800 Larga e largo

Larga e largo (scarica audio)

Trascrizione

Nell’episodio di oggi esploriamo tutti gli utilizzi degli aggettivi largo e larga. È bene subito precisare che la forma maschile e quella femminile si usano spesso in modo particolare, quindi in questi casi il genere non è coinvolto.

Largo e larga, nel loro uso “normale”, sono semplici aggettivi che indicano la larghezza, che si contrappone alla lunghezza. Parliamo delle dimensioni.

La larghezza è una delle tre dimensioni spaziali, infatti c’è anche la profondità. C’è poi anche l’altezza, che equivale alla lunghezza se parliamo di qualcosa che si sviluppa in verticale, Nel caso di un essere umano ad esempio si chiede sempre: quanto sei alto? non: quanto sei lungo?

Comunque restiamo sulla larghezza, che si riferisce a qualcosa che si sviluppa in senso orizzontale, quindi su una superficie piana, e si misura da sinistra verso destra con un metro, inteso come strumento di misurazione. Spesso la larghezza viene identificata con la distanza fra due lati, o i margini (pensiamo ad un foglio di carta) o le sponde (pensiamo ad un fiume o a un letto). Anche parlando delle caratteristiche fisiche di una persona si può dire che ad esempio una persona è “larga di fianchi”.

Allora la larghezza è anche l’opposto della strettezza. Infatti ci sono persone che hanno i fianchi stretti e queste si dice che sono strette di fianchi. Anche un vestito può essere srretto di fianchi.

Infatti quando misuriamo un qualunque tipo di indumento, se non è esattamente della nostra misura, possiamo dire che è largo (o che è stretto) o che “mi sta largo”:

Queste scarpe mi stano larghe. Mi occorre almeno un numero in meno.

Ogni indumento può essere largo o stretto se le sue dimensioni sono maggiori o minori rispetto alla taglia delle persone.

Prima di parlarvi di tutti i modi con cui si usa il concetto di larghezza è necessario dire che la larghezza si può anche riferire a qualcosa di non materiale come un oggetto ma anche a concetti diversi, come le caratteristiche di una persona o persino alla distanza concettuale tra due argomenti.

La sto prendendo alla larga vero?

Ecco, prendere qualcosa alla larga, o prendere qualcosa alla lontana, significa non affrontare direttamente un argomento ma iniziare in modo vago, da “lontano” quindi, con l’intenzione di avvicinarsi all’obiettivo lentamente. Solitamente quando si prende qualcosa alla lontana è perché si tratta di discorsi sensibili, delicati, quando si ha paura di una reazione e allora ci si avvicina lentamente alla questione. Ma posso usare l’espressione anche quando si descrive qualcosa genericamente per posi passare nello specifico, come ho fatto io.

“Prenderla larga” si usa anche in senso materiale,, per dire dirigersi verso un luogo scartando la via più corta e diretta. Qualche volta quando prendiamo un taxi in un paese straniero, il tassista la prende larga per farci spendere di più.

Anche “stare alla larga” significa stare lontano fisicamente da qualcosa, anzi, generalmente da qualcuno. Stare alla larga da qualcuno significa evitare con cura qualsiasi contatto o rapporto con questa persona, perché può essere pericolosa:

Stai alla larga da Giovanni, perché frequenta cattive persone!

Oppure si usa come consiglio:

Stai alla larga da mia figlia!

Stai alla larga dalla grammatica quando parli con Giovanni. A lui non piace per niente!

Al maschile poi c’è “prendere il largo”, che nasce nel linguaggio marinaresco. Significa andare in mare aperto, lontano dalla riva, quindi allontarsi molto fino a sparire dalla vista.

In senso figurato invece se una persona prende il largo vuol dire che se n’è andata, se l’è svignata (verbo svignarsela), quindi anche lei non si vede più. Questa è una espressione che si usa specialmente quando le cose sembrano volgere al peggio, quando le cose si mettono male per una persona e allora preferisce andar via, quindi preferisce “prendere il largo“.

Esiste anche la “larghezza di vedute” che è una qualità delle persone.

Quando una persona è larga di vedute, stiamo parlando della su intelligenza, del suo intelletto. Parliamo in particolare del suo modo di vedere e giudicare le cose, Quindi una persona può avere larghe vedute o strette vedute, o una maggiore e o minore larghezza di vedute.

Ovviamente un uomo o una donna di/dalle larghe vedute (si dice anche ampie vedute), lo/la reputiamo migliore di una una persona dalle vedute meno larghe che invece reputiamo meno intelligente, troppo giudicante, troppo rogido e poco flessibile.

Invece una persona di larghe vedute sa comprendere diversi stili di vita senza giudicare, Riesce a osservare e capire diversi modi di essere, diverse abitudini e opinioni che altre persone invece sono portate a giudicare istintivamente perché diverse dalle proprie, ed e si dice che queste ultime persone hanno una certa ristrettezza mentale.

La larghezza di vedute è fortemente influenzata dalle proprie esperienze, da quanto si è viaggiato ma anche dall’educazione ricevuta.

Passiamo ad un’altra espressione: “Con largo anticipo“.

Non posso certamente dire ad esempio che questo episodio sta terminando con largo anticipo rispetto al previsto.

Quando parliamo di “largo anticipo” significa che parliamo di una attività che avviene prima della scadenza o il prima possibile:

Bisogna prenotare il volo per Roma con largo anticipo, altrimenti rischiamo di non trovare posto.

Ho consegnato il compito con largo anticipo rispetto alle 3 ore previste.

La squadra ha vinto lo scudetto con largo anticipo (ad esempio con 5 giornate in anticipo, cioè prima della fine del campionato).

Si usa spesso anche “In largo anticipo“:

Si raccomanda di avviare le procedure formali per l’iscrizione all’università in largo anticipo (metà marzo per l’iscrizione di settembre).

Quest’anno abbiamo effettuato la prenotazione per le vacanze in largo anticipo rispetto agli anni passati.

In pratica “largo anticipo” equivale a “molto anticipo”.

Adesso ripassiamo qualche episodio passato della rubrica, grazie alle voci di alcuni membri dell’associazione Italiano Semplicemente, ma anche qualche verbo più difficile che abbiamo spiegato nella rubrica dei verbi professionali:

Peggy: Se fosse possibile ricrearsi la vita ex novo, voi amici, cosa cambiereste rispetto alla vostra vita trascorsa?

Danita: Caspita! Quanto a me, ti chiedo subito una domanda di riserva.

Marcelo: Infatti, perché rischiare di imbattersi in eventuali errori di portata inimmaginabile, sebbene remoti? Il passato è quello che è. E questo è quanto da parte mia.

Edgardo: Convengo con te Marcelo. Valutare il nostro passato col senno di poi non può rispondere al vero, e men che meno può essere una risposta sul da farsi nella vita presente e futura.

Komi: Ma va‘! Una capatina al passato ogni tanto, che male fa? Cosa paventate che possa succedere viaggiando indietro nel tempo? Rimpianti? Forse! Ma pensate un po’, le esperienze raccolte ieri determinano le decisioni odierne e non solo, esse formano anche la personalità degli uomini. Da che mondo è mondo è così.

Estelle: Si, ma c’è capatina e capatina. Qui si parla di cambiare le cose e rifarle ex novo. Piuttosto diverso, no? Non vorrei aver frainteso.