Mettere davanti al fatto compiuto
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episodio 1234
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Trascrizione
Bentornati nella rubrica “due minuti con Italiano Semplicemente”.
Oggi parliamo di un’espressione molto interessante e anche… piuttosto delicata da usare: mettere qualcuno davanti al fatto compiuto.
Portiamo da un esempio:
Tornate a casa tranquilli, magari dopo una lunga giornata di lavoro, e qualcuno vi dice con nonchalance:
Ah, dimenticavo… ho già deciso tutto per le vacanze. Partiamo domenica.
E voi restate lì… un po’ interdetti.
Non vi è stato chiesto nulla, non avete potuto dire la vostra, non avete partecipato alla decisione.
Insomma, siete stati messi davanti al fatto compiuto.
Facile vero?
Ma che significa esattamente?
Significa che qualcuno ha preso una decisione senza consultarvi, e ve la comunica solo quando ormai è troppo tardi per intervenire. Il fatto è compiuto. Il verbo usato è compiere.
Il “fatto”, cioè la decisione, è già “compiuto”, cioè realizzato.
E voi?
Potete solo prenderne atto.
Vediamo qualche situazione tipica.
Succede spesso in famiglia:
Ho invitato dieci persone a cena stasera.
Come sarebbe a dire?
Eh… ormai è fatto.
Oppure al lavoro:
Da lunedì cambiamo orario.
Ma nessuno ci ha detto niente!
Decisione presa dalla direzione!
Ecco, anche qui: tutti messi davanti al fatto compiuto.
Questa espressione non è proprio neutra, anzi, spesso sottintende un certo fastidio.
Chi viene messo davanti al fatto compiuto può pensare:
“Non mi hai coinvolto”
“Non sono stato interpellato”
“Non sono stato chiamato in causa”
“Hai deciso tutto da solo”
“Non tieni conto della mia opinione”
Insomma, non è proprio il massimo della diplomazia.
Espressioni simili? Ce ne sono!
In circostanze simili si dice anche che una persona:
fa di testa propria (informale)
non consulta nessuno
decide unilateralmente (più formale)
A volte può capitare di mettere qualcuno davanti al fatto compiuto, certo. Magari si ha fretta, oppure si pensa di fare la cosa giusta facendo di testa propria.
Però, alla fin fine, coinvolgere gli altri è quasi sempre la scelta migliore.
Perché nessuno ama sentirsi escluso, o peggio ancora… messo davanti al fatto compiuto.
Si usa il verbo mettere perché, in italiano, questo verbo non serve solo a indicare un’azione concreta, come appoggiare un oggetto da qualche parte, ma anche a descrivere una situazione in cui qualcuno viene “posto” in una certa condizione. Ho appena usato il verbo porre, sinonimo di mettere.
Il verbo mettere si usa spesso in senso figurato:
mettere qualcuno in difficoltà
significa farlo sentire in difficoltà
mettere qualcuno a proprio agio significa farlo sentire tranquillo
mettere qualcuno nei guai invece sta per causargli problemi.
Allora, anche quando diciamo mettere qualcuno davanti al fatto compiuto, è ancora un’immagine figurata.
Il verbo “mettere” serve proprio a rendere questa idea di passaggio forzato: prima avevi la possibilità di partecipare, di dire la tua, di influire; dopo, invece, ti ritrovi in una situazione che devi solo accettare. Non hai più margine di intervento.
L’espressione è molto efficace proprio perché mette insieme questa idea di “collocare qualcuno” con l’immagine del “davanti”, che rafforza la sensazione di trovarsi di fronte a qualcosa di inevitabile, e anche con l’idea del “fatto compiuto”, cioè qualcosa che non si può più modificare.
In fondo, è un modo elegante per dire: ho deciso io, e tu ormai puoi solo prenderne atto.
Ah quasi dimenticavo.
Lo avrete probabilmente già intuito, ma si può anche dire mettere qualcuno di fronte al fatto compiuto.
Adesso ripassiamo gli episodi passati. Ditemi se a voi qualcuno vi ha mai messo davanti al fatto compiuto oppure se siete voi che lo avete fatto.
Ripasso in preparazione
Edita: Ciao amici! Adesso sono con la mia famiglia, con tanto di figli e nipoti. Ci aspetta il Seven di rugby mondiale a Montevideo!
Più di una volta mi trovo, per così dire, di fronte al fatto compiuto:
“Mangiamo questo, pranziamo quello, andiamo non so dove”… e chi più ne ha più ne metta!
È difficile mettersi d’accordo e io, essendo di indole una pacifista, sto zitto: non c’è niente di meglio che la famiglia riunita!
E poi, a dirla tutta … in questi casi conviene adattarsi: tanto decidono sempre loro! Ma tant’è!
Nancy (Argentina): A chi lo dici! In ufficio il capo ha deciso tutto a porte chiuse e poi ce l’ha rifilato così, senza sentire ragioni: apriti cielo quando qualcuno ha provato a protestare!
Carmen: In famiglia succede spesso: mia moglie decide e io, sulle prime, resto un po’ spaesato… ma alla fin fine mi adeguo, vuoi o non vuoi, tanto è inutile mettersi in rotta di collisione!
Lejla: Invero, qualche volta ci casco anch’io: penso bene di decidere per tutti e poi comunico tutto come se fosse normale… salvo poi dover fare mea culpa quando qualcuno si risente!
Video
https://youtube.com/@italianosemplicemente?si=03i0RQNQDCE3C0kK
