Convenire – VERBI PROFESSIONALI (n. 80)

Convenire

Descrizione: iIl primo significato che mi viene in mente è quello della convenienza economica.

Durata: 22:34

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La trascrizione completa e il file audio dell’episodio sono disponibili per i membri dell’Associazione Italiano Semplicemente.

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783 Delle due l’una/una

Delle due l’una/una (scarica audio)

Trascrizione

Giovanni: Delle due l’una: un’espressione che si usa in genere per far chiarezza. In particolare per far notare l’impossibilità che due cose avvengano contemporaneamente oppure che non ci sono che due alternative e nessun’altra possibilità. In realtà la frase corretta sarebbe “delle due una”, ma si sente più spesso la versione con l’apostrofo, tecnicamente scorretta però.

Ad ogni modo, l’espressione è equivalente a:

delle due cose ne devi scegliere una

oppure:

delle due cose solamente una delle due è possibile.

Oppure:

Non ci sono vie di mezzo

Si usa quasi sempre con le congiunzioni o e oppure.

Vediamo qualche esempio:

Non si può restare neutrali di fronte ad una guerra. Delle due l’una: o scegliamo di stare da una parte oppure dall’altra.

Dunque si sottolinea una alternativa obbligatoria e si esclude che ci siano altre possibilità.

Bisogna scegliere.

Ho letto una statistica secondo cui una persona su dieci crede che la terra sia piatta. Io dico che delle due l’una: o questa statistica è completamente sbagliata oppure che c’è una pandemia di stupidità.

Quindi solamente una delle due cose è possibile.

Se il dato è esatto allora siamo di fronte ad una pandemia di stupidità, oppure siamo tutte persone più o meno intelligenti e il dato è sbagliato.

È senza dubbio una frase che si usa quando si vuole fare chiarezza e con la quale si afferma una doppia possibilità, due cose alternative, senza via d’uscita.

Tante volte però si usa in frasi cosiddette ad effetto, quando non ci sarebbe bisogno di questa espressione, e però si vuole in questo modo attirare l’attenzione, rischiando, è importante dirlo, di apparire un tantino saccenti, presuntuosi.

Se ad esempio sto facendo una discussione con una persona, se dico:

Delle due l’una: o non sei abbastanza intelligente oppure non hai studiato abbastanza.

Questo è molto irritante, fastidioso, perché si sta dicendo che la persona con cui si parla è un ignorante oppure, in alternativa uno stupido. Non ci sono altre possibilità. Una forma di ironia fastidiosa senza dubbio.

Naturalmente in questi casi si vuole apparire saccenti e irritanti, facendo innervosire l’interlocutore.

In questo caso specifico, tra l’altro, non si vuole evidenziare l’impossibilità che entrambe le cose siano vere, ma solo insultare una persona attraverso una doppia alternativa che purtroppo è sempre negativa per la persona a cui si rivolge.

Notate che si usa sempre e solamente in questo modo: al femminile.

“Delle due” sta per “delle due cose”, (“cosa” è femminile) quindi “l’una” rappresenta una delle due cose. Quindi. è ancora femminile:

di queste due cose, solamente una è vera.

Se invece non voglio apparire saccente, presuntuoso, il mio deve essere solamente un chiarimento.

Es:

Vuoi venire a Tirana a vedere la finale di Conference league ma non hai il biglietto? Scusa, ma delle due l’una: o trovi un biglietto prima di partire oppure è inutile che tu vada a Tirana.

Adesso ripassiamo:

Peggy: Notate che l’una va scritto con l’apostrofo, proprio come l’ora. Es: Che ore sono? È l’una in punto. Ma forse è meglio che di questo ne parliamo in un episodio a sé stante.

Estelle: Infatti, perché delle due l’una: o facciamo episodi brevi, e allora il nome della rubrica descrive bene le prerogative degli episodi, oppure li facciamo più lunghi e cambiamo il nome alla rubrica.

Marcelo: ma si sa che Giovanni non brilla per puntualità. E precisione. Resta pur sempre un italiano. Ciò non toglie che gli episodi abbiano comunque il loro perché. Ci mancherebbe!

Rauno: non per contraddirti Peggy, ma per inciso, si trova spesso scritto anche senza apostrofo: Delle due una. Mi dirai che Treccani non ne parla. Questo è vero, ma nessun italiano va a controllare dopo che lo hai detto.

476 Giocoforza

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Giocoforza (scarica audio)

Episodio 476 della rubrica due minuti con Italiano Semplicemente.

La caratteristica che rende la rubrica, unica nel suo genere, è la presenza, alla fine di ogni episodio, di un ripasso degli episodi passati. In questo modo, è giocoforza impossibile dimenticare.

Proprio “giocoforza” è l’argomento della puntata di oggi.

Significa inevitabilmente, necessariamente, obbligatoriamente.

Ma perché dovremmo usare giocoforza se non l’abbiamo mai fatto finora?

Se non volete usarlo, sempre meglio conoscerne almeno il significato e l’uso, altrimenti vi spiego anche come si usa. Notiamo che compare la “forza“.

Nel linguaggio colloquiale, quando qualcosa è obbligatorio o quando è inevitabile spesso si usa la locuzione “per forza“. Si usa soprattutto quando non si ha voglia, quando un’azione non è spontanea o volontaria, ma bisogna farla per forza, obbligatoriamente.

Devo studiare per forza oggi? Proprio non ne ho voglia!

Andiamo a trovare Giovanni?

Risposta: No, non ne ho voglia!

Devi venire per forza. Non puoi non venire.

Ebbene, giocoforza è simile ma meno informale, meno legato alle emozioni personali.

Si usa quando non si può fare a meno di fare qualcosa, quando un’azione è inevitabile, quando non c’è altra strada. Quindi obbligatorio ma solo in questo senso, non un obbligo imposto da una persona, da un dovere o da una regola da seguire.

In questi casi si può anche usare l’espressione “per forza di cose“, anch’essa più informale rispetto a giocoforza e forse anche più utilizzata.

Es: la pandemia ha comportato giocoforza misure restrittive.

Quindi: Per forza di cose si sono dovuti prendere dei provvedimenti. Non c’era un’altra strada.

Le circostanze hanno imposto delle decisioni, altrimenti le conseguenze sarebbero state ancora peggiori. Non si poteva evitare di prendere provvedimenti. E’ stata una scelta obbligata. Potrei anche dire che “è stato inevitabile prendere provvedimenti”.

L’esempio che ho fatto è il più semplice possibile.

Molto spesso però si usa insieme al verbo essere nella locuzione: “essere giocoforza“.

La presenza di “gioco“, dà quasi l’idea di una strategia di gioco. Questo rende il termine non troppo colloquiale. Comunque possiamo usarlo per qualunque tipo di discorso, anche in senso ironico:

Quando i miei figli si picchiano è giocoforza intervenire.

In questa frase posso anche non usare la locuzione col verbo essere:

Quando i miei figli si picchiano devo giocoforza intervenire.

Quando i miei figli si picchiano, giocoforza è necessario un mio intervento.

Comunque la maggioranza delle volte si usa col verbo essere. Vediamo altri esempi:

Appena ho scoperto la rubrica due minuti con Italiano Semplicemente, era la puntata 476. A quel punto fu giocoforza iniziare dal primo episodio.

Gli attaccanti titolari sono tutti infortunati. È giocoforza chiamare un ragazzo dalla squadra primavera.

Anche se oggi sono povero, il mio futuro non è giocoforza segnato.

Di fronte alla violenza è giocoforza cedere

Se domani piove, è giocoforza restare a casa

Se ci pensate, la questione è simile a quella dell’episodio scorso, dove si è parlato del verbo andare usato per esprimere il senso di dovere, o obbligo in modo impersonale.

Non è un caso che ho voluto affrontare subito il termine giocoforza.

Ad esempio le frasi:

I compiti vanno fatti subito!

Questo lavoro va finito entro domani!

Si parla sempre di necessità, di dovere, di bisogno, spesso di regole da rispettare o di doveri appunto. Obblighi in questo senso. Non si tratta di scelte inevitabili, di qualcosa di obbligatorio e ineluttabile.

Nel caso di giocoforza invece, come ho detto anche all’inizio dell’episodio, non ci sono alternative, non ci sono altre scelte. Un obbligo in questo senso. Inoltre quest’obbligo è sempre la conseguenza di una causa, qualcosa che ci obbliga, qualcosa che rende necessaria o obbligatoria un’azione.

Vediamo un esempio per chiarire maggiormente la differenza:

Va fatta attenzione quando si guida la macchina con la neve.

Se nevica tantissimo è giocoforza mettere le catene alle ruote.

Irina: adesso è giocoforza ripassare, sennò dimentichiamo, giusto? Però finora non mi ero mai imbattuta in questo termine.

Lejla: Adesso che la conosciamo però, non è solo appannaggio dei madrelingua!

Hartmut: però bisogna anche imparare ad usare questa nuova parola. E qui ti voglio!

Ulrike: è vero. Ma verrà il giorno che non avremo altra scelta. Allora faremo di necessità virtù.

201 – ESSERE PER – 2 minuti con Italiano semplicemente

Audio

Emanuele: due minuti con italiano semplicemente, episodio 201.

Giovanni: Ok, grazie Emanuele, abbiamo appena terminato i primi duecento episodi della rubrica due minuti con Italiano Semplicemente, ma io sarei per continuare? E tu?

Emanuele: Anche io sono per continuare papà!

Giovanni: ok, allora oggi in questo episodio n. 201 spieghiamo un metodo veloce ed informale per esprimere un’opinione. L’ho già utilizzato io ed anche Emanuele: “essere per“:

Io sarei per continuare

Al presente diventa “io sono per continuare”, come ha detto Emanuele.

Io ho preferito usare il condizionale perché spesso si fa così con le opinioni, si usa la forma condizionale per cortesia, per non dare l’impressione che sia un’ordine.

Semplice vero?

“io sono per” e poi aggiungete un verbo all’infinito.

Posso usare qualsiasi modo verbale ovviamente, dipende da ciò che si vuole dire, e di solito si usa quando si presenta una scelta tra più opzioni.

Io tra andare a scuola e andare al mare sono per andare al mare.Tu per cosa sei?

Io sarei per il mare

Posso fare anche così, senza ripetere il verbo, tanto è scontato.

A volte il condizionale ha un senso diverso dalla cortesia:

Io sarei per il mare, se mia madre fosse d’accordo 🙂

Io tra il cibo italiano e quello inglese sono per quello inglese

Anche io lo ero, poi ho assaggiato le fettuccine al ragù!

Altro esempio?

La riunione era noiosa, e noi eravamo per andarcene, ma il nostro dirigente ce lo ha impedito.

Un altro esempio:

Io tra la democrazia e la monarchia, sono per la repubblica!

Educazione dei figli:

io sono per l’educazione severa.

Io invece sono decisamente per un rapporto amichevole tra genitori e figli.

E tu per cosa sei?

Attenzione perché “essere per”, quindi “io sono per”, “io ero per”, eccetera (anche con tu, lui, noi eccetera) si usano spesso anche per indicare un’azione imminente, che sta per avvenire, ed anche per indicare la presenza in un luogo “per” fare un’attività:

Ero per uscire, quando sono inciampato! (azione imminente: “stavo per” uscire e sono inciampato)

Anche prima ho detto:

La riunione era noiosa, e noi eravamo per andarcene, ma il nostro dirigente ce lo ha impedito.

Qui il significato potrebbe anche essere: “stavamo per andarcene”, quando il nostro dirigente ce lo ha impedito.

Qualche anno fa ero per turismo a Roma (mi trovavo a Roma per motivi turistici)

Quindi non è un’azione imminente, non è un’opinione, ma è per indicare la presenza in un luogo per fare qualcosa: ecco perché si dice “per”:

Ero per turismo a Roma

Ero per affari a Torino

eccetera. Quindi tre modi di usare “essere per

Ora ripassiamo alcune espressioni passate:

Andrè (Brasile): Tutti sanno che la città di São Paulo in Brasile e la pioggia sono un binomio inscindibile! comunque, siamo alle solite, da anni la misura è colma, la storia si ripete, il caos è assoluto in praticamente tutta la città! Si dà il caso che sia piovuto, solo altro ieri , il 50 % delle previsioni per l’intero mese di Febbraio ma non vedo come le pubbliche autorità non se ne capacitino! Coraggio amici che vivete a São Paulo! Armatevi di pazienza e andate avanti!

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L’inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con Italiano Semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro. Ti aspettiamo!

COPERTINA frasi idiomnatiche 2