Dettare legge, dettare le regole, dettare le condizioni

Dettare legge, dettare le regole, dettare le condizioni (scarica audio)

episodio 1295

Trascrizione

dettare

Buongiorno a tutti!

Nell’episodio precedente abbiamo parlato dei dettami della legge e dei dettami in generale: principi, regole o indicazioni che orientano il nostro comportamento. Ricordate?

Oggi rimaniamo in tema e vediamo tre espressioni molto usate: dettare legge, dettare le regole e dettare le condizioni. Ci siamo già occpati del verbo dettare, come verbo professionale. Però oggi voglio soffemarmi su questo uso particolare del verbo.

Cominciamo da dettare legge, senza articolo (non è “dettare la legge”). Non significa scrivere materialmente delle leggi, ma imporre la propria volontà, esercitando un potere sugli altri.

Pensate a un capo che decide tutto da solo, senza ascoltare nessuno. Possiamo dire che detta legge in ufficio. Oppure, nello sport, un giocatore particolarmente forte può dettare legge in campo, cioè dominare la partita.

Dettare le regole (con l’articolo), invece, significa stabilire come ci si deve comportare e quali norme bisogna rispettare. Un’organizzazione sportiva, per esempio, detta le regole di una competizione. In questo caso non c’è niente di negativo. L’espressione diventa critica quando qualcuno pretende di decidere tutto senza accettare obiezioni.

E veniamo a dettare le condizioni (con l’articolo). Qui siamo soprattutto nel campo delle trattative e degli accordi. Significa stabilire a quali condizioni si è disposti ad accettare un accordo.

Se un proprietario dice: «Vendo la mia azienda, ma soltanto se manterrete tutti i dipendenti», sta dettando le condizioni della vendita.

Mettiamo dunque un po’ d’ordine.

Chi detta legge impone la propria volontà.

Chi detta le regole stabilisce le norme da seguire.

Chi detta le condizioni stabilisce i termini di un accordo.

Come vedete, le tre espressioni sono simili, ma non sono intercambiabili.

E il legame con i dettami dell’episodio precedente? È proprio l’idea di stabilire qualcosa che orienta il comportamento altrui.

Esistono anche altre espressioni interessanti: dettare i tempi, dettare i ritmi, dettare l’agenda, dettare una linea. In tutti questi casi si tratta, in modi diversi, di stabilire un ritmo, delle priorità o un orientamento da seguire.

Sono scaduti i due minuti, quindi vi lascio al ripasso. Lo ascolterete prima dalla mia voce e poi da quella dei membri.

Ripasso in preparazione a cura dei membri dell’associazione Italiano Semplicemente.

Marcelo: Da quando è arrivato il nuovo direttore, è lui a dettare le condizioni e noi dobbiamo stare ai suoi dettami.

Estelle: Già che ci sei, chiedigli anche se intende smettere di sfruculiare i dipendenti per ogni minima cosa!

Carmen: Vuoi ridere? La sai l’ultima? Ha detto che siamo liberi di esprimere suggerimenti, purché coincidano in tutto e per tutto con i suoi!

Ulrike: per un po’ credevo fosse una brava persona, poi a ben vedere, mi sono accorto che non è che sia particolarmente aperto al confronto: detta legge, e chi non è d’accordo rischia una bella batosta. Intendo un cazziatone o addiriittura il licenziamento.

Julien: Per carità, non facciamone un dramma: proviamo ad articolare una proposta comune, senza traccheggiare e senza fronzoli.

Karin: D’accordo, ma premuniamoci: se continua a dettare le regole a modo suo, ci toccherà rivolgerci direttamente alla direzione generale!