A dismisura e il prefisso dis-

Audio livello INTERMEDIO

in preparazione

Audio livello AVANZATO

In preparazione

episodio 1244

Trascrizione

Benvenuti a un nuovo episodio di Italiano Semplicemente.

Oggi parliamo dell’espressione “a dismisura”, ma aggiungiamo un elemento in più: il ruolo del prefisso “dis-”, che è fondamentale per capire fino in fondo il significato.

Partiamo da “dismisura”.

La parola è composta da:

  • misura cioè limite, controllo, equilibrio. La misura può anche indicare una misurazione o una taglia però. Tipo la misura delle scarpe o dei pantaloni. Ad ogni modo si tratta sempre di misurare qualcosa.
  • prefisso dis- indica negazione, privazione, separazione, alterazione

Quindi “dismisura” significa letteralmente assenza di misura, perdita del limite.

E da qui nasce la locuzione:

“a dismisura” cioè in modo senza misura, quindi in modo eccessivo, esagerato. La locuzione può essere sostituita da “smisuratamente“.

Ad esempio:

I prezzi crescono a dismisura.

Mio figlio spende a dismisura.

Francesca si preoccupa sempre a dismisura.

In tutti questi casi, c’è qualcosa che supera il limite normale.

Adesso concentriamoci proprio sul prefisso “dis-”, perché è molto usato in italiano.

Il prefisso “dis-” può avere diversi valori, ma i principali sono tre:

1. Negazione o mancanza

“onesto” diventa disonesto

Una persona disonesta è una persona non onesta.

“accordo” diventa disaccordo

Il disaccordo è mancanza di accordo.

“ordine” è l’opposto di disordine

Il disordine è assenza di ordine.

2. Separazione o rottura

“fare” e disfare

Disfare significa annullare ciò che è stato fatto. Disfare le valigie ad esempio, è ciò che si fa tornando da una vacanza.

3. Valore negativo o peggiorativo

“abile” e disabile

Indica una difficoltà o limitazione.

“grafico” diventa disgrafico

Una persona disgrafica ha difficoltà nella scrittura. Molti ragazzi e bambini hanno questo problema in Italia.

“agio” diventa disagio

Il disagio è una condizione negativa, di difficoltà o malessere. Sei a disagio con la lingua Italiana? Oppure ti senti a tuo agio?

Torniamo ora a “dismisura”.

Qui il prefisso “dis-” non indica semplicemente “non misura”, ma qualcosa di più forte: una rottura della misura, un superamento del limite.

È come se la misura venisse meno completamente.

Per questo “a dismisura” non significa semplicemente “molto”, ma troppo, oltre ciò che è normale o accettabile.

Facciamo un confronto per chiarire:

“Lavora molto.” cioè quantità di ore elevata, ma neutra.

“Lavora a dismisura.” quantità eccessiva, fuori controllo.

Un ultimo punto: la preposizione “a”.

Come già visto, serve a trasformare “dismisura” in una locuzione avverbiale, cioè in un’espressione che indica come si svolge l’azione.

“Parla a dismisura” cioè parla in modo eccessivo.

È lo stesso meccanismo di:

  • a caso
  • a lungo
  • a vol
  • ontà

In conclusione, “a dismisura” è un’espressione molto efficace perché combina:

  • il concetto di misura (limite)
  • con il prefisso dis- (rottura, assenza)
  • e con la preposizione a (modo)

Il risultato è un’espressione forte, che indica chiaramente un eccesso sproporzionato.

A conti fatti, è una parola costruita in modo semplice… ma con un significato molto potente.

Dicevo che la locuzione può essere sostituita da smisuratamente, ma anche da smodatamente, oppure da “oltre misura”. Possiamo anche usare la più semplice esageratamente, in modo esagerato, in modo smodato. Bisogna dire però che “A dismisura” esprime sempre un’idea di eccesso fuori controllo rispetto a una misura attesa, una certa quantità attesa o considerata naturale.

Ripasso degli episodi precedenti. Quale piatto Italiano vi piace di più!

Marcelo: Stavamo proprio discutendo su quale pizza sia la migliore, la romana o la napoletana. All’improvviso qualcuno ha detto: la napoletana senza dubbio! Proprio per quest’affermazione si è levato un polverone che non ti dico!

Ulrike: Come sai, sono di indole conciliante e ti posso solo dire: de gustibus!

Christophe: La mia posizione è a favore dell’unica pizza che è stata nominata dall’UNESCO patrimonio immateriale dell’umanità: la napoletana. E questo la dice tutta!

Hartmut: Discutere per quisquilie non ha senso! Ricordatevi che la pizza è il cibo italiano per antonomasia!

Carmen: La qualità è a dir poco fondamentale, e non solo degli ingredienti! La qualità della farina e il modo di lavorare l’impasto sono il segreto dei grandi pizzaioli. Chiedete al nostro caro Gianni che ha fatto il pizzaiolo per più di dieci anni. Lui la sa lunga in merito.

Julien: Le pizzerie stile napoletano vanno per la maggiore in tutto il mondo, dalla Cina agli Stati Uniti!

Edita: Va bene! Credo che tutti siamo d’accordo su un punto: sia una o l’altra, mangiare una pizza e bere una birra gelata è un piacere da re! Peccato che ora sia tardi, altrimenti mi metterei a impastare e sicuramente ci faremmo una vera scorpacciata!

Tra l’altro

Audio

Episodio presente l’audiolibro in vendita su Amazon (Kindle o cartaceo)

 

Trascrizione

Ciao ragazzi, oggi vediamo una locuzione avverbiale utilizzatissima dagli italiani

La locuzione avverbiale di cui vi sto parlando è “tra l’altro”. Con questo episodio vorrei inaugurare una nuova tipologia di episodi. So che molti di voi amano gli episodi molto brevi quindi voglio andare incontro a queste persone: episodi brevi quindi, 10 minuti o giù di lì, dedicati non alle espressioni idiomatiche, che richiedono più tempo, ma a questi gruppi di parole che appartengono al linguaggio comune, e che si usano sempre, in ogni frase e discorso, che servono a vari scopi.

Le locuzioni avverbiali sono semplicemente gruppi di parole che insieme hanno la funzione di un singolo avverbio. Ci sono moltissime locuzioni avverbiali. Tra l’altro è una di queste. “a poco a poco” è un’altra, solo per farvi un secondo esempio. Solitamente potete sostituire queste locuzioni con un solo avverbio.

Gli stranieri hanno spesso difficoltà anche con queste cose, quindi è bene fermarci su queste locuzioni, queste piccole frasi, per evitare che facciate inutili giri di parole quando magari è sufficiente inserire una locuzione avverbiale.

Allora, “tra l’altro” è appunto una di queste lucuzioni. Questa locuzione di oggi è formata da tre parole, la prima è “tra”, la seconda è “lo”, e la terza è “altro”. Naturalmente lo+altro diventa: l’altro: l’apostrofo su la L indica un’elisione, che evita di scrivere e di dire “tra lo altro”, che suona malissimo, e, al posto della lettera “o”, viene usato l’apostrofo.

Notate bene anche che si scrive con tre parole, tra l’altro quando si pronuncia, può sembrare che la parola sia solamente una, mentre invece sono ben tre parole. Solitamente si pronuncia come se fosse un’unica parola, ma potete anche pronunciare tra l’altro scandendo le singole parole. Non fate un errore se fate questo.

Cosa significa tra l’altro? Tra l’altro significa: oltre a tutto, oltre al resto, fra le altre cose.

In pratica, se state facendo un discorso e state dando un vostro parere su qualcosa, state cioè dando una valutazione, o state motivando una vostra affermazione, state esprimendo il vostro giudizio, ebbene per fare questo volete giustificare quanto state dicendo. Faccio questo perché… dico questo perché… la penso in questo modo in quanto… Il mio pensiero è questo infatti…

Insomma state spiegando qualcosa, e ad un certo punto volete aggiungere alcune informazioni. Le informazioni che volete aggiungere, in particolare, non sono tutte quelle possibili, non sono un elenco preciso e dettagliato. Quello che volete fare è aggiungere delle informazioni in più, una o più di una, in modo non esaustivo, e spesso quello che aggiungete rafforza, rende più forte, o giustifica quello che state dicendo, in modo discorsivo, senza puntualizzare troppo.

Ho detto che “tra l’altro” (o “fra l’altro”, con la “f”) significa oltre a tutto, oltre al resto, fra le altre cose.

Se ad esempio dico (provate a ripetere le frasi che dico):

I miei alunni mi accusano, tra l’altro, di parlare troppo velocemente.

In questo caso sto semplicemente indicando una delle cose di cui sono accusato dai miei alunni. Loro dicono ad esempio che parlo troppo velocemente. Magari hanno anche altri motivi per contestarmi, per criticarmi, ma non li dico tutti. Ne cito solamente uno: parlo troppo velocemente.

Quindi potrei dire:

I miei alunni, tra le altre cose, mi accusano di parlare troppo velocemente;

I miei alunni, oltre al resto, mi accusano di parlare troppo velocemente;

I miei alunni, a titolo puramente esemplificativo ma non esaustivo, mi accusano, di parlare troppo velocemente.

Quest’ultima è una modalità molto formale di esprimere lo stesso concetto. Questo probabilmente non è l’esempio adatto per questa espressione ma ritenevo fosse importante citarvi anche questa modalità: a titolo esemplificativo, o a titolo di esempio (meno formale), ma non esaustivo, cioè non voglio essere esaustivo, non voglio dire tutti i motivi per cui si lamentano i miei alunni. Uno di questi, tra l’altro, è che parlo troppo velocemente.

Quest’ultima formula si usa nei contratti, negli accordi tra aziende, nelle comunicazioni tra istituzioni eccetera. Molto formale ma molto elegante anche.

Altro esempio:

Gli Stati Uniti hanno deciso di bombardare la Siria, tra l’altro senza darne alcun preavviso.

Quindi in questo caso “tra l’altro” è usato per sottolineare la gravità del fatto. È grave che gli Stati Uniti abbiano preso questa decisione di bombardare la Siria, oltretutto (ecco l’avverbio, in questo caso, che può sostituire la locuzione tra l’altro), tra le altre cose, senza dare preavviso di questo attacco. L’attacco è stato fatto senza avvisare, quindi la cosa è abbastanza grave.

Ultimo esempio: ho 7 anni e ho appena picchiato la mia sorellina Laura, di 5 anni. Sto allora cercando di convincere mia madre che se ho picchiato Laura è solamente perché lei mi aveva provocato. Allora dico a mia madre:

Mamma, ho picchiato Laura perché lei mi aveva offeso, mi aveva detto che ero uno stupido, e tra l‘altro non è neanche la prima volta che lo dice. Anche ieri me lo ha detto.

Quindi anche ora sto aggiungendo un’informazione importante: non solo Laura mi ha offeso, ma, tra le altre cose, non è la prima volta che Laura mi dà dello stupido.

Questa informazione vuole rafforzare il mio discorso, perché io voglio convincere mia madre della correttezza del mio comportamento, o quantomeno che entrambi siamo colpevoli.

Tra le altre cose, Laura mi insulta continuamente;

Oltretutto, Laura mi guarda anche male;

Tra l’altro io non volevo farle male;

Tra l’altro anche lei mi ha dato un calcio sai mamma?

L’espressione la potete quindi sostituire con un solo avverbio e spesso anche con altre locuzioni molto simili, come ad esempio “del resto”, che è un’altra locuzione che vediamo la prossima volta. Non voglio confondervi le idee.