Un bel proverbio ottimista, che ti spinge a vedere il futuro in modo positivo è il seguente:
Aiutati che Dio t’aiuta
Questo proverbio ti spinge a risolvere i problemi, ti spinge a fare qualcosa, ad essere attivo, a reagire alle difficoltà, ti spinge ad aiutarti, ad aiutare te stesso. Non devi aspettare che i problemi si risolvano da soli.
“Aiutati” cioè aiuta te stesso. Lo devi fare perché vedrai che anche Dio ti aiuterà.
Come a dire che le cose si risolvono se vengono affrontate.
Attenzione alla pronuncia di “aiutati” perché si potrebbe confondere con “aiutati” che si scrive allo stesso modo ma ha la pronuncia con l’accento sulla seconda a.
Ad esempio: i ragazzi sono stati aiutati da Dio.
Notate poi l’utilizzo di “ché” nel proverbio.
“che” normalmente significa “cosa”:
Che fai domani?
Che ne pensi?
Che mi dici di bello?
Che in realtà ha un sacco di utilizzi: pronome, aggettivo, congiunzione.
Questo “ché” invece, che in trova in questo proverbio significa “perché” e questo uso è frequente nella lingua italiana:
Prendi l’ombrello, ché oggi piove
Mangia la pasta, ché poi non c’è altro.
Non fare esercizi, ché non servono.
Dammi una mano ché non ce la faccio.
Vieni a mangiare ché è pronto
Aiutati ché Dio t’aiuta.
Attenzione però: Questo “ché” ha anche l’accento acuto sulla e, e il motivo è che sostituisce perché.
Vieni con me ché ti faccio vedere che bel sito che ho trovato per imparare l’italiano.
È un modo veloce per esprimere un motivo o una conseguenza:
Aiutati perché se farai così anche Dio ti aiuterà
Vieni a mangiare perché è pronto.
Prendi l’ombrello, in quanto oggi piove
Questo ché con l’accento permette di fare frasi più veloci, immediate.
Però attenzione, ché non potete usare questo “ché” con l’accento per fare domande ok?
Non lo fate, ché sarete bocciati all’esame!
Se lo fate l’accento non c’è. È un altro “che”, senza accento stavolta, e spesso è un che particolare, dall’uso sempre colloquiale:
Che, non ci credi?
Che, mi dai una mano per favore?
Che, l’hai fatto poi l’esame?
Anche questo è un uso un po’ strano per un non madrelingua, perché non significa “cosa“. Ma è senza accento.
Vabbe adesso non voglio annoiarvi ché questo episodio sta diventando troppo lungo.
Le bugie hanno le gambe corte, Un proverbio che ci insegna ad essere sinceri, perché con le bugie non si va molto lontano, proprio come chi ha le gambe corte.
Le bugie sono le false affermazioni, le menzogne. Quindi quando si dicono le bugie, prima o poi la verità che esse nascondono viene scoperta. Prima op poi la verità viene a galla.
D’altronde di dice anche che “il diavolo fa le pentole ma non i coperchi”, ma questo secondo proverbio si riferisce più al modo di comportarsi, oltre alle bugie. E’ facile fare il male ma che è difficile nasconderlo o evitarne le conseguenze: il diavolo fa le pentole ma non i coperchi.
Un proverbio italiano che ci dice che non tutte le cose finiscono come dovrebbero.
In teoria una ciambella deve avere il buco al centro, no? Altrimenti non è una ciambella!
Interessante l’utilizzo del verbo uscire. In realtà le ciambelle non vanno da nessuna parte. Infatti uscire in questo caso sta per riuscire. Si parla di un risultato finale. Sei riuscito a fare la Ciambella col buco?
No, non ci sono riuscito. Oppure: il buco non è uscito.
Ma perché uscire e non riuscire?
Perché la ciambella esce dal forno, ma esce alla fine della cottura. E anche per capire se riesce qualcosa, o se si è riusciti a fare qualcosa, si vede solamente alla fine.