Orda (ep. 1056)

Orda

Audio MP3 disponibile per i membri dell’associazione Italiano Semplicemente (ACCEDIENTRA NELL’ASSOCIAZIONE)

Trascrizione

people on sidewalk selective focal photo
Photo by Cameron Casey on Pexels.com

La parola “orda” è l’argomento di oggi. Orda al singolare, orde al plurale. Orda si pronuncia con la O aperta, come omega, osso, e non come orologio e ordigno, ad esempio.

In senso generale, orda può riferirsi a un gruppo numeroso e disordinato di persone o animali, spesso associato a un comportamento aggressivo.

Infatti in ambito storico, a tutti gli italiani vengono subito in mente le orde dei barbari.

In alcuni contesti però la parola orda può anche essere usata in senso dispregiativo per riferirsi a un gruppo di persone considerate volgari o selvagge.

Si indica col termine orda una massa umana spinta dalla violenza (come le orde dei barbari, appunto) o dalla miseria (orde di pezzenti). Si può usare anche scherzosamente, tipo:

Oggi in metropolitana ho incontrato con un’orda di ragazzi che usciva dalla scuola.

Il senso quindi è di creare l’immagine di un gruppo disordinato, che fa confusione e anche che non è molto rispettoso degli altri.

Più o meno è l’equivalente di “branco“, che si usa maggiormente per i gruppi di animali o anche di “frotta“, o “massa“. Si possono anche usare termini come accozzaglia, torma, stuolo, schiera, folla, caterva. Ognuno di questi termini può enfatizzare un aspetto diverso. L’orda indubbiamente trasmette un senso di caos, disordine o tumulto associato a un gruppo numeroso di persone.

Può implicare una mancanza di controllo, disciplina o civiltà, chiaramente con connotazioni negative. Si potrebbe parlare anche di un’orda di fan che si accalcano davanti a un concerto, suggerendo un gruppo di persone agitate e rumorose.

Vediamo altri esempi:

Orde di cani randagi si aggirano nei dintorni del quartiere.

Orde di vacanzieri affollano l’Italia nel mese di agosto.

Un’orda di fan è arrivata a Roma per il concerto di Vasco Rossi.

Adesso ripassiamo. Per restare in tema parliamo dell’autocontrollo e della disciplina. Mi piacerebbe se ci fosse un gruppo numeroso di membri, che non chiamerei mai orda, sia ben chiaro, disposto a creare dei ripassi. Mi accontento di un paio di frasi.

Ripasso a cura dei membri dell’associazione Italiano Semplicemente.

Marcelo Beh, certo che un ripassino a quest’ora non è mica facile direi! Dovrò proprio tenere a bada le mie emozioni, soprattutto quelle che mi fanno diventare adirato, anzi, imbestialito! Ma non per il ripasso di per se, fatte salve le notizie che si ascoltano del mio paese, che per inciso è l’Argentina! Dovrei pazientare, altrimenti corro il rischio di impazzire… dopo le revisioni fatte del nuovo governo. Quando pensavamo di aver raschiato il fondo del barile, hanno fatto emergere fondi fiduciari che fungevano da cassa per i politici in carica del precedente governo senza nessun controllo! E l’entità di questi fondi è di 3000 miliardi e passa! Poveri noi, onesti e disciplinati cittadini che lavorano e pagano le tasse! Autocontrollo? Manco per niente! Con questi tutto è poco o niente!

Stroncare (ep. 947)

Stroncare (scarica audio)

Giovanni: facciamo un gioco: ditemi cos’hanno in comune un fulmine che spezza un ramo, un peso che affatica il corpo, una rivolta che viene fermata, una vita che viene prematuramente interrotta e una dura critica che colpisce una persona?

La risposta è il verbo stroncare.

Infatti questo verbo possiamo usarlo in molte circostanze diverse.

Se dovessi cercare un termine comune per descrivere tutti i diversi usi di stroncare, potrei dirvi il verbo “interrompere“. Anche “violenza” però è abbastanza adatto.

Infatti si può descrivere il concetto di spezzare con violenza qualcosa, come quando un fulmine colpisce un albero e stronca un ramo oppure stronca l’intero albero.

la furia del vento ha stroncato molti alberi

Gli alberi sono stati stroncati, cioè tagliati via con violenza. Aggiungere una esse al verbo troncare dà proprio l’idea della violenza, ma anche della rapidità. Ho fatto l’esempio dell’albero perché l’albero ha il suo tronco che rappresenta la sua struttura. Stroncare deriva proprio dal termine tronco.

Allo stesso modo un terremoto può stroncare la vita di molte persone, perché arriva all’improvviso e può essere molto violento e rapidamente far crollare tutto. Così come un alluvione può stroncare un’abitazione, eccetera.

Ulrike: Da questo punto di vista è simile anche al verbo strappare, rompersi all’improvviso in due pezzi, spezzarsi.

C’è chiaramente anche il senso dell’interruzione: “una vita interrotta/stroncara” ad esempio.

Quindi significa anche cessare in modo rapido e deciso, oppure far cessare, reprimere in modo violento e definitivo. C’è anche questo senso: qualcosa di definitivo, senza possibilità di tornare indietro.

Es:

la protesta degli studenti è stata stroncata sul nascere dalla polizia.

La rivolta dei lavoratori sarà stroncata dalle forze dell’ordine.

La mia iniziativa è stata stroncata da tutti.

Marcelo: Ecco in quest’ultimo caso, quando viene stroncata un’iniziativa o un’idea o una proposta, evidentemente nessuno la condivide, ma non solo, direi che tutti, immediatamente, non hanno alcun dubbio che si tratti di una pessima idea. Si tratta di una forte critica, una critica spietata.

Quindi potremmo dire che analogamente stroncare un libro significa démolirlo, distruggerlo con un giudizio duro e Severo. Questo è un uso figurato.

Ho comprato un libro ma mia moglie, che l’ha già letto, lo ha stroncato.

Il film è stato stroncato dalla critica.

Ho fatto sentire a tutti come suono il pianoforte ma qualcuno mi ha stroncato con le sue critiche.

André: In questi casi non c’è molto il senso dell’interruzione, del far cessare, che invece c’è se dico:

Un uomo è stato stroncato da una malattia incurabile.

Si parla in questo caso di una morte improvvisa e veloce.

Quindi è simile anche a uccidere prematuramente, cioè in modo prematuro, oppure uccidere velocemente.

Non c’è bisogno di uccidere però. È sufficiente stancare, affaticare.

Quindi ad esempio:

Da bambino ho sempre portato a scuola uno zaino pesantissimo che mi stroncava la schiena.

Per andare a casa devo fare 100 scalini che ogni volta mi stroncano le gambe.

Il covid mi ha proprio stroncato. Non riesco a riprendermi completamente.

Sono stroncato dalla fatica.

Giovanni: Adesso ripassiamo:

Irina: Gianni vuole unire l’utile al dilettevole cioè creare un nuovo episodio mentre mangia e beve alla faccia nostra con i membri che sono andati all’incontro in Toscana! Non me la sento di fare un ripasso. Aspetto invece bellamente che se ne occupi qualcun altro. Sono invidioso di loro e oltretutto la mia condizione non
è passibile di miglioramento.

Marcelo: se me lo consentite, non ho troppo tempo neanch’io oggi per creare un bel ripasso. Faccio una breve frase alla bell’e meglio solo per darvi manforte, dato che state tutti facendo bisboccia. Perdonate il mio menefreghismo ma oggi sono proprio restio a fare qualsiasi cosa. So già che questo mio tentativo sarà stroncato!

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Furore e furoreggiare

Furore e furoreggiare (scarica audio)

Descrizione

Furore e furoreggiare possono indicare violenza e rabbia ma anche passione e mancanza di controllo. PER STUDENTI NON MADRELINGUA.

Trascrizione

Mi è stato chiesto cosa significa e come si usa il verbo furoreggiare e il termine furore.
Il verbo “furoreggiare” si riferisce all’atto di essere estremamente popolari o di avere grande successo in un determinato campo o contesto. Ad esempio, si potrebbe dire che un film sta “furoreggiando” al botteghino, o che un artista sta “furoreggiando” nelle classifiche musicali.

Il termine “furore” indica invece una forte emozione di rabbia o di indignazione, spesso associata a un comportamento violento o distruttivo.

Ad esempio, si potrebbe parlare del “furore” dei manifestanti che hanno dato fuoco a un’auto durante una protesta.

Alcuni sinonimi per “furoreggiare” potrebbero essere “trionfare”, “eccellere”, “essere al top”, mentre alcuni contrari potrebbero essere “fallire”, “essere impopolare”, “non essere gradito”. Alcuni sinonimi per “furore” potrebbero essere “ira”, “rabbia”, “furia”, mentre alcuni contrari potrebbero essere “calma”, “pacificità”, “tranquillità”.


Esiste anche il furore delle fiamme.


“Furore delle fiamme” è un’espressione comune che si riferisce a un incendio particolarmente violento e distruttivo.

Altri esempi di frasi con “furore” possono essere:

“Il pubblico ha accolto il nuovo album del cantante con grande furore.”
“Il cane ha cominciato a mordere con furore dopo essere stato provocato dall’intruso.”
“La politica del governo ha suscitato un furore tra gli oppositori.”
“Il pittore ha dipinto con grande furore, dimenticando completamente il mondo esterno.”
“Le onde del mare si infrangevano con furore sulla scogliera.”

Esiste poi, molto usato nello sport, il furore agonistico.

Il “furore agonistico” si riferisce alla grande determinazione e intensità che un atleta o un concorrente mette in gioco durante una gara o una competizione sportiva.

Questa espressione viene spesso usata per descrivere il comportamento di un atleta che è particolarmente motivato e concentrato sulla vittoria, e che lotta con tutte le sue forze per raggiungere il suo obiettivo.

Ad esempio, si potrebbe dire che un pugile ha combattuto con grande furore agonistico per vincere il titolo mondiale, o che un corridore ha corso con furore agonistico per tagliare per primo il traguardo. In questo caso, “furore agonistico” è un’espressione positiva che sottolinea la determinazione e l’impegno dell’atleta, e la sua capacità di superare gli avversari.

Allora il furore non è solo violenza, ma anche una forma di eccitazione.

Infatti, il termine “furore” può assumere diverse sfumature di significato a seconda del contesto in cui viene usato. Mentre in alcuni casi può indicare violenza e rabbia, in altri casi può esprimere eccitazione, determinazione o passione.

Ad esempio, si può parlare di un artista che dipinge con furore la sua opera, esprimendo la sua passione e la sua energia creativa. In questo caso, il “furore” ha una connotazione positiva e indica l’entusiasmo dell’artista nel creare il suo lavoro.

Ricapitolando, il termine “furore” può assumere differenti significati a seconda del contesto e del modo in cui viene utilizzato: violenza, rabbia incontrollata oppure passione e determinazione.

Furoreggiare si usa invece prevalentemente nel senso di successo e popolarità, in modo del tutto simile a a spopolare e anche a, ma in senso più forte, “andare per la maggiore” di cui ci siamo già occupati.

Furore

Furoreggiare

Il temporale furoreggia

Lottare con furore

Il furore agonistico

Ci vediamo al prossimo episodio di italiano semplicemente.