I verbi professionali: Disattendere   

Sommario del corso di Italiano Professionale

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Buongiorno a tutti, oggi vediamo il verbo professionale n. 11. Si tratta del verbo DISATTENDERE.

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E’ un verbo poco usato dagli stranieri, se non per nulla, e a dire il vero non è molto utilizzato neanche dagli italiani, ma in ambito lavorativo è abbastanza importante conoscerne il significato. È molto usato a livello giornalistico e molto anche nelle relazioni commerciali, soprattutto per iscritto.

Probabilmente conoscete il verbo attendere, che significa aspettare. Quindi si potrebbe pensare che disattendere sia il contrario di attendere, così come disunire è il contrario di unire, e così come anche dispari è l’opposto di pari, così come disarmare è l’opposto di armare eccetera. Ma questa purtroppo non è una regola. Disattendere non è l’opposto di attendere, ma in fondo il verbo attendere ci può aiutare a capire il significato di disattendere. Vediamo come. Così, se riesco a farmi seguire in questa spiegazione capirete e ricorderete subito il significato di disattendere.

Cominciamo da attendete quindi, che come detto significa aspettare. C’è anche la parola attesa, che rappresenta  il tempo stesso. Infatti la sala d’attesa è la sala, cioè la stanza in cui si attende, cioè si aspetta. Se andate dal dentista, come da un medico qualsiasi, prima della visita medica si aspetta il proprio turno in sala d’attesa, dove si attende, appunto.

Bene. seconda cosa importante da dire è che il verbo aspettare, in senso riflessivo diventa aspettarsi. Ad esempio se dico che oggi piove, posso aggiungere che me l’aspettavo, cioè mi aspettavo che oggi piovesse. Io mi aspettavo che oggi piovesse, magari perché ieri ho visto le previsioni del tempo che davano pioggia per oggi. Allora attenzione perché se io mi aspetto qualcosa, penso che questa cosa accadrà, e questo evento è un evento atteso.

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Il file MP3 da scaricare e la trascrizione integrale in PDF di questo episodio  è disponibile per chi ha acquistato il corso di Italiano Professionale o solamente la sezione “verbi professionali”. 

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Vita, morte e miracoli

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E’ possibile ascoltare il file audio e leggere la trascrizione di questo episodio tramite l’audiolibro (Kindle o cartaceo) in vendita su Amazon, che contiene in tutto 42 espressioni italiane.

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Trascrizione

Ciao amici, spero stiate tutti bene.

Oggi, come vi avevo promesso sulla pagina Facebook, vi vorrei spiegare la frase “vita, morte e miracoli“.

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Durante questa spiegazione inoltre utilizzerò alcuni verbi che ho già spiegato sulle pagine di ItalianoSemplicemente.com e precisamente sto parlando dei verbi professionali che è una parte del corso di Italiano Professionale che sarà completo nella sua versione base nel 2018.

Molti hanno già prenotato il corso, coloro che vogliono farlo possono ancora farlo perché fino a tutto l’anno 2017 potranno averlo ad un prezzo speciale: 139 anziché 200 euro. Chi vuole potrà anche ricevere a casa una pen-drive con tutti i file delle lezioni e da subito potrà avere accesso all’area riservata su Google drive per leggere ed ascoltare le lezioni.

Per coloro che non lo sanno ancora il corso è un corso completo di italiano, dove vengono affrontate in particolare tutte le tematiche del lavoro, in particolare le riunioni, gli incontri, le trattative di affari, la presentazione personale della vostra azienda, il linguaggio formale e le espressioni idiomatiche consigliate ed anche quelle sconsigliate e che non bisogna mai usare nel lavoro. Come scrivere una mail, come fare offerte d’affari, come rispondere al telefono, come rispondere a delle critiche; affronteremo anche come esprimere la propria opinione, quali sono i diversi modi per esprimere una opinione, eccetera. Il corso quindi è una occasione per tutti per imparare l’italiano in modo più approfondito, e questo ci permetterà di ampliare il vocabolario con tanti nuovi termini e nuovi verbi.

Quindi fino al giorno in cui il corso sarà completo stiamo spiegando un verbo alla settimana. Finora abbiamo visto 10 verbi professionali, i cui link li potete trovare nel sommario del corso. Nella trascrizione del testo che ho predisposto per voi scriverò i verbi di colore rosso e potrete cliccare sul verbo per ascoltare, se volete, la spiegazione del verbo indicato.

Oggi quindi durante la spiegazione della frase “vita, morte e miracoli” io utilizzerò tutti questi verbi. Nel file audio, che state ascoltando ora, ascolterete invece un piccolo suono ogni volta che io userò questi verbi. Spero di riuscire bene a rendere l’idea a tutti.

Spero che questo esperimento vi piaccia così potrete ascoltare la spiegazione della frase di oggi e nello stesso tempo potrete anche ripassare, rivedere e ricordare meglio l’uso di questi dieci verbi.

Allora: “Vita, morte e miracoli”.

Spieghiamo prima le parole: “La vita: sapete bene cosa sia la parola vita (V-I-T-A) in italiano significa due cose principalmente: la vita è il contrario della morte. Se avete la vita, che è una cosa che hanno tutti gli esseri viventi, vuol dire che siete vivi, quindi respirate, mangiate, vedete, sentite, toccate e odorate. Avere la vita significa “vivere” e quindi la vita è propria degli esseri animali e vegetali. Ogni essere vivente dispone di un certo tempo di vita, ha cioè a disposizione un determinato tempo di vita, che evidentemente decide il nostro Dio: solo Dio può dettare la durata della nostra vita.

Un secondo significato della vita è una parte del corpo umano, e precisamente la zona situata sopra i fianchi: la vita è la zona in cui si mette la cinta dei pantaloni, per dare un’idea della zona.

Ma in questo caso, per la frase di oggi, ci riferiamo alla vita nel primo significato, quello più importante: la vita come il contrario della morte, che è la seconda parola della frase “vita, morte e miracoli”. La morte è la fine della vita, e quando arriva la morte non c’è più la vita: delle due l’una, o un essere è vivo oppure è morto. Non è possibile essere sia vivo che morto contemporaneamente.

Infine i miracoli: un miracolo (miracoli al plurale) è un evento straordinario, cioè non ordinario, un evento che è considerato al di sopra delle leggi naturali, quindi un miracolo si considera essere sempre opera di Dio: soltanto Dio può fare un miracolo, oppure i miracoli li può fare non direttamente Dio  ma mediante una sua creatura.

Quindi ad esempio quando Gesù, il profeta Gesù, il figlio di Dio, dopo la sua morte sulla croce, è resuscitato, ebbene questo è un miracolo; è stato un miracolo perché nessuno può rinascere dopo la morte, nessuno può resuscitare: nessuno  tranne Dio o una sua creatura come il figlio di Dio, che appunto è Gesù di Nazaret. Non provate quindi a spacciarvi per un Dio perché non riuscirete a fare miracoli.

I miracoli quindi sono tutte le cose che in natura non si possono fare, come appunto rinascere.

Vita morte e miracoli” è una espressione idiomatica che, se analizzata parola per parola, non ci dice nulla ma che si usa molto in Italia soprattutto dopo il verbo sapere o conoscere: “sapere vita morte e miracoli” di qualcuno, oppure “conoscere vita morte e miracoli” di qualcuno.

Sapere vita morte e miracoli di qualcuno significa essere al corrente di tutto ciò che lo riguarda.

Se io quindi conosco vita morte e miracoli di Donald Trump, il presidente americano, ad esempio, vuol dire che conosco tutto di lui, conosco tutta la sua vita, tutto ciò che gli è successo: la sua vita personale, la sua vita professionale, la sua infanzia, la sua adolescenza, se ha riscosso successo al lavoro, se ha fallito, e in generale cosa ha fatto durante tutta la sua vita in tutti i campi.

Ma perché si dice così? Perché si dice sapere vita morte e miracoli?

Beh, se ci pensate la vita è l’inizio della nostra storia sulla terra, e la morte è la fine. I miracoli invece rappresentano tutto ciò che durante la vita può accadere.

Quindi sapere tutto, dall’inizio alla fine a proposito di una persona, si dice sapere vita morte e miracoli di quella persona.

E’ una espressione che si usa fondamentalmente con le persone, ma questo non significa che non possiate usarla anche per altre cose, come animali o opere dell’uomo, in fondo ciò che conta veramente è che l’oggetto di cui si parla abbia una storia, una storia che inizia con la nascita e finisce con la morte, morte che non è detto sia già avvenuta e in mezzo è successo qualcosa.

Se ad esempio state parlando della Città di Roma e siete un esperto dell’architettura di Roma e della sua storia in generale, potete dire che conoscete vita morte e miracoli di Roma, della capitale d’Italia. Ma se conoscete vita morte e miracoli di Roma o di qualunque altra cosa o persona vuol dire che conoscete proprio tutto, e nessuno più di voi ne sa più di voi.

Ci sono altre espressioni italiane che somigliano a questa, che ha diciamo una radice cattolica-cristiana per via della presenza della parola miracoli.

Ad esempio la frase “conoscere nei dettagli” è più utilizzata perché più professionale e dunque più usata nel lavoro. Se conoscete una cosa, generalmente un argomento, “nei dettagli”, lo conoscete bene, e non vi sfuggono neanche i dettagli, cioè le cose più piccole e meno importanti. Anche il verbo “conoscere” se vogliamo è più professionale di “sapere”: conoscere è più usato per le materie di studio mentre sapere significa “essere a conoscenza”, cioè “non ignorare”.

Inoltre abbiamo visto nella prima lezione di Italiano Professionale, quella dedicata alle competenze, che ci sono molti modi di dire che conosciamo bene qualcosa, in particolare se si tratta del nostro lavoro: quindi se volete potete dare un’occhiata alle varie espressioni viste durante quella lezione: ad esempio “saperla lunga“, “non essere nati ieri” e altre espressioni molto usate in Italia a livello professionale.

Valutate quindi se è il caso di ripassare la prima lezione di Italiano Professionale, che è disponibile per tutti.

Ora se volete potete eseguire un esercizio di ripetizione per meglio memorizzare questa frase, dopodiché vi potete anche liquidare, a meno che non vogliate ripetere l’ascolto.

Vi invito quindi a fare l’esercizio di ripetizione sperando che voi non decliniate il mio invito.

Vita, morte e miracoli

Sapere vita, morte e miracoli

Conoscere vita, morte e miracoli

Sapere vita, morte e miracoli di Barack Obama

Sapere vita, morte e miracoli di Roma

Sapere vita, morte e miracoli di mio fratello

Grazie a tutti per l’ascolto, grazie anche a coloro che supportano Italiano Semplicemente attraverso una donazione. Grazie a queste donazioni il sito può continuare a vivere ed aiutare gli stranieri ad imparare l’italiano: non facciamo miracoli ma cerchiamo di dare una mano.

Ci vediamo al prossimo episodio di Italiano Semplicemente. Abbiate cura di voi.

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Corso di Italiano Professionale

(FRANÇAIS ENGLISH ESPAÑOL –  РУССО – DEUTSCH)

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I verbi professionali: SPACCIARE e SPACCIARSI

Sommario del corso di Italiano Professionale

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Trascrizione

Assistente: Ciao a tutti e benvenuti nel corso di italiano professionale.

Assistente: Ciao a tutti e benvenuti nel corso di italiano professionale.

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Giovanni: Ciao benvenuta anche a te Assistente. La voce che avete appena ascoltato è della mia assistente. La sua è in realtà la voce di Google, che oggi ci farà compagnia in questo podcast. Spero che vi farà piacere e che la famiglia di Italiano Semplicemente apprezzerà questa nuova ed insolita compagnia.

Assistente: Speriamo!

Giovanni: Speriamo. Oggi siamo nella parte del corso dedicata ai verbi, ed oggi vediamo il verbo spacciare, molto usato in ambito professionale ma non solo, come vedremo.

Assistente: ah, spacciare è il verbo di oggi?

Giovanni: Esatto Assistente! Non stai molto attenta eh?

Assistente: scusa tanto Gianni!

Giovanni: Figurati!

Questo comunque è uno di quei verbi che io definirei molto rischioso!

Occorre quindi fare molta attenzione ad usare questo verbo perché, come vedremo, il verbo spacciare ha più significati e uno di questi è molto negativo.

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Cominciamo dal primo significato.

Nel commercio spacciare è quasi un sinonimo di vendere. In particolare spacciare significa “vendere una merce, cioè un bene, un prodotto, in notevole quantità“.

Ad esempio possiamo “spacciare una partita di vino“.

Assistente: spacciare una partita di vino

Giovanni: Sì, “Spacciare una partita di vino” significa vendere una certa quantità di merce, vendere una determinata quantità di merce e generalmente non si tratta di una o due bottiglie: “Una partita” è un certo ammontare di merce, una certa quantità di vino.

Tu bevi vino Assistente?

Assistente: non ancora, tra qualche anno forse!

Giovanni: Speriamo di no!

Quindi una “partita di vino” possono essere 10 casse ciascuna di 6 bottiglie, ad esempio, oppure se parlo di una partita di grano, si potrebbe trattare di una tonnellata di grano, eccetera.

Spacciare una certa quantità, cioè una partita di una merce qualsiasi quindi significa vendere questa merce. Vendere la merce in grande quantità. Il verbo spacciare si usa quando la merce che si vende è in grandi quantità, ed è pertanto un verbo che si usa molto nel commercio.

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I verbi professionali: RISCUOTERE

Sommario del corso di Italiano Professionale

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Trascrizione

Buongiorno e benvenuti sul corso di Italiano Professionale, sezione verbi professionali. Io sono Giovanni di ItalianoSemplicemente.com, sito per imparare a comunicare in italiano in modo semplice e divertente.

Oggi è il turno del verbo RISCUOTERE, un verbo quasi esclusivamente utilizzato nel lavoro, ma che ha in realtà diversi utilizzi. Vedremo oggi tre diversi modi in particolare, quelli più utilizzati nella lingua italiana.

Questi tre diversi utilizzi sono comunque utilizzati quasi solo esclusivamente in ambiti lavorativi e professionali.

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Riscuotere è un verbo che inizia con le due lettere RI, e, analogamente a tanti altri verbi che iniziano in questo modo, possono indicare la ripetizione. Quindi riscuotere significa scuotere due volte, scuotere ancora una volta. Ad esempio se scuoto un ramo, vuol dire che prendo il ramo di un albero, lo prendo con le mani ad esempio, e lo scuoto, cioè lo sposto a destra e sinistra, con una certa energia, e così facendo il ramo viene scosso. Dopo che il ramo è stato scosso, se al ramo erano attaccati dei frutti, questi frutti possono cadere per effetto dello scuotimento del ramo. Se lo faccio ancora una volta, se cioè scuoto il ramo ancora una volta posso dire che lo riscuoto.

Questo senso però non è il modo più diffuso di usare questo verbo, e se ci avete fatto caso non è un verbo professionale.

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I verbi professionali: DECLINARE 

Sommario del corso di Italiano Professionale

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Buongiorno amici Benvenuti nel corso di italiano professionale. Oggi è la volta della spiegazione del verbo DECLINARE.

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Si tratta anche questo, probabilmente di uno dei verbi che uno straniero non usa mai, anche se lavora da molti anni in Italia ed i motivi sono molteplici:  Primo perché si usa raramente, secondo perché il suo utilizzo avviene prevalentemente per iscritto ed in ambiti abbastanza formali. Il significato primario di questo verbo inoltre non ci aiuta. Declinare significa diminuire,  scendere verso il basso, volgere verso il basso,  quindi anche abbassare.  Posso infatti usare questo verbo ad esempio nelle seguenti frasi:

  • Declinare la testa in basso

cioè abbassare la testa, muoverla verso il basso, verso terra.

  • La collina declina dolcemente verso il mare.

Quindi in questo caso la collina va, si muove verso il basso, nel senso che c’è una discesa, quindi spostandosi dalla sommità della collina verso il mare, scendiamo dolcemente verso il basso, perché il mare sta in basso.

Quindi declinare rispetto ad abbassare ed abbassarsi è più dolce, più poetico anche.

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