volere
Vuoi o non vuoi
713 Valere e costare
Valere e costare (scarica audio)
- Indice degli episodi
- audio-libri in versione KINDLE e CARTACEA (+MP3)
- Video YouTube
- Donazione per Italiano Semplicemente
- Associazione italiano Semplicemente
Trascrizione
Giovanni: c’è un uso del verbo valere che sicuramente gli studenti di lingua italiana conoscono poco. Infatti valere solitamente è associato al valore, specie quello economico.
La mia auto vale 12000 euro.
Ma non c’è solo questo utilizzo.
Vale assolutamente la pena approfondire la questione.
No, non è questa espressione l’argomento di oggi. Comunque ci sono andato vicino, siamo lì perché parlo dell’uso transitivo del verbo valere.
Infatti quando “vale la pena” fare qualcosa significa che conviene fare questa cosa, anche se ogni azione ha un costo, anzi, una “pena”, intesa nel senso di fatica, o comunque come effetti negativi legati all’azione.
C’è anche un’altra espressione:
Il gioco vale la candela
Con senso assolutamente identico, che però in genere si usa con la negazione (il gioco non vale la candela) per esprimere la propria contrarietà a compiere un’azione, o meglio la contrarietà a fare un sacrificio perché non farà ottenere un risultato positivo soddisfacente, proporzionato.
Oppure il famoso detto:
Parigi val bene una messa.
Che sta a significare che vale la pena sacrificarsi per ottenere qualcosa di grande valore.
Ultimamente il termine sacrificio ricorre spesso nei nostri episodi, ci avete fatto caso?
Andiamo avanti comunque.
Si parla sempre di convenienza, di qualcosa che ha un senso fare, cioè si tratta di qualcosa di utile.
Più in generale, possiamo usare il verbo valere per indicare che qualcosa può procurare un certo guadagno o risultato positivo, può fruttare un guadagno. Un’azione che permette di ottenere un risultato. Anziché usare “permettere di ottenere” o “fruttare” o “procurare” si può usare valere, seguito dal risultato, in genere positivo, ma non necessariamente.
Si usa prevalentemente al passato.
Le cinque vittorie consecutive mi valsero il primo premio.
Il suo gesto gli valse il plauso della cittadinanza.
Questa vittoria potrebbe valere il titolo di campione d’Italia.
L’ordine è questo: azione, poi valere e poi il risultato. Si può usare riferito ad una persona (mi valse, gli è valso ecc.) oppure, come nell’ultimo esempio, riferito a qualcosa che ha un valore.
Questa vittoria vale lo scudetto
Le numerose bugie che diceva sempre gli valsero il soprannome di Pinocchio.
Quest’ultimo è un utilizzo piuttosto negativo. Il fatto di dire sempre bugie ha portato, come effetto, il fatto che venne soprannominato Pinocchio.
Pinocchio, per chi non lo conoscesse, è un burattino di legno al quale cresceva il naso quando raccontava bugie.
Ogni bugia gli valeva qualche centimetro di naso in più
C’è da dire che più spesso, quando il risultato è negativo, si preferisce usare il verbo “costare“.
Ogni bugia gli costava qualche centimetro di naso in più
Il verbo costare si usa in questo caso in senso figurato, nel senso di comportare dure conseguenze.
Un altro esempio:
Il tuo atteggiamento strafottente ti costerà caro.
Questa sconfitta potrebbe costarti lo scudetto.
Il tradimento a sua moglie gli è costato il matrimonio.
Vedete che “costare” implica il pagamento di un “prezzo”, che è appunto ciò a cui si rinuncia a seguito dell’azione, quindi la conseguenza negativa.
“Pagare un prezzo” infatti ha anche un senso fugurato.
Il tuo gesto l’hai pagato a caro prezzo!
Quando le conseguenze di un’azione sono negative, posso, come visto prima, anche usare il verbo valere, ma è meno adatto rispetto a costare.
La tua mancanza di voglia di studiare ti è valsa la bocciatura.Sicuramente è preferibile dire:
…ti è costata la bocciatura.
Credo sia abbastanza per oggi che ne dite?
Un esempio in più potrebbe costarmi qualche lamentela o mi varrebbe un ringraziamento?
Aggiungo solamente che a volte si usa la preposizione per
Es:
Una vittoria che vale per lo scudetto.
Vincendo si fanno punti che valgono per la classifica
Oppure:
Un esame che mi è valso per ottenere la laurea
In questi casi non è sempre la stessa cosa. Una vittoria che vale per lo scudetto non è detto sia la vittoria che da sola permette di vincere lo scudetto.
Spesso vale esprime semplicemente qualcosa di molto importante, che ha un certo valore, ma non è detto sia determinante.
Non è detto sia cioè la vittoria che valse lo scudetto.
Si esprime utilità, qualcosa di vantaggioso per raggiungere uno scopo, simile a servire, anche senza la preposizione per:
I tuoi sforzi non valsero a nulla;
Le ripetizioni valgono a migliorare la pronuncia
Mariana: Cosa sarebbe la lingua italiana senza il verbo fare? L’ultimo episodio di Italiano Semplicemente, il numero 712, per inciso, fa sì che noi non madrelingua possiamo farci capire benché ci manchino a volte alcuni verbi. Bell’episodio, come sempre ben fatto.
Peggy: a me fa un po’ strano veramente usare il verbo fare in questo modo, però senza dubbio fa molto italiano.
Ulrike: Il verbo fare non è che sia difficile da capire, ma occorre fare alcuni distinguo. A volte infatti mi ha dato del filo da torcere. Ricordo ancora quando ho avuto a che fare con la locuzione “avere un fare” Insomma ci vuole tempo, ma va bene così.
Harjit: si, va bene, fatto salvo se, come me, hai una certa fretta. Io devo andare in Italia a lavorare tra un paio di anni. Devo assolutamente imparare a esprimermi come si deve. Fortunatamente ho deciso di iniziare per tempo a studiare la lingua italiana. Non sia mai che poi io debba ricorrere ad un corso accelerato.
Marcelo: hai fatto benissimo. Anche a me non piace ridurmi all’ultimo.
Hartmut: per fare una capatina a Roma da turista può andar bene anche un corso qualsiasi per principianti, ma tu, Harjit, puoi fare di necessità virtù con Italiano Semplicemente.
Rauno: ben detto Hartmut!
527 Te le cerchi?
Te le cerchi? (audio)
- Indice degli episodi
- Tutti gli audio-libri in versione KINDLE e CARTACEA (+MP3)
- Video YouTube
- Donazione per Italiano Semplicemente
- Associazione italiano Semplicemente
Video YouTube con sottotitoli
Trascrizione
Giovanni:
Conosci questo antico proverbio?
Con questo proverbio si vuole ammonire colui che ha prodotto la causa del proprio danno, o dolore: costui (cioè questa persona) dovrà prendersela esclusivamente con sé stesso, e non addossare la responsabilità ad altri.
Prendersela con una persona significa esattamenete questo: dare la colpa ad altri, addossare la colpa ad altri
Chi causa il proprio male incolpi sé stesso.
Ecco, oggi vorrei parlare di ammonizioni. Un’ammonizione è simile ad una accusa, ed è un po’ più che un avvertimento.
Un’ammonizione non è solamente il cartellino giallo dell’arbitro mostrato ad un calciatore dopo un brutto fallo.
Quella sicuramente è l’ammonizione più famosa.
Per ammonizione si può intendere anche un forte rimprovero. Si potrebbe parlare anche di ammonimento, che rappresenta però un rimprovero meno grave dell’ammonizione. L’ammonimento è quasi un consiglio, un preavviso.
Ad esempio si potrebbe dire ad una persona:
Non si fa così, altrimenti…
Attento, questa cosa che hai fatto è sbagliata, perché potrebbe accadere che…
Questi sono ammonimenti.
Hai fatto una sciocchezza, se continui così ci saranno gravi conseguenze.
Questa è più un’ammonizione. L’ammonizione somiglia più ad un’accusa come dicevo e meno ad un consiglio o un avvertimento.
Quando diciamo ad una persona che ha fatto qualcosa di sbagliato e lo accusiamo per questo, dicendo che è colpa sua potremmo ricordarle il proverbio di cui sopra:
Chi è causa dei suo mal, pianga sé stesso.
Normalmente però, nella vita di tutti i giorni, ci sono frasi e espressioni molto più utilizzate. Se qualcosa è già accaduto si può trattare di accuse esplicite tipo:
Così impari!
Peggio per te!
Es:
Bravo, sei caduto. Ti avevo detto di non correre. Così impari a non correre!
L’hanno arrestato. Gliel’avevo detto di darmi ascolto. Non ha voluto seguire i miei consigli e adesso così impara! Peggio per lui!
Per ammonire qualcuno ci sono anche due locuzioni più complicate:
Te la sei voluta!
Te la sei cercata!
Es:
Ti avevo avvisato che c’era la pandemia in Cina. Sei voluto andare ugualmente e adesso hai preso il virus. Te la sei cercata! Ben ti sta!
Oppure:
Andare in montagna con questo tempo si sapeva fosse molto pericoloso. Quei ragazzi che hanno rischiato la morte se la sono voluta.
Si può trattare anche di avvisi, quindi di frasi pronunciate prima che la conseguenza delle azioni sbagliate accada:
Vuoi sposarti con quel Don Giovanni? Io ti avviso, non è una buona scelta. Poi, fai come vuoi, peggio per te!
Attento ragazzo, non mi provocare. Oggi te le cerchi!
Oppure:
Secondo me proprio non è il caso di uscire con questo tempaccio. Cos’è, le vai cercando?
Si tratta del verbo cercare e cercarsela.
Cercarsela significa comportarsi in modo tale da attirarsi qualcosa di spiacevole, negativo, dannoso, che pure sarebbe stato prevedibile ed evitabile.
Si usa spessissimo nel linguaggio colloquiale:
È proprio andato a cercarsela!
Se l’è cercata!
Si usa anche col plurale come si è visto.
Andare a cercarsele.
Andarsele a cercare
Ma allora te le cerchi!
Si usa anche quando una persona ha un atteggiamento provocatorio verso di te o qualcun altro. A queste persone possiamo dire:
Che fai, te le cerchi?
Oggi te la cerchi!
Si usa anche:
Cosa vai cercando?
Oggi le vai cercando vedo!
Quest’ultima frase si usa anche per alludere alle botte o ai guai.
Cercare o cercarsi le botte, cercare guai.
Si sentono spesso frasi simili in bocca a genitori arrabbiati con i figli che non li ascoltano:
Fai il bravo, non te le cercare anche oggi!
Oggi te le cerchi proprio! 😄
A volte, ma solo al passato, si usa anche il verbo volere:
Se l’è voluta, te la sei voluta, se la sono voluta, ecc.
Il significato è il medesimo:
Se l’è cercata, te la sei cercata, se la sono cercata, ecc.
Hartmut: Qualcuno potrebbe pensare che chiedere di unirvi all‘associazione “Italiano Semplicemente” sia un’offerta indebita, considerando che internet è così ricco di contenuti, ma vi chiedo di pensarci bene invece: nella nostra associazione ci sono contenuti che riguardano ogni situazione di vita e una comunità di studenti da tutto il mondo pronti ad aiutarvi!
Il metodo di Italiano Semplicemente ci piace e piacerà di sicuro anche a voi. Prendete spunto da quanto hanno già fatto 100 e passa persone per farvi strada nel campo della lingua italiana.
196 – VOLENDO – 2 minuti con Italiano semplicemente
Audio
- Scarica il file audio in formato mp3
- indice degli episodi della rubrica “2 minuti con Italiano Semplicemente”
- I Primi 100 episodi in versione KINDLE (+MP3)
- Tutti gli audio-libri in versione KINDLE e CARTACEA (+MP3)
Video
Trascrizione
Ciao ragazzi e ben trovati.
Nell’ultimo episodio di due minuti con Italiano Semplicemente ci siamo occupati dell’espressione “se vogliamo“. Ricordate? Abbiamo visto il verbo volere, in questa espressione colloquiale si usa per esprimere una opinione, facendo una associazione più o meno condivisibile.
Un membro dell’associazione mi ha fatto però una domanda:
Natalia (Colombia): Ho appena ascoltato i due minuti di oggi, molto usata nel parlato comune, ma volevo sapere se questa espressione è equivalente a “volendo”. Me lo puoi spiegare per favore?
Certo Natalia, grazie della domanda.
Allora, può sicuramente capitare di ascoltare “volendo” usato impropriamente al posto di “se vogliamo“, ma volendo rappresenta semplicemente l’espressione della nostra volontà, quindi non si deve usare con lo stesso senso di “se vogliamo” che abbiamo spiegato.
“Volendo” significa “se c’è la volontà”, “se si vuole”, quindi si può usare per esprimere una volontà, oppure una proposta, o una alternativa ad una proposta:
Per divertirci potremo andare a cena a casa mia va bene? Volendo possiamo anche acquistare del vino, che ne dite?
Posso anche dire:
Giocavo con la palla e non volendo, ho rotto il vetro, scusate!
Questo significa che non c’era volontà da parte mia. Non l’ho fatto apposta, non volevo. L’ho fatto non volendo, l’ho fatto inavvertitamente. Posso anche dire così.
Se devo dare una risposta, ma non sono convinto o non voglio dire proprio “no” posso usare “volendo”:
Se vuoi possiamo cena insieme una di queste sere che ne dici?
Non siete proprio convinti di questo, anzi vorreste proprio rifiutare, ma…. meglio glissare!
Risposta: sì, volendo…
In questo caso il tono non deve essere molto convincente però 🙂
Posso anche usarlo al posto di “se vogliamo“, ma in questo caso si usa il verbo volere normalmente. Se ad esempio facciamo un esame di lingua italiana e non va molto bene, il professore potrebbe dire:
Se vogliamo essere generosi, possiamo dire che raggiungi la sufficienza!
Quindi è come dire: volendo essere generosi“, se c’è la volontà di essere generosi. Non è un’azione necessariamente legata a “noi”, ma si usa lo stesso questa forma, a volte anche solo per darsi un tono.
Questa frase però non ha affatto lo stesso significo di “se vogliamo”, nel senso di fare una associazione forzata condivisibile o meno. Non stiamo facendo questo.
Per fare una ulteriore differenza rispetto a “se vogliamo” posso dire che “volendo” si usa con i fatti, è collegata più spesso ad azioni, non ad associazioni o opinioni.
Quindi si tratta semplicemente di volere nella forma del gerundio. Più simile a “se mi gira” molto spesso. Anche di questa espressione ci siamo già occupati.
Un altro membro mi ha chiesto se “addirittura” può sostituire “volendo“.
In realtà no, perché addirittura ha la funzione di sottolineare la straordinarietà di un fatto, si usa per esprimere anche una esagerazione. Non è questo il caso.
Ascoltiamo adesso il ripasso quotidiano:
Leijla (Bosnia): La diffusione del nuovo Coronavirus è andata al di là delle previsioni dell’Istituto Mondiale di Sanità. Questo può preoccupare, ma se vogliamo può capitare di sottovalutare gli effetti di un nuovo virus se ti prende alla sprovvista. La cosa importante è avere sempre ben presente il benessere mondiale senza sgarrare troppo spesso: non si può essere perfetti, qualcosa può sfuggire ogni tanto. Intanto però più di 400 persone sono già andate. Poveracce. Chissà se si fossero già fatte un’idea dell’aldilà…
– – –
Camille (Libano 🇱🇧):
L’inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con Italiano Semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro. Ti aspettiamo!


