Vizi e stravizi

Vizi e stravizi (scarica audio)

episodio 1266

Trascrizione

Nell’episodio precedente, parlando dell’espressione serviti e riveriti, vi avevo promesso che ci saremmo occupati di un’altra espressione molto curiosa: vizi e stravizi.

Eccoci qua.

Sapete cos’è un vizio? Per gli stranieri non è una parola semplicissima, perché ha diversi significati.

Un vizio (con la zeta dura) può essere una cattiva abitudine: fumare, mangiare troppo, procrastinare continuamente, arrivare sempre in ritardo. Si può perfino dire che qualcuno ha il vizio di interrompere gli altri mentre parlano.

Ma il vizio può anche essere un piccolo lusso, qualcosa di cui facciamo fatica a fare a meno. C’è chi dice: “Il caffè è il mio unico vizio”. Oppure: “Ogni tanto mi concedo il vizio di un buon ristorante”.

Si dovrebbe usare la parola sfizio in questi casi, ma non è inusuale l’uso di “vizio”.

Quando però ai vizi aggiungiamo gli stravizi, il significato cambia.

Lo stravizio è un vizio portato all’eccesso. È un super vizio. Come sinonimi potremmo usare eccesso, ma è troppo generico. Oppure intemperanza, ma forse questo è troppo complicato e meno infermale. Allora che ne dite di sregolatezza? Già andiamo meglio direi. Potrei citare anche gozzoviglia ma la gozzoviglia indica soprattutto un’atmosfera di festeggiamenti sfrenati, banchetti, abbondanza di cibo e bevande, divertimento e baldoria. È più un comportamento o un tipo di festa. Deriva da gozzo che è dove si trova la gola, sotto il collo.

Gli stravizi d’altra parte, hanno un significato più ampio: indicano una vita dedita agli eccessi e ai piaceri di ogni genere, non solo al mangiare e al bere. Possono comprendere lusso, sprechi, gioco d’azzardo, dissolutezza, eccessi sessuali, alcol, e così via.

Stravizi si può usare anche come verbo, proprio come viziare: straviziare.

Es:

Con tutti questi regali mi stravizi!

Quel prefisso stra- indica proprio qualcosa che supera la misura, che va oltre il limite. Pensate a parole come straordinario, strapieno, straricco. Lo stesso vale per gli stravizi.

Gli stravizi sono quindi gli eccessi, le esagerazioni, una vita senza freni.

Molto spesso, anzi quasi sempre, i vizi stanno insieme agli stravizi.

Se di una persona diciamo che vive tra vizi e stravizi, stiamo dicendo che conduce una vita all’insegna degli eccessi, dei piaceri, degli sperperi, senza porsi molti limiti.

Per esempio:

Dopo aver vinto alla lotteria, invece di investire il denaro, si è dato ai vizi e agli stravizi.

Oppure:

Quel principe era famoso per i suoi vizi e stravizi.

L’espressione ha quasi sempre una sfumatura negativa o perlomeno critica.

In fondo, il confine tra un piccolo vizio e uno stravizio è proprio la misura.

Un buon gelato ogni tanto è un piacere.

Dieci gelati al giorno… forse è già uno stravizio!

Anche l’espressione serviti e riveriti, di cui abbiamo parlato la volta scorsa, c’entra qualcosa. Se una persona viene sempre accontentata, se tutti soddisfano ogni suo desiderio, può finire col diventare viziata. E quando nessuno le dice mai di no, il rischio è che dai semplici vizi si passi agli stravizi.

Per questo i genitori cercano spesso di non viziare troppo i figli.

Naturalmente qualche piccolo vizio ce l’abbiamo tutti. Il problema nasce quando il vizio prende il sopravvento e diventa un’abitudine incontrollabile.

Insomma, concedersi qualche piacere va benissimo. Vivere invece tra vizi e stravizi è tutta un’altra storia. Adesso ripassiamo.

Marguerite: Eh sì Gianni, con il calore d’inferno che imperversa da noi, facciamo tutti quanti un po’ fatica ad articolare i nostri pensieri.

Carmen: …e allora di scrivere non se ne parla proprio!

Karin: Tuttavia guardare un film lo si può fare. Mi è venuta una voglia impellente di vedere il tanto vituperato “Citizen vigilante”.

Julien: Certo, come film non è dei migliori, ma, se mi posso permettere un suggerimento, si dovrebbe andare a vederlo affinché potessimo discuterne assieme. Come la vedete?

Marcelo: Caldo? Questa poi! Se ci fosse del caldo adesso qua da me in Uruguay, sicuramente potrei fare molte cose in più. Col freddo si indolenziscono i muscoli e la voglia viene meno !
Nonostante sia andato in palestra, quando tornerò, sicuramente mi metterò a vedere Spagna-Portogallo! Non mi piace vedere solamente le azioni salienti!

52 – La formula “Soddisfatti o rimborsati” e i vizi – ITALIANO COMMERCIALE

La formula “Soddisfatti o rimborsati” e i vizi (scarica audio)

– lista degli episodi di italiano commerciale

Trascrizione

Una delle frasi magiche del commercio, che trovate un po’ dappertutto è “soddisfatti o rimborsati” , che in altre lingue non ha sempre una espressione equivalente con una traduzione letterale.

Si tratta di una garanzia.

È l’abbreviazione di: se non sarete soddisfatti sarete rimborsati.

La soddisfazione è il gradimento, la compiacenza per un fatto positivo: l’acquisto.

Se l’acquisto però non ci soddisfa saremo rimborsati, cioè avremo i nostri soldi indietro.

La formula “SODDISFATTI O RIMBORSATI” garantisce infatti il cliente che effettua un acquisto, quindi spende una certa cifra col rischio che il prodotto non sia esattamente ciò che cercava, o che non soddisfi esattamente le sue aspettative.

Il cliente si sente in qualche modo anche assicurato e rassicurato contro la possibilità che il prodotto abbia vizi di fabbricazione o difetti.

In questo modo ha la facoltà di restituirlo ottenendo il rimborso dell’intera spesa sostenuta.

Allora, apriamo una parentesi sui vizi di fabbricazione.

Di solito il termine “vizi” si usa per le persone. I vizi sono l’opposto delle virtù.

Si possono definire come abitudini radicate, che provocano nelle persone dei bisogni negativi, nocivi, dannosi.

Ad esempio:

Il vizio di bere, di fumare, di giocare.

Con un senso più attenuato, può trattarsi semplicemente di cattive abitudini, di difetti, come il vizio di parlare troppo.

Per non parlare dei vizi capitali, cioè i peccati capitali: superbia, avarizia, lussuria, invidia, gola, ira e accidia.

Ma esistono anche i vizi nella vendita (o di fabbricazione) cioè dei difetti della cosa venduta che ne diminuiscono il valore o la rendono non idonea all’utilizzo.

Ci sono, oltre a quelli delle persone e a quelli di vendita, tanti altri tipi di vizi, e soprattutto questo è un termine molto usato nella giurisprudenza.

Ma restando nel mondo del commercio, i vizi di vendita, o vizi di fabbricazione sono i difetti di un prodotto che derivano da un errore nella fabbricazione.

In un negozio di abbigliamento può capitare di trovare il cartello “capi viziati” che indica dei capi d’abbigliamento che hanno alcuni vizi, cioè difetti di fabbricazione, allora vengono messi in vendita ad un prezzo più basso.

Su questi prodotti non troverete chiaramente la garanzia soddisfatti o rimborsati.

Potreste trovare anche il settore “prodotti fallati”. Stesso significato: prodotti tessili o anche altri manufatti che hanno un difetto che ne determina una diminuzione di qualità o di prezzo.

Un pantalone fallato

Una maglia fallata

Ecc.

“Fallati” significa che hanno un fallo, cioè qualcosa che non va, quindi parliamo di un difetto di fabbricazione.

La formula “soddisfatti o rimborsati” però tutela il cliente non solo contro i vizi di fabbricazione ma più in generale nella possibilità che il prodotto non sia soddisfacente.

Si tratta, lo avete capito, di un’iniziativa promozionale.

Ma si tratta anche di una norma.

Dal punto di vista normativo, ci si può avvalere del diritto di recesso o diritto di ripensamento.

Ho appena usato il verbo avvalersi, un verbo che è stato oggetto di spiegazione dettagliata nella sezione dei verbi professionali. Ci si può avvale di un diritto o di una facoltà. Non è obbligatorio pertanto avvalersi del diritto in questione. Già, perché stiamo parlando di un diritto.

Ogni consumatore se ne può avvalere per legge: è il cosiddetto “Codice del consumo”.

Ci sono comunque numerose eccezioni. Se volete approfondire la questione date un’occhiata al decreto legislativo n. 21 dell’anno 2014.

In questo modo, se siete consumatori saprete quando avvalervi del diritto di recesso e se siete commercianti conoscerete cosa comporta questo diritto del consumatore.

Ci vediamo al prossimo episodio di italiano commerciale.