggiunta è sempre un vantaggio.
    Non capisco le persone che mandano per le lunghe i loro compiti e poi cercano qualsiasi soluzione che risulti appena sufficiente.
    E voi che tipo di persona siete?

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