Uso del verbo registrare – IL LINGUAGGIO DEL CALCIO (Ep. 23)

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Indice episodi del linguaggio del calcio

Trascrizione

Bentornati nella rubrica di Italiano semplicemente dedicata al mondo del calcio.

Avete presente il verbo registrare? Credete di saperlo usare correttamente? Sicuramente sì, è strano però che nello sport, soprattutto quelli di squadra come il calcio, il verbo registrare si utilizzi spesso in un modo particolare.

Il senso è quello di mettere a punto un meccanismo in modo che funzioni al meglio. Non voglio dire che questo sia un uso esclusivo dello sport, perché si possono, con lo stesso significato, ad esempio, registrare i freni di un’automobile. La parola chiave evidentemente è “meccanismo”. Ogni meccanismo si può registrare per metterlo a punto, per farlo funzionare al meglio.

Nel caso dei freni, registrare i freni significa che bisogna “regolare” i freni dell’auto, nel senso che si devono effettuare eventuali regolazioni necessarie sui componenti del sistema frenante per garantire un funzionamento corretto e sicuro.

Allo stesso modo, si può anche registrare la difesa di una squadra, o il centrocampo, o l’attacco. Il verbo nel calcio si usa generalmente con riferimento ai vari reparti, quindi iil reparto difensivo, il reparto di centrocampo e il reparto offensivo, cioè l’attacco.

Si può anche far riferimento alla registrazione dei meccanismi difensivi o ai meccanismi di centrocampo o ai meccanismi offensivi.

Vediamo qualche esempio:

La squadra si muove bene in campo, ma bisogna ancora registrare bene i meccanismi difensivi, perché con i nuovi innesti in difesa i calciatori non si conoscono ancora bene.

La squadra riesce a dare spettacolo, ma registrare la difesa è la priorità in questo momento.

Se l’attacco è andato molto bene, segnando 20 gol nelle ultime 20 partite, sono da registrare i meccanismi difensivi.

Per migliorare, abbiamo bisogno di registrare i meccanismi in attacco.

Parliamo sempre di una “regolazione”, di fare delle prove per vedere se le cose possono migliorare.

A volte, considerati i molteplici utilizzi del verbo “registrare“, si può essere tratti in inganno.

Ad esempio:

La squadra ha fatto registrare l’attacco più forte della storia.

In questo caso, la registrazione dell’attacco si riferisce al risultato ottenuto. Un secondo ed un terzo esempio che posso farvi sono esterni al mondo del calcio:

Il concerto ha registrato un grande successo
Negli ultimi anni, la produzione ha registrato un incremento che si aggira intorno al 20-30%.

Nel primo caso registrare è simile a “riscuotere” e “ottenere”: il concerto ha riscosso un grande successo, ha ottenuto un grande successo. Nel secondo caso è più vicino a realizzare: la produzione ha realizzato un incremento. Si fa riferimento al senso più generale di registrare che ha a che fare con l’inserimento dei dati in un registro, o nel prendere nota, annotare su un registro. Da questo punto di vista, solo una volta che qualcosa è accaduto si può registrare. Non è esattamente come quando si registra un file audio col telefonino, che avviene proprio nello stesso momento in cui si parla. Comunque, torniamo alla registrazione dei meccanismi.

Si potrebbe pensare che come avviene per i meccanismi difensivi e gli atri reparti, anche il portiere possa essere registrato. Invece non possiamo farlo da questo punto di vista, perché non c’è alcun meccanismo particolare in questo caso. Si possono però registrare i meccanismi di dialogo tra il portiere e la difesa, ad esempio.

Sta chiaramente all’allenatore il ruolo di occuparsi della registrazione dei vari reparti, per far “girare” meglio la squadra.

E’ tutto per oggi. Ci vediamo al prossimo episodio di Italiano Semplicemente dedicato al linguaggio del calcio.

Come puro esercizio di ascolto vi spiego velocemente anche gli altri significati del verbo registrare.

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n. 98 – A PUNTO – 2 minuti con Italiano semplicemente

Audio

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Trascrizione

Giovanni: ieri abbiamo visto la parola appunto, un’unica parola che come abbiamo visto ha più significati.

La parola appunto ha la stessa pronuncia di “a punto“, due parole: a, punto. A senza lettera h: si tratta della preposizione “a”, altrimenti parleremmo del verbo pungere (io ho punto, tu hai punto, lui  ha punto ecc.).

La questione della pronuncia, che non cambia, è dovuta alla regola del “rafforzamento“, a cui abbiamo dedicato un episodio molto interessante su Italiano Semplicemente. Date un’occhiata se siete curiosi.

Cosa significa “a punto” in questo caso?

Non so se avete mai sentito o letto l’espressione “mettere a punto“.

Il “punto” come singola parola ha mille significati, e uno di questi è relativo alla fine di una frase: alla fine di una frase si mette un punto.
Ma quando questa parola è preceduta dalla lettera “a”, intesa come preposizione semplice, ha un senso preciso, legato comunque alla “fine” di qualcosa.

Mettere a punto una soluzione, Mettere a punto una procedura, un sistema, un calendario di appuntamenti, un piano. o anche un apparecchio qualsiasi.

Quando si mette a punto qualcosa, che sia materiale o meno, questa cosa, dopo la messa a punto, dovrebbe essere in grado di assolvere il suo compito, quindi uno strumento, se messo a punto, poi dovrebbe funzionare.

Una applicazione per il cellulare, prima della messa a punto potrebbe avere qualche problema di funzionamento, ma dopo che questi problemi sono stati sistemati, dopo cioè che questa applicazione è stata messa a punto (dopo la messa a punto, possiamo dire), tutti i problemi dovrebbero essere risolti.

Quindi la messa a punto ha a che fare con la funzionalità, con l’efficienza di qualcosa. Prima della messa a punto c’è qualcosa che non va, ma dopo la messa a punto i problemi, anche quelli più piccoli, si presume siano stati risolti.

C’è un’idea di precisione nella messa a punto, un’idea di perfezionamento, di aggiustamento.

Il governo italiano cerca di mettere a punto il piano di rilancio economico del paese. Buon lavoro.

Nella sanità, bisogna mettere a punto cure sempre più “su misura” per il paziente.

Il mio piano ha bisogno di una messa a punto dal punto di vista della tempistica

Domanda: Posso usare un modo diverso, magari una sola parola, un solo verbo, al posto di “mettere a punto”?

Sì,m certo, posso dire “sistemare“, “perfezionare“. Il verbo migliorare non è proprio perfetto invece, perché non dà abbastanza garanzie: infatti la messa a punto, almeno in teoria, è definitiva, come il “punto” alla fine della frase.
Aggiungo che la parola “puntino” rende ancora meglio l’idea di perfezione: fare una qualsiasi cosa “a puntino” (cuocere a puntino, ad esempio) significa farla con molta precisione.

Ripasso espressioni precedenti:

Natalia (colombia): Credo che con queste frasi finali di ripasso sia stata messa a punto una bella rubrica per migliorare la lingua italiana.  Anche i più duri di comprendonio finiranno per capire. Domani torneremo dunque alla carica con un altro episodio, appunto per essere conformi all’idea stessa della rubrica dei due minuti al giorno.  Se siete stanchi fatevi un bel caffè. L’ammazza-caffè riservatelo per un’altra occasione.

L’Inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con italiano semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro. Ti aspettiamo!

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