784 Una

Una (scarica audio)

Trascrizione

Giovanni: dopo aver visto “delle due l’una“, oggi vi voglio dire che “una,” al femminile, con o senza apostrofo, si usa in diversi modi interessanti oltre a quello visto l’episodio scorso e oltre agli utilizzi già noti a tutti coloro che studiano la lingua italiana, come ad esempio:

Ho visto una ragazza molto carina

Facile. In questo modo lo sapete usare tutti senza problemi.

Quante volte sei andato in Italia? Solo una?

Anche qui nessun problema e poi anche la versione maschile “un” si usa negli stessi modi. A noi però interessa oggi quella femminile: una.

C’era una volta…

Anche questa la conoscete sicuramente. Le storielle per bambini iniziano sempre in questo modo.

Anche con l’apostrofo sono sicuro che non ci sono problemi:

È l’una e mezza

È l’una in punto

Ci vediamo all’una meno un quarto

Qui parliamo chiaramente dell’ora.

Oppure:

Faccio la pasta a pranzo oppure una bistecca?

Risposta: L’una o l’altra va bene lo stesso.

Va bene sia l’una che l’altra.

Notate che la pronuncia di “l’una” con l’apostrofo, è diversa dalla pronuncia di “luna” senza apostrofo: si intende il pianeta più vicino alla terra in questo caso.

Con l’apostrofo, la elle iniziale è più “allungata” che senza.

C’è un’eccezione però, perché esiste la regola del rafforzamento, anche detto raddoppiamento fonosintattico, ricordate?

Abbiamo un bell’episodio in merito fortunatamente.

Es:

Guarda che luna!

In questo come in altri casi, si raddoppia la pronuncia ugualmente, come se fosse scritto “chelluna”.

Nonostante questo, la luna resta quel pianeta vicino alla terra che ha ispirato tanti poeti e artisti di tutto il mondo.

Poi esiste anche l’espressione “è una parola!” che abbiamo già trattato in un bello e lungo episodio vecchio stampo, dedicato al termine “parola”.

Tornando a “una“, è interessante che si usa in frasi cosiddette ellittiche, cioè quando si parla di qualcosa che non viene espresso, ma si intuisce dal contesto.

Si capisce insomma di cosa parliamo anche se non lo diciamo.

Ma di cosa parliamo?

Ad esempio di una barzelletta, o una cosa divertente, una storia, un fatto accaduto di interesse. Anche se il termine “fatto” è maschile, non possiamo usare “uno” allo stesso modo. Dobbiamo usare il femminile.

Adesso te ne dico una divertente!

Forse stavamo parlando di barzellette, quindi è ovvio che “una” indica una barzelletta, ma non è detto. Posso iniziare anche una discussione in questo modo.

Ne vuoi sentire una?

Una frase di questo tipo fa subito pensare a qualcosa di divertente, qualcosa di insolito, di curioso.

È come dire:

Senti cosa mi è capitato oggi!

Ti devo dire una cosa curiosissima

Oppure se dico:

Stamattina me ne è capitata una che non ti dico!

Anche qui voglio creare curiosità nelle parole che sto per dire, per l’avvenimento che mi è capitato, qualcosa di divertente forse, di curioso, che stupisce o magari che sbalordisce per quanto è strana e insolita.

Si potrebbe trattare anche di una disavventura, cioè di un fatto, una situazione inaspettata, un contrattempo spiacevole.

È interessante poi notare che a volte è sufficiente la forma femminile, senza neanche usare “una” perché magari parliamo al plurale:

Ne vedremo delle belle!

Questo è un esempio. Abbiamo già parlato di questa espressione.

Oppure:

Ne sono successe di tutti i colori! Una poi in particolare te la devo raccontare!

Comunque, restando sull’uso di “una”, vi faccio un altro esempio:

Oggi mio figlio ne ha combinata una delle sue!

Stavolta si può trattare di uno scherzo, un dispetto, un piccolo guaio, di una marachella.

Il verbo combinare fa pensare proprio a questo. Potrei anche usare comunque il verbo fare.

Si tratta sempre di linguaggio piuttosto informale. Adesso rinfreschiamoci la memoria:

Ulrike: Se non c’è altro parliamo un po’ del tempo? Tanto per chiacchierare un po’.

Marcelo: Tempo, in che senso? Intendi le condizioni meteorologiche? Ma va, proprio un tema che lascia il tempo che trova.

Albéric: Che bel gioco di parole Marcelo. Ma hai proprio ragione. Coloro che non sanno onon se la sentono di parlare di cose interessanti ricorrono spesso e volentieri alle condizioni del tempo. Che pizza.

Sofie: Ma cosa dite voi due? Quali commenti sgarbati ad un’igenua proposta di un membro del gruppo!! Oltretutto siete proprio ignoranti. Come se non fosse risaputo che il tempo ha un impressionante impatto sul nostro stato d’animo.

Hartmut: Giusto Sofie, per non parlare dello stretto nesso con la situazione ambientale del mondo.

Ulrike: Per me, quando ero giovane, il tempo era una cosa di secondaria importanza. Poi, non so dire esattamente quando – sarà più o meno stata dopo esser entrata negli anta. Mi sono resa conto di una certa dipendenza del mio stato mentale dalle relative condizioni del tempo.

Peggy: A proposito di tempo! Per la nostra gita di domani, le previsioni danno pioggia di brutto. Come rimaniamo? Ci incontriamo a casa mia per una bella abbuffata?

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