878 Retto e corretto

Retto e corretto

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Trascrizione

retta e corretta

L’episodio di oggi è dedicato alla rettitudine. Bella parola questa.

La rettitudine è una caratteristica di alcune persone che vengono chiamate “persone rette”.

Sapete tutti cos’è una retta? Il sostantivo intendo.

La retta si studia a scuola, in matematica. Per carità, non parliamo di matematica; basti sapere che la retta è qualcosa di diritto, senza curve. Tra l’altro, come sostantivo, il termine “retta” ha anche altri significati, come d’altronde anche il maschile “retto“.

A me oggi interessa però maggiormente l’uso di retto e retta come aggettivi.

Retta e retto sono aggettivi per definire una persona, ed esattamente quelle persone che sono “diritte“, proprio come le rette nella matematica, ma lo scrivo tra virgolette, perché non si parla della loro forma fisica ma si fa riferimento al loro comportamento, in particolare ai loro principi morali. I principi morali sono ciò in cui si crede, gli ideali in base ai quali si distingue il bene dal male. Se questi principi sono sani, giusti, onesti, allora parliamo di rettitudine.

Notate la pronuncia: I princìpi e non i prìncipi. Notate la differenza nell’accento. Attenzione alle parole omografe perché quando cambia l’accento cambia il significato della parola.

Una persona retta è quindi dotata di rettitudine, quindi è una persona coerente a una linea di condotta onesta e giusta. La persona retta si comporta sempre in modo giusto e onesto.

Si può fare un parallelismo con la retta, che, coerentemente, va sempre in avanti senza fare strane curve. La persona retta si comporta così perché crede nella giustizia e nell’onestà e risponde a quella morale che gli impone un tale comportamento. La retta invece risponde solamente ad una equazione.

Potremmo dire che questa persona, se è retta, allora sicuramente è anche corretta, quindi si comporta correttamente con gli altri.

Questa però si chiama semplicemente correttezza. Una persona corretta non ti imbroglia, non ti frega, non dice bugie, non cerca di approfittare di situazioni favorevoli per trarne dei vantaggi personali a scapito di altre persone.

Prima invece parlavamo della rettitudine, cioè la assoluta conformità ai principi morali, che si riflette in una condotta di assoluta onestà e probità. Si parla di una persona proba. Avete presente la canzone di Fabrizio De André?

Un uomo onesto, un uomo probo, tralalallalla tralallalero… s’innamorò perdutamente d’una che non lo amava niente…

La canzone si chiama “la ballata dell’amore cieco o della vanità”.

Il termine probità si usa meno ma non fa certamente male conoscerne il significato.

La probità è un termine molto adatto in alcune circostanze:

Per esempio la probità di un magistrato, di uno studioso, la probità di vita e di costumi.

Il senso della moralità è forse persino più forte rispetto al termine rettitudine.

La rettitudine è una grande virtù, e una persona retta è per forza anche una persona corretta.

A volte però si dice che una certa persona è “retta e corretta”. Un semplice giochino di parole che serve però a rafforzare il concetto.

Parliamo si una persona di sani principi che non si comporta mai scorrettamente. In pratica ci si può fidare ad occhi chiusi di una persona retta e corretta.

E’ un po’ come dire:

Una persona correttissima e affidabile

Una persona onesta e corretta

Una persona nota per la sua estrema correttezza

eccetera

Proprio perché è un modo per rafforzare, per enfatizzare il concetto, non possiamo dire che una persona è molto retta e corretta, per lo stesso motivo per cui perché non si può dire “persona molto correttissima”.

Un’altra cosa: “retta” si può usare non solo per descrivere una persona, ma anche la vita di questa persona.

Es:

Dio apprezza e ricompensa in eterno coloro che vivono una vita retta e corretta.

Inoltre, ci si può comportare in modo retto e corretto. Quindi parliamo di un comportamento retto e corretto.

Anche una buona educazione può essere definita retta e corretta.

Parliamo di un’educazione che è basata su sani principi come il rispetto del prossimo, l’onestà e la giustizia.

Ugualmente, una “via” retta e corretta è una direzione di vita impostata ai più sani principi morali.

Vi faccio un ultimo esempio.

Io non sono un evasore fiscale, anzi, sono da sempre retto e corretto e quel poco che guadagno lo dichiaro tutto allo Stato a costo di fare la fame!

Adesso ripassiamo:

Edita: se è un ripasso che vuole Giovanni, dovrà aspettare. Piu’ in là avrò un po’ di tempo! Ho comunque sentore che questa risposta non gli sconfinfererà.

Rauno: andateci un po’ piano con Giovanni oggi, che ha ancora il magone per via dell’assenza dell’Italia al mondiale del Qatar. Potrebbe pure essere irritato quindi sappiate che è da prendere con le molle.

Danielle: ma è possibile mai, cara Edita, che non c’e’ una volta, dico una che è una, che tu non esordisca prendendo per i fondelli Giovanni quando chiede un ripasso?

Marcelo: non preoccuparti cosi’ tanto, Danielle. Giovanni è uno che sa prendere con filosofia le prese in giro di Edita. Comunque sfondi una porta aperta perché aspetto con ansia il giorno che lui farà piazza pulita, qui nel gruppo, e cosi facendo ci scrolleremo di dosso Edita una volta per tutte. Di dosso… ho usato un eufemismo. Volevo dire che ce lo toglieremo dalle scatole.

Anthony: Quanto a eufemismi, hai appena fatto il bis! Sei sempre stato incline agli eufemismi! Che finezza!

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