Scusa o mi dispiace?

Scusa o mi dispiace?

audio in preparazione

episodio 1264

Trascrizione

Ciao a tutti da Giovanni.

Oggi affrontiamo una differenza che può creare confusione tra voi non madrelingua Italiana: la differenza tra “scusa” e “mi dispiace”.

Qualche tempo fa , se ricordate, abbiamo già parlato della differenza tra “dispiace” e “mi dispiace”.

Ricordate?

Riassumendo, quando diciamo:

“Mi dispiace” stiamo parlando di un sentimento personale. Stiamo dicendo che proviamo rincrescimento, tristezza o rammarico per qualcosa. Proviamo dispiacere.

Se invece diciamo:

“Dispiace” senza il pronome “mi”, il tono diventa più impersonale, più distaccato.

Ad esempio:

Mi dispiace molto per quello che ti è successo.

oppure:

Dispiace vedere una città così bella in queste condizioni.

Ma oggi vogliamo fare un passo ulteriore.

Quando dobbiamo dire “scusa” e quando invece dobbiamo dire “mi dispiace”?

La prima cosa da capire è che “scusa” serve soprattutto a chiedere perdono per qualcosa che abbiamo fatto noi.

Per esempio:

Scusa per il ritardo.

Scusa, ti ho interrotto.

Scusami, ho dimenticato il tuo compleanno.

In tutti questi casi c’è una responsabilità personale.

Abbiamo commesso un errore, magari piccolo, magari grande, e chiediamo all’altra persona di perdonarci.

Mi dispiace“, invece, non serve necessariamente a chiedere perdono. Molto spesso serve semplicemente a esprimere partecipazione emotiva.

Pensate a queste frasi:

Mi dispiace che tu abbia perso il lavoro.

Mi dispiace per la tua malattia.

Mi dispiace per la morte di tuo nonno.

Qui non abbiamo alcuna colpa. Non stiamo chiedendo scusa. Stiamo soltanto mostrando vicinanza e comprensione.

Naturalmente ci sono situazioni in cui le due espressioni possono sembrare molto simili.

Immaginate di rompere accidentalmente il bicchiere preferito di un amico.

Potreste dire:

Scusa!

oppure:

Mi dispiace!

Nel primo caso state chiedendo perdono.

Nel secondo state esprimendo il vostro rammarico, si tratta di una manifestazione di empatia.

Spesso comunque gli italiani usano entrambe le formule:

Scusa, mi dispiace davvero.

In questo modo chiedono perdono e, allo stesso tempo, mostrano che sono sinceramente dispiaciuti.

Esiste poi una forma più breve e colloquiale:

Mi spiace.

“Mi spiace” e “mi dispiace” significano esattamente la stessa cosa. Si tratta sempre di dispiacere. Lo “spiacere” non esiste infatti.

La differenza è soprattutto di registro.

Mi dispiace” è leggermente più formale e completa.

Mi spiace” è più frequente nella lingua parlata.

Un amico potrebbe dirvi:

Mi spiace, oggi non posso venire.

oppure:

Mi spiace per quello che è successo.

Nessuno troverà strana questa espressione.

Quindi se un amico vi dice:

Ho perso il lavoro.

e voi rispondete:

“Scusa.”

la frase suona strana, perché non siete voi i responsabili.

La risposta naturale è:

Mi dispiace.

oppure:

Mi spiace.

Al contrario, se pestate il piede a qualcuno sull’autobus, dire:

Mi dispiace.

va bene, ma molto spesso gli italiani preferiscono:

Scusi!

oppure:

Mi scusi!

perché in quel caso si tratta di una vera e propria richiesta di perdono.

A volte le due espressioni convivono nella stessa frase, ma il loro significato di base rimane diverso.

Tipo:

Scusa se non ti ho avvisato del ritardo, mi spiace averti fatto aspettare.

Bene, adesso vi saluto, ma prima di concludere, vale la pena ricordare che la parola “scusa” compare anche in alcune espressioni idiomatiche molto italiane.

Una di queste è:

“Scusa se è poco!”

A prima vista potrebbe sembrare una richiesta di perdono, ma in realtà non c’entra nulla con le scuse.

Si usa in modo ironico per sottolineare che qualcosa è importante, notevole o addirittura straordinario.

Immaginate questo dialogo:

Sai, Mario è riuscito a imparare tre lingue straniere in due anni. Eh, scusa se è poco!

Oppure:

Giovanni ha fatto circa 2000 episodi in dieci anni. Scusa se è poco!

Il significato è più o meno questo:

Non mi sembra una cosa da poco!

Non sottovalutare quello che ho appena detto!
È un risultato notevole!

Anche in questo caso emerge una caratteristica tipicamente italiana: usare una parola in un senso completamente diverso da quello originario, affidandosi all’ironia e al contesto.

Nessuno sta chiedendo scusa a nessuno.

Anzi, chi pronuncia questa espressione sta facendo esattamente il contrario: sta enfatizzando l’importanza di un fatto.

Lo abbiamo visto anche in altri episodi di Italiano semplicemente.

Adesso vi saluto veramente.alla prossima.

n. 134 – IL PRETESTO – 2 minuti con Italiano semplicemente

Audio

1 – Vieni con noi: Entra nell’associazione Italiano Semplicemente

2 – Ascolta e impara: gli audio-libri di Italiano Semplicemente

3 – Corso di Italiano Professionale: il programma delle lezioni

Trascrizione

Volete un pretesto per non studiare?

Vi serve un pretesto a questo scopo?

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Allora potete dire che il vostro professore via ha detto di studiare la grammatica e siccome è una cosa noiosa voi non avete studiato.

Questo è un buon pretesto direi!

Avete già capito che il “pretesto” è l’argomento dell’episodio n. 134 di “due minuti con Italiano Semplicemente”, la rubrica più seguita di Italiano Semplicemente.

Un pretesto è un motivo, una giustificazione che voi date per spiegare un proprio comportamento con lo scopo però di mascherarne i veri motivi.

Si tratta di una scusa, di un falso motivo. Serve solamente a giustificarsi.

Giovanni aveva fretta, così se ne andò con un pretesto

Quale pretesto? Con quale pretesto se ne andò Giovanni?

Disse che aveva da fare!

Scusate, ho da fare, me ne devo andare!

Ecco, questo è un pretesto. Una sola parola per indicare qualcosa di più o meno falso che viene detto per mascherare un comportamento, per giustificare un’azione. Una scusa insomma.

I ragazzi che non fanno i compiti spesso cercano pretesti per non studiare:

Avevo la febbre!

Sono stato male!

Ho dimenticato di scrivere i compiti!

Questi ragazzi cercano pretestuosamente di sottrarsi ai loro impegni! Devono studiare ma cercano sempre dei pretesti per non farlo.

Queste ragioni sono pretestuose!

I motivi per cui non hai fatto i compiti sono pretestuosi!

Potrebbe dire la professoressa come risposta! E con queste parole, la professoressa intende dire che le parole del ragazzo costituiscono (cioè “sono”) un pretesto per nascondere le vere motivazioni.

Il loro obiettivo era non studiare, ed hanno cercato un pretesto per poterlo raggiungere.

La parola pretesto è abbastanza irrispettosa, attenzione. Dietro ad un pretesto c’è una bugia, c’è la volontà di nascondere le proprie vere intenzioni. Fate attenzione quando usate il termine “pretesto” e “pretestuosamente“.

Vuoi raggiungere un obiettivo ma non sai come giustificare la tua azione? Allora devi cercare un pretesto, qualcosa di credibile. Ma non sempre sarai credibile: in tal caso ti diranno che sei pretestuoso… buona fortuna!

Ripassiamo alcune espressioni viste in precedenza.

Andrè (Brasile 🇧🇷): Alla fine del mese di agosto una marea nera è emersa sulle coste del nordest brasiliano, e anche se siamo ormai a novembre, nessuno è riuscito ancora a capacitarsi di come questa traggedia sia potuta accadere! Si dà il caso però che il governo sia indisposto verso le questioni ambientali. Lo dimostra il fatto che ad aprile il presidente brasiliano abbia abolito il comitato esecutivo sulle catastrofi di questo tipo. Nell’attesa di trovare chi risponderà di quanto accaduto, possiamo già dirvi chi ne paga le conseguenze.
I più colpiti da questo disastro sono stati i pescatori, le vendite di frutti di mare e pesce e il turismo locale, comunque siamo un po’ tutti noi a pagarne lo scotto! Per ora i cittadini sono solamente arrabbiati, ma quanto bisogna sopportare ancora? Quando sarà colma la misura?

L’Inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con italiano semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro. Ti aspettiamo!