Accadde il 23 dicembre 1978: scottante

Scottante (scarica audio)

Trascrizione

Un evento adatto a spiegare bene il valore figurato di “scottante”, è l’approvazione della legge n. 833 del 23 dicembre 1978, che istituì il Servizio Sanitario Nazionale (SSN).

Il 23 dicembre 1978 il Parlamento italiano approvò una riforma epocale: la sanità diventava un diritto universale, garantito dallo Stato a tutti i cittadini, indipendentemente dal reddito.

Non è da poco considerando che, tanto per fare un esempio, negli Stati Uniti non esiste.

La riforma suscitò immediatamente un dibattito scottante: da un lato c’era l’entusiasmo per un sistema più equo, dall’altro fortissime preoccupazioni sui costi, sull’organizzazione e sul ruolo delle Regioni.

Per molti politici e amministratori la sanità divenne un tema scottante, perché toccava interessi economici enormi, responsabilità dirette e il rischio di errori con conseguenze sociali rilevanti.

Ancora oggi, quando si parla di finanziamento del SSN o di liste d’attesa, il tema resta scottante, proprio perché delicato, sensibile e potenzialmente conflittuale.

Questo esempio aiuta a capire bene il significato figurato di scottante. Un argomento è scottante quando è attuale delicato e rischioso, quando chi lo affronta può “scottarsi”, cioè subire critiche, polemiche o conseguenze politiche e personali. Non è necessario che ci sia dolore o tragedia: basta che la questione sia difficile da maneggiare.

In altri contesti, si può parlare di una inchiesta scottante che un giornalista pubblica con cautela, di una domanda scottante durante una conferenza stampa, oppure di una decisione scottante in ambito aziendale, capace di creare tensioni interne.

Rispetto a cocente, che abbiamo appena trattato, la differenza resta netta. “Cocente” è legato soprattutto al dolore provato: una sconfitta cocente, una delusione cocente, qualcosa che fa male sul piano emotivo.

Scottante”, invece, a differenza anche di come lo usano i bambini (lo utilizzano quando toccano qualcosa di molto caldo, qualcosa che scotta), indica ciò che è pericoloso o imbarazzante da affrontare, anche se il dolore non è presente.

In poche parole, “cocente” brucia dentro (o fuori, ma solo nel caso del sole) mentre “scottante” brucia se lo tocchi, ma solo in senso figurato, mi raccomando!

Un sole cocente

Un argomento scottante

Un tema scottante

Una delusione cocente

Segue un breve racconto per capire meglio.

Titolo: un tema scottante

Sul far della sera, quando il cielo ardeva di porpora e d’oro, Ser Aldo sostava solo nel cortile del suo cuore. Un segreto gli gravava sul petto come ferro incandescente: dirlo era rischio, tacerlo era pena.

Giunse Livia, lieve come verbo non detto. «Perché tremi?» chiese.
«Perché la verità scotta,» rispose egli, «e brucia chi la stringe a mani nude.»

Allora ella sorrise, e nel sorriso v’era coraggio. «Meglio una bruciatura che una vita al gelo.»
Ser Aldo parlò. Il mondo non crollò. Anzi, parve respirare.

Così appresero entrambi che il silenzio è catena, la parole è fiamma: ferisce, sì, ma illumina il cammino degli uomini.

Accadde il 5 settembre 1827: la pudicizia e il pudore

La pudicizia e il pudore (scarica audio)

Trascrizione

Avete presente l’inno d’Italia? Lo ha scritto Goffredo Mameli, nato il 5 settembre 1827.

Questo mi offre un ottimo spunto per parlarvi di una caratteristica umana: la pudicizia.

Il termine indica un atteggiamento di riservatezza, pudore, ma anche discrezione, soprattutto nei confronti della sfera sessuale.

Si usa per descrivere una persona riservata, modesta, che non ostenta, soprattutto riguardo al corpo o alla sfera sessuale, ma può estendersi anche al comportamento in generale.

Non si tratta solo di imbarazzo: è una virtù interiore, una misura rispettosa e composta, quasi una forma di eleganza morale.

Ora, immaginiamo Mameli, giovane idealista, poeta e patriota, immerso nella lotta per l’identità e l’onore del suo paese.

Il suo impegno, la sua dedizione, e persino la tragicità del suo destino (morì giovanissimo a soli 22 anni) suggeriscono una sensibilità profonda, un’intima dignità... insomma, un animo che rifugge la vanità e desidera restare fedele a se stesso fino all’estremo sacrificio.

Questo è un modo poetico per associare la pudicizia alla figura di Mameli:

Il 5 settembre nasceva dunque Goffredo Mameli, poeta e patriota, anima ardente e discreta. La sua pudicizia, anziché rivolgersi alla sfera privata, si incarnò nella purezza dei suoi versi e nella forza dei suoi ideali.

Più che di un sentimento parliamo di una disposizione d’animo, caratterizzata da riserbo, riservatezza.

La pudicizia è la qualità di chi è pudìco/pudìca.

Es:

La sua pudicìzia le impediva di parlare apertamente di certi argomenti.

Quel gesto è stato interpretato come un segno di pudicìzia.

Lei è molto pudìca: indossa sempre un costume intero invece del bikini.

Non fare lo spiritoso, sii un po’ più pudìco nelle tue battute.

La nuova collezione propone abiti pudìci, con gonne lunghe e maniche coperte.

Luca è troppo pudìco, arrossisce ogni volta che si parla di certe cose.

Mia nonna era una donna pudìca, non avrebbe mai accettato di mostrarsi in pantaloncini.

Attenzione alla differenza tra pudicizia e pudore.

Il pudore è un sentimento, quindi può essere momentaneo.

La pudicizia è una virtù, una /abitudine del carattere, quindi più duratura. Come detto prima, è una disposizione d’animo.

Se volessi spendere più parole direi che il pudore è il sentimento interiore di riservatezza e vergogna che si prova quando si espone il corpo o la sfera più intima. È un atteggiamento spontaneo, quasi istintivo (“arrossì per pudore”).

La pudicizia come detto è una virtù che al rifiuto di impurità sessuale, in quanto motivo di morbosità e di scandalo, associa il culto di una franca riservatezza e di una composta modestia.

Due esempi finali per chiarire:

Si è coperta d’istinto per pudore quando qualcuno è entrato all’improvviso nella stanza.

Era una donna di grande pudicìzia, sempre riservata nei modi e nell’abbigliamento.

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