In questa lezione vedremo le espressioni e le frasi idiomatiche più diffuse ed utilizzate in Italia per esprimere chiarezza e sintesi, due qualità fondamentali nel mondo del lavoro.
En esta lección, veremos las expresiones y frases diomáticas más difundidas y utilizadas en Italia para expresar claridad y consición, dos cualidades fundamentales en el mundo de los negocios.
Dans cette leçon, nous allons voir les expressions et les idiomes les plus largement utilisés en Italie afin d’exprimer la clarté et élaborer des synthèses, deux concepts fondamentaux dans le monde des affaires.
In this lesson we will see the expressions and the most common idiomatic phrases used in Italy to express clarity and summary, two fundamental qualities in the business world.
في هذا الدرس سنري بعض العبارات والمصطلحات الأكثر شهرة وإستخداما في إيطاليا للتعبير بدقه ووضوح، بالإضافه الي العبارات الأساسيه في عالم العمل
– المصطلحات بدقه ووضوح
В этой лекции рассмотрим фразы и устойчивые выражения наиболее распространенные и используемые в Италии для того чтобы изъяснятся ясно и лаконично -два необходимых качества в деловом мире.
Σε αυτό το μάθημα θα δούμε ιδιωματικές εκφράσεις και φράσεις, οι οποίες είναι οι πιο διαδεδομένες και χρησιμοποιούνται κατά κόρον στην Ιταλία και εκφράζουν σαφήνεια και σύνθεση, δύο βασικά χαρακτηριστικά στον εργασιακό χώρ- Το ολοκληρωμένο μάθημα – μάθημα αρ. 1.1.2¨Ιδιωματικές φράσεις – σύνθεση και σαφήνεια
Buongiorno amici di italianosemplicemente.com e benvenuti nella “cena tra amici”. In questa simpatica storia, raccontata dai visitatori di italianosemplicemente.com e dagli amici di facebook, alcuni dei quali sono divenuti membri dello staff di Italiano Semplicemente, si racconta di una cena, di una cena tra amici e di come viene organizzata; cioè avete ascoltato dei dialoghi, una conversazione che si svolge tra i partecipanti alla cena, cioè tra coloro che devono partecipare alla cena.
Nella storia quindi ci sono dei dialoghi, delle frasi, delle parole, ed alcune delle frasi sono delle frasi idiomatiche o comunque tipiche della lingua italiana, del linguaggio parlato, che difficilmente troverete all’interno dei libri di grammatica italiana e che quindi avreste difficoltà a capire anche in normali conversazioni come questa se vi doveste trovare ad ascoltare casualmente. Quindi oggi siamo qui a spiegare questi modi colloquiali, queste espressioni tipiche italiane, abbastanza frequenti.
E lo facciamo utilizzando il metodo TPRS, un metodo che, appunto, utilizza le storie. E questa è appunto la storia di una cena tra amici.
Nell’articolo che trovate sul sito, cioè nella trascrizione del podcast presente sul sito potete trovare evidenziate, cioè in evidenza tutte le frasi o le parole più difficili, e le troverete infatti in grassetto, cioè con un carattere più scuro (bold in inglese) che sono state utilizzate nel dialogo che state ascoltando e che vengono spiegate in questo podcast, in questo file audio che potete anche scaricare e che come al solito vi consiglio di ascoltare più volte. La spiegazione avverrà utilizzando anche dei sinonimi, cioè delle parole più semplici, di più facile comprensione, ma che hanno lo stesso significato, ed utilizzando all’occorrenza anche il termine contrario, cioè utilizzando dei contrari. Spesso i due termini li ascolterete o li leggerete associati: i sinonimi ed i contrari.
Iniziamo con Ramona, che è la prima persona che parla nel podcast e che usa l’espressione tutti insieme appassionatamente. La frase di Ramona è: “Allora, abbiamo deciso finalmente quando cenare tutti INSIEME APPASSIONATAMENTE?”
Tutti insieme appassionatamente è una espressione ironica, una espressione divertente, che si dice per ironizzare, cioè per fare ironia, cioè per ridere. E’ una frase informale, familiare, che si utilizza per indicare che c’è un eterogeneo gruppo di persone che si riunisce. Dico “ironica” perché la parola appassionatamente vuol dire che tra tali persone c’è della passione, questo è il senso proprio della parola “appassionatamente” e la passione è una parola importante, che ha a che fare con l’amore, o comunque con le emozioni, con i sentimenti, con qualcosa di forte che accomuna queste persone, come la passione per qualcosa, che può essere anche l’amicizia. Accomuna, invece, significa che queste persone hanno qualcosa in comune, e la cosa che hanno in comune è l’amicizia; è l’amicizia che accomuna queste persone.
Questo gruppo quindi è un insieme di persone che si riunisce, un gruppo di amici, un gruppo che in realtà è abbastanza eterogeneo; ed è per questo che si dice ironicamente “appassionatamente”, cioè con passione.
In questo gruppo ci sono quindi persone diverse tra loro, eterogenee appunto, anche molto diverse, anche molto eterogenee, quindi è per questo che Ramona usa ironicamente l’espressione “tutti insieme appassionatamente”.
E’ una frase molto usata in Italia e dagli italiani, e sempre ed esclusivamente in modo ironico, per ironizzare, per prendere in giro, o per prendersi in giro, come nel caso della cena.
Posso ad esempio dire: “i politici italiani di tutti gli schieramenti politici hanno votato una legge all’unanimità a favore del finanziamento pubblico dei partiti, tutti insieme appassionatamente”.
Questo vuol dire che, nonostante le differenze che ci sono tra i partiti politici, tutti i politici, di tutti i partiti, cioè di tutti gli schieramenti politici, sono favorevoli, cioè sono d’accordo a finanziare con soldi pubblici la politica; sono favorevoli cioè al finanziamento pubblico dei partiti. E’ una espressione che si usa sempre in modo ironico.
Bene, passiamo alla seconda frase, quella di Shrouk, egiziana, che risponde a Ramona dicendo: “no, Ramona, A QUANTO PARE non riusciamo ancora a QUAGLIARE”.
Shrouk quindi dice a Ramona che a quanto pare, cioè a quanto sembra, non si riesce ancora a quagliare.
Quindi Shrouk prima dice: “no! Ramona”, poi aggiunge: a quanto pare, cioè a quanto sembra, a quanto mi sembra, a quanto posso vedere, a quanto riesco ad immaginare, vedendo i fatti che accadono.
Quindi “a quanto pare” vuol dire: “da quello che si vede”, “da quanto si può desumere osservando la realtà”. La preposizione semplice “a” che sta all’inizio di “a quanto pare” può anche essere sostituita con “da”, cioè: “da quanto pare” e la parola “pare” può essere invece sostituita dalla parola sembra. Pare e sembra hanno lo stesso significato. “Pare” è però più informale. Difficilmente troverete la parola “pare” in un libro di grammatica, ma è molto usata in Italia nel linguaggio parlato.
C’è anche un’opera di Luigi Pirandello che si intitola: “Così è (se vi pare)” un’opera teatrale di Luigi Pirandello, scrittore e poeta italiano molto famoso.
Invece la parola “quagliare” vuol dire avere un esito positivo, concludersi positivamente.
Quando qualcosa o qualcuno “quaglia”, quando qualcosa o qualcuno riesce a quagliare, vuol dire che va a buon fine, che si conclude, che ha esito positivo. Si può dire anche che “va in porto“, come se fosse una barca, una imbarcazione che deve raggiungere il porto di destinazione. Andare in porto quindi significa “quagliare”. Hanno lo stesso significato.
La parola, il verbo quagliare ha anche altri significati, ma l’uso che si fa del verbo quagliare è solitamente questo: riuscire a ottenere qualcosa di positivo, riuscire a concludere. Quindi se gli amici riescono a quagliare vuol dire che riusciranno a cenare insieme, riusciranno a mangiare insieme a cena, riusciranno ad organizzare la cena, perché è quello l’obiettivo.
Quagliare solitamente è preceduto dal verbo “riuscire”. Se c’è questo verbo prima non potete sbagliare il significato: Siamo riusciti a quagliare, eccetera.
E’ un verbo, quagliare, anche molto usato nel mondo del lavoro: si dice ad esempio: “sembra che l’affare quagli” ed è per questo motivo che il verbo è uno di quelli inseriti anche nel corso di italiano professionaleche sarà disponibile a gennaio 2018. In particolare le lezioni di italiano professionale in cui è inserito il verbo quagliare sono le lezioni numero 2 e 8, che si occupano rispettivamente di due concetti, quello di “sintesi” e “risultati”. Solitamente ci sono molti modi di esprimere lo stesso concetto, fondamentalmente però ci sono due macrocategorie, in modo formale o informale; in questo senso “andare in porto” è sicuramente più formale e più spendibile in ambito professionale. Quagliare è invece più familiare e quindi più adatto ad una cena tra amici, appunto, come questa. Ci son poi almeno altri 20 modi di dire la stessa cosa, e che potreste ascoltare in diversi ambiti, ciascuna con differenti caratteristiche. Per chi è interessato può acquistare il corso direttamente sul sito italanosemplicemente.com.
Attenzione a non confondere il verbo quagliare con il verbo squagliarsela, o col verbo squagliare, che hanno tutt’altro significato. Squagliarsela infatti significa andare via, fuggire, fuggire velocemente da un pericolo ad esempio. Squagliare invece significa riscaldare qualcosa, con del calore, con del fuoco ad esempio, riscaldare un materiale fino a fargli cambiare forma. Si può squagliare la plastica, ad esempio, ma non si può squagliare il legno, che invece prende fuoco, è infiammabile, produce cioè della fiamma.
A questo punto, arriva Adriana di Bogotà che dice: “Accidenti, come mai ancora CINCISCHIAMO?“
Quindi Adriana dice come mai cincischiamo?, come mai stiamo ancora cincischiando?
Allora la parola difficile qui è “cincischiando”. Adriana l’ha pronunciata bene. Noi stiamo cincischiando, stiamo ancora cincischiando. Il verbo è “cincischiare” che è un verbo informale, che vuol dire fare qualcosa senza giungere ad alcun risultato, anzi più peggiorando che migliorando. È un verbo quindi che vuol dire esitare, perdere tempo, ma in senso negativo ed informale, quindi è bene usare questo verbo con prudenza perché è abbastanza amichevole come verbo. Cincischiare vuol dire non essere convinti, quindi non arrivare mai alla soluzione. Evidentemente se non si quaglia, se non si riesce a quagliare, allora c’è qualcuno che cincischia, c’è qualcuno che sta cincischiando, che sta cioè perdendo tempo prezioso.
Ci sono molti modi in Italia per esprimere il concetto di perdita di tempo, e degli atteggiamenti, dei comportamenti personali negativi che hanno a che fare col tempo e la capacità di non saperlo utilizzare bene, e questi modi riguardano evidentemente ancora una volta il mondo del lavoro, hanno a che fare cioè col mondo del lavoro.
Quindi quando nella nostra cena tra amici, Adriana dice “come mai cincischiamo?“, vuol dire come mai stiamo perdendo tempo? Come mai stiamo indugiando?
Allora come mai cincischiamo?
Thiago dal Brasile prova a dare una risposta. Thiago dice ad Adriana: “beh Adriana, MI SA che non tutti si sono ancora ESPRESSI.”
Mi sa che non tutti si sono ancora espressi. “Mi sa” è l’equivalente di “credo”, di “io credo”: credo che non tutti si sono ancora espressi.
Anche “mi sa” è una espressione molto informale, da usare solo in amicizia o in famiglia o tra colleghi anche ma solo a livello informale, solo a livello amichevole.
Mi sa che ti sbagli, mi sa che hai ragione, mi sa che farò tardi, mi sa che non c’è la farò, eccetera. Si usa quando si ha un piccolo dubbio su qualcosa, quindi vuol dire “credo” ma in realtà non si è proprio sicurissimi. Mi sa che farò tardi dire credo che farò tardi, ma non ne sono così sicuro, forse mi sbaglio. Diciamo che è una via di mezzo tra “credo” e “forse”.
Poi esiste anche un’altra accezione di “mi sa”, che vuol dire “mi appare”, in questo caso il “sa” è il verbo “sapere”, inteso come sensazione, sapore, impressione. “Mi sa molto di inganno” vuol dire ad esempio “ho la sensazione si tratti di un inganno”, quindi credo si tratti di un inganno, come prima, ma più nel senso di sensazione, di presentimento, di intuizione personale.
Poi Thiago dice “non tutti si sono ancora espressi”, mi sa che non tutti si sono ancora espressi, cioè forse, credo che non tutti si sono ancora espressi.
Espressi viene dal verbo esprimersi. Esprimersi vuol dire “dire la propria opinione”, dire ciò che si pensa in merito, in proposito, dire la propria opinione sulla cena in questo caso.
Io mi esprimo sulla cena, tu ti esprimi sulla cena, egli si esprime noi ci esprimiamo, voi vi esprimere, essi si esprimono.
Esprimersi è un verbo che però è usato anche in senso un po’ diverso.
Sapersi esprimere vuol dire essere in grado di dire qualcosa con chiarezza, riuscire ad esprimersi, Essere in grado di esprimersi. Ad esempio se voi siete in grado esprimervi bene in italiano vuol dire che sapete comunicare usando la lingua italiana. In tal caso quindi non significa dire il proprio pensiero, la propria opinione, ciò che si pensa, come nel caso della cena tra amici.
Se qualcuno, come dice Thiago, non si è ancora espresso vuol dire che non ha detto ancora la sua opinione sulla cena, che ancora non ha detto quando preferisce farla questa cena, se verrà a questa cena.
In tal caso quindi espresso vuol dire parlare: chi si esprime tira fuori qualcosa, ed anche la macchina per fare il caffè, cioè l’ESPRESSO, tira fuori il caffè, possiamo dire che “esprime” il caffè, esprime l’espresso.
Quindi se qualcuno non si è ancora espresso, secondo Lilia, dalla Russia, è perché sta facendo lo gnorri.
Lilia infatti dice: “Avanti, chi è che fa ancora lo GNORRI?”
Espressione dello gnorri
Cosa vuol dire fare lo gnorri? Fare lo gnorri significa far finta di non sapere o di non capire, far finta di niente, si dice anche fare l’indiano.
Chi fa lo gnorri quindi fa l’indiano, cioè fa finta di non sapere, quando invece sa. La parola gnorri detiva dal verbo ignorare. Chi ignora vuol dire che non sa, invece chi fa lo gnorri fa finta di non sapere, ed invece sa. C’è anche una espressione tipica dello gnorri, che potete vedere sull’articolo pubblicato su Internet. L’espressione è con gli angoli della bocca e degli occhi rivolti verso il basso, come ad esagerare nell’esprimere che non si sa nulla di una cosa.
Chi è che fa lo gnorri? Vuol dire chi fa finta di niente? In questo caso chi fa finta di non aver sentito, ascoltato che si sta organizzando una cena? Perché non si esprime questa persona? Perché non dice nulla? Perché fa finta di nulla? Perché fa lo gnorri?
A questo punto esce fuori il colpevole, si fa per dire, ed infatti Amany dall’Egitto dice: “Ragazzi, non mi menate, è colpa mia. È che sono un po’ INCASINATA ultimamente”.
Ragazzi non mi menate vuol dire non mi picchiate. Menare vuol dire picchiare, far male fisicamente, colpire fisicamente, però in senso ancora più informale. Menare ha in realtà più significati, è utilizzato in modo diverso a seconda del luogo italiano in cui vi trovate. Al centro Italia ad esempio ha più il significato di picchiare, più al Nord invece vuol dire “infastidire”, insistere in modo fastidioso. “Non me la menare” vuol dire proprio non mi infastidire, non mi tormentare, non mi dar fastidio. Si esprime in ogni caso un sentimento negativo comunque: si tratta di un fastidio in entrambi i casi, di qualcosa di negativo che si riceve, che si tratti di ricevere colpi fisicamente oppure semplicemente fastidi generici, non in senso fisico.
Poi Amany, con la sua dolce voce, dice di essere stata incasinata, ed è per questo che ancora fa la gnorri, è per questo che ancora Amany non si è espressa, che non ha detto cosa pensa della cena tra amici, che si riuniscono tutti insieme appassionatamente.
Amany è quindi incasinata, anzi è stata incasinata, ha cioè avuto dei casini. Cosa significa?
Avere avuto dei casini, o essere stata incasinato, o incasinata, al femminile vuol dire che sono accadute delle cose fastidiose, dei problemi, dei casini, che non si aspettava e che avrebbe preferito evitare. Quando si hanno dei casini vuol, dire che si hanno dei problemi da risolvere. Ovviamente casini è una parola molto familiare, molto informale, da non usare mai in occasioni diverse dall’ambito delle amicizie o della famiglia.
Amany è stata incasinata; ha avuto dei casini, dei problemi, e questi casini, questi problemi, le hanno impedito di sapere quando sarebbe stata disponibile per fare la cena tra amici.
Attenzione perché la parola casino ha diversi significati, quindi se la utilizzate male rischiate delle figuracce, delle brutte figure.
Il Casino infatti è anche una casa chiusa, dove ci si prostituisce, dove ci sono le prostitute. Quindi in questo caso è al singolare: Casino. Ma casino significa anche confusione, trambusto, chiasso, molto rumore.
Se dico ad esempio “che casino che è in questa discoteca!” vuol dire che c’è molto rumore, molte persone che fanno chiasso.
Se invece dico “questa casa è un casino!” può voler dire due cose. Dipende dal tono che si utilizza. Normalmente vuol dire che nella casa c’è molta confusione, molto disordine, che è una casa senza ordine, tutto è confuso, disordinato, tutto è fuori posto. E’ un casino.
Oppure se non enfatizzo molto e parlo più lentamente vuol dire che questa casa è una casa chiusa, che si sono delle persone che si prostituiscono. Poi dipende anche dal contesto, non solo dal tono che usate.
Attenzione quindi alla parola “casino” al singolare. Essere incasinata invece ha solamente un significato che è quello che ho spiegato prima: avere dei problemi.
A questo punto arriva Ahmed sempre dall’Egitto che risponde alla connazionale Amany: “Tranquilla Amany, MICA MUORE NESSUNO se rimandiamo di una settimana”.
Ahmed dice di stare tranquilla ad Amany, cioè che non si deve agitare, che non deve preoccuparsi se ha avuto dei casini e che non succede nulla se si sposta la cena di una settimana
Non succede nulla si dice anche “non muore nessuno”, ma questo è un modo informale. Non muore nessuno sta ad indicare che non accade nulla di grave, come può essere grave la morte di qualcuno, ed infatti non esiste una cosa più grave della morte di qualcuno giusto? Quindi dire che non muore nessuno vuol dire che è la stessa cosa, che non cambia niente, che non succede niente se si rimanda la cena di una settimana, cioè se la cena si sposta in avanti di una settimana. Quindi Amany non si deve preoccupare di aver avuto dei casini, possiamo rimandare la cena di una settimana senza problemi.
Almeno questo è quello che pensa Ahmed, perché infatti Jasna dalla Slovenia non è della stessa opinione. Jasna infatti dice: Vabbè, basta che non va a finire ALLE CALENDE GRECHE sta cena.
“Vabbè” credo lo conosciate tutti: vabbè vuol dire va bene, ok, “vabbè, basta che” vuol dire quindi, “ok, l’importante è che”, anche questo è un modo informale di dire “la cosa importante è che”.
Ad esempio se abbiamo un appuntamento e se io dico: “aspettami 5 minuti ok?”, tu potresti rispondermi: “ok, basta che ti sbrighi”, cioè “l’importante è che ti sbrighi, cioè “l’importante è che sei veloce”, “la cosa importamte è che non mi fai aspettare ancora”, ma possiamo anche dire “ok, è sufficiente che però ora tu ti sbrighi”. “basta che” indica quindi “è sufficiente che”. Infatti quando si dice “basta!”. oppure “basta così” vuol dire appunto che è sufficiente così. Basta col ritardo quindi. La cosa importante è che… “non va a finire alle calende greche sta cena”.
Quindi “sta cena” vuol dire “questa cena”, in modo informale.
Questa cena va a finire alle calende greche. E’ la cena che va a finire alle calende greche. La cena finisce alle calende greche quando ancora manca moltissimo tempo alla cena. In generale qualsiasi cosa, se finisce alle calende greche, se va a finire alle calende greche. vuol dire in pratica che non si farà mai, o si farà chissà quando, in un futuro molto lontano.
Ma cosa son le calende greche? Pensate che sembra che la prima persona ad utilizzare e quindi ad inventare questa espressione sia stato l’imperatore Augusto, l’imperatore romano Augusto.
Le “Kalendae” esistevano infatti solo nel calendario romano (e corrispondono al 1º giorno di ogni mese, da cui viene la parola calendario) e non esistevano in quello greco, quindi esistevano solamente le “Kalendae” romane, non quelle greche, e quindi l’imperatore Augusto, quando qualcuno non pagava, quando cioè c’erano delle persone che dovevano dare dei soldi ad Augusto, cioè all’impero Romano, Augusto per indicare quei debitori, quelle persone che avevano un debito, e che non avrebbero mai pagato, almeno secondo lui, diceva che avrebbero pagato il conto alle Calende greche, cioè mai, visto che non esistono le calende greche.
Bene ragazzi, abbiamo finito anche stavolta, riascoltiamo la conversazione, stavolta capirete un po’ di più.
Questa settimana ascoltate più volte questo file audio, e il prossimo podcast sarà invece intitolato: “una cena FORMALE“, quindi attenzione perché la conversazione formale sarà completamente diversa. Fatemi sapere se volete collaborare con le vostre voci, mandatemi un messaggio, anche su Facebook.
In questa lezione, la prima del corso Italiano Professionale, vedremo le espressioni e le frasi idiomatiche utilizzate in Italia per esprimere le proprie competenze e specializzazioni, sia a livello personale che come rappresentante di una azienda.
Dans cette leçon, la première leçon du cours d’italien professionnel, nous allons voir les expressions et locutions utilisées en Italie pour exprimer les compétences et spécialisations à la fois personnellement et en tant que représentant d’une société
In this lesson, the first of the Course of Professional Italian, we will see the most used expressions and idioms to express skills and specializations, both at personal level that as a representative of a company.
في هذا الدرس الأول من دورات الإيطاليه المتخصص، سوف نري تعبيرات ومصطلحات اللغه المُستخدمه في إيطاليا للتعبير عن مهاراتهم وتخصصاتهم، سواء علي المستوي الشخصي أو بصفته مُمثلًا لشركه ما.
В этом первом уроке профессионального итальянского курса, рассмотрим выражения и устоявшиеся обороты, используемые в Италии для того чтобы продемонстрировать свои знания и компетентность как личностный уровень так и как представителя какой-либо компании.
Σε αυτό το μάθημα, το οποίο είναι και το πρώτο μάθημα του “Italiano Professionale”, θα δούμε ιδιωματικές εκφράσεις και φράσεις που χρησιμοποιούνται στην Ιταλία, για να εκφράσουν τις ικανότητες και την εξειδίκευση, τόσο σε επίπεδο προσωπικό, όσο και σε επίπεδο ενός αντιπροσώπου μίας εταιρίας.
Grazie a Shrouk e Amany dall’Egitto, Jasna dalla Slovenia, Ramona ed Elie dal Libano e Adriana dalla Colombia
Trascrizione
Adriana: Sai dov’è il mio amore? perché non trovo nessuno!!
Buonasera amici, sono Giovanni, il creatore di italianosemplicemente.com, oggi vi spiegherò una frase idiomatica che vi avevo già promesso nel corso del penultimo podcast inserito nella pagina delle frasi idiomatiche.
La frase del giorno è: “Non ne ho la più pallida idea!”
é una frase apparentemente facile, almeno per gli italiani, ma in realtà ho provato a porre la domanda a molte persone diverse di varia nazionalità, anche di livello intermedio, e nessuno sapeva spiegarmi esattamente il significato di questa espressione. Mi riferisco alle persone che frequentano la chat su whatsapp.
Dunque spieghiamo questa espressione oggi, che evidentemente cela, cioè nasconde delle difficoltà. Dunque “Non ne ho la più pallida idea!” è la frase. In generale possiamo dire che la frase è non avere la più pallida idea di qualcosa.
Quindi si può dire:
Io non ho la più pallida idea di qualcosa;
tu non hai la più pallida idea di qualcosa;
Egli non ha la più pallida idea di qualcosa;
Noi nonabbiamo la più pallida idea di qualcosa;
Voi non avete la più pallida idea di qualcosa;
Loro/essi non hanno la più pallida idea di qualcosa.
Dunque, come normalmente facciamo su Italiano Semplicemente spieghiamo prima le parole, poi il significato della frase poi facciamo qualche esempio, e alla fine un esercizio di ripetizione.
Dunque, non ne ho la più pallida idea.
“Non” è una negazione, come “no”, solo che la differenza tra “non” e “no” è che “no” è una esclamazione, quindi è la risposta a una domanda. “Non” invece, non può essere semplicemente una risposta ad una domanda se non seguita da altre parole. Se ad esempio io chiedo ad un’altra persona: “hai visto il mio libro?”, questa persona può rispondere: “no!”, oppure può dire: “non l’ho visto!”, oppure “No, non l’ho visto!”.
Quindi “no” può anche essere da sola come parola; è una esclamazione, quindi a seguire va il punto esclamativo (!), oppure posso dire “non l’ho vista!”, quindi dopo “non” non può esserci mai il punto esclamativo, dopo “non” ci deve essere qualcos’altro: “non l’ho vista!”, “non so di cosa parli!”, “non te lo so dire!”, oppure “non ne ho la più pallida idea!”, appunto, come in questo caso.
Quindi “non” è la prima parola. “Non ne ho” equivale a “non ho”. il “ne” si riferisce alla “pallida idea”. “La” è articolo femminile singolare.
Pallida idea: L’idea sapete benissimo che cos’è. Un’idea è qualcosa che avete in mente, un’idea è quindi un pensiero che vi viene in mente. Quindi quando si ha un’idea si ha un’intuizione, si ha un pensiero su come risolvere un problema. In questo caso invece il senso della parola “idea” non è esattamente quello che normalmente si utilizza quando si usa la parola “idea”. Vedremo poi cosa significa la parola “idea” quando avrò spiegato tutto il significato dell’espressione.
“Pallida” è un aggettivo che normalmente è utilizzato per altri motivi. Normalmente la parola “pallida” o “pallido” al maschile, è utilizzato per un viso, per esempio. Un viso pallido ad esempio o una faccia pallida vuol dire che non sta molto bene. Se un viso è pallido vuol dire che una persona è malata o comunque c’è qualcosa che non va. Si può dire anche che una persona impallidisce. Se una persona impallidisce vuol dire che per esempio ha ricevuto una notizia negativa e la persona che riceve la notizia negativa può impallidire, quindi può diventare pallida. Il suo viso può diventare pallido, cioè può sbiancare, può dare un segnale visivamente negativo, come dire che è una brutta notizia.
Se una persona è pallida normalmente non sta tanto bene. Qualcos’altro che può essere pallido… potrebbe essere per esempio… una giornata… ma adesso mi viene in mente soltanto il viso. Ovviamente ciò che può essere pallido è anche un’idea.
Quando un’idea è pallida vuol dire che non c’è un’idea, vuol dire che non è una vera idea, quindi pallida vuol dire più chiara quasi trasparente, quasi inconsistente, quindi dovete pensare alla parola pallida come ad una caratteristica negativa.
Una pallida idea è un’idea appena accennata, un’idea piccola, non molto ben definita, non molto chiara, quindi quando si dice “non ho una palla idea”, vuol dire che non solo non ho un’idea, ma non ho neanche un’idea pallida, cioè “non ne so niente”.
Non ne ho la più pallida idea vuol dire che tra tutte le idee pallida… Ammettiamo ci siano delle idee chiare, delle idee meno chiare, e ci siano delle idee pallide: tra tutte le idee pallide ci sarà la più pallida idea. Ebbene, quando una persona dice non ne ho la più pallida idea vuol dire appunto che non sa proprio assolutamente di cosa stai parlando, cioè “non ne ho idea “. Si può anche dire così : non ne ho idea. Non ne ho nessuna idea, oppure di può dire non ne ho la più pallida idea. Tra tutte le idee, anche la più pallida, ebbene il non c’è l’ho!
Quindi è un modo un po’ più forzato di dire “non lo so”. Significa semplicemente “non lo so”.
Non ne ho la più pallida idea vuol dire non loso. Quindi vedete che in questo caso le parola “idea” non è relativa al solito modo di utilizzare la parola idea. Perché un’idea è appunto un’intuizione, un modo di risolvere un problema. C’è chi ha molte idee, c’è chi ne ha poche. Ci sono vari modi di risolvere i problemi e solitamente quando viene un’idea, quanto ti viene un’idea, quando mi viene un’idea, vuol dire che ho trovato una soluzione ad un problema,
In questo caso non c’è nessun problema da risolvere, perché non ne ho la più pallida idea è una esclamazione, che segue ad una domanda, dice di chiede, qualcuno chiede una cosa ad un’altra persona e questa persona potrebbe rispondere “Sì lo so” oppure “no, non lo so” oppure “non ne ho la più pallida idea”. Vuol dire “non lo so assolutamente”, “proprio non ne so nulla”, “non ne so niente, non devi chiedere a me, io non ne so nulla, non ne ho idea, non ne ho “la più pallida idea”.
Ok 👍 credo che a questo punto l’idea sia abbastanza meno pallida di prima, per quanto riguarda il concerto di questa frase idiomatica. Quindi dopo questa frase ci va il punto esclamativo, quindi è una esclamazione, perché è una frase che si Esclama. Tutte le frasi col punto esclamativo sono esclamazioni, e sono delle risposte a qualche frase che ci viene fatta, qualche domanda che ci viene fatta. Ovviamente è una risposta un po’ forte, quindi non è molto cortese, in generale, rispondere in questo modo: “non ne ho la più pallida idea”.
Ci sono modi molto più gentili, molto più educati, molto meno diretti di rispondere: “non lo so”. Potrei dire ad esempio “non saprei”, che è un modo abbastanza gentile, “non so che dirti”, “non lo so”, ” non mi viene in mente “.
Non ne ho la più pallida idea è veramente un modo abbastanza forte, come dire: “non mi fare altre domande, non lo so, mi fa fastidio che me lo stai chiedendo”, potremmo anche dire così. Poi dipende anche dal tono che si utilizza per rispondere ad una domanda. Di solito non ne ho la più pallida idea è un modo abbastanza brusco, quindi si vuole interrompere la conversazione prima che vengano fatte altre domande. Ovviamente si può rispondere “non ne ho la più pallida idea” anche con un tono più positivo, più allegro, in ogni caso si esprime qualcosa con questa frase, si dice “non ne so assolutamente nulla!”, “non ho mai sentito parlare di questa cosa”, quindi il tono è molto importante che viene utilizzato per rispondere ad una domanda alla quale non si sa come rispondere, perché non si sa la risposta. Quando non si conosce la risposta ad una domanda di può dire anche “non ne ho la più pallida idea”. Non vi consiglio di utilizzarla ad un esame universitario, perché se lo faceste, vorrebbe dire che sarete bocciati sicuramente. È utile che voi possiate comprendere un italiano che può pronunciare… può capitarvi di ascoltare un italiano che pronunci questa espressione, in ogni caso ci sono moltissimi altri modi per dire che non si sa rispondere ad una domanda che non si conosce la risposta.
Non la possiamo definire una risposta o formale o informale. Qui siamo in un ambito diciamo di gentilezza di educazione. Certo, è più informale, se proprio dobbiamo decidere, ciò non esclude che voi possiate utilizzare questa espressione anche in un ambiente più formale.
Quindi adesso se volete possiamo fare un piccolo esercizio di pronuncia e di ripetizione, che fa sempre bene, anche per coloro che, e sopratutto per coloro che sono poco abituati a parlare l’italiano, e di conseguenza hanno bisogno di esercitarsi.
Non vi vergognate perché per prendere confidenza con una lingua bisogna ascoltarsi, bisogna esercitarsi ad ascoltare la propria voce, preferibilmente ad alta voce, dico preferibilmente perché se seguite le regole del metodo tprs, e se seguite i consigli che sono stati chiamati “sette regole d’oro di Italiano Semplicemente”, dovreste quindi esercitarvi sin dall’inizio a parlare, ciò potrebbe non essere possibile perché ad esempio vi trovate sull’autobus, state andando al lavoro ad esempio è non potete parlare ad alta voce perché vi potrebbero prendere per matti, in ogni caso potreste ripetere nella vostra testa, dentro di voi ciascuno nella propria testa, è sempre un esercizio utile. Soprattutto dopo aver fatto questo esercizio di pronuncia vi consiglio di ripetere l’ascolto più volte, perché soltanto con la ripetizione le regole grammaticali verranno automaticamente memorizzate pur non conoscendo l’esistenza di queste regole.
Numerosi esperimenti hanno dimostrato che questo meccanismo di memorizzazione avviene molto più velocemente con la ripetizione che studiando semplicemente le regole, e sopratutto perché utilizzate la lingua che volete imparare. Se non avete la più pallida idea di cosa sia il metodo TPRS e se non avete la più pallida idea di cosa siano le sette regole d’oro, vi consiglio di andare sul sito italianosemplicemente.com e fare una piccola ricerca nel motore di ricerca interno, oppure sul menu che trovate in alto sul sito.
Cliccate sulle sette regole d’oro oppure sul metodo TPRS, che è il metodo che utilizziamo all’interno del sito italianosemplicemente.com.
Dunque, adesso partiamo con un piccolo esercizio di ripetizione, ci aiuteranno per questo i nostri amici della chat di whattapp.
Tutte queste domande che verranno fatte in questo piccolo esercizio avranno come risposta semplicemente la risposta non ne ho la più pallida idea.
Se per qualcuno di voi può essere complicato pronunciare courts-métrages questa frase, dipende dalla vostra nazionalità ovviamente, ripetere questo trovate più volte e ripetete sia la domanda che la risposta. In questo caso ci consiglio di ripetere più volte e più spesso le domande o le risposte sulle quali avete più difficoltà a memorizzare la pronuncia.
Quindi non vi concentrate sulle regole grammaticali, non vi concentrate sulle regole in generale, impieghereste più tempo a risolvere il problema dell’acquisizione di una regola l’evento semplicemente la regola, piuttosto che ascoltando ripetutamente delle frasi in cui sono presenti le espressioni che spieghiamo in questo file audio 👂.
Quindi ringrazio tutti gli amici della chat di whattapp che mi hanno aiutato a fare questo podcast, a mettere insieme le domande che hanno tutte, ripeto, come risposta “non ne ho la più pallida idea”.
Disco il via alle domande: Tre, due uno zero…
Amany: Gianni, dai quando il papa ha incoronato Carlo Magno imperatore del sacro romano impero?
Gianni: non ne ho la più pallida idea!
Jasna: quando l’euro è entrato in circolazione? Non ne ho la più pallida idea!
Elie: Ramona, sai cosa cucina nostra madre oggi?
Ramona: Non ne ho la più pallida idea!
Shrouk: Amany, sai chi sono i miei fratelli?
Amany: Non ne ho la più pallida idea!
Jasna: ah, ancora una domanda, quanto costa il biglietto 🎫 per Roma? Non ne ho la più pallida idea!
Bene, è tutto amici, mi auguro che il podcast vi sia piaciuto. Gli amici di whattapp hanno la capacità di rendere il podcast sempre molto più piacevole, sentire più voci è sempre una cosa positiva, e sopratutto potete ascoltare i differenti modi di parlare, di diverse nazionalità, perché solitamente all’interno dei podcast che trovate su italianosemplicemente.com coloro che mi aiutano nel fare i podcast hanno differenti accenti, hanno differenti nazionalità di conseguenza ognuno di voi si può confrontare con i differenti modi di pronunciare una singola espressione, una singola domanda o delle differenti risposte. Di conseguenza mi auguro che continuiate a seguirci. La comunità di Italiano Semplicemente cresce di giorno in giorno, la comunità facebook sta crescendo, è dalla metà di luglio 2015 che italianosemplicemente.com è online quindi veramente pochissimo tempo, neanche 6 mesi. È cresciuta la comunità che ci segue su facebook sta crescendo quella che ci segue di Twitter, speriamo che cresce anche la redazione di Italianosemplicemente.com che comunque già conta 4 persone. Oltre a me, e veramente anche oltre ai miei due figli che mi aiutano spesso a realizzare i podcast per i principianti, ci sono altre tre persone che si sono aggiunte recentemente, e che hanno deciso di aiutarmi per quanto riguarda… per curare i contatti con tutti coloro che non sanno parlare ancora l’italiano e che hanno bisogno di informazioni e quindi anziché rivolgersi direttamente a me, possono rivolgersi a loro.
Sto parlando di Adriana dalla Colombia, di Shrouk da El Cairo, e anche di Ramona dal Libano.
Ringrazio ovviamente queste tre ragazze che con entusiasmo hanno deciso di far parte della redazione, dello staff di Italianosemplicemente.com. Speriamo di aumentare ancora di più nel futuro 🔮.
Ad esempio mi piacerebbe avere anche un membro giapponese o cinese anche, perché no ed anche qualcuno dalla Germania ad esempio, per aiutare i nostri amici che numerosi ci sono dalla Germania.
Credo sia tutto per oggi. Ascoltate il podcast più volte, se avete problemi contattate me o gli altri tre membri della redazione di Italianosemplicemente.com.
Eccoci finalmente arrivati alla sesta regola d’oro di italiano semplicemente, che é l’importanza delle domande e delle risposte. Ringrazio subito coloro che mi hanno aiutato a rendere più piacevole questo articolo, con le loro voci: Shrouk, Amany eAhmed, egiziani, Lilia dalla Russia, Adrianadalla Colombia, Ramonadal Libano ed infine Jasna dalla Slovenia.
Abbiamo già visto cinque regole molto importanti per l’apprendimento di una lingua difficile come l’italiano. Ascoltare e ripetere l’ascolto é la prima regola: repetita iuvant. Salvate i file audio sul vostro cellulare ed ascoltate i file più volte.
Shrouk: E quando dobbiamo farlo Giovanni? quando ascoltare?
Ahmed: sì Giovanni, ma spesso quello che ascoltiamo è noioso. Come facciamo allora?
C’è la quarta regola Ahmed, che ci parla dell’importanza delle storie e delle emozioni, quindi chiama in causa il metodo tprs, che è il metodo che si utilizza in italiano semplicemente.
Lilia: e poi Gianni, spesso si ascoltano file audio non solo noiosi, ma non molto veri, non molto realistici, non è vero?
Adriana: allora Giovanni, cosa dice la sesta regola? siamo qui per questo no?
Eh sì Adriana, e la sesta regola, quella di oggi, fa parte anch’essa del metodo tprs. Si tratta delle domande & risposte. Cosa sono le domande & risposte? La prima volta che, studiando inglese, ho incontrato una lezione in cui venivano utilizzate le domande & risposte sono rimasto impressionato. Era esattamente quello che stavo cercando da molto tempo.
Fino ad allora perdevo il mio tempo, la risorsa più preziosa al mondo, a leggere regole grammaticali e ad ascoltare audio che non capivo e che nessuno mi spiegava. Stavo col vocabolario sempre in mano e facevo una fatica immane. Immane vuol dire molto grande. Solo la forza di volontà mi faceva andare avanti e la voglia di imparare.
Poi col metodo tprs tutto è diventato più facile. Capivo senza vocabolario, imparavo velocemente la pronuncia e i sinonimi, i contrari, tutti i diversi modi per comunicare un messaggio.
Di cosa si tratta? Semplicemente di domande e di risposte. Si ascolta la storia, e poi si ascolta il file audio delle domande e delle risposte, dove si fanno delle domande sulla storia, si prova a rispondere, e poi avrete le risposte, avrete tutti i possibili modi per rispondere alla domanda.
Si tratta di domande semplici, semplicissime all’inizio, e le risposte saranno ugualmente semplici, come un sì ed un no, ma anche i principianti potranno rispondere, anche loro potranno iniziare a dire le prime loro parole, ed ad ascoltare come si pronunciano.
Tutte le storie che troverete in italiano semplicemente, le storie per principianti, hanno un file audio che si chiama domande & risposte, che va ascoltato dopo aver ascoltato la storia.
Dopo aver ascoltato il suono di una sveglia, e la prima frase della storia, che è la frase “Suona la SVEGLIA”, la prima domanda è: Cosa suona? Cos’è che suona? chi ascolta avrà qualche secondo per provare a rispondere, poi ascolterà la risposta: “La sveglia. Suona la sveglia. E’ la sveglia che suona”.
Poi la seconda domanda: “Cosa fa la sveglia?” pausa, e poi la risposta:
“Suona. La sveglia suona”.
Poi la terza domanda: “La sveglia canta?” Pausa, poi la risposta:
“No, non canta. La sveglia non canta. La sveglia suona”.
Il file audio delle domande e delle risposte è quindi, come ho detto prima, un metodo studiato ampiamente, non di mia invenzione naturalmente, ma che è stato dimostrato essere molto più efficace per imparare e memorizzare velocemente una lingua straniera.
Stephen Krashen
Si tratta di un approccio naturale, a natural approach, così come descritto da chi lo ha creato, cioè da da Dr. Stephen Krashen e Tracy Terrell. Il metodo dell’Approccio Naturale sostiene che le lingue si imparano attraverso dell’input comprensibile. Poi un certoBlaine Ray ha aggiunto che l’input non solo deve essere comprensibile, ma anche ripetuto e inoltre, deve essere interessante.
La ripetizione si ottiene con il procedimento che ho descritto: si racconta una storia (storytelling) e successivamente si pongono delle domande sulla storia (story asking) usando un vocabolario e delle strutture linguistiche abbastanza semplici; poi coinvolgendo le persone, gli studenti, si rende interessante la storia e piacevole da ascoltare anche più volte.
In tal modo il processo di acquisizione è inconscio, automatico e così gli ascoltatori, (cioè gli allievi, coloro che imparano) si concentrano sulla trama della storia e non sull’apprendimento della lingua.
Il metodo TPRS ha ottenuto dei risultati molto interessanti ed anche sorprendenti per quel che riguarda la comprensione della lingua e l’abilità degli allievi di comunicare velocemente. E la partecipazione degli studenti dovrebbe essere costantemente stimolata, altrimenti non funziona.
Per questo spesso in italianosemplicemente.com facciamo partecipare più persone.
Le Domande e le risposte personalizzate, PQA (Personalized Questions and Answers) sono fatte, sono poste dall’insegnante a chi ascolta, invitando gli studenti a riflettere ed a rispondere, come ho descritto prima. Si tratta di uno strumento potentissimo, che fa ricordare le parole, il vocabolario, che suscita attenzione. Il tutto in modo graduale ma inesorabile. Chi utilizza questo metodo, ed io vi consiglio di farlo, non riuscirà più a tornare indietro. Lo consiglio anche a chi si reputa non più un principiante, ma uno studente intermedio.
Nel metodo TPRS, come nel nostro sito italianosemplicemente.com ci si basa sul fatto che la conoscenza della regola, conoscere la regola grammaticale non sia necessario per l’acquisizione della lingua, per imparare la lingua e per imparare a parlare con scioltezza, con fluidità.
Neanche ai livelli più alti vi consiglio di sprecare, di spendere tempo a imparare le regole grammaticali.
Se volete, al fine di imparare in modo più creativo la grammatica, vi consiglio, ed è anche il metodo TPRS che vi consiglia di fare questo, di coprire le pareti della vostra casa, o di una stanza, o di alcune porte della vostra casa, con dei fogli stampati, con le frasi della storia. Potete stampare le coniugazioni dei verbi, le frasi più difficili, ecc. Quello che volete, quello che vi risulta più difficile da capire e memorizzare.
Certo, chi non ha tempo questo non potrà farlo, ma basta ascoltare più volte, sempre durante i vostri tempi morti.
Jasna: la settima regola no? la prossima regola sarà la settima? cosa ci dici su questa regola?
Ah già, grazie Jasna. Dunque la settima ed ultima regola è quella di parlare, di parlare fin dall’inizio, e visto che la tecnologia ci aiuta, il metodo perfetto per iniziare è usare whatsapp.
Ma di questa vi parlerò la prossima volta, nel prossimo podcast, poiché è importante parlare di una cosa alla volta. Ciao amici, spero vi siate divertiti, spero di sì.
Volevo dirvi che recentemente ho aperto anche un account su instagram, quindi di tanto in tanto, cioè qualche volta, inserirò delle immagini che potete commentare, se volete.
Inoltre, grande novità, ci sono ora dei nuovi nomi nella famiglia di italiano semplicemente. La redazione, la redazione di italiano semplicemente, cioè lo staff, si compone infatti ora di altre tre persone, che possono aiutare i visitatori di lingue diverse. Vi invito ad andare sul sito per scoprire chi sono. Basta cliccare su… Ramona vuoi dirlo tu?
Ramona: sì volentieri Gianni. Cliccate su “chi siamo” e poi vedrete che ci sono anche io!!