879 Tanto di guadagnato, tanto meglio

Tanto di guadagnato, tanto meglio

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Trascrizione

L’episodio di oggi è dedicato alla locuzione “tanto di guadagnato”. In questa locuzione il termine “tanto” non viene utilizzato nel modo classico, nel senso di molto, riferito a un’alta quantità o a un alto livello, ma d’altronde abbiamo già incontrato nei passati episodi altri esempi di utilizzi particolari.

Vi ricordo ad esempio: tanto più, tant’è vero che, tanto quanto, se tanto mi dà tanto, tanto piove, tanto vale ed altre ancora.

È sempre interessante vedere cosa sta vicino a “tanto”. Soprattutto da quello dipende il significato.

Stavolta l’espressione è interessante soprattutto per le prime due parole: tanto di.

È talmente interessante che il prossimo episodio lo dedicheremo proprio a “tanto di“.

Oggi però mi interessa spiegare “tanto di guadagnato” che è una locuzione a sé stante, con un significato specifico.

Guadagnato è naturalmente il participio passato del verbo guadagnare, verbo che solitamente si riferisce al denaro, ai soldi, al ricavato di una vendita o di un’attività, di un lavoro. In questo caso però non necessariamente parliamo di soldi ma semplicemente di qualcosa di positivo.

Tanto di guadagnato” infatti si utilizza quando ci potrebbe essere la possibilità che si verifichi un evento che può portare qualcosa di positivo (ad esempio per me). Sembra complicato vero? Non è così, vedrete.

Questo possibile risultato positivo poi è spesso indipendente dalla mia scelta o dalla mia volontà. Si tratta a volte di un vantaggio inaspettato, ma ad ogni modo questo vantaggio è ottenuto come sovrappiù. Niente di così importante ma comunque sempre positivo.

Potremmo dire quindi che rappresenta un di più di cui si potrebbe anche fare a meno, ma se viene, è benaccetto, è gradito.

Questo vantaggio in pratica potrebbe accadere o non potrebbe accadere, ma se dovesse accadere ne sarò lieto, sarò felice di questo. Sarà una bella notizia. Se accadrà, sarà tanto di guadagnato. Non dipende quasi mai da me però, quindi in questi casi non posso saperlo.

Si usa sempre il verbo essere, anche se spesso non si usa alcun verbo.

Vediamo qualche esempio.

Vado a riscuotere lo stipendio. Mi è stato detto che solo per questo mese ci sarà un piccolissimo aumento. Non mi faccio illusioni, ma se fosse così, (sarà) tanto di guadagnato.

Si dice anche, con lo stesso significato, “tanto meglio”. Solo a volte si possono usare meglio ancora o “ben venga“. In quest’ultimo caso il verbo essere non va mai usato.

In ogni caso si mostra in questo modo il proprio gradimento per un eventuale avvenimento.

Es:

I miei dipendenti hanno assicurato che faranno almeno la metà del lavoro entro stasera. Tutto ciò che verrà fatto in più sarà tanto di guadagnato.

In questo caso il verbo essere è obbligatorio.

Qualora la frase iniziasse con “se”, “nel caso in cui” e simili, potete normalmente decidere voi se mettere il verbo, che, ormai lo avete intuito, è sempre al futuro:

Se dovesse accadere, (sarà) tanto di guadagnato

Qualora arrivasse l’aumento, (sarà) tanto di guadagnato

Devo dire alla cliente che non è obbligatorio pagare per questo servizio, ma se vuole pagare (sarà) tanto di guadagnato.

Ogni volta c’è sempre un tono di soddisfazione verso questa positiva eventualità, ma come ho detto, si tratta di qualcosa in più, qualcosa di non molto importante, ma comunque qualcosa di gradito che se arriva, bene, altrimenti, pazienza.

Per concludere, mi rendo conto che in questo episodio ho utilizzato molte espressioni, locuzioni e molti termini che sono già stati oggetto di passati episodi (per questo forse sarò soggetto a critiche da parte di qualcuno), ma, come si suol dire, avete voluto la bicicletta e adesso pedalate.

Come se non bastasse adesso, dulcis in fundo, vi tocca anche un bel ripasso da parte di alcuni membri dell’associazione Italiano Semplicemente che da par loro, non vogliono lasciare nulla di intentato per migliorarsi.

Marcelo: Recentemente mi sono imbattuto in una storiella all’insegna della percezione positiva. Ve la racconto. C’era un tizio che, per arrotondare, faceva un lavoretto come muratore per il suo dirimpettaio.

Peggy: Si adoperava per mettere tutte le 100 pietre con cura a precisione affinché il muro fosse fatto con i fiocchi, come era solito fare.

Ulrike: Appena finito, fece un passo indietro a guardare con orgoglio il suo capolavoro. Di punto in bianco si sentì un urlo.

Estelle: uuhhh, Mannaggia. Non può essere!! Ho messo due pietre storte. Che obbrobrio! Non sono altro che una incompetente!

Edita: due minuti dopo o giù di lì passò una signora che disse:

Carmen: Chi ha eseguito questo lavoro? L’ha fatto lei? Veramente un bellissimo muro.

Danielle: Macché! Ha problemi di vista signora? Guardi quelle due pietre lì, sono di uno storto che non le dico!! Balza subito agli occhi, non si è accorta?

Carmen: Come no! Non è che a me sia sfuggito, ma vedo soprattutto che le altre 98 pietre sono messe alla perfezione.

Anne Marie: A ragion veduta, Il tizio dice: Beh, è vero, e si dà il caso che non tutte le ciambelle riescano col buco. Sono stato uno sciocco a concentrarmi sulle uniche due messe storte: quisquilie direi. Ha proprio ragione signora.

Irina: Sai, ora che me ne sono fatta una ragione, me ne frego di questi due mattoni. Mica è un brutto muro in fondo! Grazie, avercene di percezioni positive come la sua. Sarei rimasta delusa senza il suo incoraggiamento.

Carmen: Si figuri, niente di che. Che sarà mai!

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Gli esercizi (con soluzione) per questo episodio sono disponibili per i membri dell’associazione Italiano Semplicemente (LOGIN)

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