Italiano Professionale – lezione 31: Conflitti lavorativi

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Descrizione

Lezione 31 del corso di Italiano Professionale

Parliamo dei conflitti lavorativi, qualcosa che può accadere e accade in effetti in tutti gli uffici del mondo, prima o poi. 

454 Mettere dei paletti

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Non so se vi sia mai capitato di incontrare il termine paletti, soprattutto nell’espressione “mettere dei paletti

Si tratta di un’espressione che vale la pena di inserire nella rubrica due minuti con Italiano Semplicemente proprio perché è adatta a molti contesti diversi.

Mettere dei paletti ha prima di tutto un senso proprio.

I paletti sono dei pali, cioè delle assi di legno che vengono piantati a terra, cioè infilati nel terreno.

Questo si fa in agricoltura per delimitare i terreni di proprietà, quindi si mettono dei paletti intorno al proprio terreno, con della rete tra un palo e l’altro.

Queste recinzioni fatte con i pali e la rete servono anche per rinchiudere gli animali e formare un recinto che impedisce agli stessi animali di uscire.

In senso figurato il senso non è molto diverso, infatti significa stabilire dei confini relativamente al comportamento delle persone. Si dice anche fissare o stabilire dei paletti con lo stesso significato.

Stabilire dei vincoli, mettere dei confini, fissare delle regole: si tratta di paletti non materiali, bensì nel comportamento, quindi parliamo di un’imposizione di limiti a qualcuno. Si impongono dei limiti.

Si dice: questo si può fare ma quest’altro no.

Ad esempio una mamma potrebbe dire:

Irina: Mio figlio esce tutte le sere e rientra a casa quando vuole. Non deve sottostare a nessuna regola.

Un altro genitore potrebbe rispondere:

Komi: Io invece no, perché se non metto dei paletti, mio figlio non studia più e poi prende una brutta piega.

Anche dire semplicemente dei no significa mettere dei paletti.

I figli devono imparare cosa si può fare e cosa invece è meglio non fare, e per questo i genitori spesso mettono dei paletti, fissano dei limiti da non superare.

L’espressione si può usare, come avete ascoltato, in genere quando si parla di figli, per aducarli a comportarsi bene, ma si può usare anche in altre occasioni in cui si avverte il bisogno di imporre dei limiti al comportamento di qualcuno.

In ufficio ad esempio, ci sono persone sempre disponibili ad aiutare i colleghi, e puoi entrare quando vuoi nel loro ufficio e chiedere loro aiuto. Loro non si lamentano mai.

La disponibilità è sicuramente un pregio, una caratteristica positiva, ma se non si iniziano a mettere alcuni paletti, qualcuno sicuramente si approfitterà di questa disponibilità e non si riescirà a far bene il loro lavoro per aiutare sempre gli altri.

Quali possono essere questi paletti? Ad esempio, si può rispondere: posso aiutarti dopo le 16, ché ho 10 minuti liberi. Prima devo finire un lavoro urgente.

A me ad esempio non c’è nessuno che mi mette paletti, e la conseguenza è che gli episodi della rubrica due minuti con Italiano Semplicemente durano sempre un po’di più di due minuti.

Hartmut: però almeno così, se tanto mi dà tanto, impariamo di più.

Rafaela: poi questa strategia che abbiamo messo a punto per non dimenticarci degli episodi passati ha il suo perché.

449 Se tanto mi dà tanto

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Ecco una bella espressione che potete utilizzare ogni volta che volete fare una deduzione logica.

Quando accade qualcosa e, come conseguenza, vi aspettate una risposta, una reazione o un fatto più o meno logico che debba accadere – almeno secondo voi – potete usare “se tanto mi dà tanto”.

Es: continuiamo a inquinare la terra con la plastica. Se tanto mi dà tanto, tra 100 anni dovremo trovare un altro pianeta su cui abitare.

Si tratta quindi di una deduzione, si tratta di immaginare un prevedibile sviluppo di un fatto reale: l’inquinamento in questo caso.

Potremmo anche dire:

Se accade ciò che penso…

Se la logica non mi inganna…

Se le cose vanno avanti così…

In base alla logica o alla nostra esperienza passata, allora crediamo di sapere cosa accadrà adesso.

Vediamo un altro esempio:

Ogni volta che Italiano Semplicemente pubblica un nuovo episodio, mi sento più sicuro. Se tanto mi dà tanto, nel giro di sei o sette mesi saprò usare almeno 200 nuove espressioni italiane!!

Irina: esatto! E questo grazie ai ripassi con i fiocchi che facciamo tutti i giorni.

Bogusia: io vorrei sapere quale sarà il prossimo episodio invece. Starò sulle spine fino a domani.

Olga: scusate ma tenete conto che io, in quanto arrivata da poco tempo nell’associazione, ancora ho molti episodi passati da ascoltare.

Ulrike: non preoccuparti, puoi anche iniziare dall’episodio di oggi e poi vedere solamente quelli che di volta in volta ripassiamo. Così sarà più facile.

Anthony: infatti. Bisogna consentire alla mente di assorbire gli episodi un po’ alla volta, senza dar fondo a tutte le tue energie.

Flora: vedrai che tra un paio di mesi ti sentirai a cavallo!

448 Tener conto

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Il verbo tenere è molto usato nelle locuzioni e nelle espressioni, anche idiomatiche, italiane.

Uno dei modi di usare il verbo tenere è “tener conto“.

Potremmo dire che questa locuzione è assolutamente equivalente a “considerare” o anche “tenere in considerazione“.

Il verbo tenere quindi viene usato per esprimere, in questo caso, qualcosa da non lasciare, ma non nel senso materiale. Qualcosa da non trascurare, da non dimenticare.

C’è quindi qualcosa di importante che va considerato, proprio perché è importante.

Nel linguaggio informale normalmente quando si vuole evidenziare questo si usano anche altre modalità.

Ad esempio:

Andiamo al cinema? Ti passo a prendere alle otto questa sera.

Ok, ma guarda che viene anche Giovanni.

Guarda che” è una delle forme equivalenti. Molto informale ma molto usata come modalità.

Potrei dire:

Tieni conto che viene anche Giovanni.

Prendi in considerazione che viene anche Giovanni.

Considera che viene anche Giovanni.

In aggiunta a “che” si usa, ma è un pochino meno informale, anche il termine “fatto”.

Tieni conto anche del fatto che viene anche Giovanni.

Prendi in considerazione il fatto che viene anche Giovanni.

Considera anche il fatto che viene anche Giovanni.

Tener conto si usa anche per sottolineare qualcosa su cui riflettere, qualcosa che merita attenzione, una circostanza che bisogna valutare attentamente.

In questi casi, più formalmente, si può usare “tenere in debita considerazione“, o “fare la debita valutazione” o “tenere nel debito conto” una circostanza, un fatto o qualunque cosa che meriti attenzione. Aggiungere l’aggettivo “debita” o “debito” sottolinea l’importanza dell’aspetto da considerare. La debita attenzione è l’attenzione che merita.

Se vi state chiedendo il perché si utilizzi il termine conto, non dimenticate, tenete conto che contare significa anche “avere importanza”.

Inoltre il conto è anche un’operazione matematica, come il conto del ristorante, cioè la somma da pagare per ciò che si è mangiato.

Quando si fa un conto, non bisogna dimenticare nulla, o meglio, bisogna tener conto di tutto ciò che va conteggiato, considerato.

Se non lo fai, non ne stai tenendo conto.
Che ne dite adesso facciamo altri esempi?

Hartmut: tieni conto del fatto che hai già superato i due minuti. Lo farai a tempo debito magari in altri episodi.

Mariana: sarebbe un peccato se dimentichiamo di tenere nel debito conto l’importanza della durata.

Olga: Ciao amici, mi consentite solo una domanda?

Emma: Beh, caschi male, perché da più di un’ora mi sto a scervellare preparando un ripasso e adesso che finalmente sono a cavallo devo continuare.

Ulrike: Come sarebbe a dire caschi male, siamo tanti qui, qualcuno sarà disposto a ritagliarsi del tempo per una risposta. Vai Olga

Olga: Allora, sicuramente avrete presente che Giovanni ci spedisce ogni giorno un nuovo episodio, a volte anche due. Mi sento in debito con lui, di volta in volta di più. In che modo potrei dargli il meritato plauso?

Bogusia: Macché, non preoccuparti troppo, tanto è risaputo che lui si diverte e poi ci ha chiamato in causa lui, ossia è lui che ha voluto la bicicletta e adesso …

Sofie: pure io penso che il presidente non voglia batter cassa, purché partecipiamo e diciamo grazie anche attraverso i nostri progressi. Benché, a pensarci bene, ogni tanto una donazione dovrebbe essere benaccetta.