540 Sparuto

Sparuto (scarica audio)

Trascrizione

Giovanni: Visto che lo scorso episodio ci siamo occupati dell’aggettivo nutrito, adesso vediamo anche il termine che esprime il senso contrario: sparuto. Parliamo sempre di gruppi, solitamente di persone. Notate come è simile a “sparito”, cioè scomparso.

Mentre quindi un gruppo nutrito è abbastanza numeroso, un gruppo sparuto non lo è affatto.

C’è, ancora una volta, qualcosa in più della semplice numerosità.

Quando viene usato il termine “sparuto” o “sparuta”, il motivo è che si vuole evidenziare non solo la scarsa consistenza dal punto di vista quantitativo, quindi non solo che si tratta di un piccolo gruppo, numericamente irrilevante, quindi esiguo, piccolo, limitato. Quando si usa questo aggettivo è perché si vuole evidenziare la debolezza di questo gruppo, la sua incapacità di far paura, o di rappresentanza.

C’è sempre un tono di compatimento o leggermente spregiativo legato.

Ci può essere ironia o disprezzo.

Vediamo qualche esempio:

Il ristorante era quasi vuoto. C’era solo un gruppetto sparuto di amici.

Durante lo spettacolo si è sentito solo qualche sparuto applauso

Una sparuta comitiva di italiani è entrata nel museo del Louvre

A scuola hanno organizzato una manifestazione ma erano solo pochi sparuti studenti

Notate che in questo caso ho usato il plurale: ho detto “pochi sparuti studenti” che è come dire “un gruppo sparuto di studenti“. Questo ci aiuta a capire che un gruppo può essere definito sparuto anche quando i singoli membri sono non solo pochi, ma, come dire, anche distanziati tra loro, un gruppo sparso (il contrario di fitto), quindi persone non tutti vicine tra loro, ma con ampi spazi in mezzo. Un gruppo quindi senza forza, inconsistente, disorganizzato, disordinato.

L’idea della debolezza di questo gruppo è data anche da un secondo utilizzo di sparuto, legato all’aspetto di una persona: un viso sparuto è un viso pallido, magro, che dà l’idea di debolezza. Lo stesso vale per un fisico sparuto, o un aspetto sparuto, che è come dire deperito, patito, smunto, debole, scarno, scheletrico, emaciato.

C’è spesso, come dicevo, ironia, ironia che non viene trasmessa attraverso altri termini come: piccolo, esiguo, limitato, ridotto. Ci avviciniamo maggiormente ricorrendo a aggettivi come misero, scarso, stentato, inconsistente e striminzito. Quest’ultimo è probabilmente il più adatto come sinonimo. Striminzito si usa forse anche più spesso, ugualmente in senso ironico, associato ad un gruppo poco numeroso.

Adesso ripassiamo.

Albèric: Ieri ho avuto il giorno libero, ergo non ero REPERIBILE. Quindi ho passato la Giornata girovagando per la mia città.

Ulrike: Com’è la situazione attuale da voi? Avete ancora i POSTUMI delle restrizioni?

Irina: sì, alcuni postumi ancora ci sono ma si vede soprattutto dai numeri che la situazione adesso si è MESSA MOLTO BENE. La gente ha risposto a tono come non ci si aspettava. Nella zona della movida i giovani sono tornati a SBALLARSI (nel senso buono) nei club e nelle discoteche come niente fosse. Ed i ristoranti espongono ormai cartelli con scritto “mascherine optional se vaccinati”

Sofie: Ho visto la stessa cosa. Ovviamente i vaccini sono stati la SVOLTA che ci voleva anche se per RIMETTERCI IN SESTO ci vorrà tempo. E’ D’UOPO che i governi dei paesi messi meglio intervengano TENDENDO LA MANO a quelli che sono ANCORA A CARISSIMO AMICO col virus così che possano INGRANARE pure loro.

Mariana: sono totalmente d’accordo, DARE MANFORTE ai paesi ancora a corto di vaccini è assolutamente d’obbligo se vogliamo uscire definitivamente da questo periodo davvero OBBROBRIOSO.

538 Gli antipodi

Gli antipodi (audio)

Trascrizione

Per gli antichi Greci esisteva una terra ipotetica, un continente ipotetico, quindi era solo una loro teoria. Questa terra era chiamata terra australe. Pare fosse immaginata come una terra completamente diversa da quella che conosciamo.

La terra australe era abitata da abitanti, ipotetici anche loro, abitanti che i greci chiamavano antipodi. Evidentemente anche questi antipodi erano immaginati molto diversi, strani, diametralmente diversi dagli uomini che si conoscono. Qualcuno avrebbe persino immaginato che camminassero con la testa in basso e i piedi in alto.

Questa è una premessa storica importante per spiegare il termine antipodi, che nel linguaggio comune viene usato quando due località, due luoghi sono molto lontani.

Se due luoghi si trovano agli antipodi, stanno in due punti del globo terrestre diametralmente opposti.

Dove abiti?

Abito in Islanda e tu?

Io sono del Madagascar. Siamo agli antipodi!

Nel linguaggio comune, esiste anche una versione più casereccia,direi anche volgare per indicare la lontananza di un luogo.

Scherzosamente infatti spesso per prendere in giro una persona si usa dire che un luogo si trova “in culo alla luna“.

Giovanni ha detto che ci vediamo a casa sua stasera, ma il problema è che abita in culo alla luna!

Questo è un brutto linguaggio ovviamente. Spesso indica anche un luogo non centrale, quindi periferico e scomodo da raggiungere.

Meglio dimenticarlo subito!

Invece se torniamo agli antipodi, il termine si può utilizzare anche per indicare un parere totalmente opposto. Parliamo di opinioni molto diverse.

Io e Mario siamo due professori di italiano, ma siamo agli antipodi, perché lui crede molto nella grammatica e negli esercizi, io invece punto tutto sull’ascolto e sulle emozioni.

Come dire: abbiamo due idee completamente opposte, la pensiamo in modo completamente diverso. Siamo agli antipodi.

Si usa molto più spesso di quanto si possa immaginare. Ci si può trovare agli antipodi parlando di politica, di educazione, di parità dei sessi e in generale di qualsiasi argomento in cui la distanza tra due opinioni appare incolmabile.

Irina: A seguito della scorpacciata e del divertimento della scorsa settimana, la mia salute ha preso una piega sinistra. Ciò non toglie che io mi sia anche scatenata di brutto però.
Ora, col senno di poi, capisco che è stato un atto indebito e che è meglio prendere atto della mia età. Del resto mi basta un pizzico di bisboccia per mettersi tutto male . Bisogna mettere dei paletti al divertimento, per un bel pezzo, almeno finché non mi riprendo completamente anziché lasciare la salute andare in vacca. Sicché ora mi accingo a togliermi lo sfizio di un bel meritato riposo, cosicché la prossima settimana sarò in grado di iniziare a svagarmi. Poi sarò nuovamente da capo a dodici però!!

535 Nella misura in cui

Nella misura in cui (scarica audio)

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Nella misura in cui - locuzione italiana

Trascrizione

Ecco una locuzione che i non madrelingua non usano mai: nella misura in cui.
Oggi vediamo quando possiamo usarla e vi do anche una bella notizia perché si può usare spessissimo. Infatti si potrebbe tradurre in:

nella proporzione in cui
tanto quanto
in rapporto al fatto che

ed anche al posto di:

se

Il termine misura serve a introdurre qualcosa che può essere tanto o poco, debole o intenso, alto o basso. Insomma qualcosa di misurabile che però dipende da qualche altra cosa.

Es:

Mi aiuterai a studiare l’italiano?

Certo che ti aiuterò

Quanto potrai aiutarmi?

Non so esattamente. Ti aiuterò nella misura in cui potrò.

Ti aiuterò nella misura in cui avrò tempo.

Ti aiuterò nella misura in cui il mio lavoro non si prenderà tutto il tempo.

Quindi ti aiuterò ma il mio aiuto dipende da qualcosa, è in relazione con qualcosa quindi non so indicare esattamente quanto potrò aiutarti.

Posso anche dire:

Il risultato del tuo esame sarà buono nella misura in cui avrai studiato.

Il professore sarà disposto ad aiutarmi nella misura in cui noterà un miglioramento da parte mia.

L’Italia uscirà dalla crisi economica nella misura in cui saprà utilizzare le opportunità offerte dal Recovery Plan.

Vedete che è simile anche a “tanto quanto” di cui ci siamo già occupati. Anche in quel caso si facevano confronti.

Vedete, potrei dire, che il vostro vocabolario e la vostra capacità di usare la lingua italiana al meglio aumenta nella misura in cui si prosegue con l’ascolto e la lettura degli episodi di Italiano Semplicemente.

A volte non c’è una quantità o qualcosa di misurabile, ma solo un confronto, proprio come “se”

Potrò invitare i miei amici a cena nella misura in cui i miei genitori se ne andranno a cena fuori e mi lasceranno casa libera.

Niente di strano in questo, cioè nonostante l’uso della locuzione in questo caso faccia parte di un linguaggio meno informale è comunque accettato anche in questioni della vita di tutti i giorni. Ad ogni modo è più facile sicuramente vederlo usato in un contesto lavorativo.

Va bene, allora adesso ripassiamo un po’. Lascio la parola ai miei studenti. È la prima volta che li chiamo così. Devo dire che mi fa un po’ strano.

Anthony: avete visto cosa sta succedendo in medio oriente? Speriamo non si metta male.

Hartmut: io sono per la pace ad ogni costo, non so voi.

Ulrike: figurati, sfondi una porta aperta, ma pare che le cose siano molto complicate da risolvere.

Albéric: Quante persone dovranno rimetterci la pelle ancora?

Mariana: ogni tanto sembra che il conflitto sia terminato una volta per tutte, per poi riprendere qualche tempo dopo.

Irina: infatti. Quante volte abbiamo cantato vittoria?

Emma: è un conflitto iniziato illo tempore e non se ne vede la fine. Però stavolta sono più preoccupato del solito

Sofie: e ne hai ben donde visto che di mezzo c’è anche la questione delle armi nucleari.

Bogusia: sarà pure un’ipotesi da considerare in extrema ratio, ma anche a me preoccupa molto.

534 Mi fa strano

Mi fa strano (audio)

Episodi simili

mi fa specie

fa molto italiano

Trascrizione

Un’espressione che potrebbe sembrare strana ad un non madrelingua è “fare strano“.

Vi faccio qualche esempio:

Mi fa un po’ strano tornare a casa dei miei, dove sono cresciuto e notare che la casa sembra più piccola.

Oppure:

Non fa strano anche a te di non avere qui con noi i nostri figli? Noi siamo sempre stati insieme, tutti e 4, mentre all’improvviso sono diventati grandi e siamo rimasti noi due.

Ti fa strano baciare un’altra persona avendo una fidanzata?

Mi fa strano che mi stia affezionando ad un gatto. Non li avevo mai sopportati fino ad ora.

Ma che differenza c’è tra “sembrare strano” e “fare strano”.

La differenza è che quando una cosa sembra strana è perché è poco credibile, cioè avete dei dubbi, oppure è una cosa insolita, fuori dal normale, oppure è illogica o è qualcosa che non accade mai.

Mi sembra strano che italiano semplicemente sono due giorni che non pubblica episodi. Come mai? Sarà successo qualcosa a Giovanni?

Oppure si parla di un oggetto o una persona che ha qualcosa che non va, o di insolito, ma non riusciamo a capire cosa sia. Cerchiamo una soluzione.

Oggi Mario mi sembra strano. Forse ce l’ha con noi? Non si comporta come al solito.

Questa bicicletta mi sembra strana. Forse ha le ruote piccole?

Invece se una cosa “fa strano“, è perché si prova una sensazione per una situazione che è cambiata, una sensazione ben definita, che sappiamo bene da cui deriva. Si tratta di sensazioni personali dovute alle proprie personali esperienze.

Non si tratta di qualche cosa di incredibile o su cui nutriamo dei dubbi; non cerchiamo una soluzione.

Vogliamo solo condividere la nostra sensazione, e spesso si tratta di nostalgia, di ricordi.

Generalmente si tratta di confidenze fatte ad amici o familiari.

Altre volte sono semplicemente sensazioni che si provano per cose perfettamente normali mai fatte prima, o fatte in contesti diversi.

Un cambiamento, una differenza, possono far sembrare una cosa strana ma solo per effetto delle nostre esperienze passate.

Vi fa strano vedere due ragazze baciarsi? Sappiate che il problema non è delle due ragazze ma il vostro.

In tutti i casi puoi naturalmente puoi dire anche che ti sembra strano, ma “mi fa strano” nasce proprio per evitare che si pensi a un dubbio o che si stia cercando una spiegazione. Non è così infatti in questi casi.

Abbiamo visto anche “mi fa specie“, abbastanza simile, ma questa, se ricordate, si usa soprattutto per contestare o criticare un’altra persona che ha un atteggiamento diverso dal solito.

Adesso ripassiamo:

Anthony: So che siamo tutti presi dalla conversazione attuale ma non vi dispiacerà se APRO UNA PARENTESI? Vi ricorderete che MI SONO PREFISSO l’obiettivo di scrivere una serie di ripassi con almeno dieci termini ciascuno. Sono partito molto bene con questo buon proposito. Ma poi alcuni problemi professionali mi HANNO COLTO ALLA Sprovvista, IL CHE significava che OGNI DUE PER TRE mi trovavo SGUARNITO del tempo necessario per stare al passo. Per quanto riguarda il mio lavoro, a causa di un susseguirsi di frustrazioni mi sentivo esausto, cioè LA MISURA ERA davvero COLMA e non MI CAPACITAVO di come sarei potuto andare avanti. Ma se si comincia, non CI SI può tirare indietro. Questo vale a maggior ragione se si fa il medico. Ci sono tantissimi ANNESSI E CONNESSI dai quali non CI SI può allontanare. TOCCAVA A ME ideare delle soluzioni. E per fortuna, dopo un periodo di contemplazione e concentrazione, queste soluzioni mi SONO BALZATE AGLI Occhi. Quindi possiamo dire che tutto è bene ciò che finisce bene.

Italiano Professionale – lezione 33: la reperibilità

Episodio disponibile per i membri dell’associazione Italiano Semplicemente (ENTRA)

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Descrizione

la reperibilità è un concetto prettamente lavorativo. si può applicare alle persone ma anche ad altri aspetti del lavoro. Vediamo come sono poche le occasioni di utilizzo al di fuori del lavoro.

Durata: 25 minuti

La reperibilità