770 Per non

Per non (scarica audio)

Trascrizione

Mi è stato chiesto di spiegare gli utilizzi delle due parole per e non quando sono una di seguito all’altra.

Ne abbiamo già in parte parlato in uno dei passati episodi, ma per non saper né leggere né scrivere meglio spiegarlo ancora e anche in modo più completo.

Allora per è una preposizione semplice ma questo non ci interessa, altrimenti il sito si sarebbe chiamato italiano noiosamente 🙂

Scherzi a parte, “per non” significa, letteralmente “al fine di non“, “al fine di evitare”.

Per” viene usata in tal caso per dare una spiegazione, con lo scopo di descrivere una finalità. È simile a perché.

Non” invece serve a negare qualcosa e come sappiamo c’è sempre un verbo all’infinito dopo “non“. Abbiamo se volete un breve episodio sulla differenza tra no e non.

Questo accade anche nell’espressione “per non saper né leggere né scrivere“.

Vi ricordo che il senso di questa espressione è stare sicuri, quindi fare qualcosa con la finalità di ottenere un risultato o prevenire un problema, perché non si sa mai. Quindi non potendo riuscire a prevedere tutte le possibilità, meglio andare sul sicuro.

Un senso simile lo troviamo in molte altre occasioni, anche in frasi comuni:

Per non perdere l’aereo, meglio partire un po’ prima.

Per non cadere, mi sono aggrappato alla ringhiera.

Sto in silenzio per non far rumore

Cosa fare per non russare la notte?

Eccetera.

Altre volte invece troviamo “per non” in frasi diverse in cui il senso cambia. E qui viene il bello.

Es:

Tuo fratello è simpaticissimo, per non parlare di sua moglie!

Voglio dire che la moglie di tuo fratello, cioè tua cognata, è anch’essa molto simpatica, persino più simpatica di tuo fratello.

Il mio obiettivo in questa frase è sottolineare, enfatizzare una affermazione secondaria, che, in quanto secondaria, potrebbe passare in secondo piano, ma io non voglio che questo accada. E allora uso “per non parlare/dire”.

Vediamo altri esempi:

Giovanni è un tipo noiosissimo e pesante. Ricordo quando mi ha parlato di tutte le coniugazioni del verbo “espellere”! Mamma mia che noia! Per non parlare di quando mi ha chiesto di ascoltarlo per ben tre ore parlando di accenti acuti e gravi.

Oppure:

La squadra italiana di calcio a volte fa delle figuracce incredibili. Ricordate quando ha perso contro la Corea del sud ai mondiali del 2002? Per non parlare della recente sconfitta con la Macedonia che ci è costata il secondo mondiale consecutivo!

In questi casi il verbo usato è sempre “parlare” oppure “dire“.

Ti scordi sempre di tutto. Ieri hai dimenticato il mio compleanno. Per non dire di quando ti sei dimenticato di me e sei partito da solo dopo la sosta in autogrill sull’autostrada!

Avrete sicuramente notato la somiglianza con la locuzione “senza contare che abbiamo già visto insieme.

Infatti In questi ultimi esempi, il motivo per cui si sottolinea la seconda affermazione è per confermare e rafforzare la prima, per rafforzare ciò che vogliamo dire, il concetto che vogliamo esprimere, che è esattamente l’uso, se ricordate, della locuzione “senza contare“.

Per non”, quando ha questo utilizzo (seguito dal verbo dire o parlare) è di uso più comune e più colloquiale rispetto a “senza contare“.

Adesso mi auguro che qualcuno voglia realizzare un ripasso coi fiocchi.

Peggy: Potrei sfoderare un ripasso in men che non si dica se non fosse che sono particolarmente indaffarata oggi

Irina: ricorri sempre alla solita solfa per non raccogliere la provocazione di Giovanni

Marcelo: e vedi un po’. E’ ovvio che Peggy non partecipi alla costruzione di un ripasso visto che ha sempre il tempo risicato, ma a mio avviso quando ce lo chiede il capo non possiamo restare a braccia conserte.

Edita: allora ragazzi abbozziamo qualcosa all’insegna del miglioramento del nostro italiano.

Segue una spiegazione del ripasso