46 – La giacenza- ITALIANO COMMERCIALE

La giacenza (scarica audio)

Trascrizione

Lezione numero 46 di Italiano Commerciale.

Parliamo di giacenza, anzi forse meglio parlare di giacenze, al plurale, che nel mondo del commercio si usa più spesso. Mi riferisco in particolare alle giacenze di magazzino.

Cosa sono? Il magazzino, prima di tutto, è un locale, una stanza, un ambiente chiuso adibito a deposito di merci e materiali vari. Ho utilizzato il verbo adibire perché questa stanza, questo locale viene adibito a deposito, cioè viene destinato all’uso di deposito.

Nel magazzino ci vanno depositate le merci in genere, ma ci possiamo mettere anche attrezzature varie. Soprattutto però nel magazzino ci vanno le scorte, cioè la merce in più, che prima o poi finirà in negozio per essere venduta o che resterà invenduta, cioè non venduta. Il termine scorta, più in generale, indica un accantonamento, una riserva, spesso di viveri (cose da mangiare) o di altri materiali, o anche di denari, atti a far fronte a eventuali necessità.

Si può ad esempio fare scorta di benzina perché potrebbe servire in futuro. “Fare scorta di” qualcosa si usa spessissimo per indicare questo concetto. In ambito commerciale però si tratta fondamentalmente di prodotti, di merce da vendere in un secondo momento. Una sorta di riserva dunque. Ma non è detto che si venderà. Le scorte si tengono quindi nel magazzino e ogni negozio che si rispetti ne ha uno. Questi prodotti stanno fermi nel magazzino in attesa che prima o poi possano servire. Possiamo anche dire che questi prodotti giacciono in magazzino. Si tratta di giacenze di magazzino.

Il verbo giacere si può usare anche per le persone oltre che per gli oggetti. Se qualcosa giace su un ripiano, ad esempio, allora significa che è disposto su un piano orizzontale. Il verbo trasmette un senso di immobilità. Non è un caso che se un corpo giace a terra, significa che non si muove, e spesso si usa questo verbo per dire che questa persona è morta.

Ma restiamo in ambito commerciale. Le giacenze si riferiscono quasi sempre alla merce che sta in magazzino. Si chiama così, come detto, la merce invenduta o accantonata ma esistono anche le giacenze di contante (quindi denaro) non utilizzato.

Dopo aver acquistato i macchinari, quanto abbiamo in giacenza?

Quando si parla di denaro, meglio chiamarla giacenza di cassa, che riguarda più in generale un’azienda, il contante e i valori presenti in cassa (giacente in cassa) alla fine di un dato periodo. Il senso di immobilità in questo caso si riferisce al fatto che questi soldi non sono stati spesi.

Sono rimasti in cassa. Il concetto di giacenza è importante anche perché riguarda anche il bilancio di un’azienda. La questione però rischia di diventare molto complicata e meglio non approfondire più di tanto. Basti sapere che quando registriamo nel nostro bilancio delle spese e delle entrate, dobbiamo far riferimento ad un determinato anno, o meglio ad un determinato “esercizio“. Esercizio 2022, ad esempio.

Si tratta dell’Esercizio amministrativo, cioè l’attività economica svolta da una azienda entro il periodo di un anno. Ebbene, alla fine dell’anno vanno fatte delle modifiche, delle rettifiche, dette “rettifiche di storno”.

Queste rettifiche sono necessarie perché al 31 dicembre di quell’anno ci potrebbero essere dei costi (oppure dei ricavi) che non sono ancora stati completamenti utilizzati.

Questo accade proprio quando ci sono giacenze di magazzino: ci sono dei costi già sostenuti in questo esercizio, che però saranno venduti (o altro) solo nel prossimo esercizio o in quelli successivi.

Ecco allora che bisogna fare le “rettifiche di storno” per fare in modo che queste giacenze siano sistemate da un punto di vista contabile. Lo storno si è capito che, nell’uso contabile, è l’operazione con cui viene rettificata, cioè cambiata, modificata, trasferita (dunque “stornata”) una somma da una voce di spesa a un’altra. Ci vediamo al prossimo episodio di italiano commerciale.

10 Domande sull’episodio

  1. Il verbo giacere indica a)mobilità b)immobilità c) vita
  2. Se c’è della merce che giace in magazzino, significa che a) La merce è stata venduta b) si tratta sempre di merce invenduta c) può trattarsi di scorte di magazzino d) potrebbe darsi che nel negozio non c’è spazio a sufficienza
  3. Le scorte di magazzino sono M _ _ _ _ che G_ _ _ _ _ in magazzino
  4. Lo storno è quell’operazione con cui si R _ _ _ _ _ ICA una voce nel bilancio i un’azienda
  5. Rettificare significa a) mettere la merce su un piano b) fare una modifica c) lasciare tutto com’è
  6.   Le rettifiche di _ _ _ _ _ _ si fanno a) a fine anno b) a inizio anno c) nel mese di giugno
  7. Un esercizio finanziario è pari a a) un giorno b)una settimana c) un mese d) un anno
  8. ciò che G_ _ _ _ in cassa si chiama _ _ _ _ _ _ _ _ di cassa
  9. Mettere in magazzino una certa quantità di merce per eventuali esigenze future significa a) fare scorta di merce b) aumentare le giacenze di magazzino c) diminuire le giacenze di cassa
  10. Se siamo nel 2022, il prossimo _ _ _ _ _ _ _ _ _ amministrativo sarà il _ _ _ _ .

Risposte

  1. b)immobilità
  2. c) può trattarsi di scorte di magazzino d) potrebbe darsi che nel negozio non c’è spazio a sufficienza
  3. Le scorte di magazzino sono MERCE che GIACE in magazzino
  4. Lo storno è quell’operazione con cui si RETTIFICA una voce nel bilancio i un’azienda
  5. b) fare una modifica
  6. STORNO, a) a fine ano
  7. d) un anno
  8. ciò che GIACE in cassa si chiama GIACENZA di cassa
  9. a) fare scorta di merce b) aumentare le giacenze di magazzino
  10. Se siamo nel 2022, il prossimo ESERCIZIO amministrativo sarà il 2023.

660 Intonso

Intonso (scarica audio)

Trascrizione

Giovanni: questo episodio lo dedichiamo all’aggettivo intonso, sicuramente poco conosciuto e soprattutto usato da voi studenti non madrelingua.

Un aggettivo che si può usare per descrivere pochissime cose, tipo un libro, o qualcosa da mangiare, o i capelli o la barba di una persona. Cosa hanno in comune queste cose?

Intonso deriva dal verbo tosare, e significa “non rosato“.

La tosatura è l’operazione di togliere la lana (il vello) alle pecore, o del pelo di altri animali, e riguarda anche le siepi quando vengono curate e tagliate. Ironicamente si usa anche per i capelli:

Ti sei tosato i capelli?

Quindi qualcosa di non tosato, in senso figurato, può essere rappresentato da qualcosa che non è stato ancora toccato, usato, e non solo tosato o tagliato.

Quindi un libro che non è stato mai letto possiamo dire che è ancora Intonso.

To ho regalato un libro lo scorso anno ma sono sicuro che è ancora intonso

A dire il vero nel caso del libro, quando è intonso è perché il processo di taglio delle pagine non è stato ancora terminato, quindi è impossibile leggere un libro intonso poiché è impossibile sfogliarlo.

In realtà però si usa normalmente quando un libro non è stato ancora letto e in pratica è ancora nuovo, in ottime condizioni.

Infatti non à caso questo aggettivo si può usare anche quando si mette in vendita qualcosa e si vuole assicurare i potenziali acquirenti che il prodotto è integro e mai usato.

Vendesi amplificatore Intonso anni ’80

Vendesi collana di enciclopedia intonsa.

Vendesi 100 quaderni intonsi a quadretti

Eccetera

Anche qualcosa da mangiare, se non l’ha toccato nessuno, possiamo definirlo così:

Questa treccia di mozzarella avanzata dal catering è ancora intonsa.

Quindi non è stata ancora toccata da nessuno e in particolare neanche è stata affettata. È ancora intera.

Direi che l’aggettivo in generale funge da assicurazione per fare in modo che una persona possa essere interessata a questo oggetto.

Anche dei capelli molto lunghi possono definirsi intonsi. Lo stesso per una barba molto incolta.

Sono due anni che i tuoi capelli sono intonsi!

Oppure possiamo usarlo quando ci si potrebbe aspettare che qualcosa sia stato oggetto di modifica ma invece non è così:

Una vettura del 1900 è stata messa a nuovo. Soltanto il sistema di trazione è rimasto intonso.

Cioè è rimasto quello che era all’inizio, quando è stato costruito. Nessuno l’ha mai modificato.

A proposito, se avete un libro di grammatica ancora intonso, mettetelo pure in vendita. Con Italiano Semplicemente non ne avrete mai bisogno.

Spesso un oggetto intonso si intende anche ancora confezionato. Questa è una differenza rispetto all’aggettivo intatto e anche integro. Un oggetto intatto è esente da manomissioni, contaminazioni, danni, ma non è prerogativa dei soli oggetti:

il patrimonio è ancora intatto (cioè nessuno ha speso nulla)

Il mio onore è intatto (nessuno mi ha ancora disonorato)

l’edificio è rimasto intatto dopo il terremoto (non si è danneggiato);

I nostri diritti restano intatti (non sono stati compromessi, sono quelli di prima, non si sono ridotti)

Integro è molto simile a intatto ( si riferisce alla completezza degli elementi relativi alla propria interezza e funzionalità e anche questo aggettivo non è solo per gli oggetti:

conservare integre le proprie forze

Un oggetto integro è invece non rotto, ancora intero è funzionante.

In definitiva in generale, se parliamo di oggetti, intatto e integro non dà garanzia di non utilizzo.

Adesso ripassiamo:

Allora facciamolo con Irina dalla California, membro dell’associazione Italiano Semplicemente, che si è dilettata nella costruzione e nella registrazione della frase che state per ascoltare:

Irina: Ma guardate un po’ voi, anche oggi non sono in vena. Sto cincischiando anziché prefiggermi di studiare. Faccio sempre così, salvo poi dire a me stessa: Pigra di un bradipo che non sei altro! Smettila di pettinare le bambole! La tua pigrizia è il tuo grosso ostacolo. Qui casca l’asino! Di questo passo, quando sarà in vista di un miglioramento? Forza allora con lo studio, subito, senza remore! Ebbene , spero che questa mossa porti subito risultati. Magari potessi studiare come si deve! E invece anche oggi nisba.