Il semestre bianco – POLITICA ITALIANA (ep. n. 12)

Il semestre bianco (scarica l’audio)

Trascrizione

Giovanni: Benvenuti in questo episodio dedicato al linguaggio della politica.

Ogni volta che si parla di elezioni del presidente della repubblica italiana, si parla del famoso semestre bianco.

Sapete che il presidente della repubblica, anche detto “Capo dello Stato” oggi è Sergio Mattarella.

Ebbene, il Presidente della Repubblica è eletto ogni sette anni e che essere eletto Presidente della Repubblica ogni cittadino che abbia compiuto cinquanta anni d’età e goda dei diritti civili e politici.

Ma che cos’è il semestre bianco del presidente della repubblica?

Sapete che un semestre è un periodo di sei mesi.

Due mesi si chiamano bimestre.

Tre mesi trimestre

Quatto mesi quadrimestre

Cinque mesi pentamestre

Sei mesi semestre

Come ho detto ogni sette anni ci sono le elezioni del presidente della repubblica. In questo caso si parla di settennato.

Il “mandato” del presidente dura quindi sette anni. Il “settennato“, è come il biennio (che dura però due anni), il triennio (tre anni), il quadriennio (4 anni), il quinquennio (5 anni), sessennio, settennato, eccetera. Il settennato è pertanto un periodo che dura 7 anni.

In realtà si dovrebbe chiamare “settennio“, (e così infatti si chiama nella lingua italiana un periodo di 7 anni) ma la durata del mandato del presidente della Repubblica oramai viene chiamato “settennato“, come a voler coniare un periodo che è solo relativo al mandato del Presidente della Repubblica italiana. Probabilmente deriva dal francese. Infatti fin dalla costituzione del 1875, il capo dello Stato durava per sette anni: septennat è il termine usato in francese divenuto poi quello abituale parlando della prima carica dello Stato..

Gli ultimi sei mesi del mandato settennale sono chiamati appunto “semestre bianco“. È quindi la parte conclusiva del mandato settennale del presidente della repubblica.

Ho detto mandato settennale, stavolta parlo dell’aggettivo.

Il mandato dura sette anni, pertanto è settennale.

Annuale, biennale, triennale, quadriennale, quinquennale, sessennale, settennale eccetera.

Perché dare un nome a questo ultimo semestre? In questo periodo cambia qualcosa nei poteri del presidente. Infatti le sue prerogative subiscono delle limitazioni: in base al dettato costituzionale infatti, il capo dello stato (che in questo periodo viene detto “uscente” perché potrebbe essere sostituito una volta scaduti questi sei mesi) non può più sciogliere le camere (questo è il suo potere più grande) a meno che queste, a loro volta, non siano già entrate negli ultimi 6 mesi della legislatura.

Sciogliere le camere significa far cessare, da parte del capo dello Stato, l’attività del parlamento prima del termine della legislatura indicendo nuove elezioni. Dopo lo scioglimento delle camere, essere semplicemente non esistono più.

Ma perché ridurre il potere del presidente durante il semestre bianco?

Si vuole semplicemente evitare che il presidente della repubblica, all’approssimarsi della fine del suo mandato, potesse sciogliere le camere con l’obiettivo di far eleggere un parlamento più favorevole ad una sua ipotetica rielezione. Quindi è una precauzione.

Perché il semestre viene detto bianco? Semplicemente perché il bianco è indicativo dell’assenza di colore, così il bianco può rappresentare l’assenza di qualche altra cosa. Allora in questo caso si tratta del potere. Il suo potere più grande è quello di sciogliere le camere (la camera dei deputati e/o quella dei senatori), cosa che non può fare durante il suo ultimo semestre. ecco perché viene detto semestre bianco.

Alla prossima lezione.

Oltranzista – POLITICA ITALIANA (n. 11)

Oltranzista

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Descrizione 

Giovanni: molto spesso, parlando soprattutto di politica, si sente parlare di oltranzisti, plurale di oltranzista.

In particolare si parla di atteggiamento oltranzista, schieramento oltranzista, polizioni oltranziste, politici oltranzisti.

Pasdaran – POLITICA ITALIANA (n.9)

“PASDARAN”

Il linguaggio della Politica Italiana 

Pasdaran

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Un termine che usano spesso nei programmi TV, quando si parla di politica, è “pasdaran”

PER STUDENTI NON MADRELINGUA

 

La Prebenda – POLITICA ITALIANA (n.8)

Prebenda (audio) 

Trascrizione

Giuseppina: Un termine più volte utilizzato in politica dai giornali è “prebenda“. Purtroppo, dovrei dire, perché non fa molto onore alla politica e alla nazione che si parli di “prebende“.

Ma cos’è una prebenda? Il dizionario dice: Guadagno, più o meno lauto, conseguito con estrema facilità.

E’ sicuramente un facile guadagno, conseguito, cioè ottenuto in cambio di qualcosa, ma si usa quando questo guadagno, sebbene legittimo è giudicato ingiusto, eccessivo, immeritato. 

Una prebenda è simile a un premio, un guadagno ottenuto da qualcuno senza che questo qualcuno ne abbia veramente diritto. Ma come usare questo termine?

Per questo basta dare un’occhiata ai giornali per vedere come lo usano. Generalmente si tratta di guadagni non solo facili, ma anche immeditati, eccessivi, frutto di una politica malata e ingiusta. Una prebenda è ingiusta per definizione. E qualcun altro sta pagando per questo.

C’è chi dice ad esempio che i parlamentari, e in generale i politici ricevano, per il loro lavoro, una prebenda troppo elevata.

Una prebenda può essere lo stipendio da parlamentare o senatore, o qualunque altro guadagno che possano avere. Ad esempio i parlamentari ricevono, una volta che non sono più parlamentari, i cosiddetti vitalizi, ogni mese per tutta la vita, e questi vitalizi sono una vera e propria pensione, che però chiamare pensione di anzianità sarebbe improprio. 

Se qualcuno ritiene che questa somma che ricevono sia ingiusta e eccessiva, allora può chiamarla “prebenda“.

La prebenda però è un concetto più ampio del vitalizio. 
Anche un aumento dello stipendio, se reputato ingiusto, può essere chiamato prebenda.

Recentemente la Guardia di Finanza, che per mestiere deve controllare che i cittadini paghino le tasse correttamente e che non si facciano cose contro la legge in ambito fiscale e tributario, sta svolgendo delle indagini in un’operazione che ha chiamato “mala prebenda“, perché  pare che alcune persone abbiano cercato di ottenere dei soldi dallo Stato indebitamente, cioè senza averne diritto.  Queste persone volevano ottenere dei soldi dallo Stato, soldi che sarebbero stati considerati una prebenda, cioè un facile guadagno, ma più che facile, direi un illecito guadagno.

Si legge spesso sui giornali che qualcuno “avrebbe concesso favori in cambio di ricche prebende”.

È un termine che si collega sempre a azioni sospette legate a guadagni non necessariamente illeciti, ma come minimo eccessivi. 

Si può in dafinitiva parlare di un sinonimo spregiativo di guadagno,  o di lucro (anche questo è un altro termine usato spesso in questi casi). Altri sinonimi, ma con un senso diverso, sono profitto (usato perlopiù negli affari), provento (può indicare un qualsiasi genere di entrata), reddito (un concetto più economico), rendita (usato per descrivere i guadagni da capitale o da titoli) e ricavo (una somma di denaro che si ricava cioè che deriva, che viene da una vendita, una prestazione e una operazione economica).