Le meraviglie di Roma: la Scala Santa

Audio

Trascrizione

Giovanni: ciao a tutti. Bentornati su italianosemplicemente.com. Oggi ritorna la rubrica “le meraviglie di Roma“. Io sono Giovanni ma questa puntata la lascio volentieri nelle parole di Bogusia, membro dell’Associazione Italiano Semplicemente.

Bogusia ci parlerà della Scala Santa, a Roma. Mentre farà questo, Bogusia prova ad utilizzare alcune espressioni imparate sulle pagine del nostro sito. Vediamo come se la caverà. Buon ascolto a tutti. Iniziano le trasmissioni di radio italiano semplicemente.

Bogusia:

Buongiorno, salve cari ascoltatori di “radio italiano semplicemente”.

Mi chiamo Bogusia e vi ringrazio per aver scelto di ascoltarci ancora una volta.

Io sono uno dei membri dell’associazione Italiano Semplicemente e oggi mi piacerebbe parlare della nostra nuova rubrica, “le meraviglie di Roma”, che è stata lanciata circa un mese fa, quando ci siamo occupati della Bocca della Verità.

A dire il vero c’è stato anche un episodio dedicato al Pantheon tempo addietro, ed uno anche dedicato a Castel Sant’Angelo, ma non era ancora stata definita con esattezza l’intenzione di realizzare una rubrica dedicata a Roma ed alle sue meraviglie.

Devo ammettere che non è stato affatto facile riprendere la rubrica per via della scelta giusta. Più volte sono stata sul punto di mollare tutto; capirai!

Avevo solo l’imbarazzo della scelta su quale delle tante meraviglie scegliere.
Ci sono tanti posti, luoghi, attrazioni, meraviglie a Roma di cui parlare, ma penso che man mano li potremo scoprire tutti, senza farci prendere dalla frenesia.

Possiamo dare un’occhiata soprattutto ai meravigliosi luoghi che risultano ancora poco conosciuti dalle masse.

Un’altra sfida poi avevo in mente: mettere a frutto le espressioni (alcune intendo) imparate su italiano Semplicemente.

Con questi due obiettivi in mente, per questa puntata ho voluto scegliere un luogo adatto.

Dopo tanta esitazione e tanto indugio, alla fine sono riuscita a far uscire dalla testa “la scala Santa“.
Ma quale scala Santa d’Egitto?

Qualcuno potrebbe mettersi a gridare!

Io ho scelto questo luogo turistico poco conosciuto perché si trova presso il centro di Roma ed è facilmente raggiungibile da tutti.

Inoltre, come dicevo, è un luogo non molto conosciuto, se non dai cittadini e turisti di fede cristiana.

Considerata la storia della Scala Santa (forse dovremmo parlare di leggenda) secondo me vale assolutamente la pena di parlarne, fede religiosa a parte.

Cercherò di rendere il mio racconto il più breve possibile e spero di riuscire ad adempiere ai miei due obiettivi di cui sopra ed al mio piacere di riscuotere il vostro interesse.

Vediamo un po’: il santuario della Scala Santa si trova nel complesso dei palazzi del Laterano, a un passo dalla basilica di San Giovanni in laterano, antica sede del Papa. Lo sapevate?

Bisogna attraversare solamente la strada rispetto alla basilica lateranense e si entra in un altro mondo che ci riconduce alla passione di Gesù Cristo.

Ma anticamente, pochi lo sanno, quel luogo era tutt’uno con il palazzo papale.

Non vorrei però raccontare la storia del luogo, ma la tradizione raccontata da più di mille anni.

Per la religione cristiana e secondo gli storici del medioevo si tratta di uno dei luoghi più venerati di Roma.

Una leggenda medievale vuole infatti che questa scala sia la stessa che Gesù utilizzò per raggiungere l’aula dove poi lo avrebbe aspettato il governatore Ponzio Pilato per interrogarlo, a Gerusalemme, poco prima della crocifissione.

Questa scala utilizzata da Gesù fu trasportata a Roma nell’anno 326 per volere della madre di Costantino l, Flavia Giulia Elena, venerata dai cristiani col nome di Sant’Elena Imperatrice.

Si tratta di 28 gradini in tutto, gradini marmorei, quindi costruiti in marmo.

La venerazione della Scala Santa si deve anche al fatto che la scala porta verso la cappella di San Lorenzo in Palatio ad Sancta Sanctorum, ovvero la cappella privata del pontefice, nella quale si trovano tesori numerosi, tesori non da vagliare da un orefice o gioielliere ma dal punto di vista sacro.

Tra questi, ci sono le reliquie della passione di Cristo portati a Roma insieme alla scala di Sant’Elena.

Come racconta la tradizione, i 28 gradini furono sistemati dall’alto verso il basso in modo da non essere calpestati dai muratori.

I fedeli possono salirla in ginocchio. Non a piedi dunque ma con le ginocchia, sempre in segno di rispetto e venerazione.

Tale uso è antichissimo ed è stato sempre osservato. Parecchi fedeli percorrono, tutt’oggi, rigorosamente in ginocchio, tutta la scala Santa, pregando e chiedendo delle grazie.

I gradini della Scala Santa non sono mai stati percorsi a piedi, come avviene normalmente, tranne un’unica volta.

Si racconta di un solo caso infatti, come riferiscono le cronache del 1600: quello di un non credente che la volle salire a piedi.

Sembra però che quando posò il piede sull’undicesimo gradino, lo stesso sul quale cadde Gesù, una forza misteriosa gli fece improvvisamente piegare le gambe.

Spero di essere riuscita a destare qualche stupore o interesse e farvi voglia di saperne di più. Magari se andate a Roma, dare un’occhiata a questo posto, che seppur poco conosciuto ai più. Neanche, a quanto sembra, ai romani stessi, che passando in macchina nelle immediate vicinanze o fermi in attesa che scatti il fatidico semaforo, la guardano pensando che si tratti di una chiesa qualsiasi.

Chi ha il pane non ha i denti, come si dice a Roma, dove spesso ci si perde tra mille bellezze architettoniche e storiche.

Il mio racconto finisce qui, grazie mille per la vostra attenzione.

Spero che io non abbia disatteso le vostre aspettative e che Dio ce la mandi buona per il prossimo incontro su queste pagine.

Comunque, a prescindere da quanto ho raccontato oggi, dovete sapere che in questo periodo si approssima la cosiddetta “quinta stagione” dell‘anno.

Si chiama comunemente così il tempo del carnevale in Germania, dove abito.

Approfitto pertanto per augurarvi buon divertimento e tanto gustose ciambelle di Carnevale, chiacchiere e tutto ciò che ha a che vedere con il carnevale.

Ho appena menzionato le ciambelle di carnevale ed allora prendo l’occasione al volo per ringraziare Giuseppina che registra per noi ottimi episodi che trattano delle specialità italiane.

Grazie mille Giuseppina.

Giovanni: brava Bogusia, hai usato parecchie espressioni di cui ci siamo occupati in passato ed anche qualche frase e qualche verbo dal corso di Italiano Professionale. Sulla trascrizione di questo episodio trovate i collegamenti alle frasi usate da Bogusia, che saluto. Mi piace molto fare questi episodi con i membri dell’associazione perché mi permette di capire le singole difficoltà dei membri che in questo modo possono essere risolte. Nel caso di. Bogusia le problematiche erano relative alle parole con l’apostrofo, come tutt’altro e castel Santangelo, oppure “un altro” dove, sebbene l’apostrofo non ci sia, potrebbe venire la tentazione di staccare le parole nella pronuncia. Questo è uno dei vantaggi dell’associazione italiano semplicemente.Grazie Bogusia.

Al prossimo episodio.

Annunci

Le meraviglie di Roma: la bocca della verità

Audio

scarica il file audio in formato

Trascrizione

Giovanni: Buongiorno amici di italiano semplicemente, chi vi parla e Giovanni il creatore del sito italianosemplicemente.Com.

Oggi però voglio lasciare la parola a Bogusia, un membro dell’associazione italiano semplicemente che ha deciso di farmi e di farvi (anche a voi) un regalo.

Bogusia vi racconterà una storia la storia della bocca della verità e la ringrazio per questo ma Bogusia farà anche un omaggio a me e alla associazione anche mettendo alla prova le sue ottime capacità di utilizzare molte espressioni che abbiamo spiegato all’interno del sito.

Molte espressioni idiomatiche, ma Bogusia, essendo membro dell’associazione ha utilizzato anche molti verbi professionali, i verbi che nascono per essere utilizzati prevalentemente in ambienti lavorativi ma che possono essere usati anche in altri contesti; questa ne è una dimostrazione.

Vedrete come Bogusia oltre quindi ad un certo numero di espressioni idiomatiche italiane utilizza verbi come addossare, spacciare spacciarsi, promuovere, valutare suffragare, avvalersi e fruire (e non solo) ad esempio, molti verbi professionali che abbiamo spiegato all’interno del corso di italiano professionale ma lascio la parola a Bogusia.

Ciao Bogusia, grazie per tutto questo. lLascio a te la parola dunque.

Bogusia: Buongiorno, cari ascoltatori di radio italiano semplicemente.

Per coloro che non mi conoscono mi chiamo Bogusia e sono polacca.

Un Caloroso benvenuto a tutti voi che mi ascoltate.

Io sono un membro dell’associazione italiano semplicemente e – spero che mi crediate – ne sono assai fiera.

Le feste natalizie sono arrivate, sono le feste più belle dell’anno, almeno secondo me, e con queste festività anche tutti gli auguri.

Prendo l’occasione al volo per fare i miei auguri a tutti coloro che mi stanno ascoltando.
Pensavo anche che con questo intervento potessi fare gli auguri e il ringraziamento al nostro professore e fondatore dell’associazione Giovanni, l’uomo di Roma che ci si mette con tanto impegno per aiutare agli stranieri nell’apprendimento dell’italiano: non solo è sempre disponibile con tutti coloro che abbiano delle domande o dei dubbi, ma registra per noi a iosa interessantissimi episodi con cui l’apprendimento va a gonfie vele.

Checché se ne dica riguardo all’apprendimento delle lingue, imparare l’italiano con Italiano Semplicemente è come andare a nozze.

Si impara mentre si fanno altre cose.

Non so come faccia Gianni ma vi giuro che le sue idee sono inesauribili.

Forse alza troppo il tiro di tanto in tanto (nel senso che a volte pretende troppo da noi) ma riesce sempre farlo in modo divertente e riesce rende sempre a rendere bene l’idea con le sue spiegazioni.

Macché, mi potreste dire voi, ci sono tantissimi siti nella rete, ci sono tantissimi libri per imparare la grammatica, non ci serve il metodo l’italiano semplicemente.

Che sarà mai.

La mia risposta, qualora fosse richiesta, sarebbe la seguente: è vero, anche io seguo altri siti e ascolto altre persone, ma purtroppo la maggior parte del materiale che offre la rete è realizzato in modo approssimativo.

Il problema è che spesso questi materiali lasciano a desiderare in quanto lo scopo è quasi esclusivamente quello di promuovere i loro prodotti a pagamento oppure parlano sempre degli stessi argomenti.
È già grasso che cola se spiegano qualche espressione in modo breve.
Nell’associazione Italiano Semplicemente si parla di tutto, ce n’è per ognuno di noi, per tutti i gusti ed interessi.

Per noi tutto fa brodo appunto, ma ci deve essere amore altrimenti il brodo viene senza sapore.

Non vorrei dilungarmi troppo, spero che prendiate la palla al balzo e raccogliate il mio invito, incuriositi da queste mie parole.

Abbiamo anche un gruppo whatsapp che è sempre molto attivo, e tutti ci aiutiamo a vicenda.

Se, come spero, decidete di aderire all’associazione, vi assicuro che ne vale la pena.

Qualora foste interessati ad apprendere l’italiano prendete questa occasione al volo, e sareste al posto giusto.

Del resto, penso che questo sia il modo più opportuno di ringraziarmi Gianni.

Vorrei adesso continuare dando uno spunto per un nuovo episodio: forse potrebbe trattarsi di una nuova serie, cioè “Le meraviglie di Roma” , che è la sua città.

Vagliando le diverse possibilità, per una serie di questo tipo sveglierei la “bocca della verità”.

Mi piacerebbe poter provare se la leggenda dice la verità in merito.

Magari si tratta solo di fandonie, oppure no.

Mi piacerebbe scoprirlo.

Guai a me? No, ne sono sicura!

Adesso prendo il toro per le corna e racconto la leggenda che ha a che fare con questo posto conosciutissimo.

Si dice che se un bugiardo mette la mano all’interno della bocca, la bocca gliela taglierà.

Molto tempo fa a tutti coloro che raccontavano troppe menzogne, un boia mascherato e posizionato apposta dietro la scultura tagliava la mano con una arma tagliente.

Poveri loro!

La tradizione vuole che la capacità della Bocca della verità di smascherare i bugiardi una volta non abbia funzionato e questo fu grazie all’astuzia di una donna.

Ecco la storia: Si racconta che c’era una ragazza sposata che aveva anche un amante, col quale tradiva il proprio marito; tutti lo sapevano ma non riuscivano a suffragarlo con delle prove.

Alla fine il marito decise di valutare la sincerità della moglie attraverso la famosa scultura.

La donna sembra spacciata, ma mentre la ragazza si recava verso il mascherone, l’amante, già d’accordo con lei, travestito per non farsi riconoscere , si era spacciato per un pazzo, la baciò all’improvviso!

Essendo all’apparenza il gesto di un matto, fu subito perdonato e poté andarsene.

Ma perché fecero questo?

Perché hanno fatto questa messa in scena ?

É proprio qui l’astuzia della donna!

Quel bacio in strada permise alla donna di dire, senza mentire, che nessun uomo l’aveva mai baciata, tranne il marito e quel pazzo di poco prima… ovvero il suo amante.

La donna aveva detto la verità!

Certo che con la verità aveva mascherato la sua bugia, il suo tradimento, ma era stata sincera, per cui la mano non le venne tagliata e la bocca della verità rimase così, per la prima volta nella storia, beffata.

Ecco la fine della leggenda.

Adesso tocca a voi: potete anche voi usufruire potere della Bocca della Verità se pensiate che io racconti delle bugie riguardo ai vantaggi di far parte dell’Associazione Italiano Semplicemente: portate me a Roma di fronte alla Bocca della Verità e verifichiamo insieme.

A proposito di Italiano Semplicemente: vorrei dare la benvenuta a Leily dal Brasile, che è appena diventata un membro dell’associazione.

Non che vi dobbiate sentire addossata qualche colpa per non aver fatto come Leily!

Vi consiglio però di avvalervi anche voi della possibilità di imparare con Italiano Semplicemente.

Non declinate il mio invito se state cercando di migliorare il vostro italiano.

Ancora una volta grazie mille a tutti per avermi concesso del vostro tempo.

Vorrei augurarvi un felicissimo anno nuovo 2019.

Fruite nel miglior modo possibile del tempo che verrà e mettete nella lista dei buoni propositi l’approfondimento dell’italiano.

Un abbraccio e a presto.

Giovanni: Grazie mille, davvero una bella storia quella che ha raccontato Bogusia alla fine, che ringrazio tanto anche per i complimenti a me e alla associazione.

La storia quindi della bocca della verità che, sapete, non conoscevo neanch’io fino in fondo.

Non conoscevo questa questa leggenda e mi ha molto incuriosito e credo che darò un’occhiata adesso su internet per saperne un po’ di più.

Sì, grazie Bogusia poi anche perché ha salutato e ha dato il benvenuto anche a Leily, brasiliana, nuovo membro dell’associazione: è l’undicesima brasiliana ma mentre Bogusia stava registrando questo episodio nel frattempo si è scritto anche Jean Marie, dalla Francia.

Benvenuto Dunque anche a Jean Marie all’interno dell’associazione: Il primo francese, quindi un motivo in più per festeggiare.

E grazie ancora per l’ascolto e a Bogusia ancora una volta per questo bel ringraziamento e questo che sto bell’episodio che ci ha regalato.

Un’ultima cosa: Ovviamente sì, accetto l’idea delle meraviglie di Roma che hai appena inaugurato tu con questo episodio.

La rubrica denominata “Le meraviglie di Roma”: seguiranno quindi altri episodi; in futuro parleremo di tutte queste cose belle che ci sono a Roma: tutte le opere d’arte, attrazioni turistiche varie, anche poco conosciute, e… ne vedremo delle belle!

Le meraviglie d’italia: Castel Sant’Angelo

Audio

Trascrizione

Giovanni: Buongiorno amici di Italiano Semplicemente, grazie di essere all’ascolto di questo nuovo episodio dedicato alla cultura italiana. La sezione si chiama “le meraviglie d’Italia”. Dopo il primo episodio che abbiamo dedicato al Pantheon, stavolta parliamo di Castel Sant’Angelo, un altro monumento romano.

Ascolterete anche le voci di Giovanna e Ludovica, italiane anche loro, come me, che mi hanno aiutato a realizzare questo bell’episodio. Quindi oggi saremo in tre, ascolterete pertanto tre voci, la mia, quella di Giovanna:

Giovanna: ciao io sono Giovanna e sono di Roma

Giovanni: E quella di Ludovica:

Ludovica: ciao a tutti, anche io abito a Roma.

Giovanni: In questo episodio abbiamo inserito di proposito alcune espressioni che si trovano spiegate all’interno nel corso di Italiano Professionale, in modo da aiutare tutti e specie chi ha prenotato il corso a ricordarle più facilmente. Questo di oggi è pertanto un modo interessante che stiamo provando per meglio ricordare quanto già imparato ed applicare meglio le sette regole d’oro per imparare l’italiano.

Castel Sant’Angelo: Molti di voi sapranno di cosa sto parlando perché probabilmente se siete venuti a Roma l’avrete visitato sicuramente. Castel Sant’Angelo è uno dei simboli della città di Roma, uno dei simboli della capitale d’Italia, e gli italiani, bambini a parte, conoscono Castel Sant’Angelo. Vero Ludovica?

Ludovica: Infatti proprio oggi mia figlia Bianca, di 10 anni, mi ha detto “mamma, noi andiamo sempre in giro per l’Italia e per l’Europa ma non conosciamo bene la nostra città!”.

È vero, è un po’ che ci penso anch’io”, le ho risposto, così ho preso la palla al balzo e ho organizzato una visita a Castel Sant’Angelo che penso sia uno dei monumenti più adatti ai bambini per cominciare: Bianca mi ha chiesto: ma è proprio un castello?

Castel_Sant'Angelo_(_Mausoleo_di_Andriano)
By Livioandronico2013 (Own work) [CC BY-SA 4.0
(http://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)%5D, via Wikimedia Commons)
Giovanni: Bella domanda! Castel Sant’Angelo è oggi un museo, uno dei musei più visitati d’Italia.

Un museo è un luogo dove vengono raccolte e quindi dove si possono vedere opere d’arte o oggetti antichi di valore o oggetti aventi – cioè che hanno – un interesse storico-scientifico.

Giovanna: A Roma ed in Italia in generale ci sono tantissimi musei: tra musei pubblici e musei privati a Roma si contano ben 171 musei, e dovete sapere che se venite a Roma potete visitarli anche gratuitamente, l’importante è che decidiate di farlo la prima domenica di ogni mese, quando i luoghi della cultura dello Stato, quindi musei, gallerie, scavi archeologici, parchi e giardini monumentali sono ad ingresso gratuito per tutti. Negli altri giorni dovete invece pagare il biglietto d’ingresso.

Il museo nazionale di Castel Sant’Angelo si trova vicino alla basilica di San Pietro, poco ad est rispetto alla città del Vaticano, anche detta “La Santa Sede”, che è poi anche uno Stato e non solo una città, come sapete.

Giovanni: Ebbene, sul ponte che porta al Castello, ponte che si chiama “Ponte Sant’Angelo” ci sono delle bellissime statue, quelle di San Pietro e San Paolo e altre 10 statue, gli “Angeli della Passione” scolpite su disegno di Lorenzo Bernini. Queste dieci statue sono state pensate da Bernini, sono state concepite da lui per essere viste dai visitatori mentre vanno alla Basilica di San Pietro, in modo da farli riflettere sulle sofferenze di Cristo. Bernini, Gian Lorenzo Bernini è stato un grande scultore ed architetto del passato, che studiava tutto nel dettaglio e che non lavorava certamente con sufficienza (Lezione n. 3: Approssimazione e Pressapochismo).

Per usare le parole di Urbano VIII, Bernini è stato un «Huomo raro, ingegno sublime, e nato per disposizione divina, e per gloria di Roma a portar luce al secolo».

Roma_-_Ponte_s__Angelo
Di Sergio D’Afflitto, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=41274907

Castel Sant’Angelo è dunque un museo,

Ludovica: è conosciuto anche come Mole di Adriano.

In origine era un mausoleo, cioè una tomba, un sepolcro e nello stesso tempo un monumento. Questo mausoleo è stato fatto costruire nel secondo secolo d.c. dall’imperatore Adriano (lo stesso Imperatore che ha voluto costruire anche la famosa villa di Tivoli). Adriano quindi aveva pensato a Castel Sant’Angelo come tomba per se stesso e per i suoi successori.

Giovanna: Il museo quindi nasce come sepolcro imperiale.

Ludovica: Nel 403 però il monumento perse la sua funzione originaria di sepolcro e fu incluso nelle mura aureliane diventando così un forte a difesa di Roma contro vandali Visigoti e fu indicato per la prima volta con il nome di “castellum”.

Giovanna: “Castellum”. Infatti, con la caduta di Roma e l’avvento del cristianesimo viene trasformato in una fortezza al fine di difendere la città dagli attacchi dei nemici. Quindi è diventato una vera e propria fortezza, un vero e proprio Castello.

Ludovica: nel sesto secolo divenne prigione di Stato, poi diverse famiglie nobili del tempo provano a contenderselo ma alla fine il castello diventa proprietà della Chiesa.

Giovanni: Contendersi qualcosa significa cercare di togliere a qualcun altro, quindi questo “qualcosa”, in questo caso è l’edificio di Castel Sant’Angelo, che è oggetto di una contesa, è ciò che viene conteso. Quindi i nobili del tempo, gli appartenenti alla nobiltà del tempo, si sono contesi Castel Sant’Angelo, hanno provato a contendersi tra loro Castel Sant’Angelo nella speranza di vincere la contesa, ma alla fine la Chiesa ha assunto la proprietà del mausoleo.

Vi chiederete il perché di questo nome. Perché Sant’Angelo? Perché si chiama proprio così?

Ebbene, a Roma nell’anno 590 (quindi si parla di quasi 1500 anni fa) ci fu una  terribile peste a Roma.

La peste è un’epidemia, cioè la rapida diffusione di una malattia contagiosa, questa è un’epidemia.

Durante questa epidemia, durante questa pestilenza romana il papa di allora, il capo della Chiesa del tempo che si chiamava Gregorio Magno organizzò una processione per chiedere aiuto al Signore, a Dio.

Una processione è una cerimonia religiosa a scopo di preghiera, di supplica, di ringraziamento a Dio.

A questa processione, durata tre giorni, prese parte l’intera cittadinanza romana: tutti i cittadini di Roma parteciparono a questa processione, e mentre la processione passava vicino al Castello apparve in cielo un angelo, l’Arcangelo Michele, e questo angelo aveva una spada in mano e questa spada fiammeggiante veniva rimessa nel fodero dall’angelo.

Questa spada evidentemente rappresentava la peste, l’epidemia, e questo gesto di porre la spada all’interno del suo fodero, nella sua custodia, nel suo contenitore, dove non può far più male a nessuno è segno della fine della peste.

Ed infatti la peste cessa; la peste termina la sera stessa. Il mausoleo di Adriano è diventato così il Castello dell’Angelo.

Ed infatti tutti possono vedere la statua di bronzo dell’Angelo che si trova in cima al Castello. Quella statua rappresenta appunto l’Angelo apparso ai romani il 29 agosto dell’anno 590. La bellissima statua quindi si trova lì in segno di devozione cioè di ringraziamento.

castel-sant
L’Angelo di Castello (1753), opera di Peter Anton von Verschaffelt
F l a n k e r – Own picture (2008)

Un’altra curiosità di Castel Sant’Angelo è che il castello è collegato al Vaticano. Infatti nel 1277, cioè circa 600 anni dopo l’apparizione dell’angelo, fu costruito un passaggio, un viadotto, una strada chiamata “Passetto di Borgo”. Si tratta di un corridoio, di una strada sopraelevata, cioè un po’ sollevata da terra, che, partendo dai Palazzi Vaticani, raggiunge Castel Sant’Angelo. A cosa serviva questa strada sopraelevata? Semplice: in questo modo i Papi, in caso di pericolo, potevano scappare e rifugiarsi nella fortezza, nel castello. Il Passetto era dunque una “via di fuga”, una “via di salvezza” per i papi, una via lunga ben 800 metri, quasi un chilometro quindi..

Ludovica: Ci volevano dei papi abbastanza allenati fisicamente per poter scappare velocemente quando Il tempo stringe (Lezione 2: Sintesi e Chiarezza) considerando anche l’età dei pontefici che solitamente è molto avanzata.

Ma potreste chiedervi: è stata mai utilizzata? Ci sono dei papi che sono scappati per rifugiarsi all’interno di Castel Sant’Angelo percorrendo il Passetto a ragion veduta? (Lezione n. 6: Sincerità ed Equilibrio).

Giovanni: Ebbene, pare che la via sia stata usata molte volte dai papi. In effetti nella Roma del medioevo erano abbastanza frequenti le situazioni di pericolo e i tumulti, le ribellioni, gli assalti i generale.

Uno dei primi papi ad usare il Passetto è stato Alessandro VI Borgia, il papa spagnolo scappato nel 1494 davanti alle truppe di Carlo VIII, che era il re di Francia.

Ma la fuga più famosa è però quella di Papa Clemente VII, che nel 1527 utilizza il “Corridore” (così era chiamato quello che oggi si chiama Passetto) per sfuggire, per scappare ai Lanzichenecchi che saccheggiano e devastano la città di Roma: il famoso “sacco di Roma“ (il sacco è il saccheggio.

Un saccheggio avviene quando c’è un’invasione di un territorio e durante questa invasione ci si impossessa, ci si appropria con violenza delle cose trovate in territorio nemico. Durante il “sacco di Roma” quindi del 1527 Papa Clemente VII, scappò dal Vaticano percorrendo il Passetto di Borgo e quindi si rifugiò a Castel Sant’Angelo.

Alla fine del Passetto sono visibili anche dei cannoni, per poter sparare alle eventuali minacce, diciamo senza stare troppo a sottilizzare (lezione n. 4: Precisione e Puntualità) come si vede dalla foto che ho inserito sul sito.

Giovanna: Il castello era considerato molto sicuro quindi dalla Chiesa, così sicuro che la Chiesa trasferì lì il suo tesoro: una serie di bauli, di contenitori che contenevano i tesori della Chiesa e che oggi si possono anche visitare perché si trovano proprio in una stanza di Castel Sant’Angelo, la “sala del tesoro”, che si trova nella parte più alta.

Giovanni: Nei sotterranei invece, quindi sotto il livello stradale, c’erano le terribili prigioni, le cosiddette “segrete” di Castel Sant’Angelo. Stanze che servivano a imprigionare personaggi che hanno commesso reati contro la Chiesa. Naturalmente prima venivano imprigionate e poi, se giudicate colpevoli, venivano anche uccise.

Ludovica: Ad esempio il cardinale Orsini, che fu accusato di aver cercato di avvelenare il Papa e quindi fu condannato a morte per questo. Avvelenare significa cercare di far morire, cercare di uccidere con un veleno, cioè con una sostanza velenosa, una sostanza che uccide velocemente.

Giovanni: Un altro personaggio importante che è stato detenuto (cioè imprigionato) in una di queste celle è stato Giordano Bruno, un famoso filosofo e scrittore che ha avuto molti contrasti con la Chiesa a causa delle sue idee. Alla fine, dopo sette anni di processo è stato giudicato eretico, cioè è stato giudicato una persona diciamo irriverente, irrispettosa nei confronti della religione cattolica, una persona che non rispetta la Chiesa, un miscredente; uno che insomma ha meritato di morire bruciato vivo, di morire sul rogo (R-O-G-O. Morire sul rogo significa morire bruciato. E’ così infatti che muore Giordano Bruno a Campo de’ Fiori nel 1600: condannato al “rogo”, cioè condannato appunto a bruciare vivo. Era questa la morte che spettava agli eretici nei secoli passati un po’ in tutto il mondo, non solo a Roma.

Bene amici anche questo episodio termina, sperando vi sia piaciuto.

Ludovica: Vi raccomando, se venite a Roma di visitare sicuramente questo monumento ricco di fascino e storia e noi ci risentiamo….alla prossima meraviglia.

Giovanni: Infatti continueremo a trattare le meraviglie d’Italia sul sito di Italiano Semplicemente, perché è un modo secondo noi efficace per continuare a migliorare l’italiano senza annoiarsi: vedrete che “chi la dura la vince” (Lezione n. 5: Tenacia e Resistenza).

Giovanna: Se volete potete darci dei consigli su quale argomento o meraviglia d’Italia trattare. Vi aspettiamo sulla nostra pagina Facebook. Ciao a tutti.

PS: Grazie a tutti per le donazioni