Nottetempo

Nottetempo (ep. 1141)

Audio: 8 minuti circa

Descrizione

“Nottetempo” è una parola quasi poetica, che si usa per indicare qualcosa che avviene “durante la notte” o “nel corso della notte”.

Alla fine dell’episodio un bel ripasso degli episodi precedenti. Audio MP3: 10 minuti circa

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nottetempo

A buon rendere

A buon rendere (ep. 1140)

Audio: 8 minuti circa

Descrizione

“A buon rendere” è un’espressione italiana per ringraziare, promettendo di ricambiare il favore ricevuto.

Alla fine dell’episodio un bel ripasso degli episodi precedenti. Audio MP3: 10 minuti circa

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a buon rendere

Sbizzarrirsi

Il verbo “Sbizzarrirsi” (ep. 1138)

Audio MP3: 12 minuti

Descrizione

Sbizzarrirsi” significa liberarsi da vincoli o inibizioni e dare libero sfogo alla propria creatività, fantasia, voglia di fare. Vediamo come si pronuncia questo verbo, verbi simili e numerosi esempi. Alla fine facciamo anche un piccolo ripasso degli episodi precedenti e ascoltiamo una breve canzone dedicata al verbo sbizzarrirsi.
Per ascoltare il file audio e leggere la spiegazione, vieni con noi nell’associazione Italiano Semplicemente.

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I membri dell’associazione Italiano Semplicemente

‘Buone cose’, un saluto informale ma non troppo

Buone cose (ep. 1137) – (scarica audio)

Trascrizione

Sapevate che “Buone cose” è una forma di saluto? Molti di voi probabilmente conoscete solamente “ciao”, “arrivederci”, “buona giornata”, “buongiorno”, “buonasera” e “buonanotte”.

Buone cose” è una forma di saluto che si può usare non quando ci si incontra, ma quando solamente ci si allontana da una persona, similmente a “ci vediamo”, “arrivederci” e “a presto”.

E’ un saluto informale ma non troppo e positivo, utilizzato per augurare il meglio a qualcuno.

È un augurio generico che implica il desiderio che la persona a cui viene rivolto possa vivere esperienze positive, raggiungere successi, o semplicemente godere di cose buone nella vita. Non ha un contesto specifico, quindi può essere usato in varie situazioni, ma come detto, solo al termine di una conversazione.

Questo tipo di saluto si utilizza prevalentemente non con famigliari e amici stretti, ma con semplici conoscenti, o anche con persone che si incontrano per la prima volta, come forma di commiato, cioè è un saluto con cui ci si lascia.

Si può usare ad esempio con i vicini di casa dopo aver fatto due chiacchiere, in modo del tutto simile a “arrivederci”, ma direi che si tratta di un saluto più cordiale e in fondo esprime anche una forma di augurio. Non è adatto invece tra amici o colleghi con cui si ha un rapporto pressoché quotidiano o con familiari. Suona un po’ distaccato e pertanto potrebbe sembrare fuori luogo e in tali casi si preferisce un saluto più caloroso e personale. E’ una formula educata che lascia spazio a un augurio ampio, senza essere troppo personale.

E’ un saluto cordiale, amichevole, una formula educata, ma leggermente distaccata, non un saluto particolarmente intimo o confidenziale. Un po’ come “salve“, che invece è, nelle stesse situazioni, il saluto di quando ci si incontra o ci si incrocia con qualche conoscente, vicino di casa o qualcuno che si conosce solo di vista.

È un modo di augurare il meglio senza entrare troppo nello specifico, il che lo rende perfetto per situazioni in cui si vuole mantenere un certo grado di distacco.

Adesso ripassiamo qualche episodio passato.

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Ripasso a cura dei membri dell’associazione Italiano Semplicemente

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Khaled: Quando si raggiunge l’associazione, abbozzare un bel ripasso sembra una sfida bell’e buona.
Angela: Eccome! Pian piano però capita il momento di rompere gli indugi per iniziare a destreggiarsi con l’aiuto dell’elenco degli episodi dei 2 minuti. Un viatico tutt’altro che inutile!
Edita: Infatti! Rimanere un’anima in pena non serve.
Marcelo: Tanto più che possiamo contare sull’appoggio benevolo degli altri membri per darci manforte e non andare in tilt.
Rauno: Parole sante! Non c’è niente di cui vergognarsi se si verifica qualche errore. Repetita iuvant, come piace dire a Gianni. Niente paroloni qui!
Barbara: Io però, in quanto nuovo membro, capisco che fare a volte un ripasso sia il minimo sindacale. Temo però che gli altri siano di gran lunga più a conoscenza di tutte le locuzioni rispetto a me. Tenersi al passo mi pare un traguardo irraggiungibile.
Albéric: Ma chi se ne frega proprio! Provaci con qualche recente lezione e vedrai che una cosa tira l’altra! Su questo non ci piove!
Julien: Ma certo! Da cosa nasce cosa! Bisogna solo darsi una piccola mossa. Poi se vengono a galla dei dubbi, non avrai che da chiedere lumi. Vedrai che le risposte ti verranno a iosa! Suvvia! Non c’è altro da fare che cimentarsi.