Come scrivere una lettera e una email motivazionale in italiano: struttura, linguaggio formale, frasi utili e spiegazione dei termini per candidarsi al lavoro in Italia.
Italiano professionale
File audio e trascrizione disponibile per i membri dell’associazione Italiano Semplicemente (ENTRA)
Buongiorno a tutti. Nella sezione dei verbi professionali ci siamo già occupati del verbo dirimere e anche dell’aggettivo dirimente.
Abbiamo visto che l’uso che si fa del verbo dirimere è vicino a “separare”, “dividere”, “sciogliere”, “risolvere“. Anche risolvere è stato oggetto di un interessante episodio.
Nel caso di dirimere parliamo spessissimo di controversie. Non vi avevo parlato delle controversie ma forse può essere interessante.
Cosa sono le controversie? Le controversie sono disaccordi, contrasti o dispute tra due o più parti su questioni di fatto o di diritto.
Insomma, una controversia avviene quando due persone, ad esempio, non la pensano allo stesso modo. E’ dunque un disaccordo, una specie di litigio, ma ha un utilizzo nel linguaggio del diritto.
Più precisamente, potrei aggiungere che non tutte le controversie sono liti e non tutte sono legate a questioni legali. Il termine “controversia” è spesso utilizzato in un contesto formale, soprattutto in ambito giuridico, per indicare un disaccordo che ha conseguenze legali.
Dicevo che non tutte le controversie sfociano in un litigio. Possono esserci disaccordi che si risolvono in modo pacifico e costruttivo, attraverso la comunicazione, la negoziazione o il compromesso.
Dunque ” dirimere una controversia” è un modo più complesso e formale per dire “portare a soluzione una controversia“.
Che significa? Potrei usare altri verbi, come appianare, concludere, dissipare, risolvere, sanare o sciogliere.
Il verbo “dirimere” indica dunque l’atto di risolvere una controversia, prendere una decisione che pone fine a un disaccordo.
Risolvere è probabilmente il modo migliore per sostituire il verbo dirimere.
E’ interessante anche “appianare“. Deriva chiaramente da “piano” che indica una superficie liscia, senza asperità.
Questo è il significato letterale: “appianare” significa rendere piano, lisciare una superficie togliendo le asperità e le irregolarità. Se vogliamo usare appianare in modo figurato, le asperità sono le divergenze, i problemi, i punti di discussione, i punti che mettono in conflitto due o più parti.
Allora in senso figurato con appianare si vuole indicare l’atto di risolvere un problema, una difficoltà o un ostacolo, eliminando le tensioni e i contrasti. Se c’è un conflitto tra più parti dobbiamo dirimere queste conflittualità, dobbiamo appianare queste divergenze.
Esempio:
Il diplomatico ha cercato di appianare le divergenze tra i due paesi.
Come usare “dirimere” in questo esempio?
In realtà non è così semplice.
Appianare infatti enfatizza l’aspetto del superamento graduale e pacato delle divergenze, attraverso la mediazione, il compromesso e la ricerca di soluzioni condivise. Si concentra sul processo di riavvicinamento e di ricomposizione delle posizioni contrastanti.
D’altro canto, dirimere sottolinea l’aspetto della risoluzione definitiva e netta della controversia, spesso attraverso un atto di autorità o una decisione vincolante. Implica l’esistenza di un contrasto più marcato e di una necessità di “tagliare il nodo” in modo chiaro e inequivocabile.
Nel caso della frase: “Il diplomatico ha cercato di appianare le divergenze tra i due paesi.”
L’utilizzo di “appianare” risulta più appropriato perché l’obiettivo del diplomatico è quello di promuovere il dialogo, la comprensione reciproca e la ricerca di un terreno comune tra le due nazioni.
L’uso di “dirimere” implicherebbe un approccio più autoritario e unilaterale, che potrebbe non essere efficace o addirittura controproducente in un contesto di relazioni diplomatiche.
Es:
La Corte di giustizia internazionale è stata chiamata a dirimere la controversia territoriale tra i due stati.
In questo caso, “dirimere” è adatto perché si tratta di un’istanza ufficiale con il potere di prendere una decisione vincolante che ponga fine alla controversia in modo definitivo.
Dunque appianare è più adatto per contrasti da superare con gradualità, dialogo e compromesso. E’ anche di uso più comune rispetto a dirimere, che si utilizza per controversie da risolvere in modo definitivo e vincolante.
Adesso passiamo a “dirimente” che è un aggettivo, ma è anche il participio passato del verbo dirimere. Ce ne siamo già occupati nell’episodio dedicato al verbo dirimere. Oggi aggiungiamo qualcosa.
Chiaramente non si usa tutti i giorni questo aggettivo, ma in contesti burocratici e formali, potreste incontrare frasi di questo tipo:
Il voto delle elezioni europee è dirimente per il destino dell’Europa
Vedete che “importante” sembra un sostituto valido per dirimente.
C’è di meglio però.
Una riformulazione più accurata potrebbe essere
Il voto delle elezioni europee avrà un ruolo importante nel determinare il destino dell’Europa.
Oltre a “importante,” potrei provare a sostituire “dirimente” in altro modo:
Il voto delle elezioni europee avrà un ruolo cruciale nel determinare il destino dell’Europa.
E’ tutto per oggi. Adesso ripassiamo.
– – – ripasso a cura dei membri dell’associazione Italiano Semplicemente – – –
Marcelo : Ciao a tutti! Finalmente ci siamo, tra poco ci sarà la riunione dei membri dell’associazione Italiano Semplicemente in Sicilia! Non vedo l’ora di incontrarvi tutti di nuovo. Scalpitodell’ansia!Edita: Anche io sono super entusiasta, Marcelo! È sempre un piacere ritrovarsi con tutti e condividere la nostra passione per la cultura italiana e inoltre poter rammentare i bei momenti condivisi nelle riunioni passate!Julien: Io non vedo l’ora di scoprire cosa Gianni ha in serbo per noi quest’anno. Spero che ci sia il momento propizio di condividere una bella pizza fatta da lui e forse qualche calice di buon vino!
Jennifer: Hai ragione, Julien! Mi piacerebbe molto partecipare a qualche laboratorio di cucina e rendermi edotto sulla preparazione della pizza. Sarebbe un’occasione per migliorare il mio italiano e giostrarmela meglio nel corso di una conversazione.
Edita: Io invece vorrei chiacchierare su temi di attualità e politica legati all’Italia. Un modo interessante per approfondire la mia conoscenza del paese.
Julien: E non dimentichiamo le visite a posti archeologici e i pranzi e cene insieme! L’ultima volta è stato molto divertente!
Marcelo: Ci sono davvero tante cose da aspettarsi da questa riunione. Non vedo l’ora di essere li. Basti pensare che sono stato a un passo dal non poter partecipare!
Edita: suvvia amici, se c’è qualcuno ancora indeciso, coraggio, non ve ne pentirete!
In questo episodio in particolare vediamo l’utilizzo di “essere edotto” e “rendere edotto”.
Parliamo di informazioni e di conoscenze. C’è qualcuno che trasmette una informazione o qualcuno che acquisisce una informazione, cioè che viene a conoscenza di qualcosa.
Giovanni: il verbo porre non si usa moltissimo, ma ci sono alcune occasioni in cui diventa inevitabile.
Iniziamo con il dire che il significato di base di porre è “mettere” o “collocare” e viene utilizzato per descrivere azioni come:
Mettere un oggetto su un tavolo.
ES:
Porre una matita su un tavolo.
È più formale di mettere. Si usa ad esempio quando si fa un concorso e si danno istruzioni ai partecipanti:
Ponete cortesemente la carta d’identità sul banco
In senso figurato, mettere (e quindi porre) si può usare anche in questo modo:
Porre attenzione su qualcosa
Es
Adesso ponete attenzione su ciò che sto dicendo
Ponete attenzione quando state alla guida
Si pregano i gentili passeggeri di porreattenzione ai borseggiatori
Anche questo è un uso meno informale rispetto a “mettere”. Chiaramente anche “fareattenzione” è una possibilità, e tra l’altro è molto più utilizzata rispetto a mettere e porre parlando di “attenzione“.
Si usa come alternativa al verbo “fare” , ancora una volta meno informale, anche quando si “fa” una domanda.
Posso dire infatti:
Porre una domanda
Es: Se volete porre una domanda al professore, potete farlo al termine della lezione.
Porre si può usare anche per fare delle ipotesi: “poniamo che…” Equivalente ma più formale rispetto a “mettiamo che…” e equivalente anche a “ipotizziamo che…”. Per saperne di più date un’occhiata all’episodio di italiano professionale in cui si parla di situazioni ipotetiche.
Es:
Poniamo che io vi insulti pesantemente. Come reagireste?
Altri modi di usare il verbo porre sono:
Porre in evidenza
Porre a confronto
Porre in relazione
Porre a rapporto
In tutti questi casi, il verbo “porre” viene utilizzato in senso figurato per esprimere l’idea di mettere o collocare qualcosa o qualcuno in una situazione specifica o per scopi particolari, diversi dall’uso letterale del verbo.
Quando si “pone in evidenza” qualcosa, si sta sottolineando, mettendo in risalto o enfatizzando un particolare aspetto o caratteristica. Ad esempio:
Il capo ha posto in evidenza i dettagli del suo programma
Quando invece si “pongono a confronto” due o più cose, si stanno valutando le loro differenze o somiglianze. Ad esempio:
È interessante porre a confronto le culture di questi due paesi.
“Porre a rapporto” ha lo stesso uso. Si usa però anche in matematica quando si fa una divisione; infatti ogni divisione si esprime attraverso il rapporto tra due valori o numeri o grandezze.
“Porre in relazione” è leggermente diverso, perché qui, “porre” significa “mettere in una connessione” o “collegare”. Quando si “pongono in relazione” due o più elementi, si sta esaminando come essi sono legati tra loro o come interagiscono. Ad esempio:
Questo libro pone in relazione la storia e la cultura della Regione Lazio.
Adesso passiamo a porsi.
Quando si pone sé stessi, il verbo porre diventa “porsi“.
“Porsi” è quindi una forma riflessiva di “porre“.
Si usa per esprimere l’atteggiamento o l’approccio nei confronti di una situazione.
Es:
Mi pongo obiettivi realistici
Mi pongo delle domande sulla mia vita
Quindi posso pormi degli obiettivi, nel senso di stabilire degli obiettivi che intendo raggiungere.
Nel caso delle domande posso ugualmente anche usare “fare” (o farmi) ma non se parlo di obiettivi.
Stavolta posso sostituire il verbo porsi con “stabilire“, o “fissare” ma con porsi c’è più l’idea dell’impegno personale, essendo riflessivo, e si usa più facilmente in tante occasioni poco formali. Stabilire e fissare suonano più professionali stavolta.
Posso anche usare “prefissarmi/prefiggermi di raggiungere un obiettivo” mantenendo la forma riflessiva e quindi il senso dell’impegno personale.
Un’altra cosa che normalmente si pone (quindi non in senso riflessivo) sono delle condizioni. Anche in questo caso “stabilire” è un adatto sostituto di porre.
I terroristi hanno posto delle condizioni alla base del rilascio dei prigionieri
Quindi porre delle condizioni equivale a stabilire, fissare delle condizioni.
Tornando a “Porsi“, anche col verbo riflessivo possiamo parlare di condizioni:
Porsi nelle condizioni
Quando qualcuno si pone nelle condizioni di fare qualcosa, sta creando le circostanze o le condizioni necessarie per svolgere un’azione o per affrontare una situazione specifica.
Es:
Per ottenere un prestito, devi porti nelle condizioni richieste dalla banca, adempiendo a determinati requisiti di credito e finanziari.
Anche in questo caso si può usare il verbo “mettere“.
Per aiutarti, mi devi mettere/porre nelle condizioni di poterlo fare!
Parliamo sempre di creare le condizioni necessarie per raggiungere un obiettivo o affrontare una situazione specifica.
Il verbo “porsi“, riguarda molto spesso un atteggiamento personale di tipo interiore.
C’è infatti un altro modo per usare questo verbo.
Es:
Come ti poni con i tuoi clienti? Ti poni in modo aggressivo o come una persona riflessiva?
Giovanni non riesce a porsi nel modo giusto ogni volta che conosce una ragazza.
Il “modo di porsi” riguarda il modo con cui siamo percepiti dal prossimo, o meglio, l’impressione che facciamo verso gli altri.
Il “modo di porsi” si riferisce quindi all’atteggiamento, al comportamento o alla disposizione di una persona in una determinata situazione o verso qualcun altro. In altre parole, si tratta di come una persona si comporta o si presenta in relazione agli altri, alle circostanze o a un particolare contesto. Il modo in cui una persona si pone può essere riflessivo, amichevole, aggressivo, timido o in qualsiasi altro modo che descriva il suo atteggiamento o il suo comportamento.
Nel primo esempio, “Come ti poni con i tuoi clienti? Ti poni in modo aggressivo o come una persona riflessiva?”, si sta chiedendo come la persona interagisce con i suoi clienti e se mostra un atteggiamento aggressivo o riflessivo nel suo comportamento.
Nel secondo esempio, “Giovanni non riesce a porsi nel modo giusto ogni volta che conosce una ragazza,” si sta dicendo che Giovanni ha difficoltà a mostrare l’atteggiamento o il comportamento appropriato quando incontra una ragazza. In altre parole, potrebbe comportarsi in modo goffo, timido o inappropriato.
Non parliamo generalmente di vestiti e di aspetto esteriore, anche se a volte si usa anche in questo senso. Es:
Un dipendente di una banca che indossa una maglietta al posto di giacca e cravatta non si pone con i clienti in un modo professionale. Possiamo dire che si pone in modo sbagliato.
Sicuramente mi sto dimenticando altri modi di usare porre e porsi, perché sono veramente tanti.
Mi viene in mente ad esempio solo ora “porre in essere“. che significa mettere in atto o realizzare qualcosa. È spesso utilizzata per riferirsi all’atto di mettere in pratica un’azione, un progetto o un’idea. Ad esempio, se qualcuno dice di “porre in essere un piano” significa che sta mettendo in atto o attuando un piano specifico. In altre parole, si tratta di tradurre in azione ciò che è stato pianificato o progettato.
Es:
L’azienda porrà in essere una strategia di espansione globale, aprendo nuove filiali in diversi paesi
Il docente ha posto in essere un nuovo metodo didattico per coinvolgere gli studenti in attività più interattive e coinvolgenti
Il governo ha annunciato l’intenzione di porre in essere un piano di vaccinazione su larga scala per combattere la diffusione di una malattia contagiosa.
Poi c’è anche “porre rimedio” che significa agire per correggere o risolvere una situazione problematica o un errore. Quando qualcuno “pone rimedio a qualcosa” sta cercando di trovare una soluzione o prendere misure per affrontare un problema o mitigare un danno che è stato causato.
Es:
Come porre rimedio all’inquinamento?
Mi sono accorto degli errori fatti e ho cercato di porre rimedio
A volte si usa anche “porre riparo” con lo stesso senso, che ha un senso diverso di “porsi al riparo“, che si usa in senso simile a ripararsi o proteggersi o mettersi al sicuro prima che accada qualcosa:
Poiché il meteo prevedeva una forte tempesta, la famiglia ha deciso di porsi al riparo in casa anziché andare al picnic.
L’azienda ha cercato di porsi al riparo dagli effetti negativi dell’instabilità economica diversificando i propri investimenti
Quindi rispetto a “porre rimedio a qualcosa” che si usa dopo che è accaduto qualcosa di negativo, “porsi al riparo da qualcosa” è un’azione precedente all’evento negativo. Sta per “prendere misure per proteggersi da situazioni potenzialmente negative” o per evitare conseguenze dannose.
Ora posso porvi una domanda?
Poniamo che io vi chieda un ripasso (che volete, bisogna usare il congiuntivo) che parla del vostro modo di porvi. Cosa mi direste voi?
Albèric: Quanto a me, mi pongo spesso l’obiettivo di ripassare almeno due episodi al giorno, dicendomi: questa “sarà la volta buona” che mi metto in pari con le lezioni mancanti. Poi invece, come c’era da aspettarsi, scopro che ci sono 10 nuovi episodi e dico: vaffancina!!!!
Marcelo: Ogni giorno quando mi alzo, mi chiedo come sarà il nuovo giorno: sarà bello, sarà bel tempo oppure no? E non appena alzo la persiana avvolgibile, a prescindere dal tempo, vedo il solito paesaggio mozzafiato, allora ringrazio Dio e mi dico: avanti Marcelo, anche oggi il problema non si pone!