Ricordate il termine ruffiano? Ne abbiamo parlato in un episodio. Non vi ho detto però del verbo arruffianarsi.
Possiamo dire che il ruffiano si arruffiana con qualcuno.
Il verbo “arruffianarsi” ha un significato negativo ed è spesso usato per descrivere comportamenti o azioni disoneste o immorali. Significa cercare di ottenere il favore, l’attenzione o il sostegno di qualcuno in modo servile o sospetto, di solito con l’obiettivo di ottenere benefici personali o favori, spesso in maniera disonesta. Ricorderete sicuramente il concetto di tornaconto personale.
Ad esempio, se qualcuno si “arruffiana” un’altra persona, potrebbe cercare di lusingarla eccessivamente, mentire o ingannare per guadagnare la sua fiducia o supporto in modo manipolatorio.
Si può anche usare la preposizione “con”: arruffianarsi con qualcuno.
In generale, il termine “arruffianarsi” è associato a comportamenti non etici e negativi, e non è una forma appropriata di interazione o rapporto con gli altri.
Oggi con l’occasione vi parlo anche del verbo ingraziarsi e delle espressioni entrare o cadere nelle grazie di qualcuno.
Le espressioni “ingraziarsi qualcuno”, “cadere nelle grazie di qualcuno” e “entrare nelle grazie di qualcuno” sono modi di dire che indicano qualcosa di abbastanza simile ma meno negativo rispetto a arruffianarsi.
Stavolta si tratta di guadagnare o ottenere la favorevolezza, l’approvazione o la benevolenza di qualcuno. Non sempre però è detto che ci sia la volontà al fine di ottenere favori o manipolare questa persona. Non è detto che ci sia il famoso tornaconto personale.
Con Ingraziarsi qualcuno però è detto eccome!
Si tratta di una volontà, quindi si avvicina molto a arruffianarsi. Implica che una persona sta cercando attivamente di fare qualcosa o di comportarsi in un modo che piaccia o conquisti un’altra persona.
L’obiettivo è ottenere il favore o l’approvazione di quella persona attraverso gesti, azioni o comportamenti. In pratica chi cerca di ingraziarsi una persona può fare il ruffiano per riuscire nel suo scopo.
Quando l’atteggiamento diventa servile, si usano anche i termini leccapiedi e leccaculo, più informali e anche molto più dispregiativi. Meno dispregiativo risulta il termine lustrascarpe (il lustrascarpe è colui che lustra, cioè che pulisce le scarpe ad un’altra persona).
Lecchino è più o meno allo stesso livello. Si usa spesso in ambienti lavorativi.
Quindi in poche parole ingraziarsi sta per conquistare il favore o la benevolenza di qualcuno. Abbastanza simile anche al verbo accattivarsi, ma quest’ultimo è più innocente.
Il verbo “accattivarsi” ha un tono più leggero e meno negativo rispetto a “ingraziarsi”. “Accattivarsi” significa cercare di guadagnarsi il favore o la simpatia di qualcuno, ma solitamente implica comportamenti più innocenti o amichevoli.
Quando qualcuno si accattiva un’altra persona, potrebbe cercare di fare una buona impressione in modo genuino o di rendere piacevole l’interazione senza necessariamente avere motivazioni negative o disoneste.
Non badate alla somiglianza con la parola “cattivo“, perché vi porta fuori strada.
In altre parole, “accattivarsi” suggerisce un approccio più amichevole e meno manipolatorio rispetto a “ingraziarsi“, che invece potrebbe implicare tattiche più calcolate o disoneste per ottenere il favore di qualcuno.
Notate che spesso si usa anche aggraziarsi, con lo stesso senso di ingraziarsi. Può andar bene, ma generalmente aggraziarsi si utilizza nel senso di ingentilirsi, quindi acquisire una maggiore delicatezza, come una ballerina che acquista grazia, migliora la sua delicatezza nei movimenti, quindi potremmo dire che si è aggraziata. La sua grazia nei movimenti è migliorata.
Una ballerina poco aggraziata potrebbe sembrare meno sicura di sé nei movimenti e potrebbe avere difficoltà a eseguire passi complessi con grazia.
Una ballerina non aggraziata si muove in modo meno fluido, elegante e armonioso rispetto a una ballerina che è considerata aggraziata. Capite allora che la “grazia” ha più di un significato.
Ma allora cos’è la grazia in questo caso? È il singolare di grazie: la grazia, le grazie.
Non pensate al ringraziamento però. Le grazie sono qualcosa di diverso. Nel caso della ballerina si usa solo al singolare ed ha un senso diverso da quello che sta nel verbo ingraziarsi.
In questo contesto (ingraziarsi) “grazie” indica il favore o la buona disposizione che qualcuno può avere nei confronti di un’altra persona.
Nelle grazie di un’altra persona si entra, quindi INgraziarsi. Facile da ricordare no?
Passiamo a “Cadere nelle grazie di qualcuno“: significa che, in modo involontario o a causa di certe circostanze, una persona ha guadagnato la fiducia e l’approvazione di qualcun altro. Di solito, questa espressione suggerisce che la persona ha fatto qualcosa che ha reso l’altra persona felice o grata.
Entrare nelle grazie di qualcuno è simile a “cadere nelle grazie di qualcuno”. Si possono usare l’una al posto dell’altra senza problemi. Significa quindi guadagnare l’approvazione o la benevolenza di qualcuno attraverso azioni positive o comportamenti che sono graditi alla persona in questione.
Es:
Dopo aver aiutato il suo vicino anziano a riparare il tetto, è entrato nelle grazie di tutta la sua famiglia e lo invitano sempre a cena.
In questo caso, significa che la persona ha guadagnato il rispetto e l’apprezzamento della famiglia per il suo gesto di gentilezza.
Il nuovo dipendente è entrato nelle grazie del capo grazie al suo impegno e alla sua dedizione al lavoro. Adesso il capo ha occhi solo per lui!
Qui, indica che il nuovo dipendente ha ottenuto l’approvazione e il sostegno del capo per il suo comportamento professionale.
Giovanni ha cercato di ingraziarsi il professore regalandogli un libro alla fine del semestre.
In questo contesto, significa che Giovanni ha tentato di guadagnarsi il favore del professore con un gesto apparentemente gentile ma motivato dalla speranza di ottenere un voto migliore.
Il politico ha cercato di ingraziarsi gli elettori promettendo di risolvere i problemi locali.
Qui, indica che il politico ha cercato di guadagnarsi il sostegno degli elettori facendo promesse per ottenere il loro voto. Poi magari queste promesse non verranno mantenute!
Come potete vedere dagli esempi, “entrare nelle grazie” spesso suggerisce che qualcuno è stato ben visto o apprezzato per le sue azioni, mentre “ingraziarsi” può implicare un tentativo più calcolato di ottenere il favore di qualcuno, talvolta con motivazioni personali o nascoste.
Vediamo accattivarsi:
Durante l’intervista di lavoro, ha cercato di accattivarsi il selezionatore mostrando grande entusiasmo e conoscenza dell’azienda.
Il politico cercava di accattivarsi la simpatia dell’elettorato promettendo di migliorare i servizi pubblici e ridurre le tasse.
Per farsi notare dal professore, ha cercato di accattivarselo durante le lezioni, partecipando attivamente alle discussioni in classe.
Nel tentativo di accattivarsi il capo, ha lavorato diligentemente sul progetto e ha presentato risultati eccezionali.
Si possono accattivare sia le simpatie di una persona che la persona stessa. Si può dire in entrambi i modi e il senso non cambia.
Adesso, se volete entrare nelle mie grazie, preparate un bel ripasso.
Marcelo: io non ho mai cercato di arruffianarmi nessuno. Non è nel mio stile. Se sono entrato nelle grazie di molte persone è proprio grazie alla mia onestà intellettuale. Qualsiasi voce contraria è falsa, tendenziosa e priva di fondamento.
Danielle: men che meno io. Mai stata inclinealla falsità. Adesso però devo andare a cena fuori e mi devo mettere in ghingheri. Devo lasciarvi. Ho una cena col direttore e devo fare un’ottima impressione…
Giovanni: Oggi vediamo un uso particolare del termite “grazie” che probabilmente i non madrelingua non conoscono. Come al solito poi alcuni membri dell’associazione Italiano Semplicemente ci faranno ascoltare qualche frase per ripassare le lezioni precedenti. Grazie a loro dunque!
Khaled: Aspetta altri due minuti e vedrai, sempre che Gianni sarà conciso…
Lejla: Lo sarà, tranquilli, ma se continuiamo a interromperlo il nostro supporto rischia di allungare la durata. Ivi incluso il mio.
Stavo dicendo che normalmente la parola “grazie“, che è forse la prima parola che si impara di una lingua, è una forma di cortesia, un ringraziamento, appunto.
C’è anche l’uso di “grazie a” come alternativa a “per merito di” e anche di “con l’aiuto di“:
Sono riuscito ad imparare l’italiano solo grazie a italiano semplicemente.
Sperando che sia veramente così, vi dico che esiste anche il “grazie” per esprimere un senso di ovvietà.
Se una cosa è scontata, quando è banalmente vera, e soprattutto quando sappiamo il motivo per cui una cosa è vera, possiamo usare il grazie come esclamazione singola, o all’inizio della frase, seguito dal motivo per cui crediamo che questa cosa sia banale, scontata. Se non c’è bisogno di spiegare basta esclamare semplicemente: grazie! (attenzione al tono).
Ad esempio:
Sai che ho letto? Che il corona virus non è arrivato sulla punta dell’Himalaya!
Grazie!! Non c’è nessuno sulla punta dell’Himalaya!!
In questo caso bastava anche dire solamente “grazie!”.
Per poter usare grazie in questo modo però la cosa deve essere assolutamente scontata secondo voi.
Questa in realtà è una forma di ringraziamento. È una forma però ironica di ringraziamento, ovviamente informale. Come a dire, ironicamente:
Grazie dell’informazione, molto utile! (in realtà non è per niente utile)
Sapete che non si può imparare una lingua senza parlarla?
In questo caso io risponderei così!
Grazie, lo dice anche la settima regola d’oro di Italiano Semplicemente!
Se non volete essere ironici potete rispondere:
Ovviamente!
Chiaramente!
È chiaro!
Ci credo!
È ovvio!
Una alternativa, ugualmente ironica, è invece:
E vedi un po’!
Domani vediamo meglio questa espressione.
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L’inizio e/o la fine, o le frasi intermedie di ogni episodio dei “due minuti con Italiano Semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro. Ti aspettiamo!