Descrizione: Vediamo tutte le cose che un commerciante deve sapere sugli assegni. In particolare le varie tipologie di assegno, come quelli non trasferibili, scoperti, sbarrati, circolari eccetera.
Durata: 9:05
Episodio per i membri dell’associazione Italiano Semplicemente
Descrizione: Spieghiamo i termini più usati quando si parla di fornitori e forniture: tempi di consegna, stock, reso, condizioni di pagamento, sfornito, inventario.
Durata: 9:04
Episodio per i membri dell’associazione Italiano Semplicemente
Giuseppina: Questo è un episodio che più che far parte del linguaggio di un commerciante, appartiene a quello del cliente.
I clienti sono i protagonisti del famoso “Passaparola” che in ambito commerciale avviene quando i clienti soddisfatti raccomandano un prodotto o un servizio ad altre persone.
Chiaramente i clienti possono passarsi la parola anche quando non sono soddisfatti.
Uno dei motivi della loro insoddisfazione può derivare dai prezzi applicati da un esercizio commerciale.
Non andrò mai più da quel fruttivendolo! Ha prezzi astronomici!
Ci sono tanti modi per chiamare dei prezzi alti. La scelta dell’aggettivo è abbastanza vasta.
I prezzi sono definiti astronomici quando sono alti, molto alti, alti come…
Il termine “astronomico” deriva dal campo dell’astronomia, che si occupa dello studio dei corpi celesti nello spazio (che stanno molto in alto nello spazio).
Pertanto i prezzi astronomici sono prezzi altissimi, elevatissimi.
Possiamo usare diversi aggettivi più o meno equivalenti:
Prezzi “esorbitanti“, “proibitivi“, “fuori misura” o semplicemente “molto elevati” oppure che il negozio è “al di fuori della mia portata” o anche “al di fuori delle mie tasche“. In quest’ultimo caso parlo solo di me e del fatto che io non posso permettermi quei prezzi.
Con riferimento al negozio, si può dire:
Un negozio molto caro
Sono molto esosi
Il negozio potrebbe essere definito anche “costoso“.
Finora però si è parlato solo di prezzi molto alti, e spesso l’eccessiva altezza è messa esplicitamente al confronto con la qualità, che non è altrettanto alta.
Alte modalità, tipo un negozio “di lusso”, “di fascia alta” o un “negozioesclusivo“, fanno invece riferimento al fatto che si vendono prodotti cosiddetti di marca, quindi anche di maggiore qualità, anche se non è sempre detto.
I negozi “di lusso”, “di fascia alta” o “esclusivi” sono spesso caratterizzati dalla qualità superiore dei prodotti offerti, ma anche dall’attenzione ai dettagli, dall’esperienza di shopping personalizzata e anche dall’immagine di prestigio associata al marchio.
L’esclusività si riferisce al fatto che solo poche persone possono permettersi di acquistare in questi negozi, quindi sono appannaggio di una ristretta cerchia di clienti.
In qualche modo le cose esclusive tendono ad “escludere” una parte consistente della popolazione (quella meno ricca).
Ci vediamo al prossimo episodio di italiano commerciale.
Una delle frasi magiche del commercio, che trovate un po’ dappertutto è “soddisfatti o rimborsati” , che in altre lingue non ha sempre una espressione equivalente con una traduzione letterale.
Si tratta di una garanzia.
È l’abbreviazione di: se non sarete soddisfatti sarete rimborsati.
La soddisfazione è il gradimento, la compiacenza per un fatto positivo: l’acquisto.
Se l’acquisto però non ci soddisfa saremo rimborsati, cioè avremo i nostri soldi indietro.
La formula “SODDISFATTI O RIMBORSATI” garantisce infatti il cliente che effettua un acquisto, quindi spende una certa cifra col rischio che il prodotto non sia esattamente ciò che cercava, o che non soddisfi esattamente le sue aspettative.
Il cliente si sente in qualche modo anche assicurato e rassicurato contro la possibilità che il prodotto abbia vizidifabbricazione o difetti.
In questo modo ha la facoltà di restituirlo ottenendo il rimborso dell’intera spesa sostenuta.
Allora, apriamo una parentesi sui vizi di fabbricazione.
Di solito il termine “vizi” si usa per le persone. I vizi sono l’opposto delle virtù.
Si possono definire come abitudini radicate, che provocano nelle persone dei bisogni negativi, nocivi, dannosi.
Ad esempio:
Il vizio di bere, di fumare, di giocare.
Con un senso più attenuato, può trattarsi semplicemente di cattive abitudini, di difetti, come il vizio di parlare troppo.
Per non parlare dei vizi capitali, cioè i peccati capitali: superbia, avarizia, lussuria, invidia, gola, ira e accidia.
Ma esistono anche i vizi nellavendita (o di fabbricazione) cioè dei difetti della cosa venduta che ne diminuiscono il valore o la rendono non idonea all’utilizzo.
Ci sono, oltre a quelli delle persone e a quelli di vendita, tanti altri tipi di vizi, e soprattutto questo è un termine molto usato nella giurisprudenza.
Ma restando nel mondo del commercio, i vizi di vendita, o vizi di fabbricazione sono i difetti di un prodotto che derivano da un errore nella fabbricazione.
In un negozio di abbigliamento può capitare di trovare il cartello “capi viziati” che indica dei capi d’abbigliamento che hanno alcuni vizi, cioè difetti di fabbricazione, allora vengono messi in vendita ad un prezzo più basso.
Su questi prodotti non troverete chiaramente la garanzia soddisfatti o rimborsati.
Potreste trovare anche il settore “prodotti fallati”. Stesso significato: prodotti tessili o anche altri manufatti che hanno un difetto che ne determina una diminuzione di qualità o di prezzo.
Un pantalone fallato
Una maglia fallata
Ecc.
“Fallati” significa che hanno un fallo, cioè qualcosa che non va, quindi parliamo di un difetto di fabbricazione.
La formula “soddisfatti o rimborsati” però tutela il cliente non solo contro i vizi di fabbricazione ma più in generale nella possibilità che il prodotto non sia soddisfacente.
Si tratta, lo avete capito, di un’iniziativa promozionale.
Ma si tratta anche di una norma.
Dal punto di vista normativo, ci si può avvalere del diritto di recesso o diritto di ripensamento.
Ho appena usato il verbo avvalersi, un verbo che è stato oggetto di spiegazione dettagliata nella sezione dei verbi professionali. Ci si può avvale di un diritto o di una facoltà. Non è obbligatorio pertanto avvalersi del diritto in questione. Già, perché stiamo parlando di un diritto.
Ogni consumatore se ne può avvalere per legge: è il cosiddetto “Codice del consumo”.
Ci sono comunque numerose eccezioni. Se volete approfondire la questione date un’occhiata al decreto legislativo n. 21 dell’anno 2014.
In questo modo, se siete consumatori saprete quando avvalervi del diritto di recesso e se siete commercianti conoscerete cosa comporta questo diritto del consumatore.
Ci vediamo al prossimo episodio di italiano commerciale.