Il derby, la stracittadina (EP. 17) – IL LINGUAGGIO DEL CALCIO

Il derby, la stracittadina (scarica audio)

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Bentornati nella rubrica di Italiano semplicemente dedicata al mondo del calcio.

Oggi parliamo del derby, anche detto stracittadina.

Si parla di una particolare partita, perché ad affrontarsi sono sue squadre della stessa città.

In Italia ci sono alcune città in cui ci sono due squadre di calcio, che giocano nello stesso campionato e nello stesso stadio.

Ad ogni modo, anche se ci fossero due diverse strutture sportive, ma sempre nella stessa città, parleremmo comunque di derby e di stracittadina.

Le stracittadine in Italia, quelle più famose, sono Roma-Lazio, che sono le due squadre romane. Per questo si chiama anche il derby della capitale.

Juventus e Torino (derby di Torino o derby della mole) invece si contendono la tifoseria della città di Torino, mentre Genoa e Sampdoria sono le due squadre di Genova. Questo si chiama il Derby della Lanterna.

Non meno importante è il derby Milan-Inter, che sono le due squadre della città di Milano. Quest’ultimo è anche detto “il Derby della Madonnina”.

Poi c’è un particolare tipo di derby, il derby d’Italia. Che significa?

Si tratta semplicemente della partita in cui si affrontano Inter e Juventus, che non sono della stessa città. E allora perché si chiama così?

Il cosiddetto “derby d’Italia” nel calcio è una partita molto attesa e tra due delle squadre di calcio più titolate e rivali in Italia: la Juventus e l’Inter. Per questo motivo si chiama derby d’Italia. Sono le due squadre che hanno vinto di più in Italia.

Questa partita è nota per la sua rivalità storica e per il prestigio delle due squadre coinvolte. Le partite tra la Juventus e l’Inter sono spesso considerate tra le più importanti della Serie A italiana.

Le stracittadine sono particolarmente sentite dai tifosi, proprio perché si tratta di persone che vivono normalmente nella stessa città, quindi gli sfottò e le prese in giro sono all’ordine del giorno. Le tifoserie, durante queste partite, danno il meglio di loro e gli stadi sono sempre esauriti.

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In casa e fuoricasa – IL LINGUAGGIO DEL CALCIO (EP. 16)

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Bentornati nella rubrica di Italiano semplicemente dedicata al mondo del calcio.

Oggi parliamo delle partite in casa e di quelle fuoricasa.

Che significa giocare in casa e giocare fuoricasa?

Nel contesto del calcio, “giocare in casa” indica che una squadra sta disputando una partita nel proprio stadio, circondata dai propri sostenitori. Invece, “giocare fuori casa” significa che la squadra sta giocando nell’impianto dell’avversario, lontano dai propri tifosi. Questi due scenari hanno un impatto importante sulla dinamica della partita.

Quando si gioca in casa, c’è solitamente un vantaggio psicologico e si può beneficiare del supporto dei tifosi. Al contrario, giocare fuori casa può essere più difficile a causa dell’ambiente ostile e del fatto di essere lontani da casa.

Le trasferte infatti possono essere impegnative per le squadre a causa dei viaggi, dell’adattamento a un nuovo ambiente e della mancanza del sostegno dei propri sostenitori. Tuttavia, le trasferte sono parte integrante del calcio e possono rappresentare sfide emozionanti per i giocatori e per i tifosi che seguono la squadra in viaggio.

Attenzione perché non si dice “giocare a casa” ma “giocare in casa”.

Ci sono modi alternativi per esprimere i concetti di “giocare in casa” e “giocare fuori casa” nel calcio come in altri sport.

Giocare in casa si può dire:

Giocare davanti al pubblico amico

Giocare davanti ai propri tifosi.

Disputare la partita nel proprio stadio.

Giocare la partita casalinga

Giocare sul proprio terreno.

Affrontare l’avversario nella propria tana.

Giocare fuoricasa (in due parole o in una sola parola) invece si può dire:

Giocare in trasferta

Giocare nell’impianto dell’avversario.

Essere la squadra ospite

Affrontare l’avversario sul suo terreno.

Giocare lontano dalla propria base.

Giocare nello stadio avversario

Giocare sul/nel terreno avversario

Parlando delle partite ci sono quindi le partite casalinghe, cioè le partite in casa e le partite fuori casa, cioè le trasferte o le partite in trasferta.

E cosa succede quando due squadre giocano nello stesso stadio? Parlo di Roma e Lazio, di Juventus e Torino, di Genoa e Sampdoria ad esempio.

Chi gioca in casa e chi fuoricasa in questi casi?

Lo vediamo al prossimo episodio di italiano semplicemente dedicato al linguaggio del calcio.

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il pronostico – IL LINGUAGGIO DEL CALCIO (EP. 15)

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Benvenuti nella rubrica di Italiano semplicemente dedicata al mondo del calcio.

Oggi parliamo del pronostico.

Non è un caso che trattiamo il pronostico dopo aver parlato del verdetto.

Infatti mentre il verdetto è qualcosa di ineccepibile, di incontestabile, di inoppugnabile, un pronostico è una previsione o un’opinione sul futuro, e precisamente sul risultato di una partita o di una competizione.

Chi vincerà la partita? Chi vincerà il campionato del mondo?

Non si sa, ma possiamo fare una previsione e in base a questa previsione formulare un pronostico.

Un pronostico è dunque una previsione o un’opinione informata su un evento futuro, come l’esito di una partita di calcio o il risultato di un evento sportivo. Si può usare anche in altre circostanze, tipo in caso di elezioni politiche, dove c’è comunque una competizione, come nello sport.

Dove non c’è una competizione è più adatto il termine “previsione”. Ad esempio in medicina, per dare un’idea della presunta durata della guarigione di un paziente, fondata sugli esami medici e sul trattamento necessario. Lo stesso nel caso di previsioni meteo.

Quindi al di fuori dei risultati sportivi e delle competizioni in generale si preferisce usare il termine “previsione”, come ad esempio le “previsioni meteo“. Anche i pronostici però, come le previsioni, sono basati sull’analisi di dati storici, statistiche, tendenze e altre informazioni pertinenti.

I pronostici in ogni caso non sono garanzie di ciò che effettivamente accadrà, ma rappresentano solo una stima delle probabilità.

Come abbiamo visto invece nel contesto sportivo, il verdetto può essere il risultato ufficiale di una partita o di una competizione, come la vittoria, la sconfitta o il pareggio.

Nel calcio, come anche in altri sport, quando si chiede:

Come finirà la partita secondo te?

Prova a indovinare quale sarà l’esito della partita!

Come alternativa possiamo dire:

Prova a fare un pronostico sulla partita.

Oppure si può anche dire:

Fai una previsione sulla partita.

Fai una previsione sul risultato della partita

Una previsione può essere poi una valutazione più ampia basata su modelli o analisi scientifiche. Invece un pronostico generalmente nel calcio si esprime semplicemente. Così:

Vincerà il Barcellona!

Vincerà l’Italia 2-1

Eccetera.

Tra l’altro una previsione, oltre ad essere spesso qualcosa di più complesso, non è detto riguardi il risultato finale di una partita.

Si potrebbe dire ad esempio che si prevede che una partita finirà ai calci di rigore, senza indicare il vincitore. Questa è più una previsione che un pronostico.

Infine esiste un’espressione molto diffusa, in cui si può usare solamente il termine “pronostico“:

godere il favore del pronostico

Oppure:

godere del favore del pronostico

Oppure:

godere del favore dei pronostici

Es:

per la finale di Champions league, l’Inter non gode del favore dei pronostici

Significa che la squadra dell’Inter non è, secondo gli esperti, la squadra favorita, quella che probabilmente vincerà.

L’Inter non è data come probabile vincitrice alla vigilia di una gara.

Si dice anche così.

Ci vediamo al prossimo episodio di italiano semplicemente dedicato al linguaggio del calcio.

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Il verdetto – IL LINGUAGGIO DEL CALCIO (EP. 14)

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Benvenuti nella rubrica di Italiano semplicemente dedicata al mondo del calcio.

Oggi parliamo del verdetto.

Nel linguaggio calcistico, il termine “verdetto” può essere utilizzato per descrivere il risultato finale di una partita o di una competizione, come un campionato di calcio.

Di solito, viene usato per indicare l’esito di una partita o di un torneo. Ad esempio, si potrebbe dire:

Il verdetto della partita è stato un pareggio 1-1.

Bisogna aspettare il verdetto del campo prima di dire che una squadra è più forte di un’altra

In questo contesto, il termine “verdetto” viene impiegato in modo metaforico, per richiamare il concetto di una sentenza o di una decisione finale simile a quella pronunciata in un processo legale.

Infatti il termine “verdetto” rappresenta una dichiarazione o un giudizio pronunciato dal tribunale.

Il termine “verdetto” ha quindi origine nel contesto legale e si riferisce a una decisione o a una sentenza pronunciata da un giudice o da una giuria in un processo. Il verdetto rappresenta la conclusione del processo e stabilisce se l’imputato è colpevole o innocente.

Qual è stato il verdetto del giudice? Colpevole o  innocente?

La metafora del verdetto del campo, come se il campo da gioco fosse un giudice, era troppo affascinante per non essere usata!

I termini “risultato” e “esito” sono molto simili:

il risultato di una partita

l’esito del campionato

l’esito della coppa

Si parla sempre di come termina una gara, di come finisce una partita, ma il “verdetto del campo” si preferisce usare quando si vuole evidenziare il confronto delle forze in campo. Il campo ha “detto” questo. Il campo dice il “vero”. Il verdetto del campo non si può pertanto discutere.

Anche il “verdetto dell’arbitro“, cioè il giudice di gara, è chiaramente molto usato ugualmente.

Il verdetto dell’arbitro non si discute.

Parliamo della sua decisione, qualunque essa sia. Anche quando l’arbitro fischia un calcio di rigore o di punizione, ha appena preso una decisione, cioè ha emesso un verdetto.

Si usa spesso il verbo “emettere” quando c’è di mezzo il verdetto, proprio come si fa con le sentenze, quindi con le condanne o le assoluzioni del giudice.

L’espressione “emettere un verdetto” si usa per indicare l’azione di pronunciare formalmente la decisione finale da parte di un giudice o di una giuria in un processo.

Ad esempio:

Il giudice ha emesso il verdetto di colpevolezza.

La giuria ha emesso il verdetto di non colpevolezza.

In questo modo, il verbo “emettere” sottolinea l’atto formale di dichiarare e rendere ufficiale il verdetto da parte dell’autorità giudiziaria competente.

Nel calcio chiaramente ad emettere un verdetto può essere l’arbitro, nel momento in cui prende una decisione, o, in senso metaforico, il campo, che quando emette un verdetto, dichiara il vincitore di una gara o di un torneo.

Ci vediamo al prossimo episodio di italiano semplicemente dedicato al linguaggio del calcio.

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Lo sfottò – IL LINGUAGGIO DEL CALCIO (EP. 13)

Lo sfottò (scarica audio)

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Trascrizione

Giovanni: benvenuti nella rubrica di Italiano semplicemente dedicata al mondo del calcio.

Oggi parliamo dello sfottò. Sfottò si scrive con l’accento sull’ultima lettera. Chiaramente deriva dal verbo sfottere che significa “prendere in giro“.

Si usa spesso parlando di calcio, in quanto, essendo uno sport, vede contrapposte due tifoserie, e le tifoserie amano prendersi in giro, amano sfottersi.

Ogni tifoseria desidera che la propria squadra vinca e quando una squadra vince, i sostenitori (i tifosi) di questa squadra possono sfottere quelli della squadra perdente.

Lo sfottò è quindi un termine analogo allo scherzo.

Non si usa solo parlando di calcio, ma più in generale viene utilizzato per descrivere un tipo di scherzo o burla che ha un tono leggermente beffardo o sarcastico.

È una forma di umorismo che sta per “prendere in giro” o deridere in modo amichevole qualcuno.

Lo sfottò è spesso usato anche tra amici o compagni di lavoro per scherzare, quindi in un contesto amichevole ma senza intenzioni offensive.

Questa è la caratteristica più importante dello sfottò.

L’obiettivo non è umiliare ma ridere, scherzare.

Può anche riguardare caratteristiche personali, azioni o situazioni divertenti, ma è importante mantenere un tono leggero e giocoso per evitare di ferire i sentimenti delle persone coinvolte.

Ecco alcuni esempi concreti di sfottò, nel calcio e fuori del calcio:

1. Supponiamo che uno dei tuoi colleghi di lavoro abbia la tendenza a dimenticare appuntamenti o scadenze importanti. Potresti fare uno sfottò simpatico dicendogli: “Ecco il nostro campione del mondo della dimenticanza! Mi sa che un promemoria appiccicato sulla fronte potrebbe aiutarti!”

2. La tua squadra del cuore (la Roma) ha vinto il derby e il tuo amico che è un tifoso della Lazio è affranto. La sconfitta per 6-0 lo ha distrutto. Come sfottò potresti dirgli: come è andato il derby? Se non ti bastano le dita di una mano, posso prestarti un dito per mostrarmi il risultato!

4. I tifosi della Juventus, dopo aver perso una partita contro il Torino, sono talmente arrabbiati che non hanno digerito gli sfottò dei tifosi del Torino.

Ricorda sempre che l’obiettivo dello sfottò è quello di creare un ambiente divertente e amichevole, quindi assicurati sempre di avere un rapporto di confidenza con la persona coinvolta e di valutare il contesto appropriato per evitare di risultare offensivi.

Vi può aiutare conoscere alcuni sinonimi di “sfottò“:

1. Beffa
2. Scherno
3. Derisione
4. Ironia
5. Presa in giro
6. Scherzo beffardo
7. Sarcasmo
8. Canzonatura
9. Burla

Tutti questi termini sono in qualche modo correlati al concetto di sfottò, ma possono variare leggermente nell’uso e nell’intensità.

La derisione, ad esempio, ha un senso simile a “sfottò“, ma può avere una connotazione leggermente più negativa.

Deridere e sfottere non sono esattamente la stessa cosa.

Mentre lo sfottò può essere inteso come un’ironica presa in giro amichevole, la derisione tende ad essere più aperta e spietata, con l’intenzione di umiliare o sminuire qualcuno o qualcosa.

La derisione implica un atteggiamento di scherno o disprezzo nei confronti dell’oggetto della burla, ed è spesso considerata più offensiva rispetto allo sfottò.

Mentre lo sfottò può essere scambiato tra amici o colleghi in modo amichevole, la derisione può essere vista come un’azione cattiva o intenzionalmente offensiva.

Nel calcio non è proprio il caso di deridere l’avversario, e ad esempio un calciatore che deride un calciatore avversario può anche essere ammonito dall’arbitro. La derisione nel calcio è un atteggiamento antisportivo.

Pertanto, sebbene “derisione” possa essere considerato un sinonimo di “sfottò” nel senso generale, è importante notare la sottile (neanche tanto sottile in fondo) differenza nel tono e soprattutto nell’intenzione tra i due termini.

Ci vediamo al prossimo episodio di italiano semplicemente dedicato al linguaggio del calcio.

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