418 – A monte e a valle

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Giovanni: Oggi vediamo due locuzioni che servono per indicare l’inizio e la fine di qualcosa.

Le locuzioni in questione sono “a monte” e “a valle” che rappresentano l’inizio e la fine rispettivamente.

“A monte”, sembra indicare un monte, cioè una montagna. La cosa non è casuale perché la montagna, o il monte è dove nasce un fiume.

Avete già capito che queste due locuzioni usano un’immagine figurata.

In realtà si possono usare sia in senso proprio che figurato.

In senso proprio, dicevo, “a monte” indica la parte più alta del corso di un fiume. Tutti i fiumi scendono dall’alto al basso ovviamente, per effetto della forza di gravità.

Quindi se vi trovate in un punto qualsiasi del fiume, per capire dove nasce il fiume dovrete andare a monte, dovrete cioè risalire il fiume fino a monte.

Si usa il verbo risalire i questi casi. E dove è diretto il fiume?

Tutti i fiumi dono diretti a valle.

Quando finiamo di scendere il monte significa che siamo arrivati a valle. In Italia ci sono tante valli perché ci sono anche tanti monti. Ogni valle ha un suo nome.

Quindi a monte e a valle in senso proprio indicano due direzioni opposte, una che rappresenta l’origine del fiume, l’altra dove il fiume termina, quindi è la parte più vicina alla foce, cioè dove il fiume entra in un mare, un lago o un altro corso d’acqua.

In senso figurato invece si vuole indicare non l’origine di un fiume, ma un altro tipo di origine, come l’origine di un problema, dove nasce un problema.

Non per forza un problema però. Diciamo che la cosa che conta è che ci sia una serie, breve o lunga che sia, di eventi, legati logicamente tra loro, che si susseguono l’un l’altro.

Ogni evento ne causa un altro, ne determina un altro. In genere c’è anche un ordine cronologico.

Vediamo qualche esempio:

Se vedo un uomo che vive per strada, che non ha una casa, probabilmente a monte ci sono stati dei problemi economici, o magari dei problemi psicologici o anche entrambi. Magari invece a monte c’è stato un problema familiare.

Voglio quindi indicare l’inizio del problema, il momento che ha dato origine alla situazione attuale.

Vediamo un esempio con ” a valle”.

Amazon è un’azienda di servizi grandissima, dove lavorano tantissime persone. A valle della catena dei servizi ci sono i cosiddetti corrieri amazon, che sono coloro che consegnano i pacchi ai clienti.

Vedere che in questo caso non parliamo di problemi, ma solo di una catena di passaggi successivi che termina con la consegna al cliente da parte di amazon.

Sono due locuzioni che si usano molto spesso in ambito lavorativo, dove i problemi e i processi non mancano mai.

A volte si preferisce semplicemente parlare di origine o di inizio o anche di causa.

Ad esempio:

In origine, questa casa era un albergo.

All’origine del problema dell’inquinamento c’è l’estrazione del petrolio.

L’origine dell’uomo è la scimmia.

Non si può certamente dire che a monte della casa c’era un albergo.

Non lo posso fare perché sono cose slegate tra loro. Il motivo per cui oggi c’è una casa normale non risiede nel fatto che prima fosse un albergo. Non c’è una causa e un effetto ma solo un evento precedente uno successivo.

Invece nel caso dell’inquinamento potrei dire che a monte dell’inquinamento c’è l’estrazione del petrolio. È un processo industriale.

Posso anche dire che la produzione della plastica avviene a valle dell’estrazione del petrolio. Quindi “a valle” si può spesso tradurre con successivamente, e “a monte” può diventare precedentemente, o in precedenza, ma deve esserci una catena causale (causale, non casuale).

Le due locuzioni si usano spesso anche in ambito economico e politico.

Ad esempio posso dire che a monte delle politiche nazionali in Europa ci sono spesso le decisioni prese dalla comunità europea. Ancora più a valle ci sono le politiche regionali e comunali.

Vedete quindi che spesso non si tratta semplicemente di un prima e di un dopo, ma c’è anche un legame logico oltre che cronologico.

L’episodio non finisce qui, perché come al solito, a valle di ogni spiegazione della rubrica due minuti con Italiano Semplicemente c’è sempre un breve ripasso delle puntate precedenti.

Ulrike:
Facciamo un breve ripasso di gruppo. Siete in vena?

Doris:
Domanda retorica. Vuoi che non abbiamo sempre presente la prima regola d’oro di italiano semplicemente, ossia l’importanza delle ripetizioni per il nostro apprendimento?

Bogusia :
Giusto, poi quali membri dell’associazione italiano semplicemente siamo votati alla sua causa.

Komi:
Il che non significa che tutto vada dritto, senza intoppi. Bisogna scervellarsi e ci dà di volta il cervello, di volta in volta, con questa caterva di espressioni a portata di mano. Anche oggi però ce l’abbiamo fatta 😀

Il verbo RISOLVERE (62) – Corso di Italiano Professionale

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Trascrizione

RISOLVERE è il verbo numero 62 del corso di italiano professionale, dedicato al mondo del lavoro. Nell’episodio spieghiamo tutti gli utilizzi del verbo soprattutto in ambito lavorativo.

Italiano Professionale – lezione 27: Spiegare un problema

Rappresentazione di un problema complicato. Photo by David Waschbu00fcsch on Pexels.com

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Descrizione della lezione

La lezione n. 27 del corso di Italiano professionale è dedicata ai problemi, un argomento di cui si parla sempre al lavoro. Ogni forma di impiego richiede la risoluzione di problemi.

Abbiamo dedicato alcune belle lezioni nella prima sezione del corso, se ricordate, la sezione dedicata alle espressioni idiomatiche. Si è parlato di scontri e confronti (problemi relazionali) e anche dei problemi economici.

Vediamo insieme come introdurre un problema e i vari modi che esistono per spiegarlo nel dettaglio.

La lezione fa parte della sezione terza del corso di Italiano Professionale, dedicata alle riunioni e agli incontri.

Vediamo anche i maggiori verbi che si usano: spiegare, risolvere, dettagliare, dipanare, esporre dirimere e tanti altri.

Durata file audio: 15 minuti

n. 63 – SGUARNITO – 2 minuti con Italiano semplicemente

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Cosa stai indossando in questo momento?

E’ un abito semplice, senza nessuna guarnizione, ornamento, senza nessun tipo di accessorio? Allora puoi dire che indossi un abito sguarnito.

Sguarnito però non si usa solo per questi tipi di vestiti, vestiti molto semplici e senza accessori. Infatti sguarnito vuol dire che manca qualcosa, qualcosa che ci potrebbe essere ed invece non c’è. Qualcosa che ci si aspetta di trovare ed invece non si trova.

Beh, questo rende l’aggettivo sguarnito utilizzabile in molti contesti diversi no?

Vediamo qualche esempio? Non sono mai sguarnito di esempi io, infatti prima di registrare un episodio mi preparo adeguatamente, ma se non fosse così potrebbe capitare di risultarne sguarnito.

Primo esempio:

Una casa sguarnita

Si tratta di  una casa con pochissimi mobili e quindi mancano molte cose che servono per vivere in questa casa.

State al ristorante e ordinate un secondo piatto, ad esempio un pollo arrosto.

Povero pollo, vi arriva in un piatto senza niente accanto: neanche una piccola insalatina. Non so… una verdura grigliata, delle patate lesse, un po’ di spinaci, insomma arriva questo pollo solo soletto, senza nessun “contorno” (si chiama così la verdura che accompagna un secondo piatto).

A questo punto possiamo lamentarci col cameriere:

Scusi cameriere ma questo piatto mi sembra un po’ sguarnito non le pare?

Prendete carta e penna perché la prossima volta che andate in un ristorante italiano potreste trovare l’occasione giusta per usarlo.

chicken cooked cuisine cutlery
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Cambiamo ambiente. Siamo in guerra e il nemico sta attaccando la nostra fortezza:

La nostra fortezza però non è affatto sguarnita.

Cosa manca in una fortezza sguarnita? Essendo la funzione della fortezza quella di difendere, allora ciò che manca è ciò che serve per difendersi. Ci si aspetta che una fortezza sia dotata di mezzi di difesa no? Quindi se questa fortezza è sguarnita – non c’è neanche bisogno di specificare di cosa è sguarnita – allora manca ciò che ci dovrebbe stare: fucili, armi, un muro di protezione adeguato, un esercito. Insomma tutto ciò che serve per fare una fortezza.

Anche un negozio può essere sguarnito. Cosa ci si aspetta di trovare in un negozio? In un negozio di scarpe ci si aspetta di trovare delle scarpe. Se queste non ci sono, il negozio è sguarnito.

Scusi mi dà un paio di scarpe numero 47?

Mi spiace ma in questo momento siamo un po’ sguarniti dei numeri grandi.

Sguarnito è molto simile a “sprovvisto“, che però è più commerciale, più adatto ai negozi. Sguarnito è meno professionale come verbo.

Adesso Andrè, dal Brasile, ci aiuta a rispolverare qualche espressione precedente.


Ripasso espressioni precedenti:

Andrè (Brasile): Cosa posso fare stasera? Andare in discoteca a sballarmi con qualche caipirinha?  Oppure ascolto qualche episodio di Italiano Semplicemente? Un problema semplice, non c’è bisogno di scervellarsi. Vado a sballarmi!!!! Scherzo, scherzo! Mia moglie direbbe che ho preso una brutta piega! Comunque me le bevo a casa!! Non ne sono mai sguarnito!

L’inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con italiano semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro. 

n. 62 – SCERVELLARSI – 2 minuti con Italiano semplicemente

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Natalia (Colombia): Perché continuate a scervellarvi sul migliore sistema per imparare l’italiano? Perché continuate a spremere le meningi e ad affaticarvi la mente in studi grammaticali e lezioni davanti al PC, alla ricerca di una soluzione al problema dell’apprendimento di una lingua? Perché lambiccarsi ancora il cervello ora che avete trovato trovato Semplicemente?

Brava, perché? Scervellarsi è la parola da spiegare oggi.

Cosa abbiamo nella testa? Abbiamo il cervello, l’organo che ci permette di pensare. Quindi ci permette anche di pensare a come risolvere un problema.

Scervellarsi infatti non significa togliersi il cervello, ma bisogna ancora una volta leggere il senso figurato. Quando si pensa troppo ad una soluzione di un problema, si rischia di scervellarsi, cioè di far lavorare troppo il cervello tanto da “uscire di testa”, tanto da impazzire.

Perché quindi continuare a scervellarsi (attenti alla pronuncia, che inizia con sc- come scemo, scimmia, sciame): scervellarsi. Perché continuare a affaticare la mente? Questo è il senso in effetti. Potete usare questo verbo ogni qualvolta vogliate esprimere uno sforzo mentale eccessivo alla ricerca della soluzione di un problema.

Si dice anche lambiccare, anzi lambiccarsi, ancora in senso riflessivo, perché si parla sempre di persone che si lambiccano per risolvere un problema.

Vi faccio alcuni esempi:

Puoi lambiccarti quanto vuoi, tanto non c’è niente da fare.

Inutile scervellarsi, non c’è una soluzione.

Mi sono scervellato per capire come risolvere questo problema

I due verbi scervellarsi e lambiccarsi si usano praticamente sempre quando i problemi sono impossibili o difficili da risolvere, quindi in senso negativo, per dire che gli sforzi sono inutili. Ma nessuno vi vieta di dire ad esempio:

Dopo essermi scervellato per due ore, alla fine ho trovato la soluzione!

Liliana (Moldavia): questo verbo lambiccarsi mi ha colto alla sprovvista, perché non sapevo come pronunciarlo. Allora adesso finalmente posso smettere di scervellarmi, perché ora lo so! Se ci pensavo ancora un po’ rischiavo seriamente di sembrare un’anima in pena, Bravo Gianni, bella spiegazione. Adesso basta sennò mi danno della ruffiana!

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L’inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con italiano semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro.

Domande esercizio

1. Quando si pensa troppo ad una soluzione di un problema, si rischia di ________!

2. Quando fai lavorare troppo il cervello, perché hai fatto uno sforzo mentale, che tia A_ _ _ _ _ _ _ la mente, si dice che ti sei scervellato.

3. Il verbo SCERVELLARSI ha a che fare con quale organo che hai nella testa?

4. Se ti sei SCERVELLATO vuole dire che si sente come se il cervello esce dalla TESTA (si fa per dire) tanto da impazzire. Vero o Falso?

5. Se ti sei sforzato molto per risolvere un problema oltre a scervellarti si può dire che ti sei Lamb _ _ _ _ _ _  il cervello!

6. Quando, per trovare la soluzione ad un problema devi impegnarti tanto da  impazzire puoi dire che a) Ti sei SCERVELLATO b) ti sei LAMBICCATO il cervello.

Risposte

1. Quando si pensa troppo ad una soluzione di un problema, si rischia diSCERVELLARSI!

2. Quando fai lavorare troppo il cervello, perché hai fatto uno sforzo mentale, che ti AFFATICA la mente, si dice che ti sei scervellato.

3. CERVELLO

4. VERO

5. Se ti sei sforzato molto per risolvere un problema oltre a scervellarti si può dire che ti sei LAMBICCATO il cervello!

6. a) e b)

 

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