266 – Essere in vena

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Essere in vena

Trascrizione

Giovanni: Benvenuti nella rubrica due minuti con Italiano Semplicemente. Episodio n. 266. Ma siccome oggi non sono in vena di spiegazioni lascio la parola ai membri dell’associazione.

Ulrike (Germania): Facciamo di nuovo un lavoro di gruppo? Ve la sentite? Vi propongo un episodio di ripasso di qualche puntata precedente che al contempo verte su una spiegazione di una nuova locuzione.
Sarà un compito esigente direi, dovremo darci da fare. Allora, siete in vena di partecipare?

Leyla (Bosnia): Buona idea direi. E mi pare tu abbia appena usato un’espressione interessante che varrebbe la pena di spiegare. Essere in vena, appunto. Cominciamo subito, me la sento proprio.

Bogusia (Polonia): Te la senti hai detto? Sai Lejla, avresti potuto dire anche che ne sei in vena, proprio per dire che ti trovi nelle condizioni buone, che sei disposto/a e ti senti forte, pronto e predisposto per affrontare questo compito.

Andrè (Brasile): Eccomi anch’io ragazzi! non vi dico quale coincidenza! Proprio ieri una mia amica italiana ha usato questo modo di dire. Lei mi pareva triste ed io cercavo di rasserenarla un po’, allo ho fatto qualche battuta ma lei si mostrava restia e mi ha detto: ti prego, lasciami un po’ in pace guarda, non sono per niente in vena di queste battute.

Rauno (Finlandia):
Perché però in vena ? La vena è un vaso sanguigno che porta il sangue al cuore. Nelle vene scorre il sangue.
Mi pare che le vene non abbiano nulla a che spartire con lo stato d’animo della tua amica.
Qualcuno sa, da dove deriva questo modo di dire?

Sofie (Belgio): Allora, io ho fatto qualche ricerca e ho trovato un pezzo interessante sull’origine del modo di dire essere in vena, cosicché ora si può riuscire a capacitarsi del significato.

Ascoltate:
Nei tempi antichi i medici usavano tastare il polso dei pazienti per valutare il loro stato di salute e per scoprire se il malato fosse “in buona vena”, ovvero se si trovasse in uno stato che lasciava prevedere una guarigione in breve tempo.

Emma (Taiwan): Interessante, buona ricerca Sofie. Ecco perché quando oggi diciamo “mi sento in vena di fare questa cosa” significa che ci sentiamo nelle condizioni migliori per affrontare con successo una situazione o un’iniziativa. Il contrario sarebbe sentirsi totalmente privo di energia, di volontà. Potrei dire: oggi proprio non mi va, non me la sento, non ne ho voglia. Oppure non sono in vena.

Doris (Austria): Bene amici, ho capito, vi siete spiegati bene. Ora mi sento dello spirito giusto, cioè sono proprio in vena di ripetere alcune parole passate della rubrica. Ciao, alla prossima e grazie a Giovanni, bontà sua, per averci dato il suo beneplacito per questa attività ivi incluse le correzioni laddove siano venuti a galla degli errori.

Giovanni: complimenti, proprio un bell’episodio ragazzi, ricco di frasi di ripasso. A proposito, con questo episodio mi avete fatto venire in mente una battuta: sapete cosa dice una goccia di sangue cadendo a terra? Oggi non sono in vena!

E adesso visto che mi avete sostituito nella spiegazione, tocca a me fare una frase di ripasso:

Laddove voi vi sareste aspettati una cazziata da parte mia per aver commesso molti errori, mi complimento invece con voi e peccato che non lo facciamo spesso. Ma vedrete che a questo punto, bontà vostra, potrete supportarmi più frequentemente, ovviamente tempo e voglia permettendo. Un saluto a tutti.

L’inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con Italiano Semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro. Ti aspettiamo!

265 – A maggior ragione

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a maggior ragione

Trascrizione

Giovanni:

La ragione è dei fessi

Quante volte la ragione ha torto!

La ragione non è nulla senza l’immaginazione

Queste solo alcune frasi sulla “ragione“, delle presunte verità, o delle frasi celebri sulla ragione.

La ragione. Cos’è la ragione?

Il modo più facile per usare questo termine è nella frase:

Avere ragione, che è il contrario di avere torto.

Io ho ragione, tu hai ragione e eccetera.

Avere ragione quindi significa avere un pensiero che si dimostra vero osservando la realtà.

Ci sono tantissime locuzioni col termine “ragione” con 1000 sfumature diverse. Oggi vediamo “a maggior ragione”, che è una locuzione che si usa in modo simile a un’altra espressione che abbiamo già visto nella puntata n. 234: tanto più. Le due espressioni si usano nelle stesse occasioni, esprimono lo stesso concetto, ma le frasi si costruiscono in modo diverso.

Si tratta ancora una volta di esprimere un concetto che voi ritenete valido, aggiungendo un argomento ancora più valido, che ne rafforza la validità.

Vediamo qualche esempio con entrambe le locuzioni

Dobbiamo sempre mettere la mascherina, a maggior ragione (tanto più) a casa se ci sono anziani o malati.

Dobbiamo sempre stare attenti alla pulizia delle mani, a maggior ragione (tanto più) adesso con questo virus.

Stesso concetto, stesso significato. E’ come dire: “anche perché“, che probabilmente voi stranieri usate di più. Ma “anche perché” si usa meno quando state cercando di convincere qualcuno.

Francesco oggi non vai a scuola perché fa troppo freddo. A maggior ragione non ci va neanche Giovanni perché è stato male nei giorni scorsi.

Qui si fa un confronto tra Francesco e Giovanni. Il freddo è un motivo valido per non andare a scuola, ma Giovanni ha anche un motivo in più per non andarci: è stato male quindi a maggior ragione meglio che se ne stia a casa.

Francesco e Giovanni, oggi non andate a scuola perché fa troppo freddo. Tanto più che Giovanni è stato anche male nei giorni scorsi.

Spesso si usa anche come esclamazione:

Domanda: Bisogna mettere la mascherina in casa se siamo solo io e mio nonno?

Risposta: lo devi fare a maggior ragione!

In questo “tanto più” è più difficilmente utilizzabile, anche perché “a maggior ragione” è più convincente.

Infine, è bene dire che “a maggior ragione“, non solo si usa in modo analogo a “tanto più“, ma in alcune circostanze ha anche lo stesso significato di “tantomeno“, e questo lo abbiamo già visto nella spiegazione di tanto più.

Si può fare solo quando si afferma qualcosa ma in forma negativa. Solo in questi casi tantomeno può essere uguale a “a maggior ragione” e “tanto più“. Ad esempio:
Tu non puoi a casa nostra perché è pericoloso. Tantomeno tu mamma, che hai una certa età. In questi casi si può anche dire:

A maggior ragione tu mamma

Oppure

Anche tu mamma, tanto più che hai anche una certa età.

Ora ascoltate una bella frase di ripasso, vale la pena farlo, anche perché sono già passati i due minuti. Sofie dal Belgio ha qualcosa da dire riguardo al coronavirus.

Sofie (Belgio): C’è chi dice “Pentola guardata non bolle mai” ma oggi è finalmente arrivato: il 4 maggio, giorno della ripartenza graduale dopo l’incubo del Covid19!
Ma vai a capire cosa sia questa ripartenza “con cautela”. Regione che vai, fase due che trovi.
Certo, ogni Dpcm (Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri) è passibile di modifiche ma quando provo a capacitarmi della situazione mi dà di volta il cervello.
Affetti stabili, congiunti, fidanzati, parenti di sesto e di quarto rado e affini.
Qualcuno si sente in vena di aiutarmi a ricostruire il mio albero genealogico?
No, scherzo, state tranquilli, mi rendo conto che è difficile.
Anche qui in Belgio c’è moltissima confusione; che vuoi, è da 11 mesi che stiamo senza governo.
Se aspettiamo che tutti rispettino le regole che cambiano ogni due per tre, stiamo freschi!

Giovanni: in Belgio non rispettate le regole? Beh, allora a maggior ragione non lo facciamo neanche in Italia, tanto più che non amiamo neanche tanto farlo!

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264 – Supporto

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Supporto, aiuto, Apporto, ausilio

Trascrizione

Giovanni: e dopo l’apporto vediamo il supporto, in questo duecentosessantaquattresimo episodio della rubrica due minuti con italiano semplicemente. Io sono Giovanni e sono qui a supportarvi, voi invece a (o per) sopportarmi.

Scherzi a parte, il supporto è un altro modo per indicare un aiuto.

Se state ascoltando questo episodio state di certo utilizzando un supporto audio; se state solamente leggendo non vi state avvalendo di alcun supporto audio ma sicuramente di un supporto video, magari lo schermo del vostro cellulare.

Ma il supporto è come l’apporto?

E supportare è come apportare?

Si, il supporto è come l’apporto e anche come l’aiuto, si usano allo stesso modo, ad es:

Avrai il mio aiuto

Avrai il mio supporto

Avrai il mio apporto

Ma il termine supporto si usa quando vogliamo indicare un sostegno, una base, qualcosa su cui appoggiarsi, qualcosa o qualcuno che ci sostiene, e infatti proprio sostenere è all’origine del supporto e del verbo supportare.

Il supporto, è vero, si usa anche in sostituzione dell’aiuto, ma è una via di mezzo tra l’aiuto e l’ausilio. Ricordate l’ausilio? Lo abbiamo visto nell’episodio 120 di questa rubrica. Anche l’ausilio è una forma di aiuto, ma è più tecnico come termine, e poi non c’è il verbo “ausiliare” come abbiamo già visto in quell’episodio.

Supportare invece esiste e si usa come aiutare, nel senso che si aiuta una persona, e si supporta una persona, mentre se ricordate non si può apportare una persona. Però possiamo dare aiuto, dare (un) supporto o dare (un) apporto.

Ma perché usare il verbo supportare?

Supportare inizia per “su”. Un caso?

No!

Quindi supportare serve a portare su, come quando ci si appoggia sulla spalla di un amico per alzarsi, per portarsi su, per alzarsi.

Quindi una squadra ha bisogno del supporto dei tifosi. Ha bisogno di essere supportata.

Tutti abbiamo bisogno del supporto di un amico quando siamo tristi. Bisogna supportare gli amici al bisogno.

Gli anziani spesso hanno bisogno di supporto per camminare. Un semplice bastone in questo caso li può supportare, ma meglio sicuramente un supporto umano e psicologico.

Anche un supporto informatico o tecnico serve ad aiutarci. E questo può essere sia l’aiuto di un tecnico esperto, sia un oggetto come un computer.

Un’azienda ha sicuramente bisogno di essere supportata dallo Stato, altrimenti fallisce.

Aiuto è più facile da usare, d’accordo; aiutare va sempre bene in ogni caso, ma col supporto di Italiano Semplicemente potete fare passi in avanti. L’apporto che posso darvi con questi episodi spero vi sia utile ma se non vi basta il mio, probabilmente può esservi di ausilio anche il contributo dei membri dell’associazione che state per ascoltare, in questo caso André e Mariana dal Brasile.

Andrè:

Vedo un crescendo nell’apprendimento della lingua italiana in questo gruppo, tant’è vero che molti dei membri se la sentono spesso di partecipare alle videochat organizzate da Giovanni. Si dà il caso che ci siano diversi livelli di conoscenza, ad esempio, Anthony e Natalia sono quasi madrelingua e direi anche che Ulrike e la Grammatica Italiana costituiscano un binomio inscindibile! Sono stato impegnatissimo nelle ultime settimane, ragion per cui non ho ancora partecipato alle videochat. Coronavirus permettendo tornerò alla carica tra pochi giorni, quindi ragazzi non lasciate che il cervello vi dia di volta e rimanete sempre membri di Italianosemplicemente. E non dimenticate, fate una donazione quando potrete! Sarà un ottimo ausilio a supporto del sito.

Mariana: Puntiamo sull’aiuto di tutti.

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263 – Apporto

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Apporto ed apportare

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Giovanni: quanti modi ci sono per indicare un aiuto?

Abbiamo già visto che possiamo dare manforte ad una persona. Ricordate l’episodio n. 150? A dire il vero abbiamo anche visto tendere la mano nell’episodio 72.

Oggi vediamo una terza forma, l’apporto, ad esempio dare un apporto o fornire un apporto e domani ne vedremo una quarta: il supporto.

Iniziamo quindi dall’apporto e da apportare, che è un verbo simile a portare (senza la a e con una sola p), quindi, analogamente a portare, si può anche apportare qualcosa, ma non qualcuno, come l’aiuto. Le persone sono si possono apportare.

Non posso dire quindi “io ti apporto” perché non funziona come aiutare. Ho bisogno di specificare cosa si apporta. Proprio come le cose materiali.

Quindi io posso apportare un aiuto se c’è bisogno ma posso anche apportare altro, non solo un aiuto. La cosa importante per usare questo verbo è che siano cose immateriali. Solo quelle possono essere apportate.

Posso apportare modifiche ad un documento, posso apportare il mio contributo in un lavoro di gruppo.

Posso anche dire che tu hai apportato importanti novità.

Posso anche dire che l’attività sportiva apporta benefici alla salute.

Anche i benefici non sono oggetti.

Quindi è vero che apportare è simile ad aiutare ma è simile anche ad aggiungere e dare.

Spesso poi, anche con le cose immateriali si usa portare, sebbene questo verbo sia più adatto per le cose materiali.

Posso anche dire:

La pandemia apporta problemi al mondo intero.

Anche i problemi si possono apportare

Vedete che è simile anche a procurare, causare, arrecare. Il, verbo si può usare sempre sia in positivo che in negativo quando c’è qualcosa che causa o che influenza o aiuta o contribuisce a qualcos’altro. C’è un’influenza quindi, in generale.

Il termine apporto invece equivale all’aiuto ma in senso meno umano e più tecnico. Si usa molto al lavoro.

Il tuo apporto è stato determinante.

Cioè il tuo contributo è stato determinante. Ciò che hai portato tu ha prodotto risultati positivi.

Si sente spesso parlare dell’apporto della scienza al progresso dell’uomo ad esempio.

Posso anche dire che il mio ufficio non ha dato nessun apporto specifico ad un certo lavoro.

Le persone il cui apporto è fondamentale per la rubrica due minuti con italiano semplicemente sono sicuramente i membri dell’associazione italiano semplicemente che hanno realizzato queste frasi di ripasso, frasi alle quali anche io ho apportato alcune modifiche.

Doris (Austria): Bontà vostra Permettendo, do seguito all’invito di scrivere qualche frase di ripasso. Hai visto mai che questa volta riesco a farne una sulla falsariga degli altri membri dell’associazione Italiano Semplicemente. Scriverne una è fattibile, basta ritagliarsi un po’ di tempo. Per noi il valore aggiunto di queste frasi è alto, poiché impariamo un sacco e al contempo ci aiutiamo reciprocamente ad avanzare e lentamente aumentare i propri livelli. Non dobbiamo avere fifa di non essere all’altezza di buttare giù qualcosa che sia accettabile. Oltretutto, è risaputo che ripassare regolarmente aumenta l’efficacia dello studio. Si deve ovviare alla pigrizia e rompere gli indugi. Volendo, si può anche fare un appunto nel calendario per non scordarsi.

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262 – Alla volta di

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alla volta di

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Giovanni: Abbiamo già incontrato 2 volte il termine “volta” negli episodi di due minuti con Italiano Semplicemente. E con questo episodio è già la terza volta!

La prima volta è accaduto nell’episodio 117, quando abbiamo visto “una volta“, poi abbiamo visto “dare di volta il cervello“.  A dire il vero abbiamo anche visto “svoltare“. che contiene ugualmente la “volta”, un termine che indica sempre un cambiamento: un cambiamento di direzione: svoltare a destra; ma anche un cambiamento di qualsiasi altra cosa: “una volta entrato in casa mi sento al sicuro”, “una volta spiegato un termine, è più chiaro”, o “dare di volta il cervello” che come abbiamo visto è un cambiamento nel ragionamento, che da razionale diventa irrazionale, da logico a illogico.

Bene, se invece diciamo che vogliamo andare in una certa direzione, posso usare il termine volta in questo modo:

Voglio partire alla volta di Roma

Oggi vediamo questa espressione: “alla volta di”, che significa verso quella direzione, verso Roma in questo caso.

Non si usa proprio tutti i giorni questa espressione, ma quando lo si fa c’è sempre un motivo. Il motivo è legato all’avventura, nel senso che quando si parte alla volta di qualche luogo, qualunque esso sia, si sta prendendo la direzione verso una meta. Si parte verso un obiettivo, verso un luogo che vogliamo raggiungere, e questo si fa solo con i luoghi e soprattutto quando si sta per affrontare un viaggio incerto, come se il futuro potesse riservare delle sorprese. Noi dicendo di partire “alla volta di” stiamo solo dicendo che vogliamo raggiungere questo luogo, ma normalmente dico:

vado a Roma

Parto per Roma

Sto per partire per Roma

Mi sto avviando verso Roma

Se invece dico parto alla volta di Roma, allora voglio esprimere avventura, futuro incerto, oppure eccitazione, voglia di scoperta.

Si può usare in vacanza:

Ora, una volta visitata Roma, partiremo alla volta di Napoli!

Iniziò il viaggio alla volta di una città sconosciuta.

Oppure parlando di guerra:

i soldati partirono alla volta di Berlino

Ma sapete che più raramente si usa anche con le persone e non solo i luoghi.

Giovanni è venuto alla mia volta

Cioè verso di me, per raggiungermi.

Attenzione perché “alla volta” non basta per indicare la volontà di partire per un luogo, ma bisogna aggiungere “di” o “del”, dello eccetera.

Se non metto questa preposizione “alla volta”  ha un uso diverso:

Facciamo uno alla volta, bisogna entrare due alla volta,  tre alla volta, eccetera. In questo caso indica la numerosità di un gruppo che compie un’azione insieme: uno alla volta vuol dire prima una persona, poi un’altra, non due insieme, altrimenti avrei detto “due alla volta”.

Adesso, uno alla volta, ripassiamo alcune delle espressioni già spiegate:

  1. Secondo me questa pandemia non finirà più! Altro che storie!
  2. Non gufare per favore, che non vedo l’ora di uscire di casa!
  3. Infatti. Abbiamo già accusato il colpo abbastanza direi!
  4. Io non ne ho risentito per niente, anzi!!

L’inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con Italiano Semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro. Ti aspettiamo!