Il vocabolario degli incendi

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Buongiorno amici di italiano Semplicemente. Oggi ci occupiamo del vocabolario degli incendi. Con l’occasione ripassiamo qualche espressione idiomatica che abbiamo visto in passato. Facciamo poi, come di consueto, qualche esercizio di ripetizione.

Allora, gli incendi. Perché ho scelto questo argomento?

Per diversi motivi direi.

Un primo motivo è legato alla lingua italiana, ricca di termini specifici che riguardano il fuoco e gli incendi, molto frequenti in Italia. Quando si parla spesso di un argomento, come avviene in qualsiasi lingua, nascono e si usano e si sviluppano molte parole col tempo, per descrivere bene le differenze e le caratteristiche di ogni evento legato ad un incendio ed al fuoco. In fondo anche gli eschimesi hanno molti modi per descrivere la neve.

Secondo motivo: l’incendio dell’Amazzonia, il Polmone del mondo in Brasile che riguarda tutto il mondo, non solo il Brasile. Il polmone è l’organo che ci permette di respirare: l’aria va nei polmoni. Infatti di polmoni ognuno di noi ne ha due.

Quanti polmoni abbiamo? Ne abbiamo due ciascuno. Ciascuno di noi ha due polmoni. Ciascuno di noi ne ha due. E’ sempre bene ripassare gli utilizzi della particella “ne”.

Allora iniziamo dalla prevenzione: gli incendi vanno prevenuti. Prevenire è un verbo interessante perché si può usare per tutti gli eventi sgradevoli, negativi, pericolosi: prevenire una malattia, prevenire una catastrofe, prevenire un incendio, prevenire uno scandalo, un attentato eccetera.

Prevenire significa prendere tutte le precauzioni necessarie affinché un evento negativo non avvenga, non si verifichi; potremmo anche dire che gli incendi vanno scongiurati, come tutti i pericoli: scongiurare un pericolo è un’espressione di cui ci siamo occupati già. Prevenire inizia con “pre” che significa prima: quindi fare qualcosa prima che un evento accada.

Prima ho detto anche prendere tutte le precauzioni necessarie affinché un evento negativo non avvenga, non si verifichi. Ho usato due volte il congiuntivo di verificare e avvenire. Perché? Perché uno degli usi del congiuntivo, come abbiamo visto in vari episodi, è quello di esprimere un augurio, una speranza, ma anche un timore, una paura.

Spero che tu abbia pazienza con me

Mi auguro che tutto vada bene

Desidero che non ci siano più incendi in Amazzonia.

E’ meglio prevenire che curare, dice un famosissimo proverbio italiano. Ed anche negli incendi è meglio prevenirli piuttosto che cercare di spegnerli dopo.

Ma perché avviene un incendio? Un incendio può avvenire per motivi naturali oppure dolosi.

Ecco il secondo termine di oggi: incendio doloso.

Un incendio può essere provocato da diverse cause sia naturali, come detto, cioè non provocate dall’uomo, ad esempio da fulmini, oppure per mano dell’uomo. Se l’uomo, volontariamente, appicca un incendio, questo incendio è un incendio doloso.

Quindi un incendio doloso avviene perché la colpa è dell’uomo. Parlo di colpa perché un sinonimo di colpa è “dolo“. Quando qualcosa avviene per dolo di qualcuno, cioè per colpa di qualcuno, per colpa di qualche persona, allora significa che c’è una volontà cosciente di infrangere la legge da parte di questa persona. Il dolo è un termine abbastanza tecnico, usato molto dagli avvocati. Però gli incendi dolosi è una definizione utilizzata da tutti gli italiani.

Quindi gli incendi dolosi sono quegli incendi che vengono appiccati dagli uomini. C’è qualcuno che ha un interesse particolare nell’appiccare un incendio, ad esempio creare nuovi pascoli per gli animali per produrre carne.

Come si chiama la persona che accende un fuoco, o colui che appicca un incendio?

Si chiama “piromane“. Si parla sempre di piromani quando si devono indicare le persone che accendono dei fuochi, anche e soprattutto quando sono dolosi. La piromania è un’ossessione, una fissazione, una mania, verso le fiamme, gli esplosivi eccetera. Queste sono tutte espressioni che hanno a che fare con i desideri e che abbiamo già trattato in un bell’episodio dedicato.

person wearing guys fawkes mask watching flame
Photo by Ashutosh Sonwani on Pexels.com

Insisto e sottolineo con la voce questo verbo “appiccare” perché questo è un verbo che si usa quasi esclusivamente per gli incendi. Appiccare un fuoco, o un incendio significa accendere un fuoco, provocare un incendio, dar fuoco, incendiare.

Io appicco un incendio nel mio giardino

Tu appicchi un incendio nel tuo giardino

Lui appicca un fuoco nel bosco

Noi appicchiamo un fuoco alle navi nemiche

Voi appiccate il fuoco

Un’altro motivo per cui nascono gli incendi può essere chiamato fortuito: un incendio fortuito è un incendio casuale, che si verifica senza una determinabile ragione.

Molte cose possono essere fortuite, e questo termine può essere usato al posto di casuale:

Un incontro fortuito è un incontro causale, non programmato.

Spesso si parla di “caso fortuito“, che sembra una ripetizione, ma si usa per sottolineare la casualità. Ad esempio:

Solo per un fortuito caso l’esplosione non ha provocato vittime

Posso dire “caso fortuito” o “fortuito caso” senza problemi.

Gli incendi, a dire il vero, solo raramente nascono per un caso fortuito, infatti sono quasi sempre dolosi, anche se questo qualche volta non si riesce a dimostrare.

Quando un incendio è doloso l’incendio avviene per via di un “combustibile“. Questa è ancora una parola da spiegare. Un combustibile è una sostanza chimica, come la benzina, che è il combustibile delle automobili (uno dei combustibili almeno).

Il combustibile quindi può servire, può essere utilizzato, anche per appiccare un incendio, che quindi sarebbe doloso, non certo fortuito!

C’è un processo di combustione, cioè una reazione chimica che produce energia termica, che sviluppa calore. Ogni volta che brucia qualcosa. I combustibili sono quindi i materiali infiammabili che posso dar origine, cioè possono far nascere, possono provocare, un incendio doloso.

I combustibili vengono anche chiamati carburanti. Questo termine: carburante, è quello che si usa normalmente per alimentare i motori e le automobili.

Qual è il carburante della tua auto? la benzina, il diesel o il metano?

Le macchine totalmente elettriche non hanno un carburante, poiché non avviene combustione in un motore elettrico.

Si legge spesso, quando si parla di incendi, la frase “in fiamme“, ad esempio:

l’Amazzonia è in fiamme.

L’ospedale è in fiamme

La casa è andata completamente in fiamme

Significa che qualcosa sta bruciando completamente. “Aggiungere completamente” è quasi inutile perché “essere in fiamme” indica un incendio che interessa un’intera area.

Anche un cuore può essere in fiamme, in senso figurato, nel senso che è infuocato d’amore (anche questo è un incendio in fondo!)

Le fiamme sono ciò che si vede, oltre al fumo, quando c’è un incendio.

Le fiamme sono caldissime e sono anche molto colorate: il colore predominante è il rosso, ma in realtà il colore delle fiamme cambia a seconda della temperatura: dai 600 circa agli 800 gradi il colore è rosso, prima scuro e poi più chiaro. Ma una fiamma può anche essere di color Amaranto (una specie di marrone), Rosa, Arancione, Giallo, Bianco (qui siamo a più di mille gradi centigradi) e infine azzurro e Blu o anche viola alla temperatura di millequattrocento gradi centigradi.

Cosa il usa per spegnere un incendio? Beh. intanto possiamo usare anche il verbo smorzare. Attenzione perché qui entriamo in un campo delicato. Spegnere un incendio indica che le fiamme non ci sono più, che l’incendio è stato “domato” cioè è stato completamente spento.

Invece smorzare, benché a volte si usi come sinonimo di spegnere significa attenuare, attutire:

Smorzare la luce della camera da letto

Smorzi la luce della camera per favore? Puoi smorzarla? Puoi farmi questo favore?

img-20190829-wa00295454599993365244797.jpgDicevo, nonostante si usi a volte al posto di spegnere, smorzare in realtà significa far diminuire di forza o d’intensità, non solo un incendio o un fuoco, ma qualsiasi cosa che può variare di intensità. Posso usare anche attenuare, attutire.

Ho mangiato un panino che mi ha smorzato la fame

La tenda che ho messo davanti alla finestra riesce a smorzare un po’ la luce del sole

La mia rabbia si è smorzata 

Ogni sentimento può aumentare o decrescere, quindi può smorzarsi, attenuarsi, diventare più debole, diventare meno forte, meno intenso. Si usa anche mitigare un incendio. In questo caso non c’è ambiguità: la mitigazione indica la parziale diminuzione di intensità. Anche mitigare si usa molto anche al di fuori degli incendi. Si usa molto nel caso di dolore:

Occorre mitigare il dolore

Occorre quindi far scendere il dolore, renderlo più mite, meno intenso e acuto, occorre alleviare, rendere più lieve. Il vocabolario è molto vasto come vedete.

Anche un incendio può essere mitigato, e allora diventa meno intenso. Alleviare si usa prevalentemente per il dolore. Mitigare si usa sia per gli incendi che, più frequentemente, per i prezzi, per la rabbia e i sentimenti, o per una affermazione.

Smorzare è più fisico, più materiale, quindi più adatto, come verbo, alla luce, alle fiamme. Si usa anche nello sport: smorzare la palla, un colpo smorzato. Quindi smorzare la palla è colpire la palla in modo da rallentarla, e smorzare un colpo significa attenuare un colpo, diminuendone la forza. Con un cuscino ad esempio potete smorzare un pugno.

Un incendio può essere smorzato con gli aerei che gettano acqua sulle fiamme, e quando avviene questo, quando un incendio viene smorzato, le fiamme si attenuano, diminuiscono, quindi anche la velocità di propagazione dell’incendio decresce, scende.

Ho usato il verbo propagare o propagarsi, che è il contrario di smorzare. Se un incendio si propaga allora vuol dire che si allarga, le fiamme vanno anche in altre aree, quindi le zone interessate dall’incendio aumentano.

Se dico:

La luce si propaga nella stanza

La luce quindi parte da una lampadina ad esempio, e velocemente, in men che non si dica, si propaga in tutta la stanza quindi tutta la stanza sarà presto illuminata.

Anche il fuoco, sebbene più lentamente, parte da un punto, quello in cui viene appiccato, se doloso, e poi si sparge, si diffonde, si propaga, si estende in altre aree confinanti: prima si incendia un albero, poi un arbusto, poi ancora un albero e così via.

Per evitare che un incendio si propaghi una volta innescato, cosa bisogna fare?

Beh intanto specifichiamo il senso del verbo innescare. Non è come appiccare, perché questo è un incendio doloso. Innescare indica semplicemente l’inizio di un incendio, quindi vuol dire prendere avvio, con dolo o senza dolo.

Cosa si fa dunque per non far propagare un incendio? Ormai l’incendio è partito, quindi cosa possiamo fare? Solamente cercare di attenuarlo, cioè smorzarlo o, meglio ancora, spegnerlo.

Possiamo fare almeno tre cose: eliminare il combustibile, ad esempio chiudere l’erogazione di gas, se questo ha causato e alimenta ancora l’incendio, oppure creare delle strisce di terra senza vegetazione, per fare in modo che appunto l’incendio non si propaghi.

Seconda cosa, possiamo abbassare la temperatura raffreddando, quindi ad esempio gettando acqua sopra l’incendio. L’acqua raffredda, abbassa la temperatura.

Terza cosa: possiamo togliere l’ossigeno, ad esempio soffocando il fuoco con delle coperte o estintori). Gli estintori sono apparecchi che si prendono in mano e che contengono acqua, ma più frequentemente polvere o schiuma.

photo of fire extinguisher box
Degli estintori – Photo by Moreno Matković on Pexels.com

Prima ho usato il verbo alimentare: Cosa alimenta un fuoco? Cosa può alimentare un incendio?

Posso alimentare una persona, un bambino, cioè dargli del cibo, farlo mangiare, oppure posso alimentare un sentimento, come la speranza. In questo caso significa mantenerla viva, eccitarla, non farla diminuire.

Se mi dite che sono un bravo insegnante alimentate la mia voglia di fare dei nuovi episodi.

Se alimentate un fuoco, lo stesso, lo rendete vivo, lo fate aumentare, continuate a mettere combustibile sopra. Difficile spegnere o smorzare un fuoco che continua ad essere alimentato.

Il senso è sempre quello di dare qualcosa per mantenere in funzione:

Potete anche alimentare una centrale elettrica, o il vostro camino, mettendo legna per fare in modo che il fuoco non si spegne.

E chi spegne gli incendi? I pompieri lo fanno per lavoro: si chiamano così in Italia, ma si chiamano anche Vigili del fuoco, perché vigilano, cioè controllano, sorvegliano e, quando c’è un incendio spengono il fuoco con le loro pompe che prendono in mano (per questo si chiamano pompieri) o almeno cercano di smorzarlo nel più breve tempo possibile.

fireman holding fire hose
Photo by Tim Eiden on Pexels.com

Credo che può bastare così per oggi.

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Esercizio di ripetizione:

Accendere un fuoco

Appiccare un incendio

Andare in fiamme

L’edificio è andato subito in fiamme dopo che qualcuno ha appiccato l’incendio

Occorre smorzare subito l’incendio

La propagazione delle fiamme

Bisogna smorzare l’incendio prima che si propaghi nelle aree circostanti

Prevenire un incendio

Prevenire un incendio è meglio che cercare di spegnerlo dopo

Meglio prevenire che curare

L’incendio è stato fortuito

L’incendio è stato doloso

Piromane

Il piromane più famoso del mondo è l’imperatore Nerone

L’episodio finisce qui, colgo l’occasione per ringraziare i donatori, che sostengono ed aiutano Italiano Semplicemente anche a propagarsi.

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