Indovinelli per ripassare

Indovinelli per ripassare

Ripasso episodi precedenti

Trascrizione

Ben trovati, amici di Italiano Semplicemente.

Oggi vi propongo alcuni indovinelli in rima, le cui soluzioni si trovano nella lista degli episodi della rubrica “due minuti con Italiano Semplicemente”. Trovate il link alla lista degli episodi all’inizio.

Indovinello 1 – RIPASSO

Tra dazi, vertici e tensione mondiale,
ogni giorno spunta un finale.
C’è chi annuncia, chi fa la morale,
ma poi tutto… può diventare tale.
Se un accordo all’ultimo va via,
quale verbo spiega la magia?

Indovinello 2 – RIPASSO

I giornali parlano di dazi, di trattative ed altri cazzi.
C’è chi giura: “Andrà benone!”,
poi cambia idea con convinzione.
Le prime mosse fanno capire
ciò che potrebbe poi avvenire.
Come chiami quei segnali,
che anticipano tempi cruciali?

Indovinello 3 – RIPASSO

Tra intelligenza artificiale
e notizie a ritmo infernale,
c’è chi parla senza fermarsi,
convinto solo di spiegarsi.
Su tutto ha sempre la risposta,
anche se nessuno gliel’ha proposta.
Qual è quel verbo un po’ pungente
per chi fa il sapiente continuamente?

Indovinello 4 – RIPASSO

Si parla ovunque d’intelligenza artificiale,
c’è chi la esalta in modo speciale.
C’è chi prevede un gran futuro,
e chi dipinge un quadro oscuro.
Ma discutere senza conoscere davvero,
non è il metodo più sincero.
Prima di parlare con sicurezza e convinzione,
serve una precisa… che espressione?

Indovinello 5 – RIPASSO

A Madrid festa senza fine,
piazze piene, persone vicine.
Il bus dei campioni passa tra la gente,
una folla enorme, festosa e sorridente.
Non c’è quasi spazio per camminare,
tutti vogliono vedere e salutare.
Quando una piazza si riempie d’un tratto,
quale verbo descrive questo fatto?

Indovinello 6 – RIPASSO

Dopo un successo importante,
una squadra guarda avanti.
La vittoria appena conquistata
può essere una spinta inaspettata.
Non è ancora il traguardo finale,
ma aiuta a seguire la strada ideale.
Come si chiama quel sostegno prezioso
che apre il cammino verso qualcosa di ambizioso?

Indovinello 7 – RIPASSO (dedicato alla nazionale italiana è calcio ⚽)

Dopo tante speranze e grandi proclami,
i tifosi aspettano risultati e programmi.
“Quest’anno si cambia, sarà un’altra storia!”,
dice qualcuno pieno di gloria.
Poi però arrivano gare da dimenticare,
e certe promesse sembrano esagerare.
Quando un progetto appare troppo ambizioso,
come si chiama quel sogno un po’ vanitoso?

Indovinello 8 – RIPASSO

Alla finale arrivò l’ospite importante,
con un’aria un po’ distante.
Tutti aspettavano il suo ingresso trionfale,
quasi fosse un momento presidenziale.
Quando qualcuno si fa attendere apposta e si dà importanza,
quale espressione italiana descrive questa usanza?

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Ripassiamo con Francia Inghilterra: le pagelle

Ripasso

Trascrizione

Ben trovati, amici di Italiano Semplicemente.

Oggi ripassiamo attraverso un commento della prestazione dei calciatori della partita disputata ieri sera: Francia – Inghilterra, terminata col punteggio tennistico di 6-4 per gli inglesi.

Inghilterra

Dean Henderson – 6,5
Può fare poco sui gol subiti, ma quando serve risponde presente. Tiene botta in una partita tutt’altro che semplice.

Djed Spence – 6,5
Spinge con continuità e non si tira indietro. Ha stoffa, anche se nel finale soffre.

Ezri Konsa – 8
Segna e difende con autorevolezza. Fino all’intervallo sembra quasi invalicabile. Un giocatore con la G maiuscola.

Marc Guéhi – 6
Primo tempo convincente, poi va un po’ in affanno come tutta la difesa. Che volete, nessuno è perfetto.

Jarell Quansah – 6
Alterna ottime chiusure a qualche sbavatura. Più che altro paga il ritorno della Francia.

Declan Rice – 7,5
Pronti via e già ci mette la firma. Gol, personalità e tanta sostanza. Nel secondo tempo cala, ma non si può dire che sia stato da meno dei compagni.

Eberechi Eze – 6,5
Si sacrifica molto e cuce il gioco con intelligenza. A modo suo ha fatto il suo senza dubbio.

Morgan Rogers – 7,5
Tra i migliori. Conduce le ripartenze con una finezza che mette spesso in crisi i francesi.

Marcus Rashford – 6,5
Sempre pericoloso, anche senza lasciare il segno.

Ivan Toney – 6,5
Fa a sportellate e apre spazi ai compagni. Lavoro prezioso.

Bukayo Saka – 9,5
Tripletta e spettacolo. Alla difesa francese gliel’ha fatta più volte e senza pietà. Quando accelera, gli avversari non ci capiscono più niente. Uomo partita.

Jude Bellingham – 7,5
Entra e mette il sigillo finale. Dulcis in fundo, trova anche il gol del 6-4. Per dirla alla Sinner: fine primo set.

Francia

Mike Maignan – 5
Sei gol incassati sono un macigno. Non tutte le colpe sono sue, ma la frittata è fatta.

Malo Gusto – 5
Saka gli dà filo da torcere per tutta la gara. Manco fosse Messi… È facile constatare come la sua prestazione sia deficitaria, sia in copertura che in spinta. Spesso non riesce a prestare la dovuta attenzione alla linea difensiva, commettendo errori di posizionamento che si possono ascrivere a una serata decisamente sottotono. Il tecnico dovrà attenzionare maggiormente la sua condizione, poiché l’apporto attuale non garantisce la necessaria solidità sulla fascia.

Ibrahima Konaté – 5
Parte male e non riesce quasi mai a prendere le misure agli inglesi. Sfigura.

Maxence Lacroix – 4,5
Serata da dimenticare. l’Inghilterra passa da tutte le parti. La batosta, sebbene edulcorata nel secondo tempo, si sente comunque. Eccome!

Theo Hernández – 5,5
Qualche iniziativa offensiva, ma dietro soffre parecchio. Della serie: vacanze iniziate?

Adrien Rabiot – 5,5
Prova a mettere ordine, ma è alle prese con un centrocampo inglese in grande giornata.

Warren Zaïre-Emery – 5,5
Generoso, ma poco incisivo. Riveste un ruolo di grande importanza, ma spesso incorre in errori di misura che ne frenano l’efficacia. Questo è quanto.

Rayan Cherki – 6
Qualche giocata di qualità, però troppo a intermittenza. Le sue giocate di classe scaturiscono dal nulla, ma il suo apporto difensivo spesso esula dalle necessità tattiche, dato che tende a esimersi dal raddoppio sistematico. Una discontinuità che pregiudica l’equilibrio collettivo, nonostante le doti tecniche che rispecchiano un potenziale non ancora pienamente perfezionato.

Désiré Doué – 5,5
Non riesce quasi mai a trovare gli spazi giusti. Non dico impalpabile, ma poco ci manca.

Michael Olise – 6
Si accende a tratti e fornisce ben due assist (per inciso, fa il record di assist al mondiale battendo Pelé) ma non basta. Il pallino del gioco non lo teneva lui.

Kylian Mbappé – 8
Segna una doppietta e lotta fino all’ultimo. Sorrideva sullo 0-4. Evidentemente significava che continuare a crederci. Vorrà dire che ci si rivedrà all’europeo.

Bradley Barcola – 7
Entra e dà la scossa con il gol. Ottimo impatto. Facile che in futuro lo rivedremo titolare.

Ousmane Dembélé – 6,5
Trova la rete nel recupero e crea qualche grattacapo. Oltre a pervenire al gol proprio nei minuti finali, il francese riesce a concorrere in modo incisivo alla manovra offensiva per tutta la durata del match.

Allenatori

Thomas Tuchel – 7
Primo tempo da manuale, poi la squadra si rilassa un po’ troppo. Alla fine, però, porta a casa il terzo posto. Buttalo via!

Didier Deschamps – 5
La reazione nella ripresa evita una figuraccia ancora più pesante, ma di qui a dire che la Francia abbia giocato una buona partita ce ne vuole. Avrà rosicato?

Le elezioni in Ungheria: ripasso

Le elezioni in Ungheria (scarica audio)

episodio di ripasso

Trascrizione

La fate facile voi!

Mettere insieme gli episodi di ripasso fatti finora in un unico discorso per parlare dell’esito delle elezioni in Ungheria è un’impresa che farebbe mandare in pappa il cervello a chiunque, ma non mi tiro indietro, se è vero come è vero che non mi tiro indietro.

Sono il presidente dell’associazione Italiano Semplicemente!! Sfido io che non mi tiro indietro!

Allora, visto e considerato l’interesse dei nostri membri per la situazione ungherese, cercherò di farvi un quadro completo, visto anche che la situazione in Ungheria è di dominio pubblico, come è giusto che sia.

Ecco l’Ungheria dopo il voto: facciamo un’analisi a bocce ferme.

A priori poteva sembrare l’ennesima sfida senza speranza, ma Péter Magyar ce l’ha fatta. Non è che Orbán non ci abbia provato a portare acqua al proprio mulino usando i media di stato, ma stavolta ha trovato pane per i suoi denti. Magyar, un uomo che si è fatto da sé politicamente dopo aver abbandonato il regime, ha saputo cogliere nel segno.

È nelle cose che, dopo sedici anni, un popolo inizi a sentire la frustrazione e voglia sfatare il tabù dell’invincibilità di un leader.

Non si tratta di un estemporaneo capriccio elettorale; l’entità della vittoria di Magyar è tale da non lasciare spazio a opinabili interpretazioni.

Il cambiamento è radicale. Non a caso il suo nome significa “ungherese“. Chi meglio di lui per rappresentare la sua nazione?

C’è il crollo di un sistema: Orbán è apparso non averne più, quasi ricalcitrante nell’accettare che il suo tempo fosse scaduto. A detta di molti osservatori, il premier uscente ha finito per raschiare il fondo del barile della propaganda, ma questo si è ritorto contro di lui a sua insaputa.

Chi è il vincitore: Péter Magyar non è una pallida imitazione dei politici del passato. È un ex insider che ha deciso di metterci la faccia e non si è limitato al minimo sindacale. Non si è presentato come un esteta della politica, ma come un uomo d’azione pronto a rimediare agli errori del passato.

La reazione dei giornali? In linea di massima, la stampa europea parla di un viatico per una nuova democrazia. Certo, c’è chi fa dietrologia chiedendosi se Magyar non sia un cavallo di Troia, ma esserne certi è difficile: solo il tempo dirà se saprà mantenere la parola.

Cosa bolle in pentola per il futuro?

Ora che Magyar è in dirittura d’arrivo per formare il governo, dovrà appianare le controversie interne e non impelagarsi in sterili vendette.

Facile? Non vi sfiora l’idea che il compito sia titanico? Suvvia, passare da un sistema targato Orbán a una democrazia liberale non è che si possa considerare una passeggiata di salute.

Mi direte che la strada è in salita, e per essere in salita, è in salita. In effetti l’Ungheria è ancora in alto mare su molti fronti economici.

Ma Magyar sembra avere la prontezza di riflessi necessaria. Non ha voluto edulcorare la pillola: ha parlato di salassi necessari per risanare i conti, senza cercare capri espiatori. Questo mi ricorda un po’ la frase “lacrime e sangue” che si usava qualche tempo fa nella politica Italiana.

Inter nos – ce lo possiamo dire – la vera sfida sarà il rapporto con Bruxelles. Se Orbán era il pomo della discordia, Magyar vuole essere adesso il connubio perfetto tra interessi nazionali ed europei.

Voglio sperare bene, perché se dovesse fallire, il risentimento popolare potrebbe portare a nuove sbandate. Dio ce ne scampi e liberi!!

Detto ciò, non resta che attendere al varco i primi provvedimenti.

Per chiudere in bellezza, usiamo qualche verbo professionale in questo bel ripasso.

Spero di aver saputo circostanziare i fatti così da acclarare ogni vostro dubbio.

Dopo aver disaminato la questione e attenzionarvi ogni dettaglio su queste elezioni, si può evincere che la vittoria di Magyar rispecchi la volontà popolare.

Conviene dunque attenersi a quanto emerso per conseguire una visione d’insieme che non rischi di travisare la realtà, evitando di incorrere in facili populismi che potrebbero arrecare danno alla democrazia.

Detto ciò, non resta che aspettare , collaudare questo nuovo corso, quantificare e qualificare gli effetti delle riforme (potremo farlo solo a posteriori) e pronunciarsi definitivamente solo dopo aver visto se le promesse sapranno corrispondere ai fatti, senza dover ricorrere a vecchi metodi o, peggio, dover rescindere il patto di fiducia con gli elettori.

Programma per il 2026: consolidiamo

Il programma di Italiano Semplicemente per il 2026

Il 2026 sarà un anno di continuità e consolidamento, ma anche di ripasso strutturato e di maggiore attenzione all’uso dell’italiano in contesti professionali.

L’associazione Italiano Semplicemente continuerà infatti a proporre gli episodi delle sue rubriche, ma affiancherà a questo lavoro un percorso mirato di ripasso dell’Italiano professionale, che coinvolgerà non solo gli episodi pubblicati sul sito, ma anche le videochat settimanali riservate ai membri.

Continuità delle rubriche

Nel 2026 proseguiranno regolarmente gli episodi delle rubriche già conosciute dagli iscritti e dagli ascoltatori:

  • spiegazioni di espressioni idiomatiche, locuzioni e frasi fatte,
  • approfondimenti lessicali,
  • episodi narrativi,
  • rubriche tematiche (come il calcio, italiano commerciale, il linguaggio della politica, ecc.).

L’obiettivo resta lo stesso: migliorare la comprensione dell’italiano reale, quello che si usa ogni giorno, andando oltre la grammatica scolastica e aggiungendo come al solito un po’ dì ironia.

Ripasso dell’Italiano professionale

Accanto a questo lavoro di continuità, il 2026 sarà anche l’anno del ripasso sistematico delle lezioni di Italiano professionale già pubblicate in passato.

Si tratta di contenuti particolarmente utili per chi:

  • lavora con l’italiano,
  • studia o vuole lavorare in Italia,
  • ha bisogno di comunicare in modo chiaro, corretto e appropriato in ambito lavorativo, amministrativo o istituzionale.

Le lezioni di italiano professionale verranno riprese, riorganizzate e valorizzate, con un’attenzione particolare al lessico, alle formule ricorrenti e allo stile tipico dei contesti professionali.

Italiano professionale anche nelle videochat settimanali

La novità più importante riguarda le videochat settimanali: nel 2026 una parte di questi incontri sarà dedicata proprio all’italiano professionale.

Durante le videochat:

  • si ripasseranno concetti già spiegati negli episodi, in particolare i verbi professionali,
  • si faranno esempi pratici,
  • si chiariranno dubbi,
  • si lavorerà sull’uso concreto, della lingua, anche attraverso domande e interventi dei partecipanti.

In questo modo, lo studio non resterà solo teorico, ma diventerà sempre più attivo e partecipato.

Un percorso pensato per chi vuole fare un salto di qualità.

Il programma 2026 è pensato soprattutto per chi non vuole limitarsi a “capire l’italiano”, ma desidera usarlo bene, in modo consapevole, preciso e naturale, anche in situazioni formali o lavorative.

Il 2026 sarà quindi un anno ideale per consolidare ciò che si è imparato e per rafforzare le competenze linguistiche più avanzate.

Vuoi partecipare anche tu?

Iscrivendoti all’associazione Italiano Semplicemente potrai:
partecipare alle videochat settimanali, partecipare al gruppo WhatsApp dei membri,
accedere ai contenuti riservati e
sostenere concretamente il progetto e la sua crescita.

Tutte le informazioni per iscriversi sono disponibili sul sito.

Programma 2026

Il giorno più corto dell’anno (ripasso)

Ripasso: il giorno più corto dell’anno

episodi 1- 1211

(scarica audio)

Trascrizione

Bentornati nella rubrica “due minuti con Italiano Semplicemente”.

Quello che segue è un episodio dì ripasso.

Oggi, 21 dicembre è il giorno più corto dell’anno.
Arriva alla chetichella, quasi di soppiatto, come se volesse sgattaiolare via senza farsi notare. A dirla tutta, molti lo vivono di malavoglia, perché la luce sembra venir meno man mano, fino a lasciarci al buio di punto in bianco. Così spesso ci si fa cogliere dalla notte senza accorgersene.
È un momento dell’anno in cui l’energia sembra venire meno, e la stanchezza può prendere il sopravvento.

Durante il solstizio, il sole fa orecchie da mercante ai nostri desideri di luce, e tra parentesi, non si lascia convincere neanche per idea. Sta di fatto che oggi la notte si allunga a dismisura, mentre il giorno si accorcia, manco a dirlo. In fin dei conti, però, questo accade ogni anno, come da copione, ed è un’occasione per fare mente locale: in soldoni, la natura ci impone di rallentare.

Molti avrebbero da ridire, perché la poca luce costringe a tirare avanti alla meno peggio, nonostante l’umore vada e venga e le attività quotidiane ci stiano strette. Ma quantomeno il solstizio ci ricorda che il peggio è passato: da domani la luce torna alla carica e poco alla volta le giornate si allungano.

In ogni caso, nonostante tutto, il 21 dicembre rappresenta a tutti gli effetti un giro di boa. È un invito né più né meno a fermarsi, giusto per assaporare il presente, per così dire, senza dare luce e calore per scontati. Sia come sia, tirando le somme, questo giorno è breve, sì, ma non per questo meno significativo.

Per farla breve: oggi il sole resta poco, ma il ripasso quotidiano almeno non è venuto meno. Sarà un contentino, direte voi, ma tant’è: sempre meglio che crogiolarsi nella noia davanti a un camino spento.