congiuntivo
A meno che, a meno di (ep. 1019)
A meno che, a meno di
DURATA MP3: 16 min. circa
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Descrizione: benvenuti nell’episodio numero 1019 della rubrica due minuti con Italiano Semplicemente. Proponiamo anche una serie di esercizi per testare il grado di comprensione di questo episodio.
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Alla fine dell’episodio, come l solito, proponiamo delle frasi di ripasso. In questa occasione parliamo di “privazioni”:
Sofie (Belgio): Oggi ho voluto togliermi lo sfizio di un bel pranzo. Poi mio marito se ne è uscito con un: «cara, non è che ti sarai ingrassata di recente?» Non volendo dare luogo a polemiche, gli ho risposto per le rime: la fai facile tu che hai appena fatto bisboccia con i tuoi soliti amici al circolo! Se tanto mi dà tanto, per una questione di parità, se non altro, stasera io me ne vado in enoteca. E poi ci vado con Gianni! Questo è quanto!. Altro che dieta!
Marcelo (Argentina): Per me le privazioni sono qualcosa di simile ai sacrifici, ovvero rinunciare a qualcosa di presente per ottenere un beneficio futuro. La nostra generazione, cresciuta dopo la guerra, è stata incalzata da austerità e il comandamento di non sprecare nulla.
Lejla (Bosnia Erzegovina): Ricordo quando mia madre mi metteva troppo cibo nel piatto, con l’intenzione di farmi abbuffare. Quando non ne potevo più e volevo lasciarne una parte, lei faceva: “Hai l’occhio più grande della pancia! Indi per cui ora te lo mangi tutto!”
Estelle (Francia): Le privazioni includevano l’utilizzo delle scarpe rimediate dai fratelli maggiori e l’abbigliamento regalato da altre famiglie. Nonostante ciò, ci piacevano e fingevamo di non accorgerci della loro usura. È possibile che i nostri figli e nipoti non credano che queste cose siano diventate un’abitudine per noi!
In ogni caso, non auguro a nessuno di passare attraverso questo tipo di privazioni. Al contrario, vorrei che ricevessero tutto il bene che meritano! A presto.
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A partire dal numero 1001, gli episodi di questa rubrica sono solamente per i membri dell’associazione. Alla fine dell’episodio proponiamo delle frasi di ripasso degli episodi precedenti formulate e registrate dai membri dell’associazione, dedicate alle privazioni.
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Se volete, saremo felici di avervi tra noi. Guardate tutti i vantaggi sulla pagina dell’associazione.
ENTRA – ADERISCI

747 Nonché
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Trascrizione
Gianni: Nonché, con l’accento sulla e, è una congiunzione che ha un significato simile a “anche”, ma è più vicino a “non solo”, “inoltre” , “per di più”, “in aggiunta”, “come pure”.
Il suo ruolo è spesso quello di evitare una serie di “e”. Altre volte semplicemente chiudere una lista. Questo accade soprattutto nel linguaggio burocratico.
Es
A Roma ci sono molte chiese da vedere, ma anche monumenti, opere d’arte, nonché luoghi storici, musei e piazze.
Si trova quindi sempre alla fine di una frase in cui si fa una lista.
In caso di assenza dal lavoro per malattia, occorre comunicare la propria assenza alla segreteria del personale, nonché giustificare la propria assenza attraverso il proprio medico.
Questo è un esempio di linguaggio burocratico.
In teoria si può usare anche in un contesto familiare ma è un po’ esagerato e in genere non si fa:
Devi mangiare tutto: la pasta, la carne, la verdura nonché la frutta.
In contesti familiari è sicuramente meglio usare “anche”, “e anche”, “senza dimenticare..”
Domani vediamo la forma staccata composta dalle parole “non” e “che”.
Adesso un brevissimo ripasso:
Anthony: avete notato che d’emblée non si parla più di Covid?
Ulrike: Già. Della serie “c’è emergenza e emergenza”
Segue spiegazione del ripasso (solo audio)
La catena del congiuntivo
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Trascrizione
Buongiorno amici di Italianosemplicemente.com e benvenuti in questo nuova puntata dedicata ai donatori, coloro che aiutano italiano semplicemente a sostenersi. Gli episodi dedicati ai donatori devono essere utili, ed allora parliamo oggi del congiuntivo. Lo facciamo attraverso quella che ho chiamato la catena del congiuntivo. Cosa significa?

Un semplice gioco utile a capire la differenza tra congiuntivo e condizionale.
Si forma una frase che contiene un verbo al congiuntivo ed uno al condizionale, poi la frase successiva inizia con lo stesso verbo precedente ma usando la forma del congiuntivo e poi un nuovo verbo al condizionale. L’uso del condizionale non è obbligatorio in tutti i casi, come vedremo.
La catena comunque continua con la frase successiva. In questo modo noterete la differenza tra il congiuntivo ed il condizionale. Provate a farlo anche voi insieme a me, provando a pensare ad una possibile frase.
Pronti?
Se vivessi in Brasile parlerei il portoghese.
Quindi vivessi è congiuntivo (imperfetto) invece parlerei è condizionale (presente).
Adesso quindi dobbiamo usare il verbo parlare al congiuntivo, in una delle forme possibili, non è importante quale, la cosa che conta è la frase che deve essere corretta.
Posso ad esempio dire:
Se parlassi più velocemente voi non capireste.
Andiamo avanti in questo modo.
Se capissi la lingua bulgara, mi trasferirei a Sofia.
Che io mi trasferisca o meno, a nessuno interesserebbe.
Ho cambiato la forma del congiuntivo: stavolta era la forma presente di trasferirsi.
Se tu fossi interessato alla cucina italiana, avresti scoperto la pasta alla norma.
Ho usato il congiuntivo trapassato di interessarsi.
Se loro scoprissero quanto è bella l’Arizona, ci andrebbero un paio di mesi l’anno per giocare a golf.
Adesso usiamo il congiuntivo passato del verbo andare:
Che voi siate andati in vacanza a san Paolo o a Santa Fe, per me non fa alcuna differenza.
In questo caso non abbiamo usato il condizionale. Parliamo del passato (che voi siate andati) e non ho messo “se” davanti come si fa con altre forme del congiuntivo.
Continuiamo. Iniziamo la frase col verbo “fare” per continuare la catena.
Se un canadese facesse una donazione per italiano semplicemente io me ne accorgerei.
Ed infatti me ne sono accorto!
Se vi foste accorti prima di italiano semplicemente, avreste imparato meglio il congiuntivo.
Accorti, verbo accorgersi, e imparato, verbo imparare.
Qualora imparassimo ad essere empatici, seguiremmo l’esempio del Belgio, che infatti è il primo paese al mondo in termini di sensibilità verso le persone in difficoltà.
Se imparassimo, quindi congiuntivo imperfetto, e seguiremmo, cioè condizionale presente.
Nell’eventualità che noi seguissimo i vostri consigli, siccome ci fidiamo di voi, sicuramente rimarremmo molto soddisfatti.
Rimarremmo è il verbo rimanere.
Adesso sentiamo qualche membro dell’associazione se ha qualche idea di come proseguire.
Sentiamo Ulrike dalla Germania. Ulrike devi iniziare con rimanere.
Ulrike: Casomai rimaneste a bocca asciutta io ci resterei e verrei a trovarvi per una lezione in privato.
Nel caso che venissi a trovarvi per una lezione in privato mi aspetterei un piatto tipico prelibato del vostro paese.
Giovanni: bene Ulrike, tedesca e membro dell’associazione Italiano Semplicemente.
Grazie, e adesso se qualcuno si aspettasse un esempio anche da un membro finlandese, io azzarderei il nome di Rauno, anche lui membro della nostra associazione.
Vai Rauno, tocca a te. Azzardare è il verbo da usare.
Rauno: se putacaso…..
Putacaso qualcuno si azzardasse ad accendere una sigaretta in macchina, gliela farei spegnere subito.
Giovanni: grazie Rauno. Ottimo. Hai ragione, e se anche io facessi come te, sarei orgoglioso di me. Vai. Ritocca a te.
Rauno: Se la frase fosse stata perfetta non avrei imparato quella cosa.
Giovanni: perfetto Rauno. All’inizio Rauno aveva fatto un piccolissimo errore (si fa per dire) dicendo “se putacaso”, quando sarebbe bastato “se” oppure solamente “putacaso” (ma può andar bene anche così).
In generale putacaso può sostituire la parola “se”, ma le due parole si possono anche scrivere insieme poiché “putacaso” è molto simile a “metti il caso”, quindi sottolinea l’eventualità. In questi casi “putacaso” si inserisce tra due virgole.
Niente di grave quindi ma Bogusia ha qualcosa da dire per continuare la catena. Bogusia è anche lei un membro dell’associazione.
Bogusia: ammettiamo che Rauno avesse ascoltato con attenzione un bell’episodio intitolato “putacaso ti tradissi “ non avrebbe mai fatto un errore del genere.
Giovanni: ehehe, però la tua frase doveva iniziare con “imparare”.
Bogusia: Putacaso imparasse qualcosa dovrebbe condividerlo con il mondo.
Giovanni: Bene ragazzi, grazie anche a Bogusia. Begli esempi che abbiamo fatto. spessso abbiamo citato alcuni paesi da cui sono arrivate le ultime donazioni ad italiano Semplicemente. Stati Uniti, Brasile, Bulgaria, Nuovo Messico, Canada e Belgio.
Per chi fosse interessato abbiamo realizzato altri episodi sul congiuntivo. Vi metto a seguire sull’articolo così potete dare un’occhiata, se volete.
Episodi sul congiuntivo
1) 41 esempi
2) come evitare il congiuntivo
5) episodio divertente: putacaso ti tradissi
Grazie a tutti i donatori ed a chi ha partecipato a questo episodio. Se non lo avessero fatto non sarebbe venuto così bene.
Un abbraccio da Giovanni e da italiano semplicemente.
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Il congiuntivo: 41 esempi
Audio
E’ possibile leggere ed ascoltare e/o scaricare il file audio di questo episodio in formato MP3 tramite l’audiolibro (+Kindle) in vendita su Amazon, che contiene in tutto 54 espressioni italiane e 24 ore di ascolto.
Trascrizione
Buongiorno amici di Italianosemplicemente.com.
Oggi facciamo un bell’episodio di esempi sul congiuntivo, e lo facciamo rendendo omaggio ad alcune città: gli esempi di oggi riguarderanno le città di Or Akiva, in Israele, Berlino (Germania), Bruges (in Belgio), Oristano, città della Sardegna, in Italia e infine la città di Canpinas, in Brasile
Da queste località provengono infatti le ultime donazioni fatte ad italiano Semplicemente e mi fa piacere rendere loro omaggio con un episodio dedicato.
Ho trovato pertanto alcune curiosità su queste città e voglio condividerle con voi.
Se volete potete ripetere le singole frasi. Attenzione all’utilizzo del. Congiuntivo.
– se la distanza tra Roma e Or Akiva, in Israele, fosse inferiore ai quattromila chilometri (c. imperfetto) forse ci farei un salto di tanto in tanto. Se partissi adesso (c. Imperfetto) che è il 24 dicembre, non è detto che riesca ad arrivare in tempo per il 26 (c. presente. Verbo riuscire).
– È possibile che qualora partissi da Berlino (c. Imperfetto) a piedi per andare a Bruges, in Belgio, impiegherei ben sette giorni. Sette giorni a piedi? Fossi scemo! (c. imperfetto).
– sto aspettando un amico dal Brasile. Ha detto che è appena partito con la sua bicicletta. Temo che non ce la faccia ad arrivare per l’ora di cena (c. presente). Arriverà domani? Neanche per domani credo possa farcela.
Se fosse partito un mese fa probabilmente oggi sarebbe qui (c. trapassato).
– È facile che prima o poi io riesca a visitare Berlino (c. presente). Finora non ci sono mai riuscito. Sento che il giorno è vicino, me lo sento. Ma che io lo senta o meno forse non è molto importante (c. presente).
– sono andato in Brasile a maggio. Nessuno avrebbe mai potuto immaginare che io fossi addirittura stato invitato da un membro dell’associazione Italiano Semplicemente. Eppure è proprio così (fossi stato, congiuntivo trapassato. Verbo invitare).
– non è importante che io sia già stato in Brasile. Voglio tornarci presto! (congiuntivo passato).
– Oristano è una città italiana che si trova in Sardegna, e devo dire che io non credevo che lì ci fossero visitatori di italiano Semplicemente (c. Imperfetto).
– Siete stati a Bruges ma eravate distratti? Ebbene se aveste prestato attenzione vi sareste accorti che a Bruges c’è il primo birradotto al mondo, cioè un sistema che permette di trasportare la birra attraverso un sistema di tubature sotterranee (se aveste prestato, congiuntivo trapassato).
– sapevate che il cimitero di Or Akiva, in Israele, ha un sito web che permette di ricercare le persone seppellite in quel cimitero? Basta inserire nome e cognome. Se però qualcuno ve ne avesse già parlato, questa non sarebbe una novità (Congiuntivo trapassato).
– dovete sapere che la città di Canpinas, in Brasile, nel corso degli anni ’70 ha raddoppiato le sue dimensioni grazie ai flussi migratori. Molti italiani si trasferirono a Campinas in quel periodo. La città per questo suo veloce sviluppo viene chiamata la “Principessa dell’Ovest”, ovest perché si trova ad ovest rispetto a San Paolo, la capitale dello stato omonimo. Tutto questo è accaduto senza che io ne sapessi nulla finora! (congiuntivo imperfetto).
– vi racconto queste curiosita soltanto affinché possiate conoscere notizie interessanti su alcune località del mondo (Congiuntivo presente)
– gli abitanti di Bruges sono molto sensibili al problema dell’inquinamento. Recentemente una grande balena è stata realizzata con rifiuti di plastica ed è stata esposta proprio a Bruges. Fossimo anche noi italiani così virtuosi! (congiuntivo imperfetto).
– molto interessante la scritta che si legge sul logo della città di Or Akiva. Si tratta di un versetto biblico che tradotto recita così: ve lo faccio ascoltare da una signora israeliana di nome Bella.
Bella: “se le tue origini sono umili, il tuo futuro sarà prospero“.
Grazie Bella, un omaggio all’umiltà dunque. Prospero significa felice, ricco soddisfacente. Un futuro radioso potremmo anche dire.
Se qualcuno non ci crede e vuole recarsi a vedere questa scritta di persona, ci andasse pure! Non se ne pentirà (congiuntivo imperfetto).
– se solo fossi un pochino più libero, volerei subito a Berlino a trovare un’amica, che mi porterebbe a fare un giro della Città sempre che si trovasse anche lei a Berlino, considerando che sta spesso in Italia (se fossi, si trovasse, sempre congiuntivo imperfetto).
– mi sono sempre trovato particolarmente a mio agio con i brasiliani. Che io abbia vissuto in Brasile in una mia vita precedente? Chissà! (congiuntivo passato)
– credete che io abbia già terminato l’episodio? (congiuntivo passato). Se fosse vero (cong. Imperfetto) voi avreste già completamente imparato l’uso del Congiuntivo, sia che abitiate a Campinas (cong. Presente), sia che siate di Berlino, di Oristano oppure di Bruges.
– È possibile che nell’episodio di oggi abbiate trovato alcuni esempi più interessanti di altri (cong. passato), in questa eventualità, abbiate pazienza! (cong. presente) perché che io mi sia impegnato molto non ci sono dubbi (cong. passato).
– gli abitanti di Oristano si chiamano oristanesi. Se invece vi avessi parlato degli abitanti di Sassari (altra città della Sardegna) vi avrei parlato dei sassaresi (se avessi parlato, congiuntivo trapassato).
– se uno studente della lingua italiana berlinese desse (c. Presente) una mano con l’italiano ad uno studente belga di Bruges, e quest’ultimo non stesse attento alle spiegazioni (c. Presente) il primo direbbe al secondo: temo che tu non sia abbastanza concentrato (c. Presente).
“È possibile che io abbia bevuto troppa birra” , risponderebbe il secondo (c. passato). Che io sia ubriaco? (c. passato).
No, replicherebbe lo studente tedesco, invece è probabile che a quest’ora tu sia molto stanco (c. presente).
Suppongo che l’episodio termini qui (c. presente).
Grazie ai donatori di Oristano, Bruges, Berlino e Campinas. Grazie a tutti per l’ascolto. Ed il fatto che siate arrivati fino alla fine mi rende felice. Che io sia un a persona che si accontenta di poco?
Non credo proprio!
Siate sempre più numerosi a seguire italiano Semplicemente! Caschi il mondo!
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