Durata MP3: 9 minuti (solo per membri dell’associazione)
Descrizione: Crinale è una linea di confine, spesso usata in senso metaforico per situazioni critiche. Andazzo indica l’andamento delle cose, di solito con un’accezione negativa. Vi spiego la differenza alla maniera di Camilleri.
Giovanni:
Oggi, per la rubrica dedicata alla politica italiana, parliamo della moral suasion.
Una locuzione quasi esclusivamente politica. In questo ambito infatti, si usa in alcune occasioni al posto di “persuasione“.
Sapete cos’è la persuasione?
La persuasione è ciò che si fa quando si cerca di convincere qualcuno della propria idea. Si cerca di modificare l’atteggiamento o il comportamento altrui attraverso la parola o lo scritto.
La persuasione è una vera capacità, un’abilità, quasi un’arte direi.
Chi sa persuadere (questo è il verbo che dovremmo usare al posto di “convincere“) ha una forma di potere che coloro che non ne sono capaci non hanno.
La moral suasion è però una persuasione morale. Si cerca di persuadere facendo leva su dei valori morali.
E’ dunque un invito a correggere o rivedere determinate scelte o comportamenti in politica perché ritenuti moralmente sbagliati.
Ma tutti possono fare questa moral suasion?
Non esattamente.
In genere la moral suasion è proveniente da una personalità, una persona importante o da un organismo a cui è riconosciuta da tutti una certa autorevolezza.
Il presidente della Repubblica italiana, dall’alto del Colle, può ad esempio esercitare moral suasion nei confronti di politici o correnti politiche o partiti politici che hanno intenzione di prendere certi provvedimenti che il presidente ritiene immorali.
Questa autorità, qualunque essa sia, generalmente ha un ruolo imparziale, saggio, equanime (dovrei usare un’altra definizione ma la spiegherò nel prossimo episodio dedicato alla politica) e ha obblighi di vigilanza di qualche tipo, lavora in genere a garanzia delle istituzioni, e utilizza, in questo caso, questo suo potere non attraverso atti formali, documenti, approvazioni ufficiali, provvedimenti di qualunque tipo, ma semplicemente cerca di convincere, cerca di indurre ad un comportamento moralmente e socialmente corretto.
Sto cercando altri verbi adatti per descrivere l’obiettivo della moral suasion.
Indurre va bene ma anche orientare: si cerca di orientare dei comportamenti. La moral suasion si propone di orientate, di influenzate scelte e comportamenti.
Quindi questa autorità non ricorre direttamente ai poteri che la sua carica o la legge le mette a disposizione per l’esercizio delle sue funzioni ma usa la sua autorevolezza.
Chi è vittima della moral suasion potrebbe essere insensibile alle questioni morali, ma la moral suasion punta anche e soprattutto sull’impatto sociale della moral suasion, sulle sue conseguenze, non quelle giuridiche ma quelle sull’immagine, sulla notorietà, sulla reputazione di chi subisce la moral suasion.
Il termine suasion (notate la pronuncia) potrebbe sembrare di origine inglese ma è latina. Significa proprio persuasione.
Vediamo qualche esempio:Il presidente della repubblica esercita la sua moral suasion affinché il governo corregga il decreto che potrebbe favorire una maggiore evasione fiscale.La moral suasion si esercita. Proprio come il potere.
Se vogliamo usare parole e verbi diversi potremmo dire che il presidente “fa pressione” sul governo affinché eccetera eccetera.
Oppure, il presidente cerca dipersuadere o di dissuadere. Questo è interessante, perché la moral suasion si può utilizzare sia per persuadere che per dissuadere, a seconda dei casi.
Una cosa infatti è dire: “devi fare così”, “è meglio prendere questa decisione”, “questa è la strada corretta da seguire” (questo è persuadere), e un’altra cosa è dire: “non devi fare questo”, “questo provvedimento è immorale” ecc.
In quest’ultimo caso parliamo di dissuasione e di dissuadere.
Se non avete ancora capito la differenza, basti pensare a una persona che vuole suicidarsi. Bisogna dissuaderla! E bisogna persuaderla del fatto che la vita è bella e va vissuta.
Si può tranquillamente fare un collegamento tra la moral suasion e l’espressione “avere un ascendente“ su una persona, che vi ho già spiegato, ma quest’ultima non è tipicamente politica, ma si può usare ogniqualvolta una persona abbia una certa capacità di influenzare le scelte e le decisioni di altre, senza essere un’autorità nazionale o una importante istituzione.
Comunque, all’inizio ho detto che la locuzione moral suasion è “quasi” esclusivamente politica. Anche in economia esiste la Moral suasion.
La pubblicazione di una notizia sui giornali o sui telegiornali ha il potere di dissuadere aziende che potrebbero infrangere la legge o dei regolamenti.
Potete comunque usare la moral suasion anche in senso ironico, quando si tratta di convincere una persona a intraprendere una decisione oppure a non farlo.
Es.Mia moglie non vuole partecipare a uno scambio di coppia. Perché non ci provi tu, che sei la sua migliore amica, a fare un po’ di moral suasion
Scherzi a parte, anche una istituzione nazionale può esercitare la moral suasion, ma per poterlo fare deve avere un potere di vigilanza, come la Consob, che è l’organo di controllo del mercato finanziario italiano, o l’autorità per anticorruzione o organismi di questo tipo.
Chi vuole adesso può rispondere a alcune domande su questo episodio per mettersi alla prova. Per farlo basta diventare membri di Italiano Semplicemente, la nostra associazione creata per conoscere l’italiano e l’Italia. Ci vediamo al prossimo episodio di italiano semplicemente dedicato alla politica.
Le domande e le risposte sono disponibili ai soli membri dell’associazione Italiano Semplicemente.
Giovanni: Oggi, per la rubrica dedicata alla politica italiana, parliamo della deriva autoritaria.
Si tratta di una locuzione usata esclusivamente in ambito politico e non solo riguardo a questioni politiche italiane.
Iniziamo dalla prima parola: la deriva.
Il termine deriva, in senso proprio, si usa quando un corpo viene trascinato da un fluido in cui il corpo è immerso o che galleggia.
Ad esempio si parla spesso delle balene alla deriva, che vengono trascinate dal mare verso la spiaggia, oppure la deriva dei continenti, che indica lo spostamento dei continenti, proprio come se fossero delle barche. È come se i continenti o le balene fossero abbandonati in balia del movimento del mare.
In realtà però ll termine “deriva” si usa specialmente in senso figurato, per indicare sempre un “movimento”, ma non fisico.
Per deriva in questi casi si intende una tendenza incontrollabile, specialmente sul piano sociale e politico.
Questo movimento, questa tendenza, ha però una “direzione” negativa.
Quindi non solo le Balene e i continenti possono andare alla deriva, ma anche una situazione sociale o politica che sta peggiorando in modo incontrollato.
Es:
Nella nostra famiglia stiamo andando alla deriva: nostra figlia ormai esce si casa e rientra magari due giorni dopo senza neanche dirlo a noi genitori e nostro figlio ci manda a quel paese con molta facilità.
Quindi diciamo che in questo esempio parliamo di una situazione familiare in cui si sta perdendo il rispetto per i genitori e questa situazione sta andando verso una direzione sbagliata sempre di più.
Ebbene, in politica si parla invece di deriva autoritaria. Cos’è che sta peggiorando stavolta? Quale situazione ha preso una tendenza preoccupante e incontrollabile?
In quale contesto stiamo assistendo ad un “movimento” verso qualcosa di negativo?
Il termine “autoritaria” è “autoritario” descrive in questo caso l’amministrazione politica di uno stato.
Uno stato autoritario non è uno stato democratico. C’è un partito egemone o anche un dittatore. C’è comunque un governo autoritario, che fa il bello e il cattivo tempo, che decide tutto, che impone la propria politica.
Ebbene quando si assiste ad una deriva autoritaria, si nota un cambiamento nell’amministrazione e nella politica di uno stato. Quello stato sta prendendo una direzione autoritaria, va verso l’autoritarismo o peggio ancora verso la dittatura.
Più la democrazia è a rischio, più la tendenza è quella che porta all’autoritarismo, quindi ha senso parlare di deriva autoritaria.
Per ovvie ragioni è una locuzione più utilizzata dai partiti democratici per indicare che un governo sta portando una nazione verso l’autoritarismo e quindi che nel paese si sta assistendo ad una perdita di democrazia:
Stiamo assistendo ad una deriva autoritaria
Spesso si usa anche il termine “china“: Una china autoritaria, con lo stesso senso di direzione verso l’autoritarismo.
Durante la manifestazione abbiamo assistito alla polizia che picchiava ingiustamente i pacifici manifestanti. C’è chi vede il rischio di una deriva autoritaria.
Attenzione perché la china non è la Cina scritta in lingua inglese.
Il termine china, che il mio cellulare si ostina a scrivere con la C maiuscola, è, in senso proprio, un terreno o un percorso in discesa. Ma in senso figurato si usa per descrivere, proprio come la deriva, una direzione verso qualcosa di negativo.
Anche al di fuori della politica posso dire che le cose si mettono su una brutta china, quindi stanno volgendo al male. Posso dire anche, più semplicemente, che le cose stanno andando male, che la situazione è preoccupante.
Informalmente poi si usa spesso il cattivo o brutto andazzo. La china è dunque come l’andazzo, ma si usa anche in contesti più seri, specie se parliamo di politica.
Non mi piace l’andazzo che sta prendendo questa situazione
La brutta china che sta prendendo la politica italiana mi preoccupa molto.
L’andazzo si chiama così perché indica un brutto modo in cui stanno andando le cose.
La china invece, con l’immagine di una discesa, indica una tendenza, sempre negativa come detto.
Lo stesso vale per la deriva, con l’immagine di un movimento progressivo verso qualcosa di negativo.
Se parliamo di autoritarismo, non si usa però l’andazzo, ma solamente la china e la deriva.
Come dicevo il termine andazzo è informale, molto colloquiale e si usa normalmente per lamentarsi di come stanno andando le cose. Si usa spesso con i figli:
Sono tre giorni che non mangi la carne! Non mi piace questo andazzo!
Stai rientrando troppo tardi la sera, cos’è questo andazzo? Dove andremo a finire?
Prendere una bruttapiega è un modo analogo, ugualmente informale per esprimere lo stesso concetto.
Usare il termine china, sempre con la iniziale minuscola, o addirittura deriva, in questi contesti, sarebbe veramente esagerato.
Le domande e le risposte sono normalmente disponibili ai soli membri dell’associazione Italiano Semplicemente.
Giovanni: pare che negli ultimi 100 anni la temperatura media nel pianeta sia cresciuta di un grado circa. Negli stessi anni la quantità di ghiaccio e neve si è ridotta e il livello dei mari è aumentato. Di questo passo dove andremo a finire?
Quest’ultima frase la si sente molto spesso pronunciare dagli italiani, voglio dire, anche al di là della questione ambientale.
Di questo passo dove andremo a finire?
Analizziamo questa frase insieme.
Iniziamo dal passo. Il termine passo ha molti significati e uno di questi indica il cammino, quindi l’andamento di una persona che cammina. Un passo si fa col piede e un passo dopo l’altro si va avanti, si procede in avanti. Una volta si fa un passo col piede destro e una volta col sinistro.
Quando si va avanti, quando cioè si cammina, possiamo procedere a velocità diverse e si può dire che la velocità dipende dal passo che si tiene.
Se il passo è veloce, se si sta tenendo un passo veloce, allora la velocità in cui andiamo è maggiore, ma se il passo è lento la velocità è più bassa.
Quindi il tipo di passo indica anche una velocità di una persona che cammina ma anche che guida un’auto o una moto o un qualsiasi altro mezzo.
Quando si dice “di questo passo” si intende quindi “procedendo di questo passo” cioè “andando avanti con questa velocità”, o più in generale “se andiamo avanti in questo modo”, “se proseguiamo così”.
Insomma si vuole indicare una situazione che nel futuro non cambierà e si immagina una possibile conclusione se le cose continuassero in questo modo.
La locuzione “di questo passo” si usa sempre per rappresentare una possibile evoluzione di un fenomeno, quando ipotizziamo che le cose vadano avanti allo stesso modo di come stanno andando attualmente.
“Questo passo” indica l’andamento attuale che lascia un immaginare una possibile evoluzione.
Di questo passo dove andremo a finire?
Questa frase significa quindi: se si procede in questo modo, se le cose peggiorano (in genere si parla di una situazione in peggioramento)! di giorno in giorno sempre con lo stesso ritmo di oggi, senza alcun cambiamento, che succederà? Dove andremo a finire?
Questo “dove andremo a finire? ” è in realtà una domanda retorica, una finta domanda e ha un obiettivo preciso: mostrare preoccupazione per come si sta evolvendo un fenomeno, mostrare preoccupazione per come stanno andando le cose.
Vediamo altri esempi dell’uso di “di questo passo“, che è la parte più importante e interessante.
Luca sta facendo sei esami l’anno all’università. Di questo passo tra tre anni sarà laureato
Questo è un esempio molto semplice.
Se va avanti così Luca tra tre anni sarà laureato perché se continuerà a fare sei esami ogni anno in tre anni avrà fatto 18 esami e quindi avrà terminato tutti gli esami previsti.
Questa ipotesi sul futuro è dunque basata sull’attuale andamento che ci lascia immaginare una possibile tempistica per il raggiungimento della laurea.
Di solito questa espressione si usa come dicevo nel caso di una preoccupazione per qualcosa che non ci piace come sta andando ma possiamo anche prospettare qualcosa di positivo.
Un altro esempio:
Abbiamo vinto nove partite su dieci. Di questo passo nessuno riuscirà a raggiungerci in classifica e sicuramente vinceremo il campionato.
Questo è un altro esempio in cui l’andamento è basato su dei numeri.
Non sempre è così.
Ciò che conta è che si rappresenti un andamento attuale che lasci pensare una possibile evoluzione futura:
Mio nonno da circa un mese non ricorda più i nomi dei nipoti. Ma da circa una settimana addirittura non ricorda più neanche i nomi dei propri figli. Di questo passo dimenticherà praticamente tutto nel giro di qualche giorno.
Oppure (tra moglie e marito):
Non mi baci più ormai da un pezzo ormai, e adesso inizi anche a rispondermi male. Di questo passo tra un anno dormiremo in due letti separati.
L’espressione ha qualcosa in comune con una che abbiamo già visto. Sto parlando di “se tanto mi dà tanto“, che come abbiamo visto si usa ogni volta che vogliamo fare una deduzione logica.
“Di questo passo” però è più semplice perché si parla di un solo fenomeno di cui immaginiamo l’evoluzione futura, quindi sparla di tempo, mentre con “se tanto mi dà tanto” possiamo confrontare più fenomeni o più questioni contemporaneamente, quindi è più complessa come espressione.
Inoltre non necessariamente si parla di una evoluzione futura.
Es:
L’Italia ha vinto 40 medaglie alle olimpiadi del 2021 e la popolazione italiana è di circa 60 milioni di abitanti.
Gli stati uniti d’America invece hanno una popolazione pari a circa 328 milioni di abitanti. Se tanto mi dà tanto le medaglie vinte dagli stati uniti dovrebbero essere circa 219. Invece sono state 113.
Quindi vedete che “di questo passo” si usa solo per prospettare una possibilità futura basata su come stanno andando le cose oggi. Invece “se tanto mi dà tanto” è più generica e si può usare ogni volta che usiamo la logica per fare una deduzione.
Adesso ripassiamo un po’:
Ripasso a cura dei membri dell’associazione Italiano Semplicemente
Rauno: vorrei dire che il termine passo, di cui si è parlato oggi, ha almeno tre o quattro usi diversi stando ai dizionari. Ma non voglio allarmare nessuno con questo.
Ulrike: se è per questo, ce ne sono alcune che ne hanno molti di più. Pensa ad esempio alla parola “campo”, che poi non è neanche la più complicata.
Irina: a me crea molti problemi il termine “pesante”, per via appunto dei numerosi utilizzi. Ma ho sentore che nel giro di qualche episodio ne sapremo tutti di più. E voi come la vedete?
Hartmut: Ci sono anche alcuni verbi sembrano apparentemente semplici come disporre oppure predisporre che invece possono rivelarsi molto ostici. Meno male che ci sono già due episodi dedicati nei verbi professionali. Ragion per cui adesso vado subito a ripassarli!